Visualizzazione post con etichetta Klopp. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Klopp. Mostra tutti i post
giovedì 7 aprile 2016
Preview andata Quarti di finale Europa League 2015/2016: BVB-Liverpool, amici contro
E' questo il bello dello sport professionistico di squadra. Alleni una squadra per sette stagioni, vinci con un gruppo cinque trofei, sfiorandone altri tra cui una Champions League. Poi si sa che nel calcio, ma nello sport in generale, i matrimoni "finché morte non ci separi" sono rarissimi, nella storia se ne contano davvero pochi e dunque, dopo una stagione così così è stato giusto che l'allenatore e la squadra si separassero, per darsi reciprocamente una rinfrescata. Poi accade che 11 mesi dopo quell'allenatore e quella squadra si reincontrino, da avversari, a giocarsi la chance di vincere uno dei trofei più importanti del calcio mondiale.
E' stato definito da molti il derby della retorica, in maniera dispregiativa, il doppio confronto tra Borussia Dortmund e Liverpool, quarto di finale di Europa League ed effettivamente è anche troppo semplice scadere in considerazioni banali quando gli elementi sono questi. E' anche vero che Borussia Dortmund e Jurgen Klopp sono stati una coppia ben vista da tanti, che ha vinto molto senza le capacità economiche di tante altre squadre per cui da un certo punto di vista, è giusto dare al banale ed al retorico il suo spazio perché ci sono casi in cui retorica e banalità coincidono col vero.
C'è sicuramente altro, ci sono due partite tra due squadre che fanno del ritmo una componente importante del loro gioco, anche se lo interpretano in due modi diversi: il grande gegenpressing di Jurgen Klopp e del Liverpool, le trame offensive e l'esaltazione tattica di Thomas Tuchel e del BVB. Troppo facilmente, soprattutto in presenza delle squadre spagnole, è stato detto che la vincente di questo doppio confronto alzerà poi il trofeo nella finale di Basilea, ma indubbiamente abbiamo di fronte due delle principali candidate alla vittoria di questa edizione dell'Europa League.
Klopp torna a Dortmund e verrà accolto calorosamente, come giusto che sia. Torna pure il Liverpool a Dortmund, teatro della finale di Coppa UEFA 2000/2001: in un Westfalenstadion non ancora nella sua forma attuale i ragazzi guidati da Gerard Houllier in panchina e da Michael Owen in campo vinsero, al golden goal, una rocambolesca finale superando per 5-4 la grande Cenerentola di quella stagione calcistica, il Deportivo Alaves. Se Dortmund porta ricordi felici al Liverpool, è anche vero che il Liverpool evoca ricordi piacevoli al BVB, anche se magari ai tifosi di vecchissima data: il 5 maggio di 50 anni fa, a Glasgow, il BVB conquistò il suo primo trofeo europeo vincendo la Coppa delle Coppe proprio contro il Liverpool, con uno straordinario gol nei supplementari di Stan The Man Libuda.
Questo sarà un doppio confronto che andrà ad implementare la storia interna tra due squadre molto blasonate, ovviamente noi speriamo che a spuntarla sarà il BVB. L'unico peccato è legato all'assenza di alcuni giocatori che sarebbero potuti essere protagonisti del match di oggi, come Ilkay Gundogan che non riesce a recuperare del tutto dal suo problema fisico, che ormai lo sta tenendo fuori da più di un mese. Tuchel potrebbe dunque continuare ad usare lo stesso canovaccio tattico utilizzato in sua assenza, con un 5-3-2 difensivo che diventa un 4-2-3-1 offensivo e sfruttare la buonissima forma di Gonzalo Castro e Erik Durm. Questo il probabile undici iniziale (4-2-3-1): Burki; Piszczek, Bender, Hummels, Schmelzer; Weigl, Castro; Durm, Mkhitaryan, Reus; Aubameyang. Difficile che Tuchel voglia andare col doppio playmaker Weigl-Sahin, soprattutto contro una squadra che tende a fare molto pressing come il Liverpool. Più probabile che il tecnico giallonero voglia aspettare i Reds per poi fare cassa con i contropiedi.
Per quel che riguarda il Liverpool, problemi di formazione davanti con Benteke e Firmino che probabilmente saranno ancora ai box. Questa la possibile formazione (4-2-3-1): Mignolet; Clyne, Lovren, Skrtel, Moreno; Milner, Henderson; Ibe, Lallana, Coutinho; Sturridge. Possibile anche l'utilizzo di Can in una versione meno spregiudicata della formazione, ma non ci sono moltissime altre soluzioni valide.
Etichette:
BVB,
Europa League,
Klopp,
Liverpool,
Preview
sabato 23 maggio 2015
Preview 34^ giornata 2014/2015: BVB-Werder Brema, spareggio UEFA
E così, dopo nove lunghi mesi, finisce la Bundesliga 2014/2015. Buona parte di questo periodo è stato di sofferenze e delusioni, con la squadra per la prima volta ultima in classifica nel girone di ritorno dopo circa 30 anni. La squadra tuttavia ha saputo riprendersi nel girone di ritorno ottenendo un ruolino da Champions League e rialzandosi fino ad entrare nella prima metà della classifica. Però ecco, prima metà della classifica non vale molto se finisci ottavo, in Germania. Può essere invece decisamente significativo se finisci settimo o anche meglio. Ad una giornata dal termine, il Borussia Dortmund è settimo, con 42 punti.
Avversaria dell'incontro finale? Il Werder Brema, ottavo a quota 42 punti. Le due sono divise solo da una differenza reti nettamente vantaggiosa per i gialloneri, il che permetterebbe di festeggiare una qualificazione all'Europa League anche con un pareggio. Tuttavia, quando si decide tutto sulla partita singola (curioso a dirsi, visto che la partita di domani farà pur sempre parte di un campionato di 34 giornate), può accadere ogni cosa. Il BVB ha il fattore campo, due risultati su tre, ma una vittoria del Werder Brema è possibile e bisogna stare molto attenti a non dare la partita per vinta.
Finisce la Bundesliga. Finisce anche l'esperienza al Borussia Dortmund per Sebastian Kehl e Jurgen Klopp. Il capitano (anche se formalmente non lo è stato in questa stagione) e l'allenatore/motivatore/secondo padre di questo gruppo che vanno via, il segnale più grande che un periodo sia finito e che sta per cominciarne un altro. Non sarà l'ultima partita per loro perché c'è sempre la finale di DFB Pokal ma sarà l'ultima apparizione al Westfalenstadion. Per questo Kehl riceverà una cerimonia di addio per quanto fatto e rappresentato per il BVB. Klopp invece ha richiesto di non avere la stessa cerimonia. Forse perché come sempre nei momenti celebrativi si mette da parte per esaltare la figura dei suoi ragazzi, forse perché un giorno potrebbe tornare. Da allenatore, da dirigente, da radiocronista, non lo sappiamo, ma potrebbe rivestire il giallonero. Lui che nella conferenza stampa prematch ha ribadito il suo amore per questi colori e che non vede l'ora di vincere oggi perché come ha fatto notare, ha iniziato la sua esperienza al BVB con un sesto posto e potrebbe finirla con un altro sesto posto (possibile con il successo e qualora l'Augsburg dovesse perdere), praticamente a chiudere un cerchio.
Ci sono i sentimenti, ci sono le motivazioni, questa partita non può essere sbagliata. E' un incontro difficile, il Werder Brema dopo un inizio di stagione tribolato ha registrato alcune cose in difesa, mentre l'attacco è sempre stato abbastanza affidabile e con la crescita del giovane Davie Selke (assente oggi) è riuscita a fare un salto notevole in classifica. E' una squadra da occasioni estemporanee, che può segnare in contropiede con la velocità di Bartels, su palla inattiva grazie alle magistrali punizioni di Zlatko Junuzovic ed ovviamente anche in gioco aereo. Magari non sono prontissimi nell'attacco ragionato, ma per il resto hanno tutte le armi per poter far male al BVB, proprio come all'andata quando con due contropiedi conquistarono uno dei successi chiave della loro risalita verso il settimo posto. Che, si spera, si fermerà appena prima, con il Borussia Dortmund a conquistare il posto in Europa League.
Veniamo alle formazioni. I padroni di casa avranno Roman Weidenfeller titolare per l'occasione. Lui non ha manifestato alcuna intenzione formale di andar via, ma di fatti potrebbe essere anche per Roman l'ultima in giallonero per cui la scelta è anche giusta, considerando che non si stia mettendo tra i pali proprio uno sprovveduto. Per il resto, torna Reus anche se non è deciso se partirà dall'inizio. Nessun'altra assenza di rilievo ad esclusione del lungodegente Sahin. Possibile schieramento iniziale: Weidenfeller; Durm, Subotic, Hummels, Schmelzer; Kehl, Gundogan; Mkhitaryan, Kagawa, Reus; Aubameyang. Ovviamente in luogo di Reus potrebbe partire Kampl o addirittura Blaszczykowski, anche lui recuperato.
In merito al Werder Brema, Skripnik potrebbe schierare un 4-4-2 con esterni di centrocampo molto alti oppure un 4-2-3-1 più equilibrando. Non saranno poche le assenze, visto che Garcia, Galvez, Bargfrede, capitan Fritz ed Yildirim potrebbero non recuperare mentre di Selke si è già detto sopra. La squadra resta comunque competitiva e potrebbe schierarsi così: Casteels; Gebre Selassie, Vestergaard, Prodl, Sternberg; Kroos, Junuzovic; Bartels, Hajrovic, Oztunali; Di Santo. Ovviamente qualora Bargfrede dovesse recuperare in extremis, Junuzovic sarà spostato più avanti a formare un 4-2-3-1 con Di Santo da unica punta. Chance di iniziare la partita anche per Levent Aycicek in luogo molto probabilmente di Izet Hajrovic. In difesa l'unico dubbio dovrebbe essere quello tra Busch e Sternberg, col secondo in teorico vantaggio.
Etichette:
Bundesliga,
BVB,
Klopp,
Preview,
Sebastian Kehl,
Werder Brema
giovedì 16 aprile 2015
Grazie Kloppo
Si sa, la storia del Mondo è fatta di ere. Periodi storici che vanno e che vengono. Quando le cose vanno male, si spera che arrivi un periodo nuovo il prima possibile, quando le cose vanno bene invece ci si augura che quel periodo non finisca mai. Sette anni nel calcio sono parecchi, una vera e propria era. La percezione della lunghezza di questo periodo aumenta se si riesce a portare una provinciale tra le grandi del calcio.
Perchè, diciamocelo, il Borussia Dortmund alla fine è una provinciale. Unica attrazione di una città anche abbastanza piccola e completamente incentrata sulla produzione industriale, che si erge a protagonista del calcio europeo. Un po' come se il Brescia o l'Atalanta vincessero due campionati di fila e raggiungessero la finale di Champions League. Non è mica semplice, sapete? A Dortmund forse era anche più difficile, perché un'era storica fruttuosa c'era già stata, negli anni '90 con un altro personaggio storico del calcio tedesco come Ottmar Hitzfeld. In quell'occasione arrivarono addirittura sul tetto d'Europa, poi s'imborghesirono e rischiarono il fallimento. Per ritrovare quella mentalità operaia, tipica della città e allo stesso tempo riprovare quelle sensazioni, non serviva un grande nome, che peraltro ai tempi non ci si poteva nemmeno permettere. Serviva uno che fosse avanti. Sia calcisticamente che umanamente. E lo trovarono. Dal Mainz. Quel grande allenatore e grande uomo ha fatto sì che Dortmund riprovasse quello che le squadre come il Borussia Dortmund provano solo una volta nella loro storia. E' mancato il grande acuto, ma ci si è andati vicini. Non sono mancate le emozioni e per questo non smetteremo mai di ringraziare Jurgen Klopp.
Non vuole essere un post riepilogativo della sua carriera al BVB, ma sicuramente si andrà a finire col ricordare diversi momenti salienti della squadra negli ultimi sette anni. Perché ovviamente si ringrazia Klopp per i momenti che ci ha fatto vivere ed i momenti che ci ha fatto vivere si riferiscono alle partite che lui ha allenato ed i suoi ragazzi hanno giocato.
Se si guarda la prima formazione titolare schierata da Jurgen Klopp come allenatore del BVB, si notano tanti giocatori che tutt'ora figurano tra le file giallonere. Eppure non è stato così semplice integrarli e renderli utili nel suo sistema di gioco: Weidenfeller era un portiere incline alla papera, tutt'altro che affidabile come lo è stato dal 2010 al 2014. Hummels e Subotic avevano 20 anni e pochissima esperienza di primo livello. idem Schmelzer, Sahin non era ancora sbocciato tecnicamente, Kehl era in una crisi di prestazioni, Blaszczykowski era appena arrivato, Grosskreutz era una punta che non riusciva a segnare. Quella era anche una squadra che nei ruoli chiave, come sulle fasce o in attacco, aveva giocatori agli sgoccioli di carriera, come Dede, Owomoyela, Klimowicz. Altri erano injury prone, come Petric, Valdez o Zidan, altri invece erano semplicemente inadeguati come il nostro paisà Giovanni Federico. Klopp, di fatti, con questo materiale umano ebbe le sue difficoltà all'inizio, eppure dopo quattro mesi trovò l'amalgama giusto e con 8 vittorie nelle ultime 9 giornate del campionato 2008/2009 andò vicinissimo ad una qualificazione in Europa che, ai tempi, aveva ancora dell'incredibile e che fu il primo passo verso le successive stagioni, che hanno portato 5 trofei in bacheca ed altre due finali perse.
Lo ringraziano i giocatori, i tanti che ha lanciato. Abbiamo detto di Subotic e Hummels, che lui senza paura ha schierato da titolari nonostante fossero giovanissimi, in un ruolo chiave e senza una guida al fianco ma lo stesso vale per Schmelzer, per Blaszczykowski. Per praticamente tutti quelli che sono stati protagonisti del back-to-back in campionato. Noi tra tutti citiamo Lucas Barrios. Centravanti praticamente sconosciuto ai più arrivato nell'estate del 2009 dal Colo Colo, per tre mesi non vede la porta in campionato. Quel ragazzo che puzzava di pacco stava soltanto capendo le volontà di Klopp. Il 9 ottobre del 2009 segna il gol vittoria a Moenchengladbach. Poi un altro gol la settimana dopo ed un altro la settimana dopo. Diventerà capocannoniere della Bundesliga al suo primo anno, trascinando la squadra al 5° posto, antipasto del primo dei due titoli in cui sarà probabilmente il miglior giocatore del campionato. Semisconosciuto prima del BVB, torna nell'anonimato quando andrà via. Cina e Russia, salvo poi tornare su buone prestazioni quest'anno col Montpellier, ma lontano dal suo picco, luminosissimo, col BVB e con Klopp.
Ed ovviamente noi ringraziamo Klopp per aver reso Barrios un centravanti formidabile. Per quel Meisterschale fantastico, che non ci aspettavamo. Per aver sostituito Barrios con un ragazzone polacco di nome Robert Lewandowski. Per il secondo titolo. Per il 5-2 al Bayern nella finale di DFB Pokal. Ve li ricordate i 4 gol di Lewandowski al Real Madrid di Mourinho? Noi sì. Grazie anche per quello.
