Si conclude la stagione calcistica del BVB, un'annata veramente ottima fino ad aprile, poi il calo fisico si è fatto sentire nelle partite importanti. Non ha fatto eccezione oggi dove, pur lottando e restando aggrappati alla vittoria con le unghie e con i denti, alla fine è stato il Bayern a conquistare la DFB Pokal.
Formazioni tipo da entrambe le parti, con Hummels titolare e capitano anche contro la squadra che lo ha acquistato. Le squadre giocano con le divise della prossima stagione e l'inizio non è brillantissimo per gioco e spettacolo, con un tiro di Thomas Muller alto unica occasione dei primi venti minuti per entrambe le squadre. Poi il Bayern va vicino al gol, ancora con Muller, su azione di calcio d'angolo ma il colpo di testa dell'attaccante tedesco finisce fuori di poco. E' l'inizio di un momento positivo per il Bayern, Douglas Costa alla mezz'ora prova una conclusione parata da Burki, nel tentativo di andare in tap in Lewandowski viene fermato in maniera poco ortodossa da Papastathopoulos ma l'arbitro Marco Fritz non fischia il calcio di rigore.
Gli animi si scaldano un pochino: Ribery accenna ad una rissa con Castro, l'arbitro ammonisce entrambi, poi Kimmich ammonito per un intervento abbastanza duro su Reus. Non accade molto altro fino alla fine del primo tempo e, dopo un minuto di recupero, l'arbitro manda tutti negli spogliatoi.
Quando si è pronti per ricominciare, una serie di stupidi nella curva dedicata ai tifosi del BVB comincia ad accendere fumogeni che creano una nube nera che ci mette un po' per svanire. Il secondo tempo ricomincia con una manciata di minuti di ritardo, con le due parti molto contratte. Parte meglio il Bayern che con Lewandowski va vicino al vantaggio, ma la sua conclusione esce di poco. I nostri due terzini soffrono le ali del Bayern che creano pericoli sempre maggiori: da una discesa di Douglas Costa parte un cross basso il cui rimpallo giunge sui piedi di Ribery che però, scoordinato, conclude fuori di pochissimo. La reazione del BVB è affidata a Pierre-Emerick Aubameyang, conclusione tuttavia alta. Il Borussia Dortmund subisce un grosso colpo al 70°, quando Marcel Schmelzer s'infortuna alla coscia ed è costretto ad uscire, con Erik Durm al suo posto. Anche Mats Hummels subisce un colpo alla coscia destra pochi minuti dopo, ed è costretto ad uscire al 77° con Ginter che entra al suo posto.
Si entra nei minuti finali: all'83° Aubameyang completamente solo e servito da Piszczek spreca la miglior occasione per il BVB, concludendo alto sopra la traversa. Non accade molto altro fino alla fine dei tempi regolamentari e dunque dopo tre minuti di recupero si va all'overtime. Alla ripresa del gioco subito grossa occasione per il Bayern ma il tiro di Lewandowski viene stoppato da un incredibile recupero difensivo di Erik Durm che salva lo 0-0. E' un Bayern comunque più attivo ma anche il BVB va vicino al gol con Mkhitaryan al 103°, unica azione da gol per il BVB nel primo tempo supplementare che termina ancora sullo 0-0.
Tempo di cambi per entrambe le squadre: Tuchel effettua la sua ultima sostituzione a disposizione inserendo Shinji Kagawa al posto di un ottimo Gonzalo Castro, Guardiola invece opera il suo primo cambio al 108° inserendo Kingsley Coman al posto di un esausto Franck Ribery. E' ancora il Bayern a fare la partita e un tiro di Alaba viene parato da Burki, creando spavento tra i tifosi del BVB. I gialloneri ad ogni modo sono fisicamente a pezzi e si reggono a malapena in undici in campo. Il Bayern più fresco continua ad attaccare e proprio all'ultimo minuto crea una chance con Arturo Vidal, palla che però termina fuori e con questa conclusione terminano anche i tempi supplementari.
Si va dunque ai tiri di rigore. Una sofferenza infinita. Che si conclude con la vittoria del Bayern, nelle cui fila sbaglia solo Joshua Kimmich mentre il BVB paga gli errori di Sven Bender e Sokratis Papastathopoulos, forse inseriti troppo presto nell'ordine. Una vittoria tutto sommato meritata per il Bayern ma quando si giunge ai rigori c'è sempre rammarico e delusione.
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sabato 21 maggio 2016
mercoledì 20 aprile 2016
Recap semifinale DFB Pokal 2015/2016: Hertha Berlino-BVB 0-3
E dunque alla fine la finale di DFB Pokal si giocherà a Berlino e vedrà di fronte BVB e Bayern Monaco. Come se fosse scontato, ma così non è.
Se nel match di Anfield ci eravamo detti che forse non era ancora al top e contro l'Amburgo ci siamo detti che tutto sommato non era il caso di rischiarlo visto l'impegno di oggi, nel momento in cui è uscita la formazione del BVB è sicuramente parso sorprendente che il nome di Ilkay Gundogan comparisse soltanto tra i membri della panchina ma per qualche motivo evidentemente Tuchel ritiene che Gundogan non abbia i 90' nelle gambe e preferisca fargli finire le partite piuttosto che fargliere iniziare. Chiaramente un giocatore del suo talento manca alla squadra, nonostante Castro e Kagawa siano in un buon momento. Per il resto la formazione è quella prevedibile con Adrian Ramos punta centrale. L'Hertha, che per l'occasione abbandona le strisce presentando una maglia di gioco totalmente azzurra, invece non riesce a recuperare Vladimir Darida che dunque guarda il match dalla tribuna, Dardai ne approfitta per utilizzare un 4-3-3 più contenitivo con tre mediani a centrocampo e due ali, Kalou e Haraguchi, ad affiancare Ibisevic come nel piano B che avevamo anticipato nella nostra preview.
I primi dieci minuti sono abbastanza interlocutori ma il BVB è più propositivo, come da aspettative, anche se tuttavia non riesce ad impegnare Rune Jarstein. Non è un problema però perché al ventesimo minuto i gialloneri passano in vantaggio, realizzando in occasione del primo tiro in assoluto della partita, con Gonzalo Castro che raccoglie un rinvio corto della difesa su un cross basso di Kagawa. La conclusione di Gonzo dal limite dell'area è potente e precisa per lo 0-1 che sblocca il risultato. La squadra allenata da Thomas Tuchel rischia anche di raddoppiare cinque minuti dopo quando un cross di Schmelzer trova Marco Reus libero a centro area ma la conclusione del n°11 è clamorosamente alta sopra la traversa.
La reazione dell'Hertha non arriva, squadra troppo spenta e forse sovraccarica mentalmente, dunque il BVB continua ad attaccare, andando vicina al gol in tre occasioni, prima con Schmelzer e poi con Ramos, infine al 43° minuto con una bella conclusione di Marco Reus che vede Jarstein prodigarsi nella miglior parata del primo tempo. Nel finale i padroni di casa si affacciano dalle parti di Burki con Lustenberger, ma la conclusione del capitano biancoazzurro viene parata comodamente da Roman Burki.
Il secondo tempo inizia sulla falsariga del primo, con un BVB decisamente più convinto e più centrato nel match rispetto all'Hertha sebbene si veda poco la porta. Dardai non è soddisfatto dell'atteggiamento dei suoi e prova a cambiare le carte in tavola dal punto di vista tattico, tornando al 4-2-3-1 con l'ingresso di Alexander Baumjohann al posto di Jens Hegeler. Il cambio porta subito qualche frutto visto che l'Hertha per la prima volta nel match va vicino al gol con Salomon Kalou, che raccoglie una sponda di Baumjohann ma da pochi passa manda la palla fuori, sebbene di poco producendo un brivido per i tifosi ospiti. Dardai allora ci prova definitivamente inserendo anche l'ex Julian Schieber in luogo di Genki Haraguchi, aumentando di molto il peso della squadra. E' comunque il BVB ad andare vicino al raddoppio con Ramos, ma Jarstein si supera conservando dunque il risultato. Il portiere norvegese poi va anche oltre al 68° quando con una parata clamorosa nega il gol a Mkhitaryan.
L'1-0 va stretto al BVB ma è chiaramente colpa dei ragazzi se non riescono ad ampliare il loro vantaggio. L'Hertha sale di colpi e si avvicina dalle parti di Burki. con Salomon Kalou il cui colpo di testa fa la barba al palo. Ma, proprio nel miglior momento dei berlinesi, ecco che arriva l'agognato raddoppio del BVB: tutto parte da uno scivolone di John Brooks che avvia il contropiede del BVB con Ramos che serve Kagawa, il cui cross al centro trova Reus solo, la conclusione di Marco di destro e di prima intenzione coglie di sorpresa Jarstein che può solo toccare la palla, senza riuscire ad evitare il gol. E' 0-2 ed il BVB ha un piede in finale.
Tuchel ad un quarto d'ora dalla fine opera il primo cambio, togliendo un buon Castro in luogo di Illy Gundogan, che subito prende il palo con una conclusione da fuori area. L'Hertha accusa il colpo e si demoralizza definitivamente, subendo anche lo 0-3 all'83° con Mkhitaryan, che non deve far altro che appoggiare a porta vuota dopo una bella iniziativa personale di Marco Reus, oggi migliore in campo.
