sabato 26 luglio 2014

Buona la prima per i giovani GialloNeri.

E' iniziata oggi la stagione 2014/2015 per la seconda squadra di Dortmund, la nostra Under 23 inizia nel modo migliore la stagione vincendo per 2:1 in trasferta contro FC Rot-Weiss Erfurt.

Allo Steigerwaldstadion presenti 6481 spettatori di cui circa 1000 sostenitori GialloNeri, David Wagner decide di schierare a sorpresa Stankovic in difesa e Harder prima punta preferendoli a Zimmermann e Vayrynen.
Il primo tempo si conclude con gli ospiti avanti 1:0 grazie alla rete di Edisson Jordanov ( Tordanov per gli amici) su assist di Tammo Harder e ad inizio ripresa è proprio quest'ultimo a raddoppiare.
I padroni di casa non ci stanno a perdere e accorciano le distanze al 74esimo con Sascha Eichmeier ma l'assedio finale è reso vano dal muro innalzato dal BVB.

La stagione inizia dunque con 3 punti importanti per il morale, sabato prossimo debutto in casa contro il Kiel per allungare la striscia vincente.
Esultanza dei giovani GialloNeri (foto di @BVB)



sabato 19 luglio 2014

Il primo giorno di Ciro.

Ieri finalmente c'è stato il primo giorno di scuola per Ciro Immobile, l'attaccante italiano si è aggregato al gruppo per la prima volta e ha svolto le visite mediche di routine.


Dopo il pranzo con i compagni Ciro insieme all'altro neo innesto Ji hanno svolto i test fisici sul campo d'atletica del centro sportivo e saggiato per la prima volta l'atmosfera del nuovo ambiente di lavoro.


La giornata si è conclusa con la prima intervista in GialloNero, per nostra fortuna in italiano. Intervista realizzata da Floria Groeger (@RN_Florian) dove nel finale Ciro abbozza anche le sue prime parole in tedesco.
Buona visione e in bocca al lupo Ciro. 

giovedì 17 luglio 2014

Il BVB del futuro: Matthias Ginter

Nome: Matthias Ginter
Data di nascita: 19/01/1994
Nazionalità: tedesca
Altezza: 1.88m
Ruolo: difensore centrale
Ruoli secondari: mediano

Nel 2013/2014: col Friburgo 34 partite in Bundesliga, 5 in Europa League con 1 gol e 3 in DFB Pokal con 2 gol. Con la nazionale 3 presenze. Convocato per la Coppa del Mondo 2014.


Matthias Ginter poco dopo la firma del contratto, al centro tra Hans-Joachim Watzke e Michael Zorc.










Come forse già saprete, il Borussia Dortmund nella giornata di ieri si è assicurata le prestazioni del calciatore classe 1994 Matthias Ginter, proveniente dal Friburgo al costo di 10M di Euro e con un contratto di 5 anni. Se invece non lo sapevate ancora, eccovi serviti. E dunque non poteva esserci un'occasione migliore per riprendere la rubrica dedicata ai giovani talenti del BVB, che avevamo accantonato in occasione dei Mondiali e che in futuro proveremo a riproporre con nuovi profili. Negli scorsi appuntamenti abbiamo parlato di ragazzi che hanno giocato con la prima squadra per qualche partita, che hanno giocato con discreta frequenza ma sono attualmente in prestito o anche di giovani che non hanno ancora debuttato in Bundesliga. Con Ginter, affrontiamo il profilo di un calciatore già conosciuto ai più, con esperienza internazionale e due anni di Bundesliga sotto la cintura. E con un titolo mondiale appena vinto, con i rumors che volevano un suo trasferimento a Dortmund già prima della rassegna brasiliana, come abbiamo anticipato nel post di riepilogo dei convocati. All'epoca la situazione era poco chiara, sembrava che il Friburgo volesse tenerlo per un altro anno prima di lasciarlo andare, anche in una speranza di far lievitare il prezzo del suo cartellino, ma in realtà a Mondiali finiti le due squadre hanno chiuso l'accordo per permettere a Ginter di andare in vacanza con serenità dal punto di vista contrattuale.

Fatta questa premessa, parliamo nello specifico del calciatore. Matthias Ginter nasce a Friburgo all'inizio del 1994. Il padre Thomas è un assicuratore ma ha la passione smodata per il calcio a tal punto che ha l'hobby di allenare una squadra giovanile locale. La cosa logica dunque per il piccolo Matze e suo fratello maggiore Niklas è quella di giocare anche loro a calcio. Lo fanno in due società diverse da quella in cui allenava il padre, per cui non si vedevano spesso ma a casa c'era sempre confronto. Matthias ha detto più volte di aver avuto come modello Niklas e quand'era piccolo lo andava a veder giocare. Poi come spesso capita, il secondogenito ha più talento del primo e dunque nel quando nel 2005 il Friburgo bussa a casa Ginter si chiede del ragazzino, di Matze, che nel frattempo tirava i primi calci nello SV March. Primi calci di qualità evidentemente.