Ringraziamo noi Klopp perché, in un momento difficile, ha saputo gestire la pressione di un momento difficile, tenendo a bada le critiche verso chi stava e sta giocando male in questa stagione. In più, ha capito che forse il suo tempo a Dortmund era finito, che non ci fosse più upside in questo rapporto né per lui né per la squadra, ed allora ha preferito lasciare questo gruppo in altre mani, forse migliori delle sue a questo punto. Perché come lui stesso ha detto: "questa squadra merita di essere allenata da un allenatore perfetto al 100% per loro". Ed è stato ammirevole anche il tempismo della scelta, nel periodo della stagione in cui si pensa e si progetta per l'anno venturo. Del resto, a pensarci bene, non potevamo aspettarci che una scelta impeccabile da parte sua, grande essere umano oltre che grande allenatore. Una scelta forse giusta, sicuramente fatto nel momento giusto.
Ed ovviamente, sui social ed a mezzo stampa sono arrivati tanti messaggi di rispetto e di gratitudine per Klopp. Personaggio mai odiato ed anzi, sempre ben voluto anche dai suoi ex giocatori. Capace di instaurare un rapporto umano che va al di là di quello professionale. E che dura nel tempo, con degli esempi abbastanza chiari. Ne abbiamo scelto uno che vale per tanti, una situazione che i meno attenti non ricorderanno. Nel luglio del 2010 il BVB su consiglio di Klopp acquista Antonio Da Silva, 32enne fantasista in declino tecnico, che difficilmente aveva cittadinanza in una squadra di Bundesliga, figurarsi nel BVB dei giovani. C'è una particolarità: quando era all'apice della sua carriera, Da Silva era l'uomo principale del Mainz di... Jurgen Klopp. Che lo ha rivoluto, dopo sette anni, per fare da uomo spogliatoio. Perché Klopp non dimentica i vecchi amici. Da Silva gioca poco, anzi colleziona più presenze nella seconda squadra che nella prima, eppure nei frammenti decisivi di quell'annata vincente c'è anche il suo zampino. Un segno di riconoscimento da parte sua nei confronti di chi non lo ha abbandonato. Per chi non ricordasse: BVB-Hoffenheim, i gialloneri sono sotto in casa e rischiano di perdere terreno dal Bayer Leverkusen. E' il 91°, calcio di punizione dal limite. In genere li batte Nuri Sahin, che è sul pallone. Al suo fianco, anche Antonio Da Silva, entrato da poco.
Il Westfalenstadion esplode di gioia, come tante altre volte in questi sette anni. Grazie Kloppo, per le grandi cose e le piccole cose. Perché siamo tornati ad avere un nome sulla cartina del calcio europeo. Non ti dimenticheremo mai. Ti auguriamo tanti successi nelle tue future sfide, perché meriti il meglio. E quando ti capiterà di avere un po' di tempo, usa quei tre abbonamenti e porta la tua prima famiglia a casa della tua seconda famiglia. Un abbraccio da parte nostra non mancherà mai.
Perchè, diciamocelo, il Borussia Dortmund alla fine è una provinciale. Unica attrazione di una città anche abbastanza piccola e completamente incentrata sulla produzione industriale, che si erge a protagonista del calcio europeo. Un po' come se il Brescia o l'Atalanta vincessero due campionati di fila e raggiungessero la finale di Champions League. Non è mica semplice, sapete? A Dortmund forse era anche più difficile, perché un'era storica fruttuosa c'era già stata, negli anni '90 con un altro personaggio storico del calcio tedesco come Ottmar Hitzfeld. In quell'occasione arrivarono addirittura sul tetto d'Europa, poi s'imborghesirono e rischiarono il fallimento. Per ritrovare quella mentalità operaia, tipica della città e allo stesso tempo riprovare quelle sensazioni, non serviva un grande nome, che peraltro ai tempi non ci si poteva nemmeno permettere. Serviva uno che fosse avanti. Sia calcisticamente che umanamente. E lo trovarono. Dal Mainz. Quel grande allenatore e grande uomo ha fatto sì che Dortmund riprovasse quello che le squadre come il Borussia Dortmund provano solo una volta nella loro storia. E' mancato il grande acuto, ma ci si è andati vicini. Non sono mancate le emozioni e per questo non smetteremo mai di ringraziare Jurgen Klopp.
Non vuole essere un post riepilogativo della sua carriera al BVB, ma sicuramente si andrà a finire col ricordare diversi momenti salienti della squadra negli ultimi sette anni. Perché ovviamente si ringrazia Klopp per i momenti che ci ha fatto vivere ed i momenti che ci ha fatto vivere si riferiscono alle partite che lui ha allenato ed i suoi ragazzi hanno giocato.
Se si guarda la prima formazione titolare schierata da Jurgen Klopp come allenatore del BVB, si notano tanti giocatori che tutt'ora figurano tra le file giallonere. Eppure non è stato così semplice integrarli e renderli utili nel suo sistema di gioco: Weidenfeller era un portiere incline alla papera, tutt'altro che affidabile come lo è stato dal 2010 al 2014. Hummels e Subotic avevano 20 anni e pochissima esperienza di primo livello. idem Schmelzer, Sahin non era ancora sbocciato tecnicamente, Kehl era in una crisi di prestazioni, Blaszczykowski era appena arrivato, Grosskreutz era una punta che non riusciva a segnare. Quella era anche una squadra che nei ruoli chiave, come sulle fasce o in attacco, aveva giocatori agli sgoccioli di carriera, come Dede, Owomoyela, Klimowicz. Altri erano injury prone, come Petric, Valdez o Zidan, altri invece erano semplicemente inadeguati come il nostro paisà Giovanni Federico. Klopp, di fatti, con questo materiale umano ebbe le sue difficoltà all'inizio, eppure dopo quattro mesi trovò l'amalgama giusto e con 8 vittorie nelle ultime 9 giornate del campionato 2008/2009 andò vicinissimo ad una qualificazione in Europa che, ai tempi, aveva ancora dell'incredibile e che fu il primo passo verso le successive stagioni, che hanno portato 5 trofei in bacheca ed altre due finali perse.
Lo ringraziano i giocatori, i tanti che ha lanciato. Abbiamo detto di Subotic e Hummels, che lui senza paura ha schierato da titolari nonostante fossero giovanissimi, in un ruolo chiave e senza una guida al fianco ma lo stesso vale per Schmelzer, per Blaszczykowski. Per praticamente tutti quelli che sono stati protagonisti del back-to-back in campionato. Noi tra tutti citiamo Lucas Barrios. Centravanti praticamente sconosciuto ai più arrivato nell'estate del 2009 dal Colo Colo, per tre mesi non vede la porta in campionato. Quel ragazzo che puzzava di pacco stava soltanto capendo le volontà di Klopp. Il 9 ottobre del 2009 segna il gol vittoria a Moenchengladbach. Poi un altro gol la settimana dopo ed un altro la settimana dopo. Diventerà capocannoniere della Bundesliga al suo primo anno, trascinando la squadra al 5° posto, antipasto del primo dei due titoli in cui sarà probabilmente il miglior giocatore del campionato. Semisconosciuto prima del BVB, torna nell'anonimato quando andrà via. Cina e Russia, salvo poi tornare su buone prestazioni quest'anno col Montpellier, ma lontano dal suo picco, luminosissimo, col BVB e con Klopp.
Ed ovviamente noi ringraziamo Klopp per aver reso Barrios un centravanti formidabile. Per quel Meisterschale fantastico, che non ci aspettavamo. Per aver sostituito Barrios con un ragazzone polacco di nome Robert Lewandowski. Per il secondo titolo. Per il 5-2 al Bayern nella finale di DFB Pokal. Ve li ricordate i 4 gol di Lewandowski al Real Madrid di Mourinho? Noi sì. Grazie anche per quello.
Ringraziamo noi Klopp perché, in un momento difficile, ha saputo gestire la pressione di un momento difficile, tenendo a bada le critiche verso chi stava e sta giocando male in questa stagione. In più, ha capito che forse il suo tempo a Dortmund era finito, che non ci fosse più upside in questo rapporto né per lui né per la squadra, ed allora ha preferito lasciare questo gruppo in altre mani, forse migliori delle sue a questo punto. Perché come lui stesso ha detto: "questa squadra merita di essere allenata da un allenatore perfetto al 100% per loro". Ed è stato ammirevole anche il tempismo della scelta, nel periodo della stagione in cui si pensa e si progetta per l'anno venturo. Del resto, a pensarci bene, non potevamo aspettarci che una scelta impeccabile da parte sua, grande essere umano oltre che grande allenatore. Una scelta forse giusta, sicuramente fatto nel momento giusto.
Ed ovviamente, sui social ed a mezzo stampa sono arrivati tanti messaggi di rispetto e di gratitudine per Klopp. Personaggio mai odiato ed anzi, sempre ben voluto anche dai suoi ex giocatori. Capace di instaurare un rapporto umano che va al di là di quello professionale. E che dura nel tempo, con degli esempi abbastanza chiari. Ne abbiamo scelto uno che vale per tanti, una situazione che i meno attenti non ricorderanno. Nel luglio del 2010 il BVB su consiglio di Klopp acquista Antonio Da Silva, 32enne fantasista in declino tecnico, che difficilmente aveva cittadinanza in una squadra di Bundesliga, figurarsi nel BVB dei giovani. C'è una particolarità: quando era all'apice della sua carriera, Da Silva era l'uomo principale del Mainz di... Jurgen Klopp. Che lo ha rivoluto, dopo sette anni, per fare da uomo spogliatoio. Perché Klopp non dimentica i vecchi amici. Da Silva gioca poco, anzi colleziona più presenze nella seconda squadra che nella prima, eppure nei frammenti decisivi di quell'annata vincente c'è anche il suo zampino. Un segno di riconoscimento da parte sua nei confronti di chi non lo ha abbandonato. Per chi non ricordasse: BVB-Hoffenheim, i gialloneri sono sotto in casa e rischiano di perdere terreno dal Bayer Leverkusen. E' il 91°, calcio di punizione dal limite. In genere li batte Nuri Sahin, che è sul pallone. Al suo fianco, anche Antonio Da Silva, entrato da poco.
Il Westfalenstadion esplode di gioia, come tante altre volte in questi sette anni. Grazie Kloppo, per le grandi cose e le piccole cose. Perché siamo tornati ad avere un nome sulla cartina del calcio europeo. Non ti dimenticheremo mai. Ti auguriamo tanti successi nelle tue future sfide, perché meriti il meglio. E quando ti capiterà di avere un po' di tempo, usa quei tre abbonamenti e porta la tua prima famiglia a casa della tua seconda famiglia. Un abbraccio da parte nostra non mancherà mai.
mercoledì 27 agosto 2014
Speciale Champions League: i possibili gironi.
Nella giornata di domani, come noto, verranno sorteggiati i gironi della Uefa Champions League 2014/2015.
Cosa ci riserverà Gianni quest'anno?
Il BVB spera di essere più fortunato rispetto all'annata precedente dove venne inserita nel girone di ferro con Arsenal, Napoli e Marsiglia riuscendo tuttavia, grazie ad una rete di Grosskreutz, a passare il turno addirittura come prima.
Come lo scorso anno la Banda dell'Oro sarà inserita in seconda fascia, le insidie maggiori verranno soprattutto (come è normale che sia) dall'urna con le teste di serie che vede tra le proprie file le spagnole Real Madrid, Barcellona e Atletico Madrid, le inglesi Chelsea e Arsenal e le portoghesi Porto e Benfica oltre ovviamente al Bayern Monaco che non può però essere sorteggiata contro gli uomini di Klopp.
Pescare una portoghese probabilmente sarebbe la cosa migliore, nonostante siano comunque delle avversarie insidiose, evitare il Real e il Barcellona forse sarebbe meglio, Arsenal e Atletico possono essere alla portata del BVB mentre il Chelsea essendosi rafforzata notevolmente è una mina vagante.
La terza fascia presenta uno spauracchio non da poco rappresentato dal Liverpool, che torna a giocare la Champions ed ha un organico notevole per giocarsi le sue carte nella massima competizione europea; l'altra mina vagante può essere l'Athletic Bilbao, mentre le altre Sporting Lisbona, Olympiacos, Ajax, Galatasaray e CSKA Mosca sembrano tutte alla portata con il Leverkusen che come il Bayern Monaco non può finire nel nostro stesso girone.
Per quanto concerne l'ultima fascia le avversarie abbordabili sono diverse: Apoel, Bate Borisov, Ludogorets, Malmo, Anderlecht e Maribor su tutte. Attenzione però al Monaco, i monegaschi sono un'incognita, partiti non benissimo in campionato han perso il loro pezzo da 90, James Rodriguez e rischiano di perdere anche l'altro gioiello Radamel Falcao, rimangono comunque un'avversaria potenzialmente scomoda.
Quella da evitare possibilmente è la Roma di Rudi Garcia, ritornata alla Champions e dopo aver disputato un campionato egregio saranno un pericolo per molte e prenderla come squadra di quarta fascia sarebbe davvero una "sfortuna".
Miglior girone:
Benfica,
BVB,
Olympiacos,
Maribor
Peggior girone:
Real Madrid,
BVB,
Liverpool,
Roma.
Incrociamo le dita, faremo la diretta sorteggio su Twitter @DortmundItalia e un riassunto post sorteggi qui.
Cosa ci riserverà Gianni quest'anno?
![]() |
| L'ormai celebre Gianni Infantino segretario generale dell'UEFA. |
Come lo scorso anno la Banda dell'Oro sarà inserita in seconda fascia, le insidie maggiori verranno soprattutto (come è normale che sia) dall'urna con le teste di serie che vede tra le proprie file le spagnole Real Madrid, Barcellona e Atletico Madrid, le inglesi Chelsea e Arsenal e le portoghesi Porto e Benfica oltre ovviamente al Bayern Monaco che non può però essere sorteggiata contro gli uomini di Klopp.
Pescare una portoghese probabilmente sarebbe la cosa migliore, nonostante siano comunque delle avversarie insidiose, evitare il Real e il Barcellona forse sarebbe meglio, Arsenal e Atletico possono essere alla portata del BVB mentre il Chelsea essendosi rafforzata notevolmente è una mina vagante.
La terza fascia presenta uno spauracchio non da poco rappresentato dal Liverpool, che torna a giocare la Champions ed ha un organico notevole per giocarsi le sue carte nella massima competizione europea; l'altra mina vagante può essere l'Athletic Bilbao, mentre le altre Sporting Lisbona, Olympiacos, Ajax, Galatasaray e CSKA Mosca sembrano tutte alla portata con il Leverkusen che come il Bayern Monaco non può finire nel nostro stesso girone.
