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giovedì 17 luglio 2014

Il BVB del futuro: Matthias Ginter

Nome: Matthias Ginter
Data di nascita: 19/01/1994
Nazionalità: tedesca
Altezza: 1.88m
Ruolo: difensore centrale
Ruoli secondari: mediano

Nel 2013/2014: col Friburgo 34 partite in Bundesliga, 5 in Europa League con 1 gol e 3 in DFB Pokal con 2 gol. Con la nazionale 3 presenze. Convocato per la Coppa del Mondo 2014.


Matthias Ginter poco dopo la firma del contratto, al centro tra Hans-Joachim Watzke e Michael Zorc.










Come forse già saprete, il Borussia Dortmund nella giornata di ieri si è assicurata le prestazioni del calciatore classe 1994 Matthias Ginter, proveniente dal Friburgo al costo di 10M di Euro e con un contratto di 5 anni. Se invece non lo sapevate ancora, eccovi serviti. E dunque non poteva esserci un'occasione migliore per riprendere la rubrica dedicata ai giovani talenti del BVB, che avevamo accantonato in occasione dei Mondiali e che in futuro proveremo a riproporre con nuovi profili. Negli scorsi appuntamenti abbiamo parlato di ragazzi che hanno giocato con la prima squadra per qualche partita, che hanno giocato con discreta frequenza ma sono attualmente in prestito o anche di giovani che non hanno ancora debuttato in Bundesliga. Con Ginter, affrontiamo il profilo di un calciatore già conosciuto ai più, con esperienza internazionale e due anni di Bundesliga sotto la cintura. E con un titolo mondiale appena vinto, con i rumors che volevano un suo trasferimento a Dortmund già prima della rassegna brasiliana, come abbiamo anticipato nel post di riepilogo dei convocati. All'epoca la situazione era poco chiara, sembrava che il Friburgo volesse tenerlo per un altro anno prima di lasciarlo andare, anche in una speranza di far lievitare il prezzo del suo cartellino, ma in realtà a Mondiali finiti le due squadre hanno chiuso l'accordo per permettere a Ginter di andare in vacanza con serenità dal punto di vista contrattuale.

Fatta questa premessa, parliamo nello specifico del calciatore. Matthias Ginter nasce a Friburgo all'inizio del 1994. Il padre Thomas è un assicuratore ma ha la passione smodata per il calcio a tal punto che ha l'hobby di allenare una squadra giovanile locale. La cosa logica dunque per il piccolo Matze e suo fratello maggiore Niklas è quella di giocare anche loro a calcio. Lo fanno in due società diverse da quella in cui allenava il padre, per cui non si vedevano spesso ma a casa c'era sempre confronto. Matthias ha detto più volte di aver avuto come modello Niklas e quand'era piccolo lo andava a veder giocare. Poi come spesso capita, il secondogenito ha più talento del primo e dunque nel quando nel 2005 il Friburgo bussa a casa Ginter si chiede del ragazzino, di Matze, che nel frattempo tirava i primi calci nello SV March. Primi calci di qualità evidentemente.

Comincia dunque una trafila nella squadra principale della città nativa che lo porterà, come per molti calciatori di talento, a bruciare le tappe: a 15 anni debutta nel campionato zonale U17, a 16 anni salta al campionato U19, salvo tornare a fine stagione con la squadra U17 per aiutarla a vincere il campionato del Sud Ovest, cosa che non riuscirà. Torniamo al breve periodo con la squadra U19, perché nella stagione di debutto, a 16 anni, si divide tra difesa e centrocampo e segnerà 14 gol in 25 presenze. Certo, c'è l'aiuto di qualche rigore ma questi sono numeri da mezzala o da trequartista, solo che lui fa il mediano o il difensore centrale, ma ama viaggiare palla al piede e qualche volta dev'essere arrivato anche in porta.

Arrivano anche le prime convocazioni nelle nazionali giovanili: a fine 2011 fa l'esordio nella Germania U18, qualche mese dopo è nella spedizione di Euro U19 2012. Il talento è tale che anche anche la prima squadra del Friburgo pensa che possa dare una mano a loro. In Bundesliga, e Matze ha ancora 18 anni. Anzi, per la precisione 18 anni e 2 giorni, quando il 21 gennaio del 2012 debutta in Bundesliga. Friburgo-Augsburg, davanti ai suoi concittadini entra al 70° minuto della partita. Sarà che è ancora abituato a bazzicare l'area avversaria, sta di fatto che gioca a centrocampo ma in posizione piuttosto offensiva. Al minuto 88 punizione verso il centro, Ginter la prende di testa e segna il gol vittoria. Sembra una cosa uscita da un film: il piccolo Matze da Friburgo, che debutta in un campionato importante per la squadra della sua città a 18 anni e risulta decisivo per la vittoria.