Il triplo vantaggio permette al BVB di gestire la partita, senza subire alcun pericolo. Nel finale c'è spazio anche per Erik Durm, entrato al posto di Schmelzer ma non accade nulla fino al triplice fischio di Deniz Aytekin. Il BVB vince 0-3 e si qualifica per la finale del 21 maggio! Ancora a Berlino, ancora contro il Bayern.
Se nel match di Anfield ci eravamo detti che forse non era ancora al top e contro l'Amburgo ci siamo detti che tutto sommato non era il caso di rischiarlo visto l'impegno di oggi, nel momento in cui è uscita la formazione del BVB è sicuramente parso sorprendente che il nome di Ilkay Gundogan comparisse soltanto tra i membri della panchina ma per qualche motivo evidentemente Tuchel ritiene che Gundogan non abbia i 90' nelle gambe e preferisca fargli finire le partite piuttosto che fargliere iniziare. Chiaramente un giocatore del suo talento manca alla squadra, nonostante Castro e Kagawa siano in un buon momento. Per il resto la formazione è quella prevedibile con Adrian Ramos punta centrale. L'Hertha, che per l'occasione abbandona le strisce presentando una maglia di gioco totalmente azzurra, invece non riesce a recuperare Vladimir Darida che dunque guarda il match dalla tribuna, Dardai ne approfitta per utilizzare un 4-3-3 più contenitivo con tre mediani a centrocampo e due ali, Kalou e Haraguchi, ad affiancare Ibisevic come nel piano B che avevamo anticipato nella nostra preview.
I primi dieci minuti sono abbastanza interlocutori ma il BVB è più propositivo, come da aspettative, anche se tuttavia non riesce ad impegnare Rune Jarstein. Non è un problema però perché al ventesimo minuto i gialloneri passano in vantaggio, realizzando in occasione del primo tiro in assoluto della partita, con Gonzalo Castro che raccoglie un rinvio corto della difesa su un cross basso di Kagawa. La conclusione di Gonzo dal limite dell'area è potente e precisa per lo 0-1 che sblocca il risultato. La squadra allenata da Thomas Tuchel rischia anche di raddoppiare cinque minuti dopo quando un cross di Schmelzer trova Marco Reus libero a centro area ma la conclusione del n°11 è clamorosamente alta sopra la traversa.
La reazione dell'Hertha non arriva, squadra troppo spenta e forse sovraccarica mentalmente, dunque il BVB continua ad attaccare, andando vicina al gol in tre occasioni, prima con Schmelzer e poi con Ramos, infine al 43° minuto con una bella conclusione di Marco Reus che vede Jarstein prodigarsi nella miglior parata del primo tempo. Nel finale i padroni di casa si affacciano dalle parti di Burki con Lustenberger, ma la conclusione del capitano biancoazzurro viene parata comodamente da Roman Burki.
Il secondo tempo inizia sulla falsariga del primo, con un BVB decisamente più convinto e più centrato nel match rispetto all'Hertha sebbene si veda poco la porta. Dardai non è soddisfatto dell'atteggiamento dei suoi e prova a cambiare le carte in tavola dal punto di vista tattico, tornando al 4-2-3-1 con l'ingresso di Alexander Baumjohann al posto di Jens Hegeler. Il cambio porta subito qualche frutto visto che l'Hertha per la prima volta nel match va vicino al gol con Salomon Kalou, che raccoglie una sponda di Baumjohann ma da pochi passa manda la palla fuori, sebbene di poco producendo un brivido per i tifosi ospiti. Dardai allora ci prova definitivamente inserendo anche l'ex Julian Schieber in luogo di Genki Haraguchi, aumentando di molto il peso della squadra. E' comunque il BVB ad andare vicino al raddoppio con Ramos, ma Jarstein si supera conservando dunque il risultato. Il portiere norvegese poi va anche oltre al 68° quando con una parata clamorosa nega il gol a Mkhitaryan.
L'1-0 va stretto al BVB ma è chiaramente colpa dei ragazzi se non riescono ad ampliare il loro vantaggio. L'Hertha sale di colpi e si avvicina dalle parti di Burki. con Salomon Kalou il cui colpo di testa fa la barba al palo. Ma, proprio nel miglior momento dei berlinesi, ecco che arriva l'agognato raddoppio del BVB: tutto parte da uno scivolone di John Brooks che avvia il contropiede del BVB con Ramos che serve Kagawa, il cui cross al centro trova Reus solo, la conclusione di Marco di destro e di prima intenzione coglie di sorpresa Jarstein che può solo toccare la palla, senza riuscire ad evitare il gol. E' 0-2 ed il BVB ha un piede in finale.
Tuchel ad un quarto d'ora dalla fine opera il primo cambio, togliendo un buon Castro in luogo di Illy Gundogan, che subito prende il palo con una conclusione da fuori area. L'Hertha accusa il colpo e si demoralizza definitivamente, subendo anche lo 0-3 all'83° con Mkhitaryan, che non deve far altro che appoggiare a porta vuota dopo una bella iniziativa personale di Marco Reus, oggi migliore in campo.
Il triplo vantaggio permette al BVB di gestire la partita, senza subire alcun pericolo. Nel finale c'è spazio anche per Erik Durm, entrato al posto di Schmelzer ma non accade nulla fino al triplice fischio di Deniz Aytekin. Il BVB vince 0-3 e si qualifica per la finale del 21 maggio! Ancora a Berlino, ancora contro il Bayern.
Preview semifinale DFB Pokal 2015/2016: Hertha Berlino-BVB, per restare a Berlino
Quella di stasera è una delle rare partite che ancora hanno un senso nella stagione del BVB, fuori dall'Europa League e ormai lontano dal Bayern Monaco in campionato. Nella migliore delle ipotesi, ne restano due significative da qui al rompete le righe: quella di stasera e, in caso di vittoria, un'altra partita, sempre a Berlino, ovviamente contro il Bayern Monaco.
Parliamo di DFB Pokal, la coppa nazionale tedesca che a questo punto resta l'ultimo obiettivo stagionale ancora raggiungibile dal BVB e, come ha detto anche Thomas Tuchel in conferenza stampa, faranno di tutto per vincere questo trofeo e dimenticare la partita di Liverpool, ancora marchiata a fuoco nella mente di tifosi e calciatori gialloneri.
Il prepartita è movimentato più dalle notizie di mercato, che con l'allungarsi delle giornate comincia ad imperversare su radio, TV e testate mediatiche di vario genere: Gundogan al City, Ousmane Dembelé da noi, Mats Hummels ha cambiato orientativamente quattro volte idea sul rinnovo di contratto. Tutte voci che avranno anche le loro basi di credibilità ma che rappresentano nulla finché non vi sia l'ufficialità dei club. C'è invece una notizia di calcio giocato che difatti scurisce il prepartita di questa semifinale, ovvero l'assenza di Pierre-Emerick Aubameyang a causa di un problema all'alluce del piede destro. Si è tentato di recuperarlo fino a ieri, tanto che lo stesso Tuchel lo avesse dichiarato disponibile per la partita, indicando solo Subotic come out. Invece il gabonese soffre ancora ed in realtà è un infortunio che si sta portando dietro da più di una settimana e dunque si è preferito tenerlo a riposo, forse anche perché a questo punto rischia di non essere la miglior opzione in attacco, con un Adrian Ramos in gran forma e che produce un gol ogni 80 minuti in questa stagione. Il colombiano oltretutto è un ex, così come Lukasz Piszczek e ci tiene a fare bene nello stadio che lo ha visto emergere a livelli europei.
Quanto all'Hertha, la squadra allenata da Pal Dardai solo nelle ultime settimane sta iniziando a declinare nelle prestazioni ma resta decisamente una squadra ostica, sopratutto in casa e avanti ad uno stadio che sarà pieno in ogni ordine di posti. I biancoazzurri partono alla pari con il BVB stasera ma sicuramente sono una squadra meno inicisiva di quella affrontata nella terza giornata di ritorno, quando il BVB comunque raccolse un giusto 0-0 per cui c'è margine di manovra per poter provare a vincere.
I padroni di casa così come il BVB hanno il loro grosso problema di formazione, rappresentato dall'assenza di Vladimir Darida, forse il miglior giocatore della squadra. Tuttavia il ceco potrebbe recuperare e, qualora disponibile, è chiaro che Dardai non lo risparmierà. Per il resto, dobiamo aspettarci un assetto abbastanza difensivo anche se non eccessivamente tale, lo schieramento probabile potrebbe essere questo (4-2-3-1): Jarstein; Plattenhardt, Brooks, Langkamp, Pekarik; Skjelbred, Lustenberger; Haraguchi, Darida, Stocker; Kalou. Sacrificato Ibisevic, che però potrebbe trovare il campo qualora Darida non dovesse farcela, con Kalou che scalerebbe nella linea dei trequartisti.