Comincia dunque una trafila nella squadra principale della città nativa che lo porterà, come per molti calciatori di talento, a bruciare le tappe: a 15 anni debutta nel campionato zonale U17, a 16 anni salta al campionato U19, salvo tornare a fine stagione con la squadra U17 per aiutarla a vincere il campionato del Sud Ovest, cosa che non riuscirà. Torniamo al breve periodo con la squadra U19, perché nella stagione di debutto, a 16 anni, si divide tra difesa e centrocampo e segnerà 14 gol in 25 presenze. Certo, c'è l'aiuto di qualche rigore ma questi sono numeri da mezzala o da trequartista, solo che lui fa il mediano o il difensore centrale, ma ama viaggiare palla al piede e qualche volta dev'essere arrivato anche in porta.

Arrivano anche le prime convocazioni nelle nazionali giovanili: a fine 2011 fa l'esordio nella Germania U18, qualche mese dopo è nella spedizione di Euro U19 2012. Il talento è tale che anche anche la prima squadra del Friburgo pensa che possa dare una mano a loro. In Bundesliga, e Matze ha ancora 18 anni. Anzi, per la precisione 18 anni e 2 giorni, quando il 21 gennaio del 2012 debutta in Bundesliga. Friburgo-Augsburg, davanti ai suoi concittadini entra al 70° minuto della partita. Sarà che è ancora abituato a bazzicare l'area avversaria, sta di fatto che gioca a centrocampo ma in posizione piuttosto offensiva. Al minuto 88 punizione verso il centro, Ginter la prende di testa e segna il gol vittoria. Sembra una cosa uscita da un film: il piccolo Matze da Friburgo, che debutta in un campionato importante per la squadra della sua città a 18 anni e risulta decisivo per la vittoria.

Lungo il 2012 l'attenzione sale su di lui ed arriva anche la DFB, la federcalcio tedesca a premiare Ginter: a settembre di quell'anno gli viene consegnata la Fritz Walter Medaille, onorificenza riservata ai migliori giovani calciatori del paese. Nel frattempo è iniziata un'altra stagione agonistica ed il Friburgo fa sul serio, con Ginter ormai titolare fisso, principalmente da difensore centrale. Purtroppo deve fermarsi poco prima della pausa invernale per un problema alla schiena e quando torna verrà utilizzato in un paio di occasioni anche da mediano. Il Friburgo nel frattempo vola, vola e conquista un clamoroso 5° posto che vuol dire Europa League. E dunque nella stagione passata, anche se le cose non sono andate bene, tutt'altro, sono arrivate anche le prime 5 presenze in Europa, che a questo punto gli serviranno da bagaglio per affrontare la Champions League dall'anno prossimo. Inoltre, le sue comunque discrete prestazioni al centro della difesa hanno convinto Jogi Loew a convocarlo in nazionale maggiore, nella quale Ginter ha debuttato il 5 marzo appena trascorso, entrando al 90° di Germania-Cile. Alla fine è arrivato anche il viaggio premio in Brasile, dove con la sua duttilità poteva sostituire sia i centrali difensivi che i mediani. Non è servito, ma sicuramente ha respirato un'aria particolare, l'aria dei campioni del Mondo.


Matthias Ginter è un calciatore molto valido dal punto di vista tecnico. Personalmente ho sempre pensato che fosse simile a Mats Hummels, per il quale in età giovanile non sono mancate le partite da centrocampista. Sono due calciatori veramente molto simili, con differenze tecniche poco notevoli. Ginter, come Hummels, ha un buon tocco di palla e gli piace in alcuni casi impostare l'azione dalla difesa. Dal punto di vista atletico, Ginter è forse più rapido e veloce mentre dal punto di vista fisico sono molto simili, col biondo neoacquisto che forse è leggermente più potente. Matze è bravo anche nel gioco aereo, ma a differenza di Hummels che ha una elevazione maggiore, Ginter ha dei tempi di stacco che sono davvero eccellenti, una di quelle qualità innate che ci fanno anche capire il "feel for the game" di Ginter. Alle volte non ha nemmeno bisogno di staccare molto da terra perché il suo intervento aereo è preciso e gli permette di prevalere sull'attaccante avversario.

Con Hummels condivide anche uno dei difetti, ovvero i passaggi a vuoto durante la partita che spesso nascono da errori di posizione. Nel caso di Ginter in particolare, sembra che il passaggio continuo da difensore a centrocampista non gli permetta di eseguire alcuni movimenti tattici alla perfezione. In genere queste cose possono scomparire col tempo perché si fa più pratica a gestire due ruoli, ma Ginter alterna difesa e centrocampo da anni e quindi forse converrebbe utilizzarlo definitivamente come centrale difensivo e magari spostarlo a centrocampo solo in casi di emergenza.