Lungo il 2012 l'attenzione sale su di lui ed arriva anche la DFB, la federcalcio tedesca a premiare Ginter: a settembre di quell'anno gli viene consegnata la Fritz Walter Medaille, onorificenza riservata ai migliori giovani calciatori del paese. Nel frattempo è iniziata un'altra stagione agonistica ed il Friburgo fa sul serio, con Ginter ormai titolare fisso, principalmente da difensore centrale. Purtroppo deve fermarsi poco prima della pausa invernale per un problema alla schiena e quando torna verrà utilizzato in un paio di occasioni anche da mediano. Il Friburgo nel frattempo vola, vola e conquista un clamoroso 5° posto che vuol dire Europa League. E dunque nella stagione passata, anche se le cose non sono andate bene, tutt'altro, sono arrivate anche le prime 5 presenze in Europa, che a questo punto gli serviranno da bagaglio per affrontare la Champions League dall'anno prossimo. Inoltre, le sue comunque discrete prestazioni al centro della difesa hanno convinto Jogi Loew a convocarlo in nazionale maggiore, nella quale Ginter ha debuttato il 5 marzo appena trascorso, entrando al 90° di Germania-Cile. Alla fine è arrivato anche il viaggio premio in Brasile, dove con la sua duttilità poteva sostituire sia i centrali difensivi che i mediani. Non è servito, ma sicuramente ha respirato un'aria particolare, l'aria dei campioni del Mondo.


Matthias Ginter è un calciatore molto valido dal punto di vista tecnico. Personalmente ho sempre pensato che fosse simile a Mats Hummels, per il quale in età giovanile non sono mancate le partite da centrocampista. Sono due calciatori veramente molto simili, con differenze tecniche poco notevoli. Ginter, come Hummels, ha un buon tocco di palla e gli piace in alcuni casi impostare l'azione dalla difesa. Dal punto di vista atletico, Ginter è forse più rapido e veloce mentre dal punto di vista fisico sono molto simili, col biondo neoacquisto che forse è leggermente più potente. Matze è bravo anche nel gioco aereo, ma a differenza di Hummels che ha una elevazione maggiore, Ginter ha dei tempi di stacco che sono davvero eccellenti, una di quelle qualità innate che ci fanno anche capire il "feel for the game" di Ginter. Alle volte non ha nemmeno bisogno di staccare molto da terra perché il suo intervento aereo è preciso e gli permette di prevalere sull'attaccante avversario.

Con Hummels condivide anche uno dei difetti, ovvero i passaggi a vuoto durante la partita che spesso nascono da errori di posizione. Nel caso di Ginter in particolare, sembra che il passaggio continuo da difensore a centrocampista non gli permetta di eseguire alcuni movimenti tattici alla perfezione. In genere queste cose possono scomparire col tempo perché si fa più pratica a gestire due ruoli, ma Ginter alterna difesa e centrocampo da anni e quindi forse converrebbe utilizzarlo definitivamente come centrale difensivo e magari spostarlo a centrocampo solo in casi di emergenza.

Dal punto di vista difensivo è un calciatore molto ordinato, che raramente ricorre all'entrata dura. Ciò non vuol dire che timido davanti all'avversario, anzi in generale è un calciatore che ha personalità, che può anche comandare un reparto difensivo come ha fatto da teenager a Friburgo. Può crescere di rendimento e ad esempio rispetto ad Hummels ha un ceiling maggiore ma in generale è difficile che possa diventare molto più forte di come sia ora, che è già tanto. Sembra uno di quei calciatori che si sono sviluppati precocemente e che a 18 anni hanno già acquisito la  maturità fisica. Ad ogni modo, è importantissimo aver preso un calciatore simile ad Hummels perché così potrà ambientarsi prima nelle situazioni tattiche del BVB ed eventualmente sostituirlo qualora Mats dovesse essere ceduto, anche se ovviamente noi ci auguriamo di no.