Quanto al BVB, formazione tipo ad eccezione di Aubameyang: (4-1-4-1): Weidenfeller; Piszczek, Bender, Hummels, Schmelzer; Weigl; Mkhitaryan, Gundogan, Castro, Reus; Ramos. Dubbio principale Castro-Kagawa, potrebbe essere staffetta.
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martedì 9 febbraio 2016
Recap Quarti di finale DFB Pokal 2015/2016: Stoccarda-BVB 1-3
Doveva essere una partita difficile è così è stata: tra proteste, pioggia battente e un leggero turnover, è comunque il Borussia Dortmund ad uscire vincitore dal match di quarti di finale di DFB Pokal, arrivando per l'ennesima volta tra le prime quattro della competizione.
Le formazioni hanno alcune differenze rispetto a quanto aspettato: lo Stoccarda schiera Sunjic in difesa al posto di Niedermeier e Kravets al posto dell'influenzato Timo Werner. In più, debutto stagionale per Mitchell Langerak, che è dunque uno dei due ex insieme a Kevin Grosskreutz. Il BVB invece schiera Burki al posto del portiere di coppa Weidenfeller, così come Matthias Ginter da regista per far riposare Julian Weigl. La vera sorpresa però è la presenza di Erik Durm da ala sinistra, un ritorno alle origini per lui che è riuscito ad arrivare al grande calcio proprio quando ha smesso di essere un calciatore offensivo.
I primi minuti vedono uno Stoccarda propositivo grazie al solito Didavi, giocatore che da sempre crea problemi al BVB. Tuttavia, il Borussia Dortmund passa in vantaggio al quinto minuto di gioco con Marco Reus, che prima con un colpo di tacco smarca Mkhitaryan e poi sul proseguimento dell'azione riceve da Aubameyang, realizzando da pochi passi la rete dell'1-0.
Il vantaggio in teoria non fa altro che appoggiare ulteriormente il piano partita di Thomas Tuchel, che prima del match ha dichiarato che il BVB avrebbe dovuto giocare in maniera diversa rispetto al solito: traduzione, meno possesso palla, più attesa per provare a sorprendere lo Stoccarda in questo modo. Anche così si spiega la scelta di Durm come ala sinistra, giocatore che può aiutare Schmelzer sulla fascia occupata da uno dei giocatori più rapidi in campo, Filip Kostic. La pratica non fa seguito alla teoria però, considerato che lo Stoccarda al 20° minuto trova la rete del pareggio con Lukas Rupp, che scaglia una conclusione dal limite dell'area deviata da Mkhitaryan e la cui nuova traiettoria inganna Burki, che è costretto a raccogliere la palla dal fondo della rete. 1-1 e palla al centro.
A questo punto la partita si blocca un attimo, non i tifosi del BVB che salgono in cattedra, nel modo sbagliato: entrati nello stadio al 19° minuto, poco prima del gol di Rupp, in seguito ad una protesta relativa al caro biglietti, hanno cominciato a lanciare in campo palle da tennis qualche minuto dopo, apparentemente sempre per dar voce a questa protesta. Forse hanno colto nel segno, vista l'originalità e visto che la partita sia stata anche sospesa qualche minuto, ma non è certo parsa un'idea intelligente.
Alla ripresa delle ostilità lo Stoccarda sembra pronto a colpire di nuovo ma invece è il BVB a tornare in vantaggio, con Aubameyang che riceve uno splendido passaggio in profondità da parte di Reus, prima di superare Langerak con un sinistro potente e preciso e realizzare l'1-2. E' un gol importante dal punto di vista soprattutto psicologico, visto che lo Stoccarda sembrava in un buon momento ed invece si ritrova ad inseguire nuovamente dopo pochi minuti in situazione di parità. Questo non scoraggia i ragazzi allenatida Jurgen Kramny, va detto, ma la determinazione dello Stoccarda nel ricercare il pareggio non viene premiata. La partita anzi sembra bloccarsi e solo Didavi con un colpo di testa impegna Burki. Dunque si arriva all'intervallo sul punteggio di 1-2.
Il secondo tempo riprende sulla stessa falsariga del primo, con attacchi che si alternano, soprattutto in seguito ad azioni su palla inattiva, sebbene entrambe le squadre provino a costruire qualcosa. L'occasione migliore nei primi dieci minuti della ripresa cade sui piedi di Aubameyang, che riceve l'ennesimo passaggio illuminante della serata di Marco Reus ma da pochi passi spara alto sopra la traversa. Lo Stoccarda prende piede nella fase successiva, prima guadagna una punizione dal limite che Didavi non sfrutta, poi lo stesso Didavi conclude alto dopo essere stato servito molto bene da Rupp, infine è Filip Kostic a creare pericolo a Burki andando via in velocità ma calibrando male il tiro. Kramny prova a rendere ancora più offensiva la sua squadra inserendo Martin Harnik in luogo di Serey Dié.
Il cambio rende lo Stoccarda convinto dei propri mezzi, ma tatticamente qualcosa salta ed i centrocampisti del BVB hanno tantissimo spazio per poter provare il contropiede che possa decidere la partita ma il gol non arriva. Tuchel decide di dare maggiore quantità a centrocampo togliendo Reus e mettendo Moritz Leitner, quando si entra negli ultimi dieci minuti di partita. Entra anche Shinji Kagawa per far rifiatare Ilkay Gundogan, anche lui eccellente oggi. Per l'ennesima volta il BVB va vicino al 3-1 ma Mkhitaryan, entrato in area ed accentratosi, conclude sopra la traversa graziando lo Stoccarda. Non succede così all'89°, quando Aubameyang da vero difensore con un tackle strappa palla a Rupp, poi arriva prima sul pallone vagante ed involandosi in un contropiede due contro zero. Pierre entra in area e serve l'altro giocatore andato in ripartenza, ancora Henrikh Mkhitaryan che stavolta realizza il gol del definitivo 1-3 che manda il BVB in semifinale di DFB Pokal.
Le formazioni hanno alcune differenze rispetto a quanto aspettato: lo Stoccarda schiera Sunjic in difesa al posto di Niedermeier e Kravets al posto dell'influenzato Timo Werner. In più, debutto stagionale per Mitchell Langerak, che è dunque uno dei due ex insieme a Kevin Grosskreutz. Il BVB invece schiera Burki al posto del portiere di coppa Weidenfeller, così come Matthias Ginter da regista per far riposare Julian Weigl. La vera sorpresa però è la presenza di Erik Durm da ala sinistra, un ritorno alle origini per lui che è riuscito ad arrivare al grande calcio proprio quando ha smesso di essere un calciatore offensivo.
I primi minuti vedono uno Stoccarda propositivo grazie al solito Didavi, giocatore che da sempre crea problemi al BVB. Tuttavia, il Borussia Dortmund passa in vantaggio al quinto minuto di gioco con Marco Reus, che prima con un colpo di tacco smarca Mkhitaryan e poi sul proseguimento dell'azione riceve da Aubameyang, realizzando da pochi passi la rete dell'1-0.
Il vantaggio in teoria non fa altro che appoggiare ulteriormente il piano partita di Thomas Tuchel, che prima del match ha dichiarato che il BVB avrebbe dovuto giocare in maniera diversa rispetto al solito: traduzione, meno possesso palla, più attesa per provare a sorprendere lo Stoccarda in questo modo. Anche così si spiega la scelta di Durm come ala sinistra, giocatore che può aiutare Schmelzer sulla fascia occupata da uno dei giocatori più rapidi in campo, Filip Kostic. La pratica non fa seguito alla teoria però, considerato che lo Stoccarda al 20° minuto trova la rete del pareggio con Lukas Rupp, che scaglia una conclusione dal limite dell'area deviata da Mkhitaryan e la cui nuova traiettoria inganna Burki, che è costretto a raccogliere la palla dal fondo della rete. 1-1 e palla al centro.
A questo punto la partita si blocca un attimo, non i tifosi del BVB che salgono in cattedra, nel modo sbagliato: entrati nello stadio al 19° minuto, poco prima del gol di Rupp, in seguito ad una protesta relativa al caro biglietti, hanno cominciato a lanciare in campo palle da tennis qualche minuto dopo, apparentemente sempre per dar voce a questa protesta. Forse hanno colto nel segno, vista l'originalità e visto che la partita sia stata anche sospesa qualche minuto, ma non è certo parsa un'idea intelligente.
Alla ripresa delle ostilità lo Stoccarda sembra pronto a colpire di nuovo ma invece è il BVB a tornare in vantaggio, con Aubameyang che riceve uno splendido passaggio in profondità da parte di Reus, prima di superare Langerak con un sinistro potente e preciso e realizzare l'1-2. E' un gol importante dal punto di vista soprattutto psicologico, visto che lo Stoccarda sembrava in un buon momento ed invece si ritrova ad inseguire nuovamente dopo pochi minuti in situazione di parità. Questo non scoraggia i ragazzi allenatida Jurgen Kramny, va detto, ma la determinazione dello Stoccarda nel ricercare il pareggio non viene premiata. La partita anzi sembra bloccarsi e solo Didavi con un colpo di testa impegna Burki. Dunque si arriva all'intervallo sul punteggio di 1-2.