Dal punto di vista difensivo è un calciatore molto ordinato, che raramente ricorre all'entrata dura. Ciò non vuol dire che timido davanti all'avversario, anzi in generale è un calciatore che ha personalità, che può anche comandare un reparto difensivo come ha fatto da teenager a Friburgo. Può crescere di rendimento e ad esempio rispetto ad Hummels ha un ceiling maggiore ma in generale è difficile che possa diventare molto più forte di come sia ora, che è già tanto. Sembra uno di quei calciatori che si sono sviluppati precocemente e che a 18 anni hanno già acquisito la  maturità fisica. Ad ogni modo, è importantissimo aver preso un calciatore simile ad Hummels perché così potrà ambientarsi prima nelle situazioni tattiche del BVB ed eventualmente sostituirlo qualora Mats dovesse essere ceduto, anche se ovviamente noi ci auguriamo di no.


Nel 2014/2015? Matthias Ginter nella stagione prossima sarà parte della prima squadra del Borussia Dortmund, a meno di fatti stranissimi che lo porterebbero ad un prestito di cui ovviamente dubitiamo. Dopo aver giocato tantissimo nell'ultima stagione, il suo ruolo sarà quello di panchinaro di lusso, probabilmente come vice Hummels al fianco di Subotic e Papastathopoulos. Sarò curioso però di vedere come lo userà Klopp, che magari per non lasciare un talento di questo genere in panchina lo proverà in mediana al fianco di Sahin, soprattutto ad inizio stagione quando Gundogan non avrà ancora completato la sua riabilitazione.

lunedì 14 luglio 2014

Cronache dal Brasile - Weltmeister edition



Germania campione del Mondo.

Roman Weidenfeller campione del Mondo.

Erik Durm campione del Mondo.

Kevin Grosskreutz campione del Mondo.

Ma soprattutto, Mats Hummels campione del Mondo.



Non fraintendetemi, un campione del Mondo è tale sia che giochi, sia che non giochi. Però quando un calciatore diventa campione del Mondo giocando, assapora il successo sicuramente in un modo diverso, forse fa più suo il successo. Mats Hummels è l'unico calciatore del BVB ad aver vinto questa Coppa del Mondo giocando. E risultando anche decisivo in un'occasione, con la sua prestazione monstre ai quarti contro la Francia. Non è stato un cammino facile per lui, con l'infortunio dopo la prima partita e gli ottavi saltati, e poi il nuovo problema accusato durante le semifinali che avrebbe potuto fargli perdere l'atto finale. Lui ha sempre reagito bene, tornando in campo e giocando anche ieri, guadagnandosi sul campo il titolo di campione del Mondo.

La partita di ieri non è nemmeno stata giocata benissimo, con un paio di indecisioni abbastanza gravi tra cui quella che ha condotto Palacio ad essere solo davanti a Neuer. Spesso Mats si faceva saltare da Messi e Lavezzi, poi sostituito da un Aguero gestito meglio dal centrale giallonero. Ieri è stata forse la prima partita della nazionale tedesca in cui Jerome Boateng ha giocato meglio di Hummels, in generale in tutto il Mondiale il centrale del Bayern è stato egregio nel suo lavoro, oltre le aspettative e a noi piace pensare che ci sia del merito nella presenza, al suo fianco, di Mats Hummels.


Bella, eh?



E comunque lasciatemi dire due cose anche sugli altri tre campioni del Mondo, quelli che c'erano ma non hanno giocato.

Che bella la storia di Roman Weidenfeller, portiere medio o anche mediocre per i primi 7/8 anni della sua carriera prima di sbocciare definitivamente, prima di diventare a 30 anni passati uno dei migliori portieri tedeschi e del mondo. Il debutto in nazionale, a Wembley, la convocazione ai Mondiali. Roman Weidenfeller è un campione del Mondo e se lo merita.

Che bella la storia di Erik Durm, che l'anno scorso era un'ala destra nella seconda squadra, giovane ma comunque stagnante nella terza divisione tedesca. Poi l'intuizione: "caro Erik, ti cambiamo di ruolo, da oggi sei un terzino". Lui, che non ha mai fatto il terzino prima di questa stagione, che s'è visto addosso Robben e Bale, per dire un paio di nomi, spesso sulla sottile linea che delimita la prestazione "giustificabile" dalla figuraccia. Erik Durm però è cresciuto nell'ultima stagione da terzino ed ha guadagnato considerazione nazionale. Se volete il parere mio, non avrebbe meritato la convocazione ma da tifoso non si può che essere contenti per lui. Loew ha addirittura lasciato a casa Schmelzer, il titolare di Durm, pur di portarlo. Fra vent'anni i nostri figli forse lo ricorderanno così come noi italiani ricordiamo Franco Selvaggi, ma in ogni caso Erik Durm è campione del Mondo.