Per quanto concerne l'ultima fascia le avversarie abbordabili sono diverse: Apoel, Bate Borisov, Ludogorets, Malmo, Anderlecht e Maribor su tutte. Attenzione però al Monaco, i monegaschi sono un'incognita, partiti non benissimo in campionato han perso il loro pezzo da 90, James Rodriguez e rischiano di perdere anche l'altro gioiello Radamel Falcao, rimangono comunque un'avversaria potenzialmente scomoda.
Quella da evitare possibilmente è la Roma di Rudi Garcia, ritornata alla Champions e dopo aver disputato un campionato egregio saranno un pericolo per molte e prenderla come squadra di quarta fascia sarebbe davvero una "sfortuna".
Miglior girone:
Benfica,
BVB,
Olympiacos,
Maribor
Peggior girone:
Real Madrid,
BVB,
Liverpool,
Roma.
Incrociamo le dita, faremo la diretta sorteggio su Twitter @DortmundItalia e un riassunto post sorteggi qui.
mercoledì 13 agosto 2014
Deutsche SuperPokal: recap
Il debutto stagionale del BVB va come meglio non poteva andare, vittoria per 2-0 e prestazione degna di nota, con pochissime sbavature. Quinta Supercoppa vinta dal BVB, seconda consecutiva. Sesto trofeo vinto sotto la guida di Jurgen Klopp.
E' stata una partita non bellissima nonostante i clamori di molti, forse non tanto abituati al calcio tedesco. Ma alla fine il risultato ha premiato la squadra che ha giocato meglio, che ha corso meglio. Sicuramente il primo spunto che viene fuori è proprio legato alla corsa dei ragazzi in campo, che nelle amichevoli estive hanno sofferto contro altre compagini, anche inferiori, ma che evidentemente è in uno stadio di preparazione superiore a quello del Bayern di Guardiola.
I due allenatori hanno sorpreso non poco con le loro scelte di formazione: Klopp ha schierato il classico 4-2-3-1 con Immobile unica punta ed Aubameyang da ala destra. In più, Kehl e Kirch mediani e Ginter dal primo minuto con Subotic lasciato in panca. Guardiola ha fatto anche di più nella selezione degli uomini, con il suo nuovo modulo (3-4-3): spazio per Thomas Muller con lahm dalla panca, Hojbjerg da ala destra ed addirittura il giovane Gianluca Gaudino, figlio di Maurizio, schierato in mezzo al campo in compagnia di Rode, con Bernat da esterno sinistro.
La partita era iniziata bene per i bavaresi, con un'occasione per Xherdan Shaqiri arrivata prima che scoccasse il 5° minuto di gioco ed una complessiva capacità di intercettare le linee di passaggio del Borussia Dortmund, proprio con un buon lavoro di Gaudino e Rode. Ma già intorno al decimo è il BVB che prende coraggio, prende le misure e si spinge in avanti: la prima conclusione è di Aubameyang, un po' imprecisa, poi è Immobile a provarci da lontano, palla fuori di poco. E' soltanto un preludio, però, all'azione del gol dell'1-0 che arriva al 23°. Mkhitaryan guida una ripartenza e prova a servire in profondità Aubameyang, che però viene anticipato da Martinez, sulla ribattuta arriva ancora l'armeno per primo che scocca un tiro di sinistro sul quale Neuer non può far nulla.
Le cattive notizie non finiscono qui per il Bayer perché otto minuti dopo su azione offensiva Javi Martinez, nel tentativo di semirovesciata cicca il pallone e si scontra con Schmelzer. Nell'impatto è lo spagnolo ad avere la peggio e dev'essere sostituito con Dante. Purtroppo a fine gara la notizia di una rottura del legamento crociato anteriore viene confermata e quindi si prospetta un lungo stop. In bocca al lupo per il recupero. Prima che finisca il primo tempo arrivano un altro paio di offensive giallonere, in special modo con Kehl che ci prova un paio di volte da lontano, ma con tiri centrali.
Nella ripresa entra Durm per Schmelzer e Lahm per Hojbjerg, c'è più spazio sulla fascia sinistra del BVB e quindi Durm viene cavalcato molto nei primi minuti. La prima occasione da gol del secondo tempo però è ancora del Bayern che si fa vivo con Lewandowski, il quale viene servito in profondità ma sbatte contro il muro australiano chiamato Mitchell Langerak. Segue poi una fase abbastanza noiosa, con il Bayern a tener palla ma creare poco ed il BVB a ripartire ma pungendo poco. Al 62° però arriva il raddoppio: bel gioco a due tra Piszczek ed Aubameyang, cross del polacco per la testa del gabonese che supera Neuer. Gol importantissimo ed una vecchia esultanza che ritorna, così come fu proposta l'anno scorso in Supercoppa:
Dopodiché, con il vantaggio più sicuro, il BVB amministra: dentro Ramos, autore di 30 minuti di sostanza e spazio anche per Sven Bender nel finale di partita. L'ultima occasione vera del match è una punizione di Alaba che però Langerak neutralizza. Clean Sheet Mitch resta imbattuto da titolare e continua il suo ruolino fortunato contro il Bayern Monaco. La partita termina per 2-0 ed in assenza di Hummels, Reus e Weidenfeller è di nuovo Sebastian Kehl ad alzare il sesto trofeo della gestione Klopp ed il primo della stagione 2013/2014:
A margine, leggermente negativa la prestazione di Immobile che si è impegnato, si è sbattuto, ma ha giocato male provando quasi mai a collaborare con i compagni e prendendo spesso decisioni personali e velleitarie. Ad ogni modo difficile dar dei giudizi anche perché mai come nelle prime partite di stagione è la forma a dettare legge. Guardacaso Aubameyang e Hofmann sono risultati tra i migliori come fu anche all'inizio della scorsa stagione, con il giovane fantasista tedesco che però sta avendo più minuti in questo agosto. Sicuramente buone prove di Mkitharyan e di Kirch, forse il migliore in campo. Bene gli esterni, sorprendente Ginter che sembra giocar qui da anni, grande Papastathopoulos che ha annullato Lewandowski. Ecco, a proposito, a parte qualche sparuto fischio gli applausi per Robert sono arrivati, così come i fischi per Gotze nel momento in cui è entrato, nel secondo tempo. Non sono un amante dei fischi agli ex giocatori, ma questa presa di posizione da parte della tifoseria giallonera fa capire chi dei due ha inciso pagine di storia e chi no, almeno con la maglia del BVB.
Adesso si festeggia ma non ci si può sedere troppo sugli allori, fra tre giorni c'è la partita di DFB Pokal contro lo Stuttgarter Kickers. Impegno semplice sì, ma meglio prenderlo con l'attitude giusta.
![]() |
| Aaaaaw! |
E' stata una partita non bellissima nonostante i clamori di molti, forse non tanto abituati al calcio tedesco. Ma alla fine il risultato ha premiato la squadra che ha giocato meglio, che ha corso meglio. Sicuramente il primo spunto che viene fuori è proprio legato alla corsa dei ragazzi in campo, che nelle amichevoli estive hanno sofferto contro altre compagini, anche inferiori, ma che evidentemente è in uno stadio di preparazione superiore a quello del Bayern di Guardiola.
I due allenatori hanno sorpreso non poco con le loro scelte di formazione: Klopp ha schierato il classico 4-2-3-1 con Immobile unica punta ed Aubameyang da ala destra. In più, Kehl e Kirch mediani e Ginter dal primo minuto con Subotic lasciato in panca. Guardiola ha fatto anche di più nella selezione degli uomini, con il suo nuovo modulo (3-4-3): spazio per Thomas Muller con lahm dalla panca, Hojbjerg da ala destra ed addirittura il giovane Gianluca Gaudino, figlio di Maurizio, schierato in mezzo al campo in compagnia di Rode, con Bernat da esterno sinistro.
La partita era iniziata bene per i bavaresi, con un'occasione per Xherdan Shaqiri arrivata prima che scoccasse il 5° minuto di gioco ed una complessiva capacità di intercettare le linee di passaggio del Borussia Dortmund, proprio con un buon lavoro di Gaudino e Rode. Ma già intorno al decimo è il BVB che prende coraggio, prende le misure e si spinge in avanti: la prima conclusione è di Aubameyang, un po' imprecisa, poi è Immobile a provarci da lontano, palla fuori di poco. E' soltanto un preludio, però, all'azione del gol dell'1-0 che arriva al 23°. Mkhitaryan guida una ripartenza e prova a servire in profondità Aubameyang, che però viene anticipato da Martinez, sulla ribattuta arriva ancora l'armeno per primo che scocca un tiro di sinistro sul quale Neuer non può far nulla.
Le cattive notizie non finiscono qui per il Bayer perché otto minuti dopo su azione offensiva Javi Martinez, nel tentativo di semirovesciata cicca il pallone e si scontra con Schmelzer. Nell'impatto è lo spagnolo ad avere la peggio e dev'essere sostituito con Dante. Purtroppo a fine gara la notizia di una rottura del legamento crociato anteriore viene confermata e quindi si prospetta un lungo stop. In bocca al lupo per il recupero. Prima che finisca il primo tempo arrivano un altro paio di offensive giallonere, in special modo con Kehl che ci prova un paio di volte da lontano, ma con tiri centrali.
Nella ripresa entra Durm per Schmelzer e Lahm per Hojbjerg, c'è più spazio sulla fascia sinistra del BVB e quindi Durm viene cavalcato molto nei primi minuti. La prima occasione da gol del secondo tempo però è ancora del Bayern che si fa vivo con Lewandowski, il quale viene servito in profondità ma sbatte contro il muro australiano chiamato Mitchell Langerak. Segue poi una fase abbastanza noiosa, con il Bayern a tener palla ma creare poco ed il BVB a ripartire ma pungendo poco. Al 62° però arriva il raddoppio: bel gioco a due tra Piszczek ed Aubameyang, cross del polacco per la testa del gabonese che supera Neuer. Gol importantissimo ed una vecchia esultanza che ritorna, così come fu proposta l'anno scorso in Supercoppa:
![]() |
| "SpiderPierre, SpiderPierre, scores whenever a striker can!" Sì ok, non fa rima, ma almeno apprezzate l'impegno. |
Dopodiché, con il vantaggio più sicuro, il BVB amministra: dentro Ramos, autore di 30 minuti di sostanza e spazio anche per Sven Bender nel finale di partita. L'ultima occasione vera del match è una punizione di Alaba che però Langerak neutralizza. Clean Sheet Mitch resta imbattuto da titolare e continua il suo ruolino fortunato contro il Bayern Monaco. La partita termina per 2-0 ed in assenza di Hummels, Reus e Weidenfeller è di nuovo Sebastian Kehl ad alzare il sesto trofeo della gestione Klopp ed il primo della stagione 2013/2014:
A margine, leggermente negativa la prestazione di Immobile che si è impegnato, si è sbattuto, ma ha giocato male provando quasi mai a collaborare con i compagni e prendendo spesso decisioni personali e velleitarie. Ad ogni modo difficile dar dei giudizi anche perché mai come nelle prime partite di stagione è la forma a dettare legge. Guardacaso Aubameyang e Hofmann sono risultati tra i migliori come fu anche all'inizio della scorsa stagione, con il giovane fantasista tedesco che però sta avendo più minuti in questo agosto. Sicuramente buone prove di Mkitharyan e di Kirch, forse il migliore in campo. Bene gli esterni, sorprendente Ginter che sembra giocar qui da anni, grande Papastathopoulos che ha annullato Lewandowski. Ecco, a proposito, a parte qualche sparuto fischio gli applausi per Robert sono arrivati, così come i fischi per Gotze nel momento in cui è entrato, nel secondo tempo. Non sono un amante dei fischi agli ex giocatori, ma questa presa di posizione da parte della tifoseria giallonera fa capire chi dei due ha inciso pagine di storia e chi no, almeno con la maglia del BVB.
Adesso si festeggia ma non ci si può sedere troppo sugli allori, fra tre giorni c'è la partita di DFB Pokal contro lo Stuttgarter Kickers. Impegno semplice sì, ma meglio prenderlo con l'attitude giusta.
Deutsche SuperPokal: Preview
Vacanze brevi, è stato proprio un mese fa quando Philipp Lahm ha alzato la Coppa del Mondo da capitano della Germania davanti alla platea del Maracanà. Ed ora il calcio che conta ritorna in terra teutonica. Philipp Lahm sarà di nuovo il capitano di una delle due squadre contendenti, ma questa volta speriamo che sia l'altro capitano ad alzare il trofeo. L'altro capitano è Mats Hummels, che potrebbe giocare la sua prima partita con la fascia e la lettera C. Al Westfalenstadion. Contro il Bayern Monaco. Nella Supercoppa tedesca.
Questa sarà la 14^ edizione ufficiale di un trofeo che ha una storia giovane ma travagliata dopo i primi tre esperimenti risalenti al 1940, 1976 e 1982. Nato nel 1987, fu giocato fino al 1996 poi si decise di optare per una formula differente che prendeva il nome di DFB-LigaPokal, un minitorneo ad eliminazione diretta con sei squadre coinvolte per ogni edizione. Nel 2008 si tornò a giocare un match tra vincente del campionato e la vincente o finalista della DFB Pokal, anche se in maniera ufficiosa. Dal 2010 la DFB SuperPokal ha ripreso vita in maniera ufficiale. Nella formula attuale partecipano la vincente della coppa nazionale e del campionato, come logica vuole. Se però la stessa squadra vince entrambe le competizioni, viene scelta come avversaria la seconda classificata nella Bundesliga. In più la squadra che ospita il match è quella che gioca per i meriti ottenuti in Bundesliga, anche se la seconda classificata. Infatti il BVB ha ospitato la scorsa SuperPokal ed ospiterà allo stesso modo la partita oggi pomeriggio nonostante non abbia vinto nessun trofeo negli ultimi due anni a differenza del Bayern che ha realizzato due doppiette. Anche se siamo tifosi del BVB non possiamo negare che la cosa sia un po' curiosa, non trovate?
Ad ogni modo, se contiamo soltanto le edizioni ufficiali, quella che si giocherà oggi pomeriggio alle 18 sarà la sesta partecipazione del BVB nelle ultime sette partite di Supercoppa giocate avendo giocato e vinto nel 1995 e 1996 e partecipando in maniera continuativa dal 2011, con solo una pausa nel 2010. In più c'è una edizione ufficiosa vinta nel 2008, sempre al Westfalenstadion contro il Bayern. Questo significa che Klopp ha portato il BVB almeno nei primi due posti in Bundesliga negli ultimi 4 anni, cosa che non era mai successa, nemmeno col grande BVB di Hitzfeld che vinse la Champions League. In più una DFB Pokal vinta ed un'altra persa in finale. Poi due SuperPokal, con la speranza che diventino tre stasera.