Il secondo tempo riprende sulla stessa falsariga del primo, con attacchi che si alternano, soprattutto in seguito ad azioni su palla inattiva, sebbene entrambe le squadre provino a costruire qualcosa. L'occasione migliore nei primi dieci minuti della ripresa cade sui piedi di Aubameyang, che riceve l'ennesimo passaggio illuminante della serata di Marco Reus ma da pochi passi spara alto sopra la traversa. Lo Stoccarda prende piede nella fase successiva, prima guadagna una punizione dal limite che Didavi non sfrutta, poi lo stesso Didavi conclude alto dopo essere stato servito molto bene da Rupp, infine è Filip Kostic a creare pericolo a Burki andando via in velocità ma calibrando male il tiro. Kramny prova a rendere ancora più offensiva la sua squadra inserendo Martin Harnik in luogo di Serey Dié.
Il cambio rende lo Stoccarda convinto dei propri mezzi, ma tatticamente qualcosa salta ed i centrocampisti del BVB hanno tantissimo spazio per poter provare il contropiede che possa decidere la partita ma il gol non arriva. Tuchel decide di dare maggiore quantità a centrocampo togliendo Reus e mettendo Moritz Leitner, quando si entra negli ultimi dieci minuti di partita. Entra anche Shinji Kagawa per far rifiatare Ilkay Gundogan, anche lui eccellente oggi. Per l'ennesima volta il BVB va vicino al 3-1 ma Mkhitaryan, entrato in area ed accentratosi, conclude sopra la traversa graziando lo Stoccarda. Non succede così all'89°, quando Aubameyang da vero difensore con un tackle strappa palla a Rupp, poi arriva prima sul pallone vagante ed involandosi in un contropiede due contro zero. Pierre entra in area e serve l'altro giocatore andato in ripartenza, ancora Henrikh Mkhitaryan che stavolta realizza il gol del definitivo 1-3 che manda il BVB in semifinale di DFB Pokal.
Preview Quarti di finale DFB Pokal 2015/2016: Stoccarda-BVB, attenti all'entusiasmo svevo
Tornata la Bundesliga, torna anche la coppa nazionale con l'appuntamento dedicato ai quarti di finale. Il BVB ha pescato lo Stoccarda nell'urna, fuori casa come molto spesso accade ai gialloneri. Un sorteggio che sembrava favorevole nel momento in cui è avvenuto, molto meno oggi.
La squadra del Baden-Wurttenberg, fino a poco fa in piena zona retrocessione, con l'avvicendamento del tecnico ha trovato nuova linfa: Jurgen Kramny ha portato i suoi ragazzi fino a metà classifica, dove ora può guardare anche con un certo ottimismo alla zona europea, distante sei punti, obiettivo che resta tuttavia difficilissimo da agguantare.
Lo Stoccarda ad ogni modo con una ritrovata linfa può permettersi ancora di andare fino in fondo in DFB Pokal. Chiaramente l'ostacolo è duro, magari si può dire che il BVB parta favorito, ma non c'è nulla da sottovalutare nella squadra che gioca alla Mercedes Benz Arena, teatro del match di stasera. Cinque vittorie di fila tra campionato e coppe, potrebbero diventare sei dopo stasera, un chiaro segno che ci si trovi di fronte ad una minaccia reale per tutte le squadre tedesche ad eccezione del Bayern Monaco.
Sarà dunque una trasferta difficile per il BVB, che viene da una vittoria non molto convincente in casa contro l'Ingolstadt ed un pareggio a Berlino, seppur in un match molto difficile dove comunque i ragazzi hanno dimostrato di voler e poter giocarsi i tre punti. Tuchel, così come la quasi totalità degli addetti ai lavori in terra teutonica, dà molta considerazione alla DFB Pokal per cui non dovrebbe esserci un particolare turnover, ma l'approccio dei calciatori dovrà essere quello giusto per poter avere la meglio sullo Stoccarda.
Inutile anche fare riferimento al precedente stagionale in campionato, per due motivi: il primo è che si è giocato al Westfalenstadion mentre stasera le due squadre come detto saranno di scena a Stoccarda, il secondo è legato proprio a Jurgen Kramny: l'attuale allenatore dello Stoccarda era in panchina a Dortmund, ma era il suo debutto per cui la squadra seguiva ancora i dettami di Alexander Zorniger. Da quel 4-1 lo Stoccarda di Kramny non ha più perso, mantenendo la capacità offensiva ma girando due viti in difesa, cosa non semplice visto il materiale umano a disposizione.
Veniamo alle formazioni. Lo Stoccarda non dovrebbe cambiare molto, soprattutto in difesa visto che appunto le cose vanno bene, mentre davanti Kramny potrebbe mischiare un po' le carte. La squadra gioca in maniera molto simile all'attuale BVB, un 4-2-3-1 flessibile che durante il match tende a trasformarsi in un 4-3-3. Sarà ancora assente l'ex Daniel Ginczek, eroe della scorsa salvezza così come non sarà della partita il nuovo acquisto Federico Barba, alle prese con problemi muscolari. Questa la possibile formazione (4-2-3-1): Tyton; Grosskreutz, Schwaab, Niedermeier, Insua; Dié, Gentner; Rupp, Didavi, Maxim; Harnik. Sarà la prima partita per Kevin Grosskreutz contro il BVB, squadra di cui è tifoso e con la quale ha vissuto momenti bellissimi.
Per quel che riguarda il BVB, saranno assenti Sahin e Bender per infortunio, mentre non è stato convocato Adrian Ramos per scelta tecnica. Questa la possibile formazione (4-1-4-1); Weidenfeller; Ginter; Papastathopoulos, Hummels, Durm; Weigl; Mkhitaryan, Gundogan, Kagawa, Castro; Aubameyang. In teoria sarebbero tre cambi rispetto alla formazione titolare di coppa, quindi escludendo il chiaro avvicendamento in porta tra i due Roman, vedremo se Tuchel rispetterà questa scelta o avrà in mente qualcos'altro.
mercoledì 16 dicembre 2015
Recap Ottavi di finale DFB Pokal 2015/2016: Augsburg-BVB 0-2
Poteva essere una trappola, ma i giocatori l'hanno schivata alla grande. Sicuramente peserà nell'ottica del prossimo impegno di campionato visto l'utilizzo di tutti i titolari ma la DFB Pokal è un obiettivo stagionale ed il BVB lo sta rispettando come meglio non può andando ad espugnare il difficile campo di Augsburg.
Il BVB schiera una formazione che in parte sorprende, in parte no: l'undici è praticamente quello titolare con il solo Adrian Ramos in luogo di Marco Reus, che da infortunato può solo guardare il match da casa. Gioca persino Burki, lui che in genere lascia il posto a Weidenfeller nelle partite di coppa. L'Augsburg invece fa più turnover di quanto si pensi, lasciando a riposo Werner ed Esswein e proponendo dietro la punta Bobadilla il coreano Dong-Won Ji, ex dell'incontro.
Le prime fasi sono di studio, soprattutto per il BVB che si schiera con Ramos da centravanti in quello che a tratti sembra anche un 4-4-2 con centrocampo a rombo. L'Augsburg corre molto sin da subito e gioca in modo aggressivo, puntando anche alle gambe degli avversari ed al 13° minuto sia Aubameyang che Bender hanno richiesto il soccorso del personale medico per un problema rispettivamente al piede ed al ginocchio, che fortunatamente non si sono rivelati gravi.
Le occasioni latitano da entrambe le parti nonostante un paio di iniziative interessanti, ci prova Bobadilla al 25° ma Burki para attentamente. La risposta del BVB è affidata a Julian Weigl che dalla distanza però non centra la porta. Va in rete, ma gli arbitri non convalidano, Ilkay Gundogan dopo un fallo di Aubameyang che ha determinato la decisione arbitrale. Non accade molto altro da qui al 45°, anzi praticamente nulla e l'arbitro Manuel Grafe manda tutti negli spogliatoi sul punteggio di 0-0.
La ripresa vede un nuovo protagonista in campo, è Sokratis Papastathopoulos che prende il posto di Bender per il quale, evidentemente, il problema al ginocchio non era così leggero. Nei minuti iniziali c'è decisamente più vivacità ed il BVB mette in pericolo la porta difesa da Hitz in due occasioni, prima con Castro ma il portiere svizzero è bravo nella parata, poi con Hummels di testa sugli sviluppi di un calcio di punizione, ma la palla finisce alta sopra la traversa. C'è anche l'Augsburg, che al decimo della ripresa produce la miglior occasione da gol della partita, ancora con Bobadilla che, servito da Ji, si trova solo davanti a Burki ma è bravo il nostro portiere ad ipnotizzare l'attaccante paraguaiano che gli tira addosso.
Tuchel decide di dare maggiore tecnica alla propria squadra ed inserisce Shinji Kagawa al posto di un Adrian Ramos che non è parso brillantissimo questa sera, un po' fuori fase. E il suo ingresso in campo se non altro porta fortuna perché al 60° il Borussia Dortmund passa in vantaggio, con il solito Pierre-Emerick Aubameyang che approfitta di un rimpallo favorevole a Gonzalo Castro per ricevere indisturbato in area e realizzare il gol dello 0-1. E' un gol teoricamente importante dal punto di vista strategico perché costringe l'Augsburg a venir fuori ed attaccare, aprendo possibili contropiedi. Proprio da uno di questi nasce una nuova azione offensiva al 65°, Kagawa serve Mkhitaryan che si accentra e conclude verso la porta: una leggera deviazione di Ragnar Klavan mette fuori gioco Marwin Hitz e la palla va in rete, gol del 2-0 e Borussia Dortmund sempre più vicino ai quarti di finale.