Nel 2014/2015? Matthias Ginter nella stagione prossima sarà parte della prima squadra del Borussia Dortmund, a meno di fatti stranissimi che lo porterebbero ad un prestito di cui ovviamente dubitiamo. Dopo aver giocato tantissimo nell'ultima stagione, il suo ruolo sarà quello di panchinaro di lusso, probabilmente come vice Hummels al fianco di Subotic e Papastathopoulos. Sarò curioso però di vedere come lo userà Klopp, che magari per non lasciare un talento di questo genere in panchina lo proverà in mediana al fianco di Sahin, soprattutto ad inizio stagione quando Gundogan non avrà ancora completato la sua riabilitazione.

giovedì 22 maggio 2014

Il BVB del futuro: Tammo Harder

Nome: Tammo Harder
Data di nascita: 04/01/1994
Nazionalità: tedesca
Altezza: 1.74m
Ruolo: ala sinistra, seconda punta

Nel 2013/2014: col BVB II 32 partite giocate, 8 gol, 1 assist.


Tammo Harder esulta dopo un gol allo Stadion Rote Erde


Una delle storie che si leggono diverse volte quando si scava nel passato dei calciatori. Soprattutto quelli tedeschi. Soprattutto quelli del Nord Reno Westfalia. La storia di un ragazzo che da piccolissimo entra in una società, poi passa ad una società rivale e poi torna alla società d'origine prima che compia vent'anni. Alle volte cose del genere accadono per giocatori marginali, ma non si può definire marginale un giocatore come Tammo Harder dopo la stagione 2012/2013.

Tammo nasce a Dulmen, cittadina westfaliana distante 50 Km da Gelsenkirchen e poco meno di 70 Km da Dortmund. Ad otto anni i genitori vogliono iscriverlo ad una scuola calcio ed optano per il BVB. Contratto di 4 anni, che però i gialloneri non rinnovano, come spesso accade in Germania con i calciatori tedeschi, lasciando scelta al ragazzo ed ai genitori su cosa fare. Tammo nel 2006 cambia sponda ed entra nelle giovanili dello Schalke 04.

Qui si forma e migliora. Piace ai tecnici del settore giovanile, a tal punto che nel marzo del 2009, a soli 15 anni, Harder debutta nel campionato tedesco U17, contro l'Eintracht Dortmund. Da lì sarà un crescendo continuo: comincia a segnare gol, fare assist giocando sia da esterno d'attacco che da prima punta. Nel 2011 13 gol e 7 assist con la U17 bastano a promuoverlo al piano superiore, la U19 dove tra l'altro è compagno di Max Meyer. Con lui forma una coppia d'attacco eccezionale per il livello e nella stagione 2012/2013, quella a cui abbiamo accennato prima, Tammo Harder è capocannoniere e miglior assistman della zona Ovest nel campionato U19, 20 gol e 10 assist in 24 partite. Se non stessimo parlando di una rappresentativa giovanile dello Schalke verrebbe da dire che sia un peccato che questa squadra abbia perso nelle semifinali nazionali.

Ah, ricordate la storia dei contratti non rinnovati? Harder nel 2013 era in scadenza con lo Schalke. In primavera chiama un responsabile del Borussia Dortmund e lo convince a ritornare in giallonero. Di fatti il BVB prende a costo zero, dalla squadra rivale, l'Under 19 più produttivo di Germania.

Purtroppo però, essere produttivi a livello giovanile non è necessariamente un'anticamera per il successo da grandi. Contano troppe cose, etica lavorativa, scelte personali, essere allenato da persone affidabili, avere compagni affidabili, talento, fisico. Ecco, il fisico: Tammo è alto 1.74m ed a vedere qualche foto sembra pure che i misuratori siano stati un po' generosi. Nel calcio di oggi dove velocità e potenza sono un fattore determinante, il suo aspetto minuto potrebbe rappresentare il limite n°1 in ottica futura. Inoltre si dice che i calciatori bassi abbiano una maturazione più precoce, per cui Harder potrebbe avere meno margini di miglioramento di quelli che si possa pensare. Però lui i gol li ha sempre fatti, per cui non vale la pena essere pessimisti ora. Ci penseremo poi.