Sarà una partita molto interessante, per tutta una serie di fattori. Ennesimo capitolo della nuova saga del calcio tedesco tra BVB e Bayern Monaco, nuovo confronto tra Klopp e Guardiola, la prima da capitano di Hummels, la prima al Westfalenstadion di Immobile e degli altri nuovi, la prima al Westfalenstadion di Robert Lewandowski con una maglia di colore diverso dal nostro giallonero. Chissà come il vecchio beniamino verrà accolto dai tifosi (spoiler alert: applausi e ancora applausi), chissà cosa succederà in campo. Mario Gotze alla prima da avversario entrò dalla panchina e sbloccò un match poi vinto dai bavaresi per 0-3, in un periodo abbastanza negativo della scorsa stagione per il BVB. Lewandowski avrebbe le carte in regola per fare questo ed altro, ma Lewandowski ora gioca con la squadra rivale e quindi bisogna solo sperare che manchi più occasioni possibile e che sia il BVB a spuntarla. Chi segnerà non importa.
Le formazioni saranno una sorpresa fino a poche ore prima dell'inizio ma le indiscrezioni vogliono che entrambi gli allenatori provino i nuovi moduli anche in un incontro ufficiale. Quindi Guardiola dovrebbe giocare con il 3-4-3 o il 3-5-2 mentre Klopp avrebbe in mente di schierare il 4-4-2, anche se con centrocampo a rombo. Ci sarebbero in effetti molti assenti e quindi attenzione ad eventuali sorprese nei due unidici.
Provando ad immaginare le possibili formazioni, il Bayern dovrebbe giocare con: Neuer; Javi Martinez, Dante, Alaba; Bernat, Rode, Lahm, Hojbjerg; Shaqiri, Robben; Lewandowski.
Il Borussia invece potrebbe schierarsi così: Weidenfeller; Schmelzer, Subotic, Papastathopoulos, Piszczek; Bender, Jojic, Kehl; Mkitharyan; Immobile, Aubameyang.
Vedremo quali saranno le reali formazioni, se vi saranno sorprese. Questa sfida non regala mai partite scontate. Dunque alle 18 tutti sintonizzati per vedere il primo match della stagione tedesca e forza BVB!
Questa sarà la 14^ edizione ufficiale di un trofeo che ha una storia giovane ma travagliata dopo i primi tre esperimenti risalenti al 1940, 1976 e 1982. Nato nel 1987, fu giocato fino al 1996 poi si decise di optare per una formula differente che prendeva il nome di DFB-LigaPokal, un minitorneo ad eliminazione diretta con sei squadre coinvolte per ogni edizione. Nel 2008 si tornò a giocare un match tra vincente del campionato e la vincente o finalista della DFB Pokal, anche se in maniera ufficiosa. Dal 2010 la DFB SuperPokal ha ripreso vita in maniera ufficiale. Nella formula attuale partecipano la vincente della coppa nazionale e del campionato, come logica vuole. Se però la stessa squadra vince entrambe le competizioni, viene scelta come avversaria la seconda classificata nella Bundesliga. In più la squadra che ospita il match è quella che gioca per i meriti ottenuti in Bundesliga, anche se la seconda classificata. Infatti il BVB ha ospitato la scorsa SuperPokal ed ospiterà allo stesso modo la partita oggi pomeriggio nonostante non abbia vinto nessun trofeo negli ultimi due anni a differenza del Bayern che ha realizzato due doppiette. Anche se siamo tifosi del BVB non possiamo negare che la cosa sia un po' curiosa, non trovate?
Ad ogni modo, se contiamo soltanto le edizioni ufficiali, quella che si giocherà oggi pomeriggio alle 18 sarà la sesta partecipazione del BVB nelle ultime sette partite di Supercoppa giocate avendo giocato e vinto nel 1995 e 1996 e partecipando in maniera continuativa dal 2011, con solo una pausa nel 2010. In più c'è una edizione ufficiosa vinta nel 2008, sempre al Westfalenstadion contro il Bayern. Questo significa che Klopp ha portato il BVB almeno nei primi due posti in Bundesliga negli ultimi 4 anni, cosa che non era mai successa, nemmeno col grande BVB di Hitzfeld che vinse la Champions League. In più una DFB Pokal vinta ed un'altra persa in finale. Poi due SuperPokal, con la speranza che diventino tre stasera.
Sarà una partita molto interessante, per tutta una serie di fattori. Ennesimo capitolo della nuova saga del calcio tedesco tra BVB e Bayern Monaco, nuovo confronto tra Klopp e Guardiola, la prima da capitano di Hummels, la prima al Westfalenstadion di Immobile e degli altri nuovi, la prima al Westfalenstadion di Robert Lewandowski con una maglia di colore diverso dal nostro giallonero. Chissà come il vecchio beniamino verrà accolto dai tifosi (spoiler alert: applausi e ancora applausi), chissà cosa succederà in campo. Mario Gotze alla prima da avversario entrò dalla panchina e sbloccò un match poi vinto dai bavaresi per 0-3, in un periodo abbastanza negativo della scorsa stagione per il BVB. Lewandowski avrebbe le carte in regola per fare questo ed altro, ma Lewandowski ora gioca con la squadra rivale e quindi bisogna solo sperare che manchi più occasioni possibile e che sia il BVB a spuntarla. Chi segnerà non importa.
Le formazioni saranno una sorpresa fino a poche ore prima dell'inizio ma le indiscrezioni vogliono che entrambi gli allenatori provino i nuovi moduli anche in un incontro ufficiale. Quindi Guardiola dovrebbe giocare con il 3-4-3 o il 3-5-2 mentre Klopp avrebbe in mente di schierare il 4-4-2, anche se con centrocampo a rombo. Ci sarebbero in effetti molti assenti e quindi attenzione ad eventuali sorprese nei due unidici.
Provando ad immaginare le possibili formazioni, il Bayern dovrebbe giocare con: Neuer; Javi Martinez, Dante, Alaba; Bernat, Rode, Lahm, Hojbjerg; Shaqiri, Robben; Lewandowski.
Il Borussia invece potrebbe schierarsi così: Weidenfeller; Schmelzer, Subotic, Papastathopoulos, Piszczek; Bender, Jojic, Kehl; Mkitharyan; Immobile, Aubameyang.
Vedremo quali saranno le reali formazioni, se vi saranno sorprese. Questa sfida non regala mai partite scontate. Dunque alle 18 tutti sintonizzati per vedere il primo match della stagione tedesca e forza BVB!
sabato 9 agosto 2014
Bundesliga 2014/2015: Preview, parte 1
Ci siamo. Il massimo campionato tedesco di calcio sta per ricominciare. Avremo un succoso antipasto con la Deutsche Superpokal ed il primo turno della DFB Pokal rispettivamente il 13 ed il 16 agosto, poi si inizierà con la prima giornata di campionato.
Anche se siamo un blog dedicato ad una singola squadra, abbiamo deciso di regalare qualche post anche alle altre squadre, quelle che saranno le nostre avversarie lungo 9 mesi di campionato ed anche per capire come potrà strutturarsi la stagione con favorite alla vittoria, favorite alle retrocessioni, possibili sorprese e possibili delusioni. Se lo meritano in fondo le altre diciassette, sono pur sempre membri del campionato che ha prodotto i Campioni del Mondo!
In più, come riepilogo finale faremo anche una griglia della stagione che sta per venire, ordinata in base alle nostre aspettative stagionali per ogni squadra. Ad ogni modo, siamo pur sempre Borussia Dortmund Italia e quindi il primo post lo dedichiamo, ovviamente, ai nostri beniamini, post in cui ovviamente ci dilungheremo un po' di più. Cosa possiamo aspettarci dalla stagione dei gialloneri? Proviamo a scoprirlo in questo post.
Arrivi: Ciro Immobile, Adrian Ramos, Dong-Won Ji, Matthias Ginter.
Partenze: Robert Lewandowski (sigh), Julian Schieber, Manuel Friedrich, Marvin Ducksch (prestito).
Dunque una rosa che si ingrandisce con l'arrivo di tre nuovi attaccanti (a fronte di due persi definitivamente) e di un difensore centrale. In più, Milos Jojic da inizio stagione. In più, Ilkay Gundogan dovrebbe rientrare. Ad un punto non ancora imprecisato della stagione, ma dovrebbe tornare. Insomma, quest'anno c'è tanta gente. Ma miglioreremo in qualità? Voglio dire, Ginter su Friedrich non è nemmeno in discussione, ma Lewandowski riuscirà ad essere rimpiazzato dai nuovi arrivi? E' bello che Immobile sappia sfruttare la profondità e sia capace di vedere la porta con destro e sinistro, bello vedere quanto pressa e quanto sia bravo di testa Ramos, ma con Lewandowski si aveva a disposizione tutto il pacchetto in un solo calciatore, da quest'anno giocoforza si dovranno lasciare delle abilità in panchina e aggiungere delle lacune all'undici titolare. Sarà compito di Klopp nascondere queste lacune, modificando magari un po' il canovaccio offensivo in alcune occasioni, per rendere il gioco del BVB un po' più "camaleontico" riuscendo ad adattare ogni qualvolta il resto della squadra al centravanti schierato. Questo sostanzialmente rischia di essere il punto interrogativo maggiore per il Borussia Dortmund, soprattutto ad inizio stagione dove vi saranno già impegni importanti (SuperPokal, 1^ di campionato col Bayer, un paio di giornate di Champions League) e bisognerà essere pronti per non trovarsi già in svantaggio a metà settembre. Vedremo quali aggiustamenti apporrà il biondo occhialuto che siede in panchina e soprattutto vedremo come si ambienteranno i nuovi arrivati. Speriamo bene, è importante.
Sono contento però che ci sia profondità, quest'anno si soffriranno di meno gli eventuali infortuni, anche perché altri giocatori continueranno a crescere con la prima squadra e vengono in mente in questo senso i nomi di Erik Durm e Jonas Hofmann. In più, Mkitharyan è aspettato ad uno step up necessario perché in buona sostanza lui resta l'unico fantasista puro della squadra. E puntiamo un circoletto rosso sull'acquisto di Ji, che in fase di analisi del mercato giallonero per molti era "quell'altro": il coreano è giunto a parametro zero, ha ancora 23 anni per cui ha effettivamente margini di miglioramento ed inoltre ha già mostrato di poter portare alla propria squadra grinta e corsa oltre ad una manciata di talento. Nei finali o nelle partite di livello inferiore può dire la sua e non ho paura a dire da ora che quest'acquisto rischia di essere uno degli steal nel mercato della Bundesliga.
Aspettative: la dirigenza ha tenuto a precisare che gli obiettivi restano immutati rispetto alla scorsa stagione, per cui passaggio della fase a gironi in Champions League, top 3 in Bundesliga e raggiungimento della finale in DFB Pokal, magari vincendola. Senza dimenticare il già citato impegno in SuperPokal il 13 agosto e bissare il successo dell'anno scorso, per quanto molto difficile, porterebbe sin da subito un sorriso alla stagione di Klopp e ragazzi che magari potrebbe anche dare quel pizzico di fiducia in più necessario per affrontare il 2014/2015 a testa alta.
Anche se siamo un blog dedicato ad una singola squadra, abbiamo deciso di regalare qualche post anche alle altre squadre, quelle che saranno le nostre avversarie lungo 9 mesi di campionato ed anche per capire come potrà strutturarsi la stagione con favorite alla vittoria, favorite alle retrocessioni, possibili sorprese e possibili delusioni. Se lo meritano in fondo le altre diciassette, sono pur sempre membri del campionato che ha prodotto i Campioni del Mondo!
In più, come riepilogo finale faremo anche una griglia della stagione che sta per venire, ordinata in base alle nostre aspettative stagionali per ogni squadra. Ad ogni modo, siamo pur sempre Borussia Dortmund Italia e quindi il primo post lo dedichiamo, ovviamente, ai nostri beniamini, post in cui ovviamente ci dilungheremo un po' di più. Cosa possiamo aspettarci dalla stagione dei gialloneri? Proviamo a scoprirlo in questo post.
Arrivi: Ciro Immobile, Adrian Ramos, Dong-Won Ji, Matthias Ginter.
Partenze: Robert Lewandowski (sigh), Julian Schieber, Manuel Friedrich, Marvin Ducksch (prestito).
Dunque una rosa che si ingrandisce con l'arrivo di tre nuovi attaccanti (a fronte di due persi definitivamente) e di un difensore centrale. In più, Milos Jojic da inizio stagione. In più, Ilkay Gundogan dovrebbe rientrare. Ad un punto non ancora imprecisato della stagione, ma dovrebbe tornare. Insomma, quest'anno c'è tanta gente. Ma miglioreremo in qualità? Voglio dire, Ginter su Friedrich non è nemmeno in discussione, ma Lewandowski riuscirà ad essere rimpiazzato dai nuovi arrivi? E' bello che Immobile sappia sfruttare la profondità e sia capace di vedere la porta con destro e sinistro, bello vedere quanto pressa e quanto sia bravo di testa Ramos, ma con Lewandowski si aveva a disposizione tutto il pacchetto in un solo calciatore, da quest'anno giocoforza si dovranno lasciare delle abilità in panchina e aggiungere delle lacune all'undici titolare. Sarà compito di Klopp nascondere queste lacune, modificando magari un po' il canovaccio offensivo in alcune occasioni, per rendere il gioco del BVB un po' più "camaleontico" riuscendo ad adattare ogni qualvolta il resto della squadra al centravanti schierato. Questo sostanzialmente rischia di essere il punto interrogativo maggiore per il Borussia Dortmund, soprattutto ad inizio stagione dove vi saranno già impegni importanti (SuperPokal, 1^ di campionato col Bayer, un paio di giornate di Champions League) e bisognerà essere pronti per non trovarsi già in svantaggio a metà settembre. Vedremo quali aggiustamenti apporrà il biondo occhialuto che siede in panchina e soprattutto vedremo come si ambienteranno i nuovi arrivati. Speriamo bene, è importante.
Sono contento però che ci sia profondità, quest'anno si soffriranno di meno gli eventuali infortuni, anche perché altri giocatori continueranno a crescere con la prima squadra e vengono in mente in questo senso i nomi di Erik Durm e Jonas Hofmann. In più, Mkitharyan è aspettato ad uno step up necessario perché in buona sostanza lui resta l'unico fantasista puro della squadra. E puntiamo un circoletto rosso sull'acquisto di Ji, che in fase di analisi del mercato giallonero per molti era "quell'altro": il coreano è giunto a parametro zero, ha ancora 23 anni per cui ha effettivamente margini di miglioramento ed inoltre ha già mostrato di poter portare alla propria squadra grinta e corsa oltre ad una manciata di talento. Nei finali o nelle partite di livello inferiore può dire la sua e non ho paura a dire da ora che quest'acquisto rischia di essere uno degli steal nel mercato della Bundesliga.
Aspettative: la dirigenza ha tenuto a precisare che gli obiettivi restano immutati rispetto alla scorsa stagione, per cui passaggio della fase a gironi in Champions League, top 3 in Bundesliga e raggiungimento della finale in DFB Pokal, magari vincendola. Senza dimenticare il già citato impegno in SuperPokal il 13 agosto e bissare il successo dell'anno scorso, per quanto molto difficile, porterebbe sin da subito un sorriso alla stagione di Klopp e ragazzi che magari potrebbe anche dare quel pizzico di fiducia in più necessario per affrontare il 2014/2015 a testa alta.
giovedì 17 luglio 2014
Il BVB del futuro: Matthias Ginter
Nome: Matthias Ginter
Data di nascita: 19/01/1994
Nazionalità: tedesca
Altezza: 1.88m
Ruolo: difensore centrale
Ruoli secondari: mediano
Nel 2013/2014: col Friburgo 34 partite in Bundesliga, 5 in Europa League con 1 gol e 3 in DFB Pokal con 2 gol. Con la nazionale 3 presenze. Convocato per la Coppa del Mondo 2014.