La partita scorre con il BVB che continua a far possesso: Weinzierl prova a cambiare qualcosa mettendo Esswein al posto di Koo ma nulla cambia ed anzi, il BVB va vicino anche al 3-0 ancora con Mkhitaryan, che riceve da Aubameyang ma da pochi passi non riesce ad appoggiare in rete. Tuchel decide anche di togliere Gundogan, che precedentemente aveva subito una gomitata al volto, per inserire Ginter il quale ultimamente sembra avere più spazio da mediano che da terzino destro. L'Augsburg non ha la forza nemmeno per riuscire ad accorciare le distanze, provandoci debolmente solo con Ji ma alla fine della partita il risultato vede vincere per 2-0 il BVB, che si qualifica ai quarti di finale di DFB Pokal.
Il BVB schiera una formazione che in parte sorprende, in parte no: l'undici è praticamente quello titolare con il solo Adrian Ramos in luogo di Marco Reus, che da infortunato può solo guardare il match da casa. Gioca persino Burki, lui che in genere lascia il posto a Weidenfeller nelle partite di coppa. L'Augsburg invece fa più turnover di quanto si pensi, lasciando a riposo Werner ed Esswein e proponendo dietro la punta Bobadilla il coreano Dong-Won Ji, ex dell'incontro.
Le prime fasi sono di studio, soprattutto per il BVB che si schiera con Ramos da centravanti in quello che a tratti sembra anche un 4-4-2 con centrocampo a rombo. L'Augsburg corre molto sin da subito e gioca in modo aggressivo, puntando anche alle gambe degli avversari ed al 13° minuto sia Aubameyang che Bender hanno richiesto il soccorso del personale medico per un problema rispettivamente al piede ed al ginocchio, che fortunatamente non si sono rivelati gravi.
Le occasioni latitano da entrambe le parti nonostante un paio di iniziative interessanti, ci prova Bobadilla al 25° ma Burki para attentamente. La risposta del BVB è affidata a Julian Weigl che dalla distanza però non centra la porta. Va in rete, ma gli arbitri non convalidano, Ilkay Gundogan dopo un fallo di Aubameyang che ha determinato la decisione arbitrale. Non accade molto altro da qui al 45°, anzi praticamente nulla e l'arbitro Manuel Grafe manda tutti negli spogliatoi sul punteggio di 0-0.
La ripresa vede un nuovo protagonista in campo, è Sokratis Papastathopoulos che prende il posto di Bender per il quale, evidentemente, il problema al ginocchio non era così leggero. Nei minuti iniziali c'è decisamente più vivacità ed il BVB mette in pericolo la porta difesa da Hitz in due occasioni, prima con Castro ma il portiere svizzero è bravo nella parata, poi con Hummels di testa sugli sviluppi di un calcio di punizione, ma la palla finisce alta sopra la traversa. C'è anche l'Augsburg, che al decimo della ripresa produce la miglior occasione da gol della partita, ancora con Bobadilla che, servito da Ji, si trova solo davanti a Burki ma è bravo il nostro portiere ad ipnotizzare l'attaccante paraguaiano che gli tira addosso.
Tuchel decide di dare maggiore tecnica alla propria squadra ed inserisce Shinji Kagawa al posto di un Adrian Ramos che non è parso brillantissimo questa sera, un po' fuori fase. E il suo ingresso in campo se non altro porta fortuna perché al 60° il Borussia Dortmund passa in vantaggio, con il solito Pierre-Emerick Aubameyang che approfitta di un rimpallo favorevole a Gonzalo Castro per ricevere indisturbato in area e realizzare il gol dello 0-1. E' un gol teoricamente importante dal punto di vista strategico perché costringe l'Augsburg a venir fuori ed attaccare, aprendo possibili contropiedi. Proprio da uno di questi nasce una nuova azione offensiva al 65°, Kagawa serve Mkhitaryan che si accentra e conclude verso la porta: una leggera deviazione di Ragnar Klavan mette fuori gioco Marwin Hitz e la palla va in rete, gol del 2-0 e Borussia Dortmund sempre più vicino ai quarti di finale.
La partita scorre con il BVB che continua a far possesso: Weinzierl prova a cambiare qualcosa mettendo Esswein al posto di Koo ma nulla cambia ed anzi, il BVB va vicino anche al 3-0 ancora con Mkhitaryan, che riceve da Aubameyang ma da pochi passi non riesce ad appoggiare in rete. Tuchel decide anche di togliere Gundogan, che precedentemente aveva subito una gomitata al volto, per inserire Ginter il quale ultimamente sembra avere più spazio da mediano che da terzino destro. L'Augsburg non ha la forza nemmeno per riuscire ad accorciare le distanze, provandoci debolmente solo con Ji ma alla fine della partita il risultato vede vincere per 2-0 il BVB, che si qualifica ai quarti di finale di DFB Pokal.
Preview Ottavi di finale DFB Pokal 2015/2016: Augsburg-BVB, a rischio upset
Dopo una partita meno facile del previsto ma comunque vinta agilmente, alla fine della fiera, giunge un impegno ben più complesso ed in cui, francamente, siamo favoriti solo per il blasone della squadra e non per meriti veri e propri.
DFB Pokal time, ottavi finale della coppa nazionale tedesca: come sempre, la coppa porta con se eventi particolari e sorprese di ogni genere. Avreste immaginato un BVB vincente a Monaco, contro un Bayern pieno di titolari? Noi non eravamo ottimisti, eppure venne fuori il successo più bello dal punto di vista emotivo della scorsa stagione, con quei memorabili tiri di rigore. Allo stesso modo, pensereste che l'Augsburg, ancora in zona retrocessione, possa battere il BVB agevolmente secondo in classifica? Molti di voi no perché si ragiona nell'ottica della stagione intera. Ma guardiamo al momento attuale delle due squadre e ci accorgiamo che, come minimo, questo scontro è alla pari, non solo per modo di dire.
Come in ogni inverno, le squadre di Weinzierl cominciano a prendere vita e diventano pericolosissime: con due vittorie nelle ultime due giornate hanno ottenuto una splendida qualificazione ai sedicesimi di Europa League e nelle ultime quattro giornate di campionato hanno ottenuto tre successi ed un pareggio, risollevandosi da una situazione che era tutt'altro che florida ad inizio novembre. Sappiamo quanto sia caldo il tifo degli ultrà rossoverdi, probabilmente il tifo migliore della Baviera e le partite alla WWK Arena possono essere decisamente più difficili di quanto si pensi, nonostante il BVB abbia un buon record negli ultimi anni. Questo va ad accoppiarsi ad un BVB che, nonostante le vittorie in campionato, è lungi dall'essere al top della forma, considerando che si è verificato un discreto calo fisico che ha esposto la squadra anche agli stessi problemi difensivi che avevamo nella scorsa stagione. Aggiungiamoci che mancherà Marco Reus, che ha sofferto un infortunio alla coscia nel match contro l'Eintracht Francoforte e ci rendiamo conto di come il quadro non sia roseo.
Dunque il discorso di fondo non è quello di una squadra di alta classifica che affronta una squadra di bassa classifica, quanto una squadra in scarsa forma che affronta una squadra in buona forma, con la squadra in buona forma che gioca anche in casa. Dunque il BVB è spacciato: no, ovviamente, perché il BVB resta la squadra più forte e dunque ha le sue buone chance di vincere il match. Non è un discorso di piaggeria ma semplicemente è giusto indicare quali siano le reali possibilità delle due squadre nella partita.
Quanto alle formazioni, Weinzierl probabilmente andrà coi titolari perché uno scalpo del genere non può che far bene al morale, senza contare che con le squadre ancora rimaste in gioco c'è una buona possibilità di arrivare fino in fondo. Dunque l'Augsburg potrebbe schierarsi così (4-1-4-1): Hitz; Feulner, Callsen-Bracker, Hong, Max; Kohr; Baier, Werner, Esswein, Caiuby; Bobadilla.