In fondo, anche quest'anno ha fatto una stagione più che dignitosa, essendo stata la prima tra i senior con avversari fisici ai quali ha dovuto prendere le misure. David Wagner non si è fidato sin dall'inizio del ragazzi, panchinandolo nelle prime 11 partite, facendolo entrare nella ripresa solo in 6 occasioni. Poi arriva la partita contro l'Hallescher: con molti giocatori fuori Wagner deve puntare su Harder, che non delude il suo allenatore: doppietta e vittoria del BVB II per 4-0. Da quel momento è titolare fisso, alle volte gioca da seconda punta mentre altre fa l'ala sinistra nel 4-2-3-1. Ecco, una cosa da non sottovalutare è la duttilità tattica di Harder, che può giocare quasi ovunque sul fronte offensivo, tecnicamente anche da centravanti visto il fiuto per il gol, sebbene sia impraticabile vista la stazza fisica.

Con 23 partite da titolare ed altri 9 spezzoni di gara, 8 gol sono un discreto bottino anche considerando le difficoltà nel creare gioco del BVB II, che aveva nel centrocampo il suo reparto peggiore. Lascia un po' a desiderare il singolo assist, considerato il ruolo avrebbe dovuto farne di più, ma considerato che negli scorsi anni ha sempre mostrato una buona capacità nel passaggio decisivo la scarsezza di assist in questa stagione potrebbe essere un caso.


Nel 2014/2015? Ecco, forse lui avrebbe bisogno di un anno in prestito, magari anche in 2. Liga ma preferibilmente in una squadra di bassa Bundesliga. Magari il Paderborn appena promosso ha bisogno di calciatori per costruire la squadra in vista dell'anno prossimo, Harder potrebbe trovare parecchio campo con loro. Con questo non vuol dire che andrà in prestito, è solo un'idea percorribile ma verosimilmente anche una seconda stagione al BVB II con spazio da subito potrebbe essere un'idea. Sicuramente mi aspetto che faccia la preparazione con la prima squadra e partecipi a qualche amichevole precampionato, anche per farsi conoscere dai compagni della prima squadra.


lunedì 19 maggio 2014

Il BVB del futuro: Jannik Bandowski

Nome: Jannik Bandowski
Data di nascita: 30/03/1994
Nazionalità: tedesca
Altezza: 1.90m
Ruolo: terzino sinistro


Nel 2013/2014: col BVB II 17 partite giocate, 1 gol, 1 assist.


Bandowski va al tiro nella amichevole prestagionale Basilea-BVB


Dopo aver trattato due calciatori forse un po' più conosciuti anche nell'ambiente internazionale, questa volta ci soffermiamo su un ragazzo meno talentuoso, probabilmente, sicuramente con minor esposizione sia a livello nazionale che di club. Eppure, paradossalmente, dovessi dire il nome di un calciatore giovane con maggiori possibilità di far parte sul serio del BVB nei prossimi anni, andrei con Jannik Bandowski.

Le motivazioni? Il ruolo, innanzitutto. È sempre complesso trovare un esterno sinistro in questo periodo storico per cui anche sul mercato, terzini assolutamente normali acquisiscono un valore di mercato maggiore. Se conosco un attimo Michael Zorc, mi verrebbe da dire che l'ultimo ruolo su cui andrebbe a spendere soldi sia quello degli esterni difensivi. Poi tutto può accadere, ma anche gli adattamenti di Erik Durm e Kevin Grosskreutz danno l'impressione che a Dortmund preferiscano costruirsi il terzino in casa piuttosto che andare a bussare alle altrui porte.

In secondo luogo, stiamo parlando comunque di un prospetto più che decente, per quanto non sia un fenomeno: buona corporatura, ovviamente atletico e disposto alla corsa, il tipico giocatore da BVB insomma. Inoltre, non deve essere malvisto dallo staff tecnico della prima squadra considerando che ha svolto buona parte del campionato aggregato a loro, insieme con gli altri giovani di primo piano presenti nella organizzazione giallonera.

Jannik Bandowski nasce a Korbach, cittadina dell'Assia. Resta nelle giovanili della squadra locale fino ai 15 anni, poi si trasferisce nel Nord Reno Westfalia, acquistato dal Paderborn. A 17 anni arriva il Borussia Dortmund che lo firma da svincolato e lo inserisce subito nella sua Under 19. Gioca due stagioni nel principale campionato giovanile tedesco e poi entra nell'organico del BVB II dalla stagione che sta per concludersi, su cui torneremo tra un attimo. Nel frattempo attira l'attenzione di Frank Wormuth, allenatore della Germania U20, che lo convoca in nazionale per due match amichevoli nel settembre del 2013.