Come forse già saprete, il Borussia Dortmund nella giornata di ieri si è assicurata le prestazioni del calciatore classe 1994 Matthias Ginter, proveniente dal Friburgo al costo di 10M di Euro e con un contratto di 5 anni. Se invece non lo sapevate ancora, eccovi serviti. E dunque non poteva esserci un'occasione migliore per riprendere la rubrica dedicata ai giovani talenti del BVB, che avevamo accantonato in occasione dei Mondiali e che in futuro proveremo a riproporre con nuovi profili. Negli scorsi appuntamenti abbiamo parlato di ragazzi che hanno giocato con la prima squadra per qualche partita, che hanno giocato con discreta frequenza ma sono attualmente in prestito o anche di giovani che non hanno ancora debuttato in Bundesliga. Con Ginter, affrontiamo il profilo di un calciatore già conosciuto ai più, con esperienza internazionale e due anni di Bundesliga sotto la cintura. E con un titolo mondiale appena vinto, con i rumors che volevano un suo trasferimento a Dortmund già prima della rassegna brasiliana, come abbiamo anticipato nel post di riepilogo dei convocati. All'epoca la situazione era poco chiara, sembrava che il Friburgo volesse tenerlo per un altro anno prima di lasciarlo andare, anche in una speranza di far lievitare il prezzo del suo cartellino, ma in realtà a Mondiali finiti le due squadre hanno chiuso l'accordo per permettere a Ginter di andare in vacanza con serenità dal punto di vista contrattuale.
Fatta questa premessa, parliamo nello specifico del calciatore. Matthias Ginter nasce a Friburgo all'inizio del 1994. Il padre Thomas è un assicuratore ma ha la passione smodata per il calcio a tal punto che ha l'hobby di allenare una squadra giovanile locale. La cosa logica dunque per il piccolo Matze e suo fratello maggiore Niklas è quella di giocare anche loro a calcio. Lo fanno in due società diverse da quella in cui allenava il padre, per cui non si vedevano spesso ma a casa c'era sempre confronto. Matthias ha detto più volte di aver avuto come modello Niklas e quand'era piccolo lo andava a veder giocare. Poi come spesso capita, il secondogenito ha più talento del primo e dunque nel quando nel 2005 il Friburgo bussa a casa Ginter si chiede del ragazzino, di Matze, che nel frattempo tirava i primi calci nello SV March. Primi calci di qualità evidentemente.
Comincia dunque una trafila nella squadra principale della città nativa che lo porterà, come per molti calciatori di talento, a bruciare le tappe: a 15 anni debutta nel campionato zonale U17, a 16 anni salta al campionato U19, salvo tornare a fine stagione con la squadra U17 per aiutarla a vincere il campionato del Sud Ovest, cosa che non riuscirà. Torniamo al breve periodo con la squadra U19, perché nella stagione di debutto, a 16 anni, si divide tra difesa e centrocampo e segnerà 14 gol in 25 presenze. Certo, c'è l'aiuto di qualche rigore ma questi sono numeri da mezzala o da trequartista, solo che lui fa il mediano o il difensore centrale, ma ama viaggiare palla al piede e qualche volta dev'essere arrivato anche in porta.
Arrivano anche le prime convocazioni nelle nazionali giovanili: a fine 2011 fa l'esordio nella Germania U18, qualche mese dopo è nella spedizione di Euro U19 2012. Il talento è tale che anche anche la prima squadra del Friburgo pensa che possa dare una mano a loro. In Bundesliga, e Matze ha ancora 18 anni. Anzi, per la precisione 18 anni e 2 giorni, quando il 21 gennaio del 2012 debutta in Bundesliga. Friburgo-Augsburg, davanti ai suoi concittadini entra al 70° minuto della partita. Sarà che è ancora abituato a bazzicare l'area avversaria, sta di fatto che gioca a centrocampo ma in posizione piuttosto offensiva. Al minuto 88 punizione verso il centro, Ginter la prende di testa e segna il gol vittoria. Sembra una cosa uscita da un film: il piccolo Matze da Friburgo, che debutta in un campionato importante per la squadra della sua città a 18 anni e risulta decisivo per la vittoria.
Lungo il 2012 l'attenzione sale su di lui ed arriva anche la DFB, la federcalcio tedesca a premiare Ginter: a settembre di quell'anno gli viene consegnata la Fritz Walter Medaille, onorificenza riservata ai migliori giovani calciatori del paese. Nel frattempo è iniziata un'altra stagione agonistica ed il Friburgo fa sul serio, con Ginter ormai titolare fisso, principalmente da difensore centrale. Purtroppo deve fermarsi poco prima della pausa invernale per un problema alla schiena e quando torna verrà utilizzato in un paio di occasioni anche da mediano. Il Friburgo nel frattempo vola, vola e conquista un clamoroso 5° posto che vuol dire Europa League. E dunque nella stagione passata, anche se le cose non sono andate bene, tutt'altro, sono arrivate anche le prime 5 presenze in Europa, che a questo punto gli serviranno da bagaglio per affrontare la Champions League dall'anno prossimo. Inoltre, le sue comunque discrete prestazioni al centro della difesa hanno convinto Jogi Loew a convocarlo in nazionale maggiore, nella quale Ginter ha debuttato il 5 marzo appena trascorso, entrando al 90° di Germania-Cile. Alla fine è arrivato anche il viaggio premio in Brasile, dove con la sua duttilità poteva sostituire sia i centrali difensivi che i mediani. Non è servito, ma sicuramente ha respirato un'aria particolare, l'aria dei campioni del Mondo.
Matthias Ginter è un calciatore molto valido dal punto di vista tecnico. Personalmente ho sempre pensato che fosse simile a Mats Hummels, per il quale in età giovanile non sono mancate le partite da centrocampista. Sono due calciatori veramente molto simili, con differenze tecniche poco notevoli. Ginter, come Hummels, ha un buon tocco di palla e gli piace in alcuni casi impostare l'azione dalla difesa. Dal punto di vista atletico, Ginter è forse più rapido e veloce mentre dal punto di vista fisico sono molto simili, col biondo neoacquisto che forse è leggermente più potente. Matze è bravo anche nel gioco aereo, ma a differenza di Hummels che ha una elevazione maggiore, Ginter ha dei tempi di stacco che sono davvero eccellenti, una di quelle qualità innate che ci fanno anche capire il "feel for the game" di Ginter. Alle volte non ha nemmeno bisogno di staccare molto da terra perché il suo intervento aereo è preciso e gli permette di prevalere sull'attaccante avversario.
Con Hummels condivide anche uno dei difetti, ovvero i passaggi a vuoto durante la partita che spesso nascono da errori di posizione. Nel caso di Ginter in particolare, sembra che il passaggio continuo da difensore a centrocampista non gli permetta di eseguire alcuni movimenti tattici alla perfezione. In genere queste cose possono scomparire col tempo perché si fa più pratica a gestire due ruoli, ma Ginter alterna difesa e centrocampo da anni e quindi forse converrebbe utilizzarlo definitivamente come centrale difensivo e magari spostarlo a centrocampo solo in casi di emergenza.
Dal punto di vista difensivo è un calciatore molto ordinato, che raramente ricorre all'entrata dura. Ciò non vuol dire che timido davanti all'avversario, anzi in generale è un calciatore che ha personalità, che può anche comandare un reparto difensivo come ha fatto da teenager a Friburgo. Può crescere di rendimento e ad esempio rispetto ad Hummels ha un ceiling maggiore ma in generale è difficile che possa diventare molto più forte di come sia ora, che è già tanto. Sembra uno di quei calciatori che si sono sviluppati precocemente e che a 18 anni hanno già acquisito la maturità fisica. Ad ogni modo, è importantissimo aver preso un calciatore simile ad Hummels perché così potrà ambientarsi prima nelle situazioni tattiche del BVB ed eventualmente sostituirlo qualora Mats dovesse essere ceduto, anche se ovviamente noi ci auguriamo di no.
Nel 2014/2015? Matthias Ginter nella stagione prossima sarà parte della prima squadra del Borussia Dortmund, a meno di fatti stranissimi che lo porterebbero ad un prestito di cui ovviamente dubitiamo. Dopo aver giocato tantissimo nell'ultima stagione, il suo ruolo sarà quello di panchinaro di lusso, probabilmente come vice Hummels al fianco di Subotic e Papastathopoulos. Sarò curioso però di vedere come lo userà Klopp, che magari per non lasciare un talento di questo genere in panchina lo proverà in mediana al fianco di Sahin, soprattutto ad inizio stagione quando Gundogan non avrà ancora completato la sua riabilitazione.
Data di nascita: 19/01/1994
Nazionalità: tedesca
Altezza: 1.88m
Ruolo: difensore centrale
Ruoli secondari: mediano
Nel 2013/2014: col Friburgo 34 partite in Bundesliga, 5 in Europa League con 1 gol e 3 in DFB Pokal con 2 gol. Con la nazionale 3 presenze. Convocato per la Coppa del Mondo 2014.
![]() |
| Matthias Ginter poco dopo la firma del contratto, al centro tra Hans-Joachim Watzke e Michael Zorc. |
Come forse già saprete, il Borussia Dortmund nella giornata di ieri si è assicurata le prestazioni del calciatore classe 1994 Matthias Ginter, proveniente dal Friburgo al costo di 10M di Euro e con un contratto di 5 anni. Se invece non lo sapevate ancora, eccovi serviti. E dunque non poteva esserci un'occasione migliore per riprendere la rubrica dedicata ai giovani talenti del BVB, che avevamo accantonato in occasione dei Mondiali e che in futuro proveremo a riproporre con nuovi profili. Negli scorsi appuntamenti abbiamo parlato di ragazzi che hanno giocato con la prima squadra per qualche partita, che hanno giocato con discreta frequenza ma sono attualmente in prestito o anche di giovani che non hanno ancora debuttato in Bundesliga. Con Ginter, affrontiamo il profilo di un calciatore già conosciuto ai più, con esperienza internazionale e due anni di Bundesliga sotto la cintura. E con un titolo mondiale appena vinto, con i rumors che volevano un suo trasferimento a Dortmund già prima della rassegna brasiliana, come abbiamo anticipato nel post di riepilogo dei convocati. All'epoca la situazione era poco chiara, sembrava che il Friburgo volesse tenerlo per un altro anno prima di lasciarlo andare, anche in una speranza di far lievitare il prezzo del suo cartellino, ma in realtà a Mondiali finiti le due squadre hanno chiuso l'accordo per permettere a Ginter di andare in vacanza con serenità dal punto di vista contrattuale.
Fatta questa premessa, parliamo nello specifico del calciatore. Matthias Ginter nasce a Friburgo all'inizio del 1994. Il padre Thomas è un assicuratore ma ha la passione smodata per il calcio a tal punto che ha l'hobby di allenare una squadra giovanile locale. La cosa logica dunque per il piccolo Matze e suo fratello maggiore Niklas è quella di giocare anche loro a calcio. Lo fanno in due società diverse da quella in cui allenava il padre, per cui non si vedevano spesso ma a casa c'era sempre confronto. Matthias ha detto più volte di aver avuto come modello Niklas e quand'era piccolo lo andava a veder giocare. Poi come spesso capita, il secondogenito ha più talento del primo e dunque nel quando nel 2005 il Friburgo bussa a casa Ginter si chiede del ragazzino, di Matze, che nel frattempo tirava i primi calci nello SV March. Primi calci di qualità evidentemente.
Comincia dunque una trafila nella squadra principale della città nativa che lo porterà, come per molti calciatori di talento, a bruciare le tappe: a 15 anni debutta nel campionato zonale U17, a 16 anni salta al campionato U19, salvo tornare a fine stagione con la squadra U17 per aiutarla a vincere il campionato del Sud Ovest, cosa che non riuscirà. Torniamo al breve periodo con la squadra U19, perché nella stagione di debutto, a 16 anni, si divide tra difesa e centrocampo e segnerà 14 gol in 25 presenze. Certo, c'è l'aiuto di qualche rigore ma questi sono numeri da mezzala o da trequartista, solo che lui fa il mediano o il difensore centrale, ma ama viaggiare palla al piede e qualche volta dev'essere arrivato anche in porta.
Arrivano anche le prime convocazioni nelle nazionali giovanili: a fine 2011 fa l'esordio nella Germania U18, qualche mese dopo è nella spedizione di Euro U19 2012. Il talento è tale che anche anche la prima squadra del Friburgo pensa che possa dare una mano a loro. In Bundesliga, e Matze ha ancora 18 anni. Anzi, per la precisione 18 anni e 2 giorni, quando il 21 gennaio del 2012 debutta in Bundesliga. Friburgo-Augsburg, davanti ai suoi concittadini entra al 70° minuto della partita. Sarà che è ancora abituato a bazzicare l'area avversaria, sta di fatto che gioca a centrocampo ma in posizione piuttosto offensiva. Al minuto 88 punizione verso il centro, Ginter la prende di testa e segna il gol vittoria. Sembra una cosa uscita da un film: il piccolo Matze da Friburgo, che debutta in un campionato importante per la squadra della sua città a 18 anni e risulta decisivo per la vittoria.
Lungo il 2012 l'attenzione sale su di lui ed arriva anche la DFB, la federcalcio tedesca a premiare Ginter: a settembre di quell'anno gli viene consegnata la Fritz Walter Medaille, onorificenza riservata ai migliori giovani calciatori del paese. Nel frattempo è iniziata un'altra stagione agonistica ed il Friburgo fa sul serio, con Ginter ormai titolare fisso, principalmente da difensore centrale. Purtroppo deve fermarsi poco prima della pausa invernale per un problema alla schiena e quando torna verrà utilizzato in un paio di occasioni anche da mediano. Il Friburgo nel frattempo vola, vola e conquista un clamoroso 5° posto che vuol dire Europa League. E dunque nella stagione passata, anche se le cose non sono andate bene, tutt'altro, sono arrivate anche le prime 5 presenze in Europa, che a questo punto gli serviranno da bagaglio per affrontare la Champions League dall'anno prossimo. Inoltre, le sue comunque discrete prestazioni al centro della difesa hanno convinto Jogi Loew a convocarlo in nazionale maggiore, nella quale Ginter ha debuttato il 5 marzo appena trascorso, entrando al 90° di Germania-Cile. Alla fine è arrivato anche il viaggio premio in Brasile, dove con la sua duttilità poteva sostituire sia i centrali difensivi che i mediani. Non è servito, ma sicuramente ha respirato un'aria particolare, l'aria dei campioni del Mondo.