Che bella anche la storia di Kevin Grosskreutz, il pazzo Grosskreutz. Quello che "mettimi dove vuoi, io darò tutto". Quello che faceva il centravanti, poi l'ala sinistra, poi anche l'ala destra, poi il terzino, il mediano, che ha fatto il portiere per 10 minuti. Che il mese prima dei mondiali ha tirato un kebab addosso ad un tifoso del Colonia e che ha urinato nella hall di un albergo di Berlino dopo aver affogato nell'alcol la delusione di una DFB Pokal persa ai supplementari. Che poteva rimanere a casa ma che invece in Brasile è andato, perché uno come lui può sempre servire. Non è servito sul campo in questa spedizione, ma se diversi giocatori ne parlano come un grandissimo compagno di squadra, forse al gruppo è servito. E comunque, anche Kevin Grosskreutz è campione del Mondo e se lo merita.


E due righe veloci anche sul resto della squadra, quei giocatori che noi vediamo come avversari e con cui non abbiamo nulla da spartire, ma che non hanno certo perso tempo a ricordare Marco Reus, Ilkay Gundogan, Sven Bender come membri integranti di questo gruppo. In fondo anche loro sono campioni del Mondo, anche se ovviamente hanno dovuto guardare i loro compagni da casa e non possono materialmente fregiarsi di questo titolo.


E con questo, si archivia anche quest'esperienza. Ora vacanze, poi di nuovo al lavoro, che ad agosto c'è una SuperPokal da vincere.


sabato 5 luglio 2014

Cronache dal Brasile - 4 luglio




Nella prima delle due giornate dedicate ai quarti di finale della Coppa del Mondo erano impegnati tutti e 5 i giocatori del BVB rimasti ancora in corso. Che poi in realtà come al solito nella Germania ha giocato solo Hummels, ma l'ha fatto facendosi notare.

Il difensore centrale del BVB ha smaltito i problemi di salute che non gli hanno permesso di scendere in campo contro l'Algeria ed è titolare invece nel quarto di grande fascino tra Francia e Germania. Che stia bene, lo si è capito praticamente subito: al 12° minuto su un calcio di punizione dalla trequarti Mats stacca sopra Varane e realizza il gol dell'1-0, secondo gol in questi mondiali per lui.

Mats sarà tanto decisivo nella zona offensiva quanto in quella di sua competenza, ovvero in difesa, dove nel primo tempo respinge nell'area piccola due conclusioni di Benzema e fa sentire come al solito la sua carismatica presenza che rende più facile il lavoro anche ad un difensore non proprio abilissimo come Jerome Boateng, autore a sua volta di una discreta partita.

Mappa dei tiri respinti da Hummels. Un muro davanti alla sua porta (via Squawka)




Nella ripresa la Francia prova ad attaccare in virtù dello svantaggio ma Benzema e compagni trovano pane per i suoi denti con Mats, capo della difesa teutonica. Il solo Griezmann prova a fare qualcosa ed è anzi uno dei due ad aver saltato in dribbling il centrale del BVB (l'altro è Pogba). Hummels comunque continua con la sua partita precisa, in cui l'unica sua sbavatura è un colpo di testa, frutto di un rimpallo, che va vicinissima alla porta di Neuer e che avrebbe potuto causare un autogol clamoroso. Alla fine la Francia non riesce a segnare, la Germania passa grazie al gol di Hummels (nominato man of the match) e in semifinale trova il Brasile, che ha battuto la Colombia.

Eh già, la Colombia nel quale c'è Adrian Ramos. Parte dalla panca ma all'intervallo con una mossa sorprendente è lui ad entrare in campo invece del più quotato Jackson Martinez. Adrian si muove, fa quello che ci auguriamo possa fare al BVB, magari con maggiore qualità. Movimento sulla trequarti, è un attaccante che al momento opportuno fa valere il fisico (due contrasti vinti di soli muscoli) e fa da torre. Negli ultimi 20 minuti della partita è stato al centro delle azioni colombiane, da lui è passata l'azione del rigore segnato da James Rodriguez e valido per il 2-1 finale. Qualche sponda di qualità, anche un paio di duelli aerei persi e nel finale è lui a colpire la palla di testa nell'ultima azione offensiva colombiana, senza saltar,e con poca convinzione o magari perché ostacolato dagli avversari più di quanto le immagini mostrino. Ad ogni modo esce dal torneo, ora vacanze e poi ritiro con la sua nuova squadra. Bello che Pekerman abbia avuto considerazione per lui, visto che ha giocato in 3 partite su 5 di cui una da titolare. Avrà altre occasioni per rifarsi, con il suo club e con la nazionale.