Jannik Bandowski è un terzino molto fisico, forse leggermente atipico a causa della sua stazza fisica. Chiaramente altrove si trovano esterni difensivi così alti, ma non è certamente la qualità richiesta in quel ruolo. E' un buon colpitore di testa, ha anche un discreto sinistro ma nulla di eccezionale. Corre, ovviamente. Però non c'è molto altro per ora, come dicevo si tratta di un calciatore di qualità leggermente inferiore rispetto a Sarr e Ducksch. Ha dei discreti problemi in fase di anticipo, ovvero il motivo per il quale gioca terzino sinistro e non difensore centrale, motivo anche per il quale spesso è autore di entrate piuttosto dure. Ad ogni modo, il ragazzo ha margini di miglioramento che incoraggiano sulla sua proiezione futura.

Dicevamo, la sua stagione al BVB II. In realtà non fa nulla di straordinario, ma ci permette di introdurre un altro "problema", si spera temporaneo: come potete vedere in alto, 17 partite giocate, ovvero il girone di andata nemmeno completato. Bandowski infatti ha chiuso la stagione a dicembre, quando ha contratto una forma di mononucleosi infettiva (non sono un medico, ma a quanto pare questo link dovrebbe spiegare in modo semplice e preciso di cosa si tratti). Torna dopo un mese abbondante e dopo pochi giorni si fa di nuovo male, alla caviglia, infortunio che mette la parola fine sul 2013/2014. Sulla pagina del giocatore che Transfermarkt gli dedica, non ci sono altri infortuni risalenti al passato ed andando a controllare l'andamento delle scorse stagioni, le assenze sono dovute più ad una scelta tecnica che forzata da problemi fisici. Per cui potrebbe trattarsi di un caso, anche se l'uno-due subito in questa stagione può essere considerato un primo campanello d'allarme sulla stabilità fisica del ragazzo.


Nel 2014/2015? Dovesse restare al Borussia Dortmund, e di questo ne siamo abbastanza certi, Bandowski verrà riassegnato di nuovo al BVB II per dargli almeno una solida base di partite giocate tra i senior. Non è esclusa l'ipotesi prestito, sebbene sembri meno probabile rispetto ad altri ragazzi che hanno sotto la cintura almeno una stagione completa con la seconda squadra. In caso di infortuni o fatti particolari, può sempre raggiungere la prima squadra come opzione d'emergenza, visto che comunque Klopp lo tiene sott'occhio.


venerdì 16 maggio 2014

Il BVB del futuro: Marvin Ducksch

Nome: Marvin Ducksch
Data di nascita: 07/03/1994
Nazionalità: tedesca
Altezza: 1.88m
Ruolo: prima punta

Nel 2013/2014: col BVB 6 partite in Bundesliga e 2 con 1 gol in DFB Pokal, col BVB II 26 partite e 12 gol.

Marvin Ducksch festeggia con Hofmann il suo gol in DFB Pokal


Dopo aver rivisto la stagione di Marian Sarr, ci concentriamo su un altro ragazzo di prospettiva che quest'anno ha fatto la spola tra la prima e la seconda squadra. Parliamo del centravanti Marvin Ducksch, ragazzo molto fisico che sta trovando continuità anche in zona gol.

Nato a Dortmund, entra da piccolissimo nella scuola calcio di una delle squadre locali. Non nel BVB, ma nel Fortuna Dortmund 58. In realtà però il passaggio alla organizzazione più importante della città arriva poco dopo, quando Marvin ha 8 anni, e da quel momento in poi compie tutta la trafila nelle giovanili del Borussia Dortmund, migliorando poco alla volta ma costantemente e nel frattempo costruendo un fisico che gli permette di essere superiore anche nei contrasti e nel gioco aereo. Anche grazie alla sua precocità fisica, debutta nel campionato nazionale Under 17 a soli 15 anni e in quello Under 19 a 16 anni. Trova le prime convocazioni anche nella Germania Under 16 segnando 3 gol in 3 partite.