Quanto al BVB, possibile un minimo turnover nella squadra che affronterà i bavaresi stasera. Oltre a Reus, potrebbero riposare altri titolari nel reparto offensivo anche se Januzaj non è stato convocato nuovamente, per cui non è da escludere che Leitner o Hofmann possano partire dall'inizio. Questa una possibile formazione (4-2-3-1): Weidenfeller; Ginter, Papastathopoulos, Hummels, Schmelzer; Castro, Gundogan; Mkhitaryan, Leitner, Kagawa; Aubameyang. Possibilità che la squadra si schieri con un 4-3-3, come in realtà si sta verificando da qualche settimana durante lo svolgimento delle partite, in special modo è possibile stasera per avere un atteggiamento di maggior copertura. Schmelzer è in ballottaggio con Park per il ruolo di terzino sinistro, mentre più remote le chance di Ramos e Bender nei rispettivi ruoli.
mercoledì 28 ottobre 2015
Preview 2° turno DFB Pokal 2015/2016: BVB-Paderborn, chi non muore si rivede
Ovvero Stefan Effenberg. Ex calciatore della Fiorentina ma soprattutto di Bayern Monaco e Borussia Moenchengladbach, attivo principalmente negli anni '90. Era il periodo in cui il Borussia Dortmund di Ottmar Hitzfeld e, in minima parte, Nevio Scala, vinceva titoli nazionali ed internazionali mentre il Gladbach soffriva e il Bayern non era così dominante come in tempi recenti. Poi il Bayern prese Hitzfeld e nel triennio 1999-2001 fece due finali di Champions League, vincendone una con Effenberg protagonista, ma questa è un'altra storia.
Sta di fatto che il biondo ragazzone proveniente dal Nord della Germania, al termine della sua carriera da calciatore non si è fatto molto vedere nell'ambiente, poi ad inizio ottobre viene chiamato dal Paderborn, squadra appena retrocessa dalla Bundesliga che dopo dieci giornate era in difficoltà, al 15° posto, solamente a due punti dall'ultimo posto in classifica occupato dal Duisburg. Una scelta coraggiosa per il club neroazzurro visto che Effenberg è alla sua prima esperienza assoluta da allenatore ma è una scelta che finora sta pagando, visto che nelle due partite sotto la nuova gestione sono arrivate altrettante vittorie, con la squadra ora al 13° posto in classifica ma rilanciata verso un campionato più che dignitoso.
Ed è con morale sollevato e qualche aggiustamento tecnico che il Paderborn si presenta al Westfalenstadion, nella partita di sedicesimi di coppa nazionale si disputa oggi alle ore 19. Un avversario indubbiamente di caratura inferiore ma che sarà molto ostico, che non ha caratteristiche tanto differenti da quelle della scorsa stagione, con un reparto difensivo solido ed esterni di centrocampo molto rapidi nel generare dei contropiedi sempre pericolosi. E si sa, nelle coppe nazionali l'impresa delle piccole squadre è sempre dietro l'angolo, basti pensare al cammino fatto dall'Arminia Bielefeld che ha raggiunto le semfinali lo scorso anno dopo aver battuto Werder Brema e Borussia Moenchengladbach e crollando solo contro il Wolfsburg, vincitore della competizione.
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| Per Stefan Effenberg, la prima esperienza da allenatore rischiava di essere una patata bollente: lui ha raddrizzato subito la situazione al Paderborn |
Il BVB dal canto suo ha tutte le intenzioni del Mondo per onorare la competizione come nella storia recente è stato, con tre finali nelle ultime quattro edizioni e siamo sicuri che Tuchel non si aprirà molto al turnover. Difficile che possa essere schierata la squadra titolare, ma molti dei giocatori più importanti probabilmente saranno presenti dal primo minuto. Forse vedremo anche Mkhitaryan che sembra aver risolto il problema alla coscia che lo ha tenuti fuori dal match di domenica contro l'Augsburg. Questa potrebbe essere la formazione iniziale (4-1-4-1): Weidenfeller; Piszczek, Subotic, Hummels, Park; Weigl; Mkhitaryan, Castro, Kagawa, Reus; Aubameyang. A dire il vero Subotic sembra non gradire di grandi attenzioni da parte di Tuchel, ma supponiamo che in un match del genere possa avere spazio da titolare. Per il resto, Gundogan potrebbe sedersi, buone chance anche per uno tra Hofmann e Januzaj come titolare.
Torniamo al Paderborn. Effenberg ha lasciato la stessa disposizione tattica imposta dal precedente tecnico Markus Gellhaus, ma un'evidente slancio morale e qualche cambio negli uomini ha portato a risultati ben migliori, per adesso. Sarà importante capire quanto dureranno nel corso della stagione, in ogni caso ad oggi sono nel pieno della loro fiducia e potranno creare un fastidio al BVB. Una possibile formazione titolare, molto simile a quella vista nelle ultime due giornate, potrebbe essere questa (4-2-3-1): Kruse; Ndjeng, Hoheneder, Bruckner, Hatherz; Wydra, Bakalorz; Koc, Stoppelkamp, Stoger; Proschwitz. Diverse opzioni in attacco, con Saglik e Vucinovic che sono in lizza per un posto dall'inizio. Attenzione al fabbro, nonché ex di turno, Marvin Bakalorz che con un intervento molto duro causò uno dei quattro infortuni della scorsa stagione di Marco Reus.
domenica 9 agosto 2015
Preview 1° turno DFB Pokal 2015/2016: Chemnitz-BVB, la terza è quella buona?
Speriamo di sì, anche se si dice che a parlare di queste cose porta male. In realtà anche non parlando di vittorie varie l'anno scorso le cose non sono andate benissimo, per cui giusto pensare apertamente ad un traguardo che il Borussia Dortmund ha soltanto avvicinato ma non raggiunto nelle precedenti due edizioni, perdendo nelle finali di Berlino prima contro il Bayern Monaco e poi contro il Wolfsburg.
La DFB Pokal è iniziata due giorni fa e, anche se abbiamo avuto soltanto un upset significativo finora (ciao Hoffenheim), è giusto prestare degna attenzione ad una squadra di categoria inferiore ma non per questo innocua, specialmente in casa, ad agosto e motivata ad affrontare una squadra di alto rango. Ecco perché il BVB è favorito contro il Chemnitz ma passare il turno non sarà un bicchier d'acqua, anche se noi speriamo lo sia.
Queste due squadre, o meglio, la prima squadra del BVB e la prima squadra del Chemnitz, si sono già affrontate in passato, ma non in campionato o in coppa nazionale, bensì in Coppa UEFA. Ed il loro confronto ha un sapore storico, in quanto ultimo di sempre tra una squadra della Germania Ovest ed una della Germania Est. Stagione 90/91, primo turno proprio come in questo caso. Il BVB vince 2-0 all'andata guidato da Thomas Helmer e si ripete al ritorno, il 2 ottobre del 1990. Il giorno dopo, il 3 ottobre 1990, la DDR venne riannessa ufficialmente alla Germania Federale, tornando quindi a formare un unico stato. E quindi il Chemnitz, squadra della città omonima, appartenente al Land della Sassonia, da squadra d'elite della Germania Democratica si ritrovò nella nuova 2. Bundesliga, non riuscendo mai ad essere promossa ed anzi scendendo fino alla Oberliga per poi tornare alla 3. Liga, campionato in cui partecipa ormai da qualche anno. Si conosce come fucina di giovani talenti, il prodotto principale del settore giovanile dei sassoni è stato sicuramente Michael Ballack.
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| BVB-Chemnitzer, gara d'andata del 1° turno di Coppa UEFA 1990/1991 (via bvb.de) |
Veniamo alle formazioni. Il Chemnitz potrebbe fare a meno del suo attaccante Martin Fenin, giunto a parametro zero in questa estate ed addizione importante per una squadra di 3. Liga. Ad ogni modo, i biancoazzurri mostreranno una squadra giovane e dinamica, avendo anche loro iniziato molto presto la stagione. Avremo la possibilità di vedere del talento giovane, verosimilmente schierato on un 4-2-3-1. I titolari potrebbero essere questi: Kunz; Stenzel, Conrad, Endres, Cincotta; Steinmann, Danneberg; Ofosu, Fink, Cappek; Konig. Sarebbe un undici con solo due giocatori nati prima del 1990, peraltro tutti di proprietà ad esclusione del mediano Matti Steinmann, arrivato in prestito dall'Amburgo ed uno dei giocatori da seguire, così come il terzino sinistro Stefano Cincotta, tedesco con radici italiane e guatemalteche che ha molta corsa. Davanti attenzione al sornione Anton Fink, capitano della squadra ed uno dei pochi membri di esperienza del team allenato dal 60enne Karsten Heine, al terzo anno in carico al Chemnitz.
Per quel che riguarda il BVB, facile pensare che molti di coloro che non hanno giocato in Europa League possano trovare spazio da titolare oggi, resterà solo da capire quanto spregiudicato vorrà essere Tuchel verso una squadra di livello inferiore. Qualcosa dipenderà anche dalle condizioni di Subotic e Durm, che sono in miglioramento ma non è detto che vengano rischiati in una partita del genere. Gli undici ad iniziare la partita potrebbero essere questi: Weidenfeller; Stenzel, Hummels, Ginter, Durm; Bender, Castro; Kampl, Hofmann, Reus; Ramos. Largo turnover, ma è solo una nostra ipotesi. Stenzel non è detto che giochi tutto sommato considerato la sua inesperienza mentre un giovane che potrebbe trovare spazio è Jeremy Dudziak. Difficile che Grosskreutz possa essere della partita considerando che ha già giocato ieri (siglando un autogol) con la seconda squadra.