Matthias Ginter è un calciatore molto valido dal punto di vista tecnico. Personalmente ho sempre pensato che fosse simile a Mats Hummels, per il quale in età giovanile non sono mancate le partite da centrocampista. Sono due calciatori veramente molto simili, con differenze tecniche poco notevoli. Ginter, come Hummels, ha un buon tocco di palla e gli piace in alcuni casi impostare l'azione dalla difesa. Dal punto di vista atletico, Ginter è forse più rapido e veloce mentre dal punto di vista fisico sono molto simili, col biondo neoacquisto che forse è leggermente più potente. Matze è bravo anche nel gioco aereo, ma a differenza di Hummels che ha una elevazione maggiore, Ginter ha dei tempi di stacco che sono davvero eccellenti, una di quelle qualità innate che ci fanno anche capire il "feel for the game" di Ginter. Alle volte non ha nemmeno bisogno di staccare molto da terra perché il suo intervento aereo è preciso e gli permette di prevalere sull'attaccante avversario.
Con Hummels condivide anche uno dei difetti, ovvero i passaggi a vuoto durante la partita che spesso nascono da errori di posizione. Nel caso di Ginter in particolare, sembra che il passaggio continuo da difensore a centrocampista non gli permetta di eseguire alcuni movimenti tattici alla perfezione. In genere queste cose possono scomparire col tempo perché si fa più pratica a gestire due ruoli, ma Ginter alterna difesa e centrocampo da anni e quindi forse converrebbe utilizzarlo definitivamente come centrale difensivo e magari spostarlo a centrocampo solo in casi di emergenza.
Dal punto di vista difensivo è un calciatore molto ordinato, che raramente ricorre all'entrata dura. Ciò non vuol dire che timido davanti all'avversario, anzi in generale è un calciatore che ha personalità, che può anche comandare un reparto difensivo come ha fatto da teenager a Friburgo. Può crescere di rendimento e ad esempio rispetto ad Hummels ha un ceiling maggiore ma in generale è difficile che possa diventare molto più forte di come sia ora, che è già tanto. Sembra uno di quei calciatori che si sono sviluppati precocemente e che a 18 anni hanno già acquisito la maturità fisica. Ad ogni modo, è importantissimo aver preso un calciatore simile ad Hummels perché così potrà ambientarsi prima nelle situazioni tattiche del BVB ed eventualmente sostituirlo qualora Mats dovesse essere ceduto, anche se ovviamente noi ci auguriamo di no.
Nel 2014/2015? Matthias Ginter nella stagione prossima sarà parte della prima squadra del Borussia Dortmund, a meno di fatti stranissimi che lo porterebbero ad un prestito di cui ovviamente dubitiamo. Dopo aver giocato tantissimo nell'ultima stagione, il suo ruolo sarà quello di panchinaro di lusso, probabilmente come vice Hummels al fianco di Subotic e Papastathopoulos. Sarò curioso però di vedere come lo userà Klopp, che magari per non lasciare un talento di questo genere in panchina lo proverà in mediana al fianco di Sahin, soprattutto ad inizio stagione quando Gundogan non avrà ancora completato la sua riabilitazione.
Etichette:
1994,
Bundesliga,
BVB,
Coppa del Mondo,
Friburgo,
Klopp,
Matthias Ginter,
nazionale
mercoledì 25 giugno 2014
Cronache dal Brasile - 24 giugno
Post lunghissimo, perché oggi erano impegnati tre calciatori del BVB ed hanno giocato tutti, con rendimento alterno.

Iniziamo dalla nota dolente, Ciro Immobile, un ragazzo che invocavano tutti e che ha avuto la sua chance nell'undici iniziale, ma che ha fatto poco nel match degli azzurri contro l'Uruguay e che è passato come una delle cause dell'insuccesso azzurro, perché come da usanza se qualcosa va male ci sono sempre i giovani da incolpare.
Però Ciro non ha giocato bene. Servito poco e male, nelle poche occasioni in cui ha ricevuto il pallone è stato comunque poco incisivo, venendo spesso annullato da Diego Godin, vero MVP dell'incontro. Spesso veniva servito anche su palle alte, che non sono il pane dell'azzurro ed infatti ha perso tutti e 5 i duelli aerei in cui è stato protagonista.
![]() |
| Immobile ha svariato sul fronte offensivo, proponendosi più a destra, ma senza successo (via Squawka) |
Si è vista l'incapacità di dialogare con Balotelli, i due si sono passati poco la palla e più che fare reparto insieme sembravano chiaramente due entità separate della stessa squadra. Due sole conclusioni tentate verso la porta per l'ormai ex capocannoniere della Serie A, una andata alta e l'altra presa da Muslera. Detto questo, non capiamo ancora perché Ciro sia stato sostituito al 71° minuto per far entrare Cassano, quando con Balotelli già fuori e Marchisio appena espulso, Immobile poteva essere ancora un punto di riferimento offensivo, anche per far allungare la squadra, che in buona sostanza la nazionale non ha potuto avere col talento barese in campo.
Dunque Ciro lascia il Brasile, forse con qualche rammarico. Chi invece non lascia il Brasile è Adrian Ramos, che dopo essere stato seppellito in panca per le prime due partite, ha trovato spazio nell'undici iniziale di Pekerman per Colombia-Giappone, con i Cafeteros già qualificati. Ed ha fatto benone, non a tal punto da meritarsi il premio di migliore in campo, ma ha sicuramente contribuito allo scoring offensivo guadagnandosi un rigore e firmando un assist molto bello per il 4-1 definitivo.
![]() |
| Ala destra ma anche seconda punta. Che Ramos abbia una duttilità tattica sconosciuta a noi? (via Squawka) |
Come si può vedere da questa heat map, Ramos ha giocato ala destra nel 4-2-3-1 colombiano, dimostrando le sue solite doti nel pressing e giocando molto bene sul fronte offensivo contro un Giappone che aveva ancora chance di qualificazione. E chissà che a Klopp non venga in mente di utilizzare l'ex centravanti dell'Hertha Berlino in questo modo, magari in un paio di contesti in cui può permettersi lui ed Immobile in campo. Capiremo qualcosa fra un mesetto e mezzo, immaginiamo.
Infine, Sokratis. La buonissima prova di Sokratis, di cui vi risparmiamo la Heat Map perché è poco utile nel suo caso, viene premiata da una vittoria della Grecia in extremis contro la Costa D'Avorio, alla quale bastava un solo punto per passare il turno ed è riuscita a perdere concedendo un calcio di rigore al 93° minuto. La nostra solidarietà.
A dire il vero la prova di Sokratis non è stata molto appariscente, perché innanzitutto la Grecia ha giocato il calcio più offensivo della sua storia, forse, facendo molto possesso offensivo ed andando vicino al gol in altre occasioni, ma comunque restano 90 minuti solidissimi per il centrale del BVB, che forse ha peccato un po' troppo nei passaggi, soprattutto quelli lunghi, ma per il resto non ha sbagliato molto, vincendo un paio di contrasti e tre duelli aerei su cinque, occupandosi come al solito di liberare l'area di rigore col suo piede. In occasione del gol del momentaneo pareggio di Bony, Sokratis è prima sul centravanti dello Swansea, poi va ad aiutare su Gervinho il quale serve di nuovo Bony che a quel punto appoggia solo davanti a Karnezis. Noi crediamo che si sia trattato di un semplice malinteso col resto del reparto (ed in particolare di Torosidis) che avrebbe dovuto chiudere su Bony mentre lui era andato ad occuparsi di Gervinho.
Dunque il girone C regala al BVB due promossi alla fase ad eliminazione diretta, in attesa di vedere cosa faranno la Germania (praticamente agli ottavi) e la Corea del Sud.
lunedì 2 giugno 2014
Ufficiale: Ciro Immobile è GialloNero.
La telenovela Immobile si è conclusa, per noi con un lieto fine.
Già annunciato da qualche giorno Ciro doveva si è recato oggi a Dortmund per le visite e firme di rito, dopo aver svolto la seduta mattutina con la nazionale in quel di Coverciano il centravanti della nazionale ha preso un aereo privato da Firenze, destinazione Dortmund.
Atterrato alle 15:23 circa in compagnia dei suoi procuratori, Ciro si è subito recato all'ospedale per le visite come mostra la foto seguente.
Dopo le visite subito in sede per le firme dove il giocatore ha raggiunto il suo nuovo tecnico Jurgen Klopp.
Niente conferenza stampa per il giocatore che è dovuto rientrare subito a Coverciano per continuare la preparazione per il mondiale.
La prima foto della firma è stata pubblicata alle 18:35 da Gianluca di Marzio.
Ciro sigla così il nuovo contratto a 2M l'anno fino al 2019, il BVB dovrà sborsare 19,5M più bonus a Torino e Juventus.
Benvenuto Ciro!
Già annunciato da qualche giorno Ciro doveva si è recato oggi a Dortmund per le visite e firme di rito, dopo aver svolto la seduta mattutina con la nazionale in quel di Coverciano il centravanti della nazionale ha preso un aereo privato da Firenze, destinazione Dortmund.
Atterrato alle 15:23 circa in compagnia dei suoi procuratori, Ciro si è subito recato all'ospedale per le visite come mostra la foto seguente.
Dopo le visite subito in sede per le firme dove il giocatore ha raggiunto il suo nuovo tecnico Jurgen Klopp.
Niente conferenza stampa per il giocatore che è dovuto rientrare subito a Coverciano per continuare la preparazione per il mondiale.
La prima foto della firma è stata pubblicata alle 18:35 da Gianluca di Marzio.
Ciro sigla così il nuovo contratto a 2M l'anno fino al 2019, il BVB dovrà sborsare 19,5M più bonus a Torino e Juventus.
Benvenuto Ciro!
domenica 25 maggio 2014
Pagelle stagionali: Kevin Grosskreutz
Il ruolo "Kevin Grosskreutz" non esiste, in effetti. Però potrebbe esistere in futuro. Già mi immagino un dialogo fra 20 anni:
A: "Mi chiamo Antonio, sono un calciatore."
B: "Che ruolo fai, Antonio?"
A: "Sono un Kevin Grosskreutz."
B: "Ah, ma allora giochi ovunque!"
Kevin Grosskreutz
49 partite giocate, 3 gol, 6 assist. Uomo più presente in stagione. - B
Qualche giorno fa il sottoscritto ed il capo di questo blog, Paolo Inaudi, hanno avuto l'idea non troppo
originale di redarre delle pagelle stagionali per i calciatori del BVB. Si era deciso di dividere la squadra per ruoli e quindi catalogare i calciatori in base all'utilizzo in campo. Poi però arriviamo a Kevin Grosskreutz e la domanda sorge spontanea: "dove lo mettiamo?"
Cioè, forse non è chiaro. Andando a scomporre le sue 49 presenze con il BVB, notiamo:
- 28 partite da terzino destro
- 2 partite da terzino sinistro
- 15 partite da ala sinistra
- 2 partite da ala destra
- 2 partite da mediano
Tra il 22 marzo ed il 12 aprile gioca 4 partite da titolare in 4 ruoli diversi. Una doverosa precisazione: i ruoli segnati nella lista presente sopra sono quelli in cui è posizionato all'ingresso in campo. Perché Kevin Grosskreutz avrà cambiato posizione in campo a partita in corso in circa 10 occasioni quest'anno. Per esempio, il 21 dicembre del 2013 gioca buona parte del secondo tempo di BVB-Hertha Berlino da difensore centrale.
Kevin Grosskreutz è effettivamente uno dei pochi giocatori nella storia recente del calcio ad aver giocato almeno un minuto in tutte le posizioni del campo. Sì, ha fatto anche il portiere d'emergenza, come potete vedere dalla foto, anche se nella scorsa stagione.
Jurgen Klopp, che nel tempo libero è un generatore automatico di aforismi, interrogato sulla possibilità che Kevin Grosskreutz venga convocato dalla Germania per la Coppa del Mondo di Brasile 2014, ha detto:
Klopp questo principio lo attua sul serio, non è solo un complimento fatto ad uno dei suoi calciatori: schiera Kevin per l'inizio stagione da terzino destro, dovendo coprire il ruolo con Piszczek ancora convalescente dall'operazione subita in maggio. Poi il 21 settembre mancano Gundogan, Kehl e Sahin è un po' acciaccato: Klopp gioca il jolly e schiera Grosskreutz da mediano. Il 26 aprile mancano sia Schmelzer che Durm: Klopp gioca il jolly e schiera Grosskreutz da terzino sinistro. Nel girone di ritorno, anche a causa dell'infortunio di Blaszczykowski, trova molto più spazio anche in quello che sarebbe il suo ruolo naturale, ovvero l'ala sinistra. Siamo arrivati davvero al punto in cui Klopp riempiva i vuoti nell'11 titolare mettendo il nome di Grosskreutz.
Il valore di Grosskreutz sta nella maggior parte in questo aspetto, nella sua duttilità perché parliamoci chiaro, non è un gran fenomeno. Il suo tiro è incostante, non è bravissimo a crossare, non ha tecnica di base, non è nemmeno un gran colpitore di testa sebbene qualcuna ne prenda. Però è dignitoso ovunque lo si metta in mezzo al campo. Tranne forse come portiere e come centravanti, potrebbe essere titolare ovunque con qualsiasi squadra di livello pari o appena inferiore al BVB, e non è cosa da poco.
E poi è instancabile. Quest'anno contando anche la nazionale ha giocato 50 partite totalizzando 4.334 minuti. Senza che prendiate la calcolatrice, vi dico che sono 86 minuti di media a partita. Roba non da poco per un "non portiere", anche perché il ragazzo corre durante le partite, avanti e indietro senza fermarsi. Non è un caso che sia quasi sempre tra i calciatori con più Km percorsi nelle singole partite del Borussia Dortmund.
Gioca sempre, ovunque dica il mister, lui abbassa la testa e si piazza in quella posizione, correndo e provando a fare il meglio possibile coi piedi. L'11 dicembre del 2013 allo stadio Velodrome di Marsiglia, il BVB è fermo sull'1-1 contro un mediocre OM, sprecando tanto. Con questo risultato si verrebbe eliminati dal girone di Champions League. Poi a quattro minuti dalla fine Schieber passa la palla all'indietro, arriva un tizio che scivola mentre tira e cicca la palla, questa prende una traiettoria strana sorprendendo Mandanda, ed entra. 1-2.
Reazione del sottoscritto e di qualche altro milione di tifosi del BVB:
Grosskreutz in quella partita aveva iniziato da terzino destro, quindi non avrebbe nemmeno dovuto essere lì, poi nel secondo tempo è stato spostato in avanti come trequartista centrale in un improbabile, quanto efficace, 4-1-4-1. Con il gol più "Grosskreutzesco" di sempre, il BVB va avanti. Klopp è talmente contento che gli fa un regalo: una partita di riposo, tre giorni dopo, contro l'Hoffenheim.