Nella stagione 2010/2011 gioca ancora nel campionato U17, ma solo nel girone di andata, perché dopo 33 gol in 18 partite si è capito che non aveva senso tenerlo a quel livello. Quindi il ritorno con la U19, dove segna 7 gol in 11 partite. Si guadagna la convocazione con la Germania U17 ai mondiali di categoria, dove è titolare e realizza due gol. L'anno successivo debutta pure con il BVB II, che aiuta nella vittoria del campionato di Regionalliga, completando così una bella promozione in 3. Liga, campionato che lo vedrà protagonista nelle ultime due stagioni con 15 gol in meno di 40 partite. Ed avrebbe giocato molto di più se non si fosse rotto il metatarso nella prima parte della stagione  2012/2013.

Nel frattempo al piano di sopra Jurgen Klopp e Michael Zorc prendono nota dagli allenatori delle squadre giovanili su questo ragazzo che segna a ripetizione nelle categorie inferiori. La società decide di non cederlo, nemmeno in prestito, e l'allenatore più pazzo del mondo premia Marvin concedendogli la possibilità di fare il precampionato con la prima squadra. Ducksch peraltro risponde alla grande: svariati gol nelle amichevoli, in occasione del primo turno di DFB Pokal entra nella ripresa e realizza il gol del definitivo 3-0 contro il Wilhelmsaven. Ducksch trova spazio nei convocati anche in campionato, ad inizio stagione, e quando Lewandowski è costretto a saltare il match di Norimberga Klopp decide di affidarsi al suo ragazzino: gioca tutta la partita, ma non riesce a segnare. Sarà una delle 6 partite di campionato in cui giocherà, per un totale di 155 minuti.

Il suo torneo di riferimento però resta la 3. Liga, con la seconda squadra. Dopo un gol al debutto stagionale contro lo Stoccarda II, salta qualche partita essendo aggregato alla prima squadra. Poi torna, e segna il gol vittoria a Duisburg. Il 3 settembre segna la sua prima doppietta nelle competizioni senior nella vittoria 2-1 contro l'Hansa Rostock. Tempo due settimane e segna un'altra doppietta, conducendo il BVB II ad un altro successo. E' un po' discontinuo, va detto, ma spesso è anche una questione legata ai compagni, che essendo giovani come lui per una parte e di livello inferiore per un'altra, non lo mettono sempre in moto. Tra novembre e dicembre però timbra altre tre volte. Inaugura il 2014 con un gol bellissimo (cliccate qui e andate  avanti col video fino a 4'38") ma inutile, nella sconfitta con l'Unterhaching. Poi un'altra doppietta, contro il Chemnitzer. Saranno i suoi ultimi due gol in stagione, resterà a secco nelle ultime 13 giornate ed il BVB II ne risentirà, sfiorando la zona retrocessione. Ad ogni modo 12 gol e 6 assist in 26 partite, se avesse giocato tutto il campionato concentrandosi solo su quello avrebbe forse sfiorato quota 20 gol e 10 assist. Che a vent'anni non sono pochissimi, anche se in Dritte Liga.

Marvin Ducksch è un centravanti vecchio stampo, forte fisicamente e con un buon gioco aereo. Non disdegna tuttavia usare i piedi ed ha qualità nel suo destro. Sotto porta ha dimostrato di essere freddo, ma forse non ha la velocità di base per essere servito sulla profondità ai massimi livelli e questo potrebbe essere il suo limite più grande. Non è egoista, se lo ritiene opportuno preferisce servire il compagno. Sebbene non sia velocissimo è abbastanza agile nei movimenti e quindi riesce a districarsi anche in area. Cerca spesso l'inserimento senza palla, decisamente molto attivo sul fronte offensivo.


Nel 2014/2015? Ecco, la situazione di Ducksch sarà piuttosto spinosa. Questa rubrica si chiama "Il BVB del futuro" ma il biondo centravanti rischia di essere tutto fuorché un punto fermo del futuro giallonero, specie se, come pare, il BVB sia intenzionato a comprare un altro centravanti oltre a Ramos. Lo stesso Ducksch ha dichiarato al quotidiano Ruhr Nachrichten che la 3. Liga gli sta stretta e di volere spazio in Bundesliga, per cui sta considerando seriamente l'idea di chiedere una cessione alla squadra, aggiungendo inoltre di non ritenere opportuna l'ipotesi prestito. Perdere un calciatore che potrebbe essere utile in futuro sarebbe un peccato, soprattutto considerando che è di Dortmund ed è stato cresciuto in casa sin da bambino, per cui la speranza è che si riesca ad optare per un prestito o per una cessione con clausola di riacquisto.