L'inizio dell'incontro è alle 14.30, si giocherà di fronte al tutto esaurito (si presuppone) dello Stadion an der Gellertstrasse, che può contenere poco più di 12000 spettatori. Ci sarà anche una rappresentanza di tifosi del BVB, ma minore del solito, un po' per le dimensioni dello stadio, un po' per il periodo della partita. Il tifo, ad ogni modo, non mancherà.
sabato 30 maggio 2015
Recap Finale DFB Pokal 2014/2015: BVB-Wolfsburg 1-3
Si chiude con una amara sconfitta l'avventura di Jurgen Klopp da allenatore del Borussia Dortmund. Nonostante un inizio promettente, i gialloneri cedono di botto nella seconda metà del primo tempo e non si rialzano più. Non è l'happy ending che volevamo, a chiusura di una stagione accettabile ma non scintillante.
Le formazioni non presentano sorprese, Hecking va con lo schieramento prefigurato nella preview, con Vieirinha da terzino atipico, nel BVB invece Subotic viene preferito a Papastathopoulos mentre Langerak è titolare in porta, come sempre in DFB Pokal.
Inizio soft ma alla prima occasione da gol il BVB passa in vantaggio: Durm prova l'incursione centrale, poi si ferma e decide di appoggiarla a Kagawa. Il giapponese con una grande intuizione la scodella al centro dove Aubameyang è solo ed in posizione regolare, libero per girare in porta e realizzare l'1-0 dopo cinque minuti di gioco. Esplode il settore dedicato ai tifosi del BVB, che però torna a soffrire poco dopo vista la reazione del Wolfsburg, che non si fa attendere. Dost riceve in area ed alleggerisce verso Caligiuri che tira di prima intenzione. Sinistro potente e preciso, ma Mitch Langerak dice no e salva subito la situazione di vantaggio. Meno bene ed anzi, decisivo in negativo il portiere australiano al 22° minuto: punizione dai 25 metri battuta da Naldo, Langerak respinge il pallone male, davanti a se. Sulla palla vagante arriva per primo Luiz Gustavo che pur non essendo un centravanti non si fa pregare e la piazza nell'angolo opposto per l'1-1.
La partita sembra perdere ritmo, scarseggiano le occasioni da gol ed aumentano le azioni ragionate. Ne confeziona una il Wolfsburg al 33°, lunga combinazione di squadra, Caligiuri e De Bruyne si scambiano il pallone con il belga che conclude di controbalzo da fuori area. Gol, 1-2. Langerak forse non vede la palla bene, sta di fatto che viene punito sul suo palo, la conclusione è molto bella ma verosimilmente prendibile. Ad ogni modo, Wolfsburg in vantaggio. E poi arriva pure il terzo gol, cross dalla destra di Perisic e Bas Dost, solo in area, stacca indisturbato e realizza l'1-3. Il BVB non si perde d'animo e crea due occasioni per accorciare le distanze: prima Hummels di testa, poi Aubameyang al volo vanno vicini al gol, ma non trovano l'obiettivo e dunque si va negli spogliatoi sul punteggio di 1-3.
La ripresa non inizia nel migliore dei modi. Viene evitato il 4-1 ma un errore macroscopico di Durm mette Dost davanti a Langerak, che si salva in angolo. Dall'altra parte, Reus riceve in area ma non riesce a concludere, nell'azione successiva palo di Kagawa che in scivolata era riuscito a concludere e spiazzare Benaglio. Il Wolfsburg si limita a gestire, il BVB prova a fare qualcosa ma non concretizza in alcun modo, anche grazie ad un Diego Benaglio salito di colpi. Entrano prima Piszczek e Blaszczykowski, poi Immobile al posto di un Reus negativo. Alcuni episodi controversi aumentano le recriminazioni ma a conti fatti poco accade nell'area del Wolfsburg che dunque può festeggiare il successo nella DFB Pokal.
Le formazioni non presentano sorprese, Hecking va con lo schieramento prefigurato nella preview, con Vieirinha da terzino atipico, nel BVB invece Subotic viene preferito a Papastathopoulos mentre Langerak è titolare in porta, come sempre in DFB Pokal.
Inizio soft ma alla prima occasione da gol il BVB passa in vantaggio: Durm prova l'incursione centrale, poi si ferma e decide di appoggiarla a Kagawa. Il giapponese con una grande intuizione la scodella al centro dove Aubameyang è solo ed in posizione regolare, libero per girare in porta e realizzare l'1-0 dopo cinque minuti di gioco. Esplode il settore dedicato ai tifosi del BVB, che però torna a soffrire poco dopo vista la reazione del Wolfsburg, che non si fa attendere. Dost riceve in area ed alleggerisce verso Caligiuri che tira di prima intenzione. Sinistro potente e preciso, ma Mitch Langerak dice no e salva subito la situazione di vantaggio. Meno bene ed anzi, decisivo in negativo il portiere australiano al 22° minuto: punizione dai 25 metri battuta da Naldo, Langerak respinge il pallone male, davanti a se. Sulla palla vagante arriva per primo Luiz Gustavo che pur non essendo un centravanti non si fa pregare e la piazza nell'angolo opposto per l'1-1.
La partita sembra perdere ritmo, scarseggiano le occasioni da gol ed aumentano le azioni ragionate. Ne confeziona una il Wolfsburg al 33°, lunga combinazione di squadra, Caligiuri e De Bruyne si scambiano il pallone con il belga che conclude di controbalzo da fuori area. Gol, 1-2. Langerak forse non vede la palla bene, sta di fatto che viene punito sul suo palo, la conclusione è molto bella ma verosimilmente prendibile. Ad ogni modo, Wolfsburg in vantaggio. E poi arriva pure il terzo gol, cross dalla destra di Perisic e Bas Dost, solo in area, stacca indisturbato e realizza l'1-3. Il BVB non si perde d'animo e crea due occasioni per accorciare le distanze: prima Hummels di testa, poi Aubameyang al volo vanno vicini al gol, ma non trovano l'obiettivo e dunque si va negli spogliatoi sul punteggio di 1-3.
La ripresa non inizia nel migliore dei modi. Viene evitato il 4-1 ma un errore macroscopico di Durm mette Dost davanti a Langerak, che si salva in angolo. Dall'altra parte, Reus riceve in area ma non riesce a concludere, nell'azione successiva palo di Kagawa che in scivolata era riuscito a concludere e spiazzare Benaglio. Il Wolfsburg si limita a gestire, il BVB prova a fare qualcosa ma non concretizza in alcun modo, anche grazie ad un Diego Benaglio salito di colpi. Entrano prima Piszczek e Blaszczykowski, poi Immobile al posto di un Reus negativo. Alcuni episodi controversi aumentano le recriminazioni ma a conti fatti poco accade nell'area del Wolfsburg che dunque può festeggiare il successo nella DFB Pokal.
Preview finale DFB Pokal 2014/2015: BVB-Wolfsburg, sipario!
Non è proprio l'ultima partita della stagione calcistica tedesca (ci sono ancora i due Relegationspiel tutti da seguire lunedì e martedì), ma quello che si disputerà stasera all'Olympiastadion è l'atto conclusivo della DFB Pokal, la coppa nazionale tedesca che assegnerà l'ultimo trofeo in terra teutonica. Con il campionato già concluso e la situazione per le coppe europee già definite, due squadre si rivedono a Berlino per contendersi la coppa: Borussia Dortmund e Wolfsburg.
Il Wolfsburg, la squadra rivelazione (fino ad un certo punto) di questa stagione, capace di giungere seconda grazie ad un notevole gioco offensivo ispirato dal catalizzatore Kevin De Bruyne, forse il miglior calciatore della Bundesliga 2014/2015, ha fatto bene su tre fronti ma è ancora a secco di trofei e dunque vorrà coronare con un successo la sua stagione. Il BVB ha già vinto un trofeo in questa stagione ma non sarà certo meno motivato dei propri avversari nel raggiungimento dell'obiettivo, a maggior ragione considerando che due personaggi della storia recente del club saranno alla loro ultima partita in giallonero. Per adesso.
Il Borussia Dortmund ormai è un'habitue delle finali. Quarta stagione consecutiva che si chiude con un match valido per la vittoria di un trofeo:
2011/2012: finale di DFB Pokal, vittoria 5-2 sul Bayern Monaco
2012/2013: finale di Champions League, quella volta vinsero loro
2013/2014: finale di DFB Pokal, anche questa l'hanno vinta loro (no, niente foto di Dante che calcia via il pallone dall'interno della porta, tanto sapete e comunque non sarebbe giusto farne una questione di un episodio)
2014/2015: finale di DFB Pokal, la partita di stasera
Insomma, ormai sulle partite da dentro o fuori noi tifosi abbiamo fatto il callo. Che è bello eh, non fraintendeteci.
Come arrivano alla finale queste due squadre?
Del Borussia abbiamo il cammino stampato in testa, dopo tre successi agili contro Stuttgarter Kickers, St. Pauli e Dynamo Dresda, è arrivato il successo ai supplementari contro l'Hoffenheim ai quarti, col bellissimo gol di Sebastian Kehl, prima della clamorosa notte di Monaco.
Il Wolfsburg invece, dopo aver rischiato di uscire al primo turno contro il Darmstadt, battendoli solo ai rigori, ha superato ai turni agilmente ai turni successivi Heidenheim e RB Lipsia. Ai quarti se l'è vista brutta contro il Friburgo, vincendo di misura, prima di fare i cattivi della situazione e rovinare il sogno dell'Arminia Bielefeld in semifinale con un agevole 4-0.