La stagione di Grosskreutz comunque è buona, a tal punto che quando Piszczek, Schmelzer e Durm sono contemporaneamente in squadra lui gioca sulla trequarti, un po' per sopperire alla mancanza già citata di Kuba, un po' perché nella seconda fase del campionato Aubameyang cala di rendimento e quindi Klopp preferisce dare meno spazio al gabonese affidando più minuti ad altri, tra cui Grosskreutz. Nella partita in casa con l'Hoffenheim trova pure il suo unico gol in campionato, riuscendo dunque a segnare in tre competizioni diverse quest'anno.
La sua stagione in maglia giallonera finisce con un episodio extracampo abbastanza controverso, di cui ha già parlato Paolo ad inizio mese. Chi lo sa, forse si stava allenando per entrare nella squadra nazionale di atletica leggera, sezione tiro delkebab giavellotto. Fortunatamente il codice etico non ha luogo nella nazionale tedesca e quindi Kevin non dovrebbe pagare questo fatto con l'esclusione dai 23 per il Mondiale, che per altro resta comunque insicura ad oggi.
Miglior partita: BVB-Hoffenheim. La partita di Marsiglia lo ha visto decisivo ed è stato già detto, ma non ha giocato poi così bene. Nel match che rende matematico il secondo posto dei gialloneri invece sfodera una prestazione superlativa, la migliore da ala sinistra in questa stagione. Verosimilmente anche il migliore in campo, crea, va spesso alla conclusione e con un tiro a giro dalla trequarti segna il gol del momentaneo 1-1.
Peggior partita: Amburgo-BVB. Sostanzialmente la peggior partita della stagione per il Borussia Dortmund e lui ci finisce dentro con tutte le scarpe. Contro il non irresistibile Westermann, non riesce mai a sfondare sulla fascia sinistra ed è evanescente e deleterio. Una delle poche volte in cui Klopp lo sostituisce in partita.
Prossima tappa: difensori centrali, prima parte!
A: "Mi chiamo Antonio, sono un calciatore."
B: "Che ruolo fai, Antonio?"
A: "Sono un Kevin Grosskreutz."
B: "Ah, ma allora giochi ovunque!"
Kevin Grosskreutz
49 partite giocate, 3 gol, 6 assist. Uomo più presente in stagione. - B
![]() |
originale di redarre delle pagelle stagionali per i calciatori del BVB. Si era deciso di dividere la squadra per ruoli e quindi catalogare i calciatori in base all'utilizzo in campo. Poi però arriviamo a Kevin Grosskreutz e la domanda sorge spontanea: "dove lo mettiamo?"
Cioè, forse non è chiaro. Andando a scomporre le sue 49 presenze con il BVB, notiamo:
- 28 partite da terzino destro
- 2 partite da terzino sinistro
- 15 partite da ala sinistra
- 2 partite da ala destra
- 2 partite da mediano
Tra il 22 marzo ed il 12 aprile gioca 4 partite da titolare in 4 ruoli diversi. Una doverosa precisazione: i ruoli segnati nella lista presente sopra sono quelli in cui è posizionato all'ingresso in campo. Perché Kevin Grosskreutz avrà cambiato posizione in campo a partita in corso in circa 10 occasioni quest'anno. Per esempio, il 21 dicembre del 2013 gioca buona parte del secondo tempo di BVB-Hertha Berlino da difensore centrale.
Kevin Grosskreutz è effettivamente uno dei pochi giocatori nella storia recente del calcio ad aver giocato almeno un minuto in tutte le posizioni del campo. Sì, ha fatto anche il portiere d'emergenza, come potete vedere dalla foto, anche se nella scorsa stagione.
Jurgen Klopp, che nel tempo libero è un generatore automatico di aforismi, interrogato sulla possibilità che Kevin Grosskreutz venga convocato dalla Germania per la Coppa del Mondo di Brasile 2014, ha detto:
Se tu disponi di un calciatore che gioca in 6 posizioni e puoi portare solo 23 uomini, con lui la rosa in pratica diventa di 29 calciatori. Vantaggio non da poco.
Klopp questo principio lo attua sul serio, non è solo un complimento fatto ad uno dei suoi calciatori: schiera Kevin per l'inizio stagione da terzino destro, dovendo coprire il ruolo con Piszczek ancora convalescente dall'operazione subita in maggio. Poi il 21 settembre mancano Gundogan, Kehl e Sahin è un po' acciaccato: Klopp gioca il jolly e schiera Grosskreutz da mediano. Il 26 aprile mancano sia Schmelzer che Durm: Klopp gioca il jolly e schiera Grosskreutz da terzino sinistro. Nel girone di ritorno, anche a causa dell'infortunio di Blaszczykowski, trova molto più spazio anche in quello che sarebbe il suo ruolo naturale, ovvero l'ala sinistra. Siamo arrivati davvero al punto in cui Klopp riempiva i vuoti nell'11 titolare mettendo il nome di Grosskreutz.
Il valore di Grosskreutz sta nella maggior parte in questo aspetto, nella sua duttilità perché parliamoci chiaro, non è un gran fenomeno. Il suo tiro è incostante, non è bravissimo a crossare, non ha tecnica di base, non è nemmeno un gran colpitore di testa sebbene qualcuna ne prenda. Però è dignitoso ovunque lo si metta in mezzo al campo. Tranne forse come portiere e come centravanti, potrebbe essere titolare ovunque con qualsiasi squadra di livello pari o appena inferiore al BVB, e non è cosa da poco.
E poi è instancabile. Quest'anno contando anche la nazionale ha giocato 50 partite totalizzando 4.334 minuti. Senza che prendiate la calcolatrice, vi dico che sono 86 minuti di media a partita. Roba non da poco per un "non portiere", anche perché il ragazzo corre durante le partite, avanti e indietro senza fermarsi. Non è un caso che sia quasi sempre tra i calciatori con più Km percorsi nelle singole partite del Borussia Dortmund.
Gioca sempre, ovunque dica il mister, lui abbassa la testa e si piazza in quella posizione, correndo e provando a fare il meglio possibile coi piedi. L'11 dicembre del 2013 allo stadio Velodrome di Marsiglia, il BVB è fermo sull'1-1 contro un mediocre OM, sprecando tanto. Con questo risultato si verrebbe eliminati dal girone di Champions League. Poi a quattro minuti dalla fine Schieber passa la palla all'indietro, arriva un tizio che scivola mentre tira e cicca la palla, questa prende una traiettoria strana sorprendendo Mandanda, ed entra. 1-2.
Reazione del sottoscritto e di qualche altro milione di tifosi del BVB:
Grosskreutz in quella partita aveva iniziato da terzino destro, quindi non avrebbe nemmeno dovuto essere lì, poi nel secondo tempo è stato spostato in avanti come trequartista centrale in un improbabile, quanto efficace, 4-1-4-1. Con il gol più "Grosskreutzesco" di sempre, il BVB va avanti. Klopp è talmente contento che gli fa un regalo: una partita di riposo, tre giorni dopo, contro l'Hoffenheim.
La stagione di Grosskreutz comunque è buona, a tal punto che quando Piszczek, Schmelzer e Durm sono contemporaneamente in squadra lui gioca sulla trequarti, un po' per sopperire alla mancanza già citata di Kuba, un po' perché nella seconda fase del campionato Aubameyang cala di rendimento e quindi Klopp preferisce dare meno spazio al gabonese affidando più minuti ad altri, tra cui Grosskreutz. Nella partita in casa con l'Hoffenheim trova pure il suo unico gol in campionato, riuscendo dunque a segnare in tre competizioni diverse quest'anno.
La sua stagione in maglia giallonera finisce con un episodio extracampo abbastanza controverso, di cui ha già parlato Paolo ad inizio mese. Chi lo sa, forse si stava allenando per entrare nella squadra nazionale di atletica leggera, sezione tiro del
Miglior partita: BVB-Hoffenheim. La partita di Marsiglia lo ha visto decisivo ed è stato già detto, ma non ha giocato poi così bene. Nel match che rende matematico il secondo posto dei gialloneri invece sfodera una prestazione superlativa, la migliore da ala sinistra in questa stagione. Verosimilmente anche il migliore in campo, crea, va spesso alla conclusione e con un tiro a giro dalla trequarti segna il gol del momentaneo 1-1.
Peggior partita: Amburgo-BVB. Sostanzialmente la peggior partita della stagione per il Borussia Dortmund e lui ci finisce dentro con tutte le scarpe. Contro il non irresistibile Westermann, non riesce mai a sfondare sulla fascia sinistra ed è evanescente e deleterio. Una delle poche volte in cui Klopp lo sostituisce in partita.
Prossima tappa: difensori centrali, prima parte!
giovedì 22 maggio 2014
Foto e video dal web
La stagione dei club è finita, quella delle nazionali sta entrando nel vivo, nel frattempo ci sono venti giorni di poco. Noi di Borussia Dortmund Italia stiamo provando a riempirli con le nostre pagelle di fine anno ed i profili sui giovani virgulti di proprietà del BVB. Più in generale, c'è chi a fine stagione ama fare resoconti statistici (eccomi!), chi invece si concentra completamente sul calciomercato, chi magari fa incetta di video e immagini per ricordare la stagione appena passata.
Ecco, se siete appassionati di foto e di mimica facciale, il Ruhr Nachrichten ha pubblicato una splendida fotogallery in cui sono raccolte tante delle espressioni facciali di Jurgen Klopp. 27 foto, 27 volti diversi, la stessa persona: che volete di più?
Il Borussia Dortmund ha deciso anche, giustamente, di esporsi per tematiche più serie come può essere quella del razzismo. Lo ha fatto con un video pubblicato sul proprio canale Youtube, che noi riportiamo prontamente:
Il video di per se è molto eloquente, ad ogni modo al termine del video vengono inserite due frasi che in italiano significano "calcio e nazismo semplicemente non si mischiano" e "il Borussia si unisce. Insieme contro il razzismo".
lunedì 19 maggio 2014
Il BVB del futuro: Jannik Bandowski
Nome: Jannik Bandowski
Data di nascita: 30/03/1994
Nazionalità: tedesca
Altezza: 1.90m
Ruolo: terzino sinistro
Nel 2013/2014: col BVB II 17 partite giocate, 1 gol, 1 assist.
Dopo aver trattato due calciatori forse un po' più conosciuti anche nell'ambiente internazionale, questa volta ci soffermiamo su un ragazzo meno talentuoso, probabilmente, sicuramente con minor esposizione sia a livello nazionale che di club. Eppure, paradossalmente, dovessi dire il nome di un calciatore giovane con maggiori possibilità di far parte sul serio del BVB nei prossimi anni, andrei con Jannik Bandowski.
Le motivazioni? Il ruolo, innanzitutto. È sempre complesso trovare un esterno sinistro in questo periodo storico per cui anche sul mercato, terzini assolutamente normali acquisiscono un valore di mercato maggiore. Se conosco un attimo Michael Zorc, mi verrebbe da dire che l'ultimo ruolo su cui andrebbe a spendere soldi sia quello degli esterni difensivi. Poi tutto può accadere, ma anche gli adattamenti di Erik Durm e Kevin Grosskreutz danno l'impressione che a Dortmund preferiscano costruirsi il terzino in casa piuttosto che andare a bussare alle altrui porte.
In secondo luogo, stiamo parlando comunque di un prospetto più che decente, per quanto non sia un fenomeno: buona corporatura, ovviamente atletico e disposto alla corsa, il tipico giocatore da BVB insomma. Inoltre, non deve essere malvisto dallo staff tecnico della prima squadra considerando che ha svolto buona parte del campionato aggregato a loro, insieme con gli altri giovani di primo piano presenti nella organizzazione giallonera.
Jannik Bandowski nasce a Korbach, cittadina dell'Assia. Resta nelle giovanili della squadra locale fino ai 15 anni, poi si trasferisce nel Nord Reno Westfalia, acquistato dal Paderborn. A 17 anni arriva il Borussia Dortmund che lo firma da svincolato e lo inserisce subito nella sua Under 19. Gioca due stagioni nel principale campionato giovanile tedesco e poi entra nell'organico del BVB II dalla stagione che sta per concludersi, su cui torneremo tra un attimo. Nel frattempo attira l'attenzione di Frank Wormuth, allenatore della Germania U20, che lo convoca in nazionale per due match amichevoli nel settembre del 2013.
Jannik Bandowski è un terzino molto fisico, forse leggermente atipico a causa della sua stazza fisica. Chiaramente altrove si trovano esterni difensivi così alti, ma non è certamente la qualità richiesta in quel ruolo. E' un buon colpitore di testa, ha anche un discreto sinistro ma nulla di eccezionale. Corre, ovviamente. Però non c'è molto altro per ora, come dicevo si tratta di un calciatore di qualità leggermente inferiore rispetto a Sarr e Ducksch. Ha dei discreti problemi in fase di anticipo, ovvero il motivo per il quale gioca terzino sinistro e non difensore centrale, motivo anche per il quale spesso è autore di entrate piuttosto dure. Ad ogni modo, il ragazzo ha margini di miglioramento che incoraggiano sulla sua proiezione futura.
Dicevamo, la sua stagione al BVB II. In realtà non fa nulla di straordinario, ma ci permette di introdurre un altro "problema", si spera temporaneo: come potete vedere in alto, 17 partite giocate, ovvero il girone di andata nemmeno completato. Bandowski infatti ha chiuso la stagione a dicembre, quando ha contratto una forma di mononucleosi infettiva (non sono un medico, ma a quanto pare questo link dovrebbe spiegare in modo semplice e preciso di cosa si tratti). Torna dopo un mese abbondante e dopo pochi giorni si fa di nuovo male, alla caviglia, infortunio che mette la parola fine sul 2013/2014. Sulla pagina del giocatore che Transfermarkt gli dedica, non ci sono altri infortuni risalenti al passato ed andando a controllare l'andamento delle scorse stagioni, le assenze sono dovute più ad una scelta tecnica che forzata da problemi fisici. Per cui potrebbe trattarsi di un caso, anche se l'uno-due subito in questa stagione può essere considerato un primo campanello d'allarme sulla stabilità fisica del ragazzo.
Nel 2014/2015? Dovesse restare al Borussia Dortmund, e di questo ne siamo abbastanza certi, Bandowski verrà riassegnato di nuovo al BVB II per dargli almeno una solida base di partite giocate tra i senior. Non è esclusa l'ipotesi prestito, sebbene sembri meno probabile rispetto ad altri ragazzi che hanno sotto la cintura almeno una stagione completa con la seconda squadra. In caso di infortuni o fatti particolari, può sempre raggiungere la prima squadra come opzione d'emergenza, visto che comunque Klopp lo tiene sott'occhio.
Data di nascita: 30/03/1994
Nazionalità: tedesca
Altezza: 1.90m
Ruolo: terzino sinistro
Nel 2013/2014: col BVB II 17 partite giocate, 1 gol, 1 assist.
![]() |
| Bandowski va al tiro nella amichevole prestagionale Basilea-BVB |
Dopo aver trattato due calciatori forse un po' più conosciuti anche nell'ambiente internazionale, questa volta ci soffermiamo su un ragazzo meno talentuoso, probabilmente, sicuramente con minor esposizione sia a livello nazionale che di club. Eppure, paradossalmente, dovessi dire il nome di un calciatore giovane con maggiori possibilità di far parte sul serio del BVB nei prossimi anni, andrei con Jannik Bandowski.