Sarà una partita intensa, per chi la vive con interesse. Difficile dire se possa essere uno scontro equlibrato, ma nelle finali si tende ad un livellamento delle abilità. Il Wolfsburg si è dimostrato nettamente superiore in campionato e nei due scontri diretti ha pareggiato a Dortmund e vinto, due settimane fa, in casa. In entrambe le occasioni ha segnato il nostro nemico giurato Naldo, che ovviamente è prontissimo per rovinare la festa questa sera.
Veniamo alle formazioni. Il BVB recupera tutti tranne gli infortunati storici, dunque Sahin, Ramos e Kirch. Squalificato Kampl dopo il rosso in semifinale a Monaco. Grossa incertezza sul nome del portiere titolare, per il resto non dovrebbero esserci grandi sorprese. Si dovrebbe andare con: Langerak; Durm, Papastathopoulos, Hummels, Schmelzer; Kehl, Gundogan; Mkhitaryan, Kagawa, Reus; Aubameyang. Ballottaggio tra Subotic e Papastathopoulos ormai classico che si aggiunge a quello tra Langerak e Weidenfeller.
Venendo al Wolfsburg, nessun problema di infortuni. L'undici non è settato ma Dieter Hecking potrebbe andare con uno schieramento offensivo e con questi probabili: Benaglio; Vieirinha, Naldo, Klose, Rodriguez; Arnold, Gustavo; Caligiuri, De Bruyne, Perisic; Dost. In caso si optasse per uno schieramento più equilibrato, Trasch potrebbe giocare da terzino destro con Vieirinha spostato più avanti, a discapito di una delle due ali, oppure dirottato in panchina.
martedì 28 aprile 2015
Recap semifinale DFB Pokal 2014/2015: Bayern Monaco-BVB 1-1 (0-2 d.c.r)
Doveva essere un massacro e chi ha visto la partita ha notato una differenza tecnica. Però sulla partita singola tutto può accadere. Tutto. Se la rigiocano altre 10 volte, vince il Bayern sempre. Oggi però ha vinto il Borussia Dortmund. Ai rigori. E va in finale di DFB Pokal.
Previsioni della vigilia che sono abbastanza confermate per quel che riguarda le formazioni, la sorpresa maggiore nel BVB, e non è nemmeno tale in buona sostanza, è il ritorno di Ilkay Gundogan dall'inizio. Era in dubbio fino all'ultima ora, poi ha recuperato. Nel Bayern spazio ad Alcantara ed a Mitchell Weiser dall'inizio in uno schieramento leggermente più offensivo rispetto a quello utilizzato qualche settimana fa al Westfalenstadion.
La partita inizia ed è chiaro sin dall'inizio che il Bayern la butta sul possesso palla costante, come molto spesso nella gestione Guardiola. Di fatti i bavaresi si passano la palla per larghi tratti del primo tempo, senza tuttavia recare problemi alla porta difesa da Langerak. Di contro il BVB pressa sin dalla trequarti avversaria ed ogni tanto riesce anche a conquistare palla, senza tuttavia mettere in difficoltà Neuer, mai impegnato. Ogni tanto la squadra di Klopp ha anche il privilegio di costruire gioco, ma l'organizzazione difensiva del Bayern è veramente tra le migliori al mondo, anche senza palla. Al 29°, Kagawa guida un contropiede, sarebbe una situazione di vantaggio ma il giapponese cerca la soluzione più difficile, con Durm libero sulla destra prova a servire un Reus ben marcato. Boateng intercetta e serve Lewandowski, spostato leggermente sulla sinistra a sfruttare il buco provocato dalla discesa di Durm. Solo davanti a Langerak, prova il pallonetto: palo. La palla però arriva di nuovo a lui, che con il portiere australiano a terra deve solo appoggiare in porta. 1-0, in buona sostanza la prima occasione da gol del Bayern arriva quando il BVB era in possesso del pallone. Come se occorresse dargli una mano.
Il BVB prova una reazione, guadagna un calcio d'angolo ma non riesce a fare oltre. Zero occasioni create, qualità bassa anche in fase di possesso palla. Va detto che il Bayern non stia giocando molto meglio, se non altro si avvicina a Langerak. Anche se la seconda occasione migliore della partita arriva quando loro sono lontani da Mitch come al 39° quando sempre Lewandowski ci prova da lontanissimo. La palla esce, ma non è andato lontano dal realizzare un gol fantastico. Non è successo molto in questo primo tempo e forse uno 0-0 era più indicativo della produzione in campo, tuttavia si va agli spogliatoi con il Bayern in vantaggio di una lunghezza.
Il secondo tempo non inizia meglio per il BVB: Weiser serve Muller in area, il campione di tutto conclude da pochi metri ma trova un pronto Langerak a deviare in angolo. Ci prova anche il Borussia tuttavia, con Marco Reus che vede la sua conclusione essere deviata da Rafinha in calcio d'angolo. E' solo una breve luce, il Bayern torna ad attaccare e pian piano fa sempre più male. Al 55° traversa di Lewandowski, sul proseguimento dell'azione Schmelzer la tocca di mano in area abbastanza nettamente ma l'arbitro Gagelmann non fischia un rigore nettissimo. Sull'azione seguente il Bayern mette Thiago Alcantara davanti alla porta, ma un movimento goffo ed un tiro centrale favoriscono un comunque pregevole intervento di Langerak.
Il fatto è che il BVB ha speso tante energie nel primo tempo nel suo pressing asfissiante, che ha portato comunque a poco. Il Bayern prende campo e continua a macinare gioco. Entra anche Robben, a dare un tocco di velocità e fantasia in più alla squadra, il BVB risponde inserendo Mkhitaryan al posto di Kagawa. La squadra di casa sembra motivatissima a chiudere la partita, ma non ci riesce. Ed allora il BVB pareggia, adddirittura: Blaszczykowski apre sulla sinistra dove Mkhitaryan serve al volo al centro. Palla non bellissima, Reus non ci arriva, Aubameyang con un grande scatto la tocca in scivolata verso la porta ma Neuer la prende. Sì, però dentro la porta. E questa volta viene dato il gol, 1-1, incredibile. E poi il BVB va vicino al vantaggio. Una volta, con Mkhitaryan. E poi ancora, con Reus, in entrambe le occasioni bravissimo Neuer. Le due squadre sono entrambe stanche, non è stata una bella partita ma decisamente molto intensa, si è corso molto. E non finisce al novantesimo, perché occorre andare ai supplementari per decretare la vincitrice.
Facciamo una cosa. Saltiamo il racconto dei supplementari, tanto succede pochissimo. Kampl viene espulso, Langerak compie un autentico miracolo su Schweinsteiger. Andiamo ai rigori.
Perché ai rigori, succede l'incredibile. La lotteria dei rigori. Philipp Lahm e Xabi Alonso sono rigoristi per esempio, o lo sono stati. Tirano i primi due tentativi dagli 11 metri, risultato uguale. Scivolata al momento di calciare, palla fuori. Nel frattempo Gundogan segna, Kehl segna. Gotze si fa parare il rigore da Langerak, migliore in campo. Errore di Hummels e allora il penalty decisivo vede di fronte i due portieri. Neuer tira. Traversa. E' finita. SIAMO IN FINALE!
Preview semifinale DFB Pokal 2014/2015: Bayern Monaco-BVB, a caccia dell'impresa
Ad inizio anno Aki Watzke aveva fatto una lista degli obiettivi che il Borussia Dortmund si era posto per questa stagione. Innanzitutto il raggiungimento della fase ad eliminazione diretta in Champions League: il BVB è stato sconfitto abbastanza nettamente agli ottavi contro la Juventus ma almeno le aspettative sono state raggiunte. Una top tre in campionato, qui è andata decisamente meno bene anche se la frenata di Schalke e Augsburg potrebbe addirittura consentire ai gialloneri di puntare un piazzamento tra le prime cinque. E poi, il raggiungimento della finale in coppa nazionale e, possibilmente, vincerla. Ecco, cammino impeccabile finora, il problema è che poi in semifinale ci si trova davanti il Bayern Monaco. A casa loro. I campioni di Germania, per il terzo anno di fila, che sono anche reduci da un notevole 6-1 in casa contro il Porto, e non si trovano tante squadre più forti del Porto nel Mondo, tutt'altro.
Del resto, che DFB Pokal sarebbe senza una partita tra Bayern Monaco e Borussia Dortmund? Ormai è un appuntamento fisso. Prima di quest'anno:
2013/2014: finale (hanno vinto loro, gol vittoria di Robben)
2012/2013: quarti di finale (hanno vinto loro, gol vittoria di Robben)
2011/2012: finale (abbiamo vinto noi, ogni tanto succede)
E poi la finale nel 2007/2008, per restare in anni recenti, anche quella persa ai supplementari grazie alla doppietta di Luca Toni. Stasera Luca Toni non ci sarà, ma il vecchio nemico Arjen Robben tornerà da un infortunio per l'occasione. Il Bayern sta cominciando a ritrovare altri giocatori che sembravano