Le motivazioni? Il ruolo, innanzitutto. È sempre complesso trovare un esterno sinistro in questo periodo storico per cui anche sul mercato, terzini assolutamente normali acquisiscono un valore di mercato maggiore. Se conosco un attimo Michael Zorc, mi verrebbe da dire che l'ultimo ruolo su cui andrebbe a spendere soldi sia quello degli esterni difensivi. Poi tutto può accadere, ma anche gli adattamenti di Erik Durm e Kevin Grosskreutz danno l'impressione che a Dortmund preferiscano costruirsi il terzino in casa piuttosto che andare a bussare alle altrui porte.
In secondo luogo, stiamo parlando comunque di un prospetto più che decente, per quanto non sia un fenomeno: buona corporatura, ovviamente atletico e disposto alla corsa, il tipico giocatore da BVB insomma. Inoltre, non deve essere malvisto dallo staff tecnico della prima squadra considerando che ha svolto buona parte del campionato aggregato a loro, insieme con gli altri giovani di primo piano presenti nella organizzazione giallonera.
Jannik Bandowski nasce a Korbach, cittadina dell'Assia. Resta nelle giovanili della squadra locale fino ai 15 anni, poi si trasferisce nel Nord Reno Westfalia, acquistato dal Paderborn. A 17 anni arriva il Borussia Dortmund che lo firma da svincolato e lo inserisce subito nella sua Under 19. Gioca due stagioni nel principale campionato giovanile tedesco e poi entra nell'organico del BVB II dalla stagione che sta per concludersi, su cui torneremo tra un attimo. Nel frattempo attira l'attenzione di Frank Wormuth, allenatore della Germania U20, che lo convoca in nazionale per due match amichevoli nel settembre del 2013.
Jannik Bandowski è un terzino molto fisico, forse leggermente atipico a causa della sua stazza fisica. Chiaramente altrove si trovano esterni difensivi così alti, ma non è certamente la qualità richiesta in quel ruolo. E' un buon colpitore di testa, ha anche un discreto sinistro ma nulla di eccezionale. Corre, ovviamente. Però non c'è molto altro per ora, come dicevo si tratta di un calciatore di qualità leggermente inferiore rispetto a Sarr e Ducksch. Ha dei discreti problemi in fase di anticipo, ovvero il motivo per il quale gioca terzino sinistro e non difensore centrale, motivo anche per il quale spesso è autore di entrate piuttosto dure. Ad ogni modo, il ragazzo ha margini di miglioramento che incoraggiano sulla sua proiezione futura.
Dicevamo, la sua stagione al BVB II. In realtà non fa nulla di straordinario, ma ci permette di introdurre un altro "problema", si spera temporaneo: come potete vedere in alto, 17 partite giocate, ovvero il girone di andata nemmeno completato. Bandowski infatti ha chiuso la stagione a dicembre, quando ha contratto una forma di mononucleosi infettiva (non sono un medico, ma a quanto pare questo link dovrebbe spiegare in modo semplice e preciso di cosa si tratti). Torna dopo un mese abbondante e dopo pochi giorni si fa di nuovo male, alla caviglia, infortunio che mette la parola fine sul 2013/2014. Sulla pagina del giocatore che Transfermarkt gli dedica, non ci sono altri infortuni risalenti al passato ed andando a controllare l'andamento delle scorse stagioni, le assenze sono dovute più ad una scelta tecnica che forzata da problemi fisici. Per cui potrebbe trattarsi di un caso, anche se l'uno-due subito in questa stagione può essere considerato un primo campanello d'allarme sulla stabilità fisica del ragazzo.
Nel 2014/2015? Dovesse restare al Borussia Dortmund, e di questo ne siamo abbastanza certi, Bandowski verrà riassegnato di nuovo al BVB II per dargli almeno una solida base di partite giocate tra i senior. Non è esclusa l'ipotesi prestito, sebbene sembri meno probabile rispetto ad altri ragazzi che hanno sotto la cintura almeno una stagione completa con la seconda squadra. In caso di infortuni o fatti particolari, può sempre raggiungere la prima squadra come opzione d'emergenza, visto che comunque Klopp lo tiene sott'occhio.
Etichette:
1994,
3.Liga,
Borussia Dortmund,
BVB II,
Jannik Bandowski,
Klopp
lunedì 12 maggio 2014
Il BVB del futuro: Marian Sarr
Nome: Marian Sarr
Data di nascita: 30/01/1995
Nazionalità: tedesca
Altezza: 1.87m
Ruolo: difensore centrale
Nel 2013/2014: col BVB 2 partite in Bundesliga e 1 in Champions League, col BVB II 25 partite in 3. Liga, 1 gol.
Con la stagione agonistica quasi al termine ed in attesa dell'ultimo atto della DFB Pokal, vale la pena anche buttare un occhio a coloro che sono i giovani talenti di questa squadra, magari i futuri beniamini dei tifosi. Parliamo di ragazzi che si sono messi in mostra nelle varie affiliate del BVB o magari anche in altre squadre, provando a mettere in gioco esperienze visive e pareri di fonti competenti. Il primo ragazzo preso in esame è forse quello più conosciuto dai tifosi, ovvero il difensore centrale Marian Sarr.
Nato ad Essen, cittadina distante circa 40 Km da Dortmund nota per il fermento calcistico, Marian è figlio di un immigrato senegalese e di una donna tedesca. Subito si interessa al calcio e compie i primi passi nella squadra giovanile locale. Nella sua adolescenza poi passa per i tre settori giovanili più importanti del Nord-Reno Westfalia: a 10 anni passa per lo Schalke 04, a 13 si sposta al Bayer Leverkusen ed infine a 18 anni, quasi formato, arriva al Borussia Dortmund che per lui spende 1.500.000€, segno chiaro di voler credere sul ragazzo.
Chi vi scrive ha potuto ammirare per la prima volta Marian Sarr nel maggio del 2012, quando ancora militava nelle file del Bayer Leverkusen. Era il difensore centrale di una versione della Germania U17 che ha dominato i propri europei di categoria perdendo abbastanza immeritatamente in finale ai rigori. Durante quella manifestazione mi era parso che questo ragazzino dinoccolato e molto atletico avesse la stoffa per poter diventare un difensore centrale di livello quantomeno nazionale, dimostrando ordine e precisione anche nel disimpegno col pallone.
Evidentemente nei 18 mesi successivi il ragazzo non ha fatto altro che crescere ulteriormente, considerando che Jurgen Klopp non s'è fatto scrupoli pensando anche a lui per rimpiazzare gli infortunati Hummels e Subotic verso la fine del 2013. Il debutto in categoria senior per Sarr è di quelli delicati: da titolare, viene schierato in Marsiglia-BVB, partita decisiva per il passaggio del turno. Ed il BVB vince, superando un girone tostissimo con Arsenal e Napoli. Marian Sarr gioca piuttosto bene e riceve l'affetto di Klopp:
L'allenatore da' altre due partenze da titolare al ragazzo, purtroppo però le risposte non sono state dello stesso livello. Dopo una discreta prestazione contro l'Hoffenheim, il match casalingo contro l'Hertha lo vede protagonista di una pessima giocata che libera di fatto l'attaccante avversario Allagui che può siglare il gol del 1-2, che si rivelerà decisivo. Sarr esce mentalmente dalla partita ed in seguito commetterà un secondo errore gravissimo, dimostrando tutti i suoi 19 anni. Sostituito a fine primo tempo, non giocherà più con la prima squadra nel proseguimento di stagione, pur essendo stato convocato in altre occasioni come difensore d'emergenza in seguito a squalifiche o infortuni dei titolari, segno comunque della considerazione che gode in seno alla squadra.
Sarr ha comunque avuto modo di giocare tanto in stagione nelle fila della seconda squadra del BVB, che proprio sabato ha conquistato la salvezza in 3.Liga nonostante una rosa giovanissima. Sarr era il perno difensivo nonché "regista secondario", mettendo in mostra il suo buon piede sinistro. Come ogni giovane che non abbiano un talento di primissimo rango ha dei buchi nella continuità di rendimento, sui quali si può tranquillamente lavorare anche nella prossima stagione.
Come caratteristiche tecniche, Marian Sarr è un difensore centrale mancino, piuttosto bravo nel gioco aereo grazie alla sua altezza, quasi 1.90m, ed al suo stacco aereo. Ha una discreta propensione all'anticipo, aspetto nel quale tuttavia può ancora migliorare ma sicuramente partendo da una buona base. Dove invece c'è ancora molto da lavorare è l'aspetto tattico del suo lavoro difensivo, in cui diverse volte è parso disorientato. Ha qualità nel gioco coi piedi ma lui evidentemente si fida troppo perché prova ad impostare ed a verticalizzare più del dovuto, incappando alle volte in errori di sufficienza. Sarr ha l'upside per diventare il titolare di una squadra di alto livello in Bundesliga, con questo non vuol dire però che lo sarà sicuramente, i miglioramenti di un calciatore non sono sempre scontati. Sicuramente c'è una base fisica e tecnica molto interessante da cui partire, ora tocca mettere continuità e senso tattico al proprio gioco.
Nel 2014/2015? Per la prossima stagione, Sarr potrebbe fare nuovamente la spola tra prima e seconda squadra, forse con qualche puntata in più nelle partite di Bundesliga. Non è da escludere l'opzione prestito in una squadra di 2.Liga o in una piccola di Bundes per vederlo giocare continuativamente ad un livello più alto della Dritte Liga, anche per capire realmente di che pasta è fatto il ragazzo.
Data di nascita: 30/01/1995
Nazionalità: tedesca
Altezza: 1.87m
Ruolo: difensore centrale
Nel 2013/2014: col BVB 2 partite in Bundesliga e 1 in Champions League, col BVB II 25 partite in 3. Liga, 1 gol.
![]() |
| Marian Sarr sovrasta un avversario nel suo debutto in Champions League |
Con la stagione agonistica quasi al termine ed in attesa dell'ultimo atto della DFB Pokal, vale la pena anche buttare un occhio a coloro che sono i giovani talenti di questa squadra, magari i futuri beniamini dei tifosi. Parliamo di ragazzi che si sono messi in mostra nelle varie affiliate del BVB o magari anche in altre squadre, provando a mettere in gioco esperienze visive e pareri di fonti competenti. Il primo ragazzo preso in esame è forse quello più conosciuto dai tifosi, ovvero il difensore centrale Marian Sarr.
Nato ad Essen, cittadina distante circa 40 Km da Dortmund nota per il fermento calcistico, Marian è figlio di un immigrato senegalese e di una donna tedesca. Subito si interessa al calcio e compie i primi passi nella squadra giovanile locale. Nella sua adolescenza poi passa per i tre settori giovanili più importanti del Nord-Reno Westfalia: a 10 anni passa per lo Schalke 04, a 13 si sposta al Bayer Leverkusen ed infine a 18 anni, quasi formato, arriva al Borussia Dortmund che per lui spende 1.500.000€, segno chiaro di voler credere sul ragazzo.
Chi vi scrive ha potuto ammirare per la prima volta Marian Sarr nel maggio del 2012, quando ancora militava nelle file del Bayer Leverkusen. Era il difensore centrale di una versione della Germania U17 che ha dominato i propri europei di categoria perdendo abbastanza immeritatamente in finale ai rigori. Durante quella manifestazione mi era parso che questo ragazzino dinoccolato e molto atletico avesse la stoffa per poter diventare un difensore centrale di livello quantomeno nazionale, dimostrando ordine e precisione anche nel disimpegno col pallone.
Evidentemente nei 18 mesi successivi il ragazzo non ha fatto altro che crescere ulteriormente, considerando che Jurgen Klopp non s'è fatto scrupoli pensando anche a lui per rimpiazzare gli infortunati Hummels e Subotic verso la fine del 2013. Il debutto in categoria senior per Sarr è di quelli delicati: da titolare, viene schierato in Marsiglia-BVB, partita decisiva per il passaggio del turno. Ed il BVB vince, superando un girone tostissimo con Arsenal e Napoli. Marian Sarr gioca piuttosto bene e riceve l'affetto di Klopp:
L'allenatore da' altre due partenze da titolare al ragazzo, purtroppo però le risposte non sono state dello stesso livello. Dopo una discreta prestazione contro l'Hoffenheim, il match casalingo contro l'Hertha lo vede protagonista di una pessima giocata che libera di fatto l'attaccante avversario Allagui che può siglare il gol del 1-2, che si rivelerà decisivo. Sarr esce mentalmente dalla partita ed in seguito commetterà un secondo errore gravissimo, dimostrando tutti i suoi 19 anni. Sostituito a fine primo tempo, non giocherà più con la prima squadra nel proseguimento di stagione, pur essendo stato convocato in altre occasioni come difensore d'emergenza in seguito a squalifiche o infortuni dei titolari, segno comunque della considerazione che gode in seno alla squadra.
Sarr ha comunque avuto modo di giocare tanto in stagione nelle fila della seconda squadra del BVB, che proprio sabato ha conquistato la salvezza in 3.Liga nonostante una rosa giovanissima. Sarr era il perno difensivo nonché "regista secondario", mettendo in mostra il suo buon piede sinistro. Come ogni giovane che non abbiano un talento di primissimo rango ha dei buchi nella continuità di rendimento, sui quali si può tranquillamente lavorare anche nella prossima stagione.
Come caratteristiche tecniche, Marian Sarr è un difensore centrale mancino, piuttosto bravo nel gioco aereo grazie alla sua altezza, quasi 1.90m, ed al suo stacco aereo. Ha una discreta propensione all'anticipo, aspetto nel quale tuttavia può ancora migliorare ma sicuramente partendo da una buona base. Dove invece c'è ancora molto da lavorare è l'aspetto tattico del suo lavoro difensivo, in cui diverse volte è parso disorientato. Ha qualità nel gioco coi piedi ma lui evidentemente si fida troppo perché prova ad impostare ed a verticalizzare più del dovuto, incappando alle volte in errori di sufficienza. Sarr ha l'upside per diventare il titolare di una squadra di alto livello in Bundesliga, con questo non vuol dire però che lo sarà sicuramente, i miglioramenti di un calciatore non sono sempre scontati. Sicuramente c'è una base fisica e tecnica molto interessante da cui partire, ora tocca mettere continuità e senso tattico al proprio gioco.
Nel 2014/2015? Per la prossima stagione, Sarr potrebbe fare nuovamente la spola tra prima e seconda squadra, forse con qualche puntata in più nelle partite di Bundesliga. Non è da escludere l'opzione prestito in una squadra di 2.Liga o in una piccola di Bundes per vederlo giocare continuativamente ad un livello più alto della Dritte Liga, anche per capire realmente di che pasta è fatto il ragazzo.
Etichette:
1995,
3.Liga,
Borussia Dortmund,
BVB II,
Klopp,
Marian Sarr
Iscriviti a:
Post (Atom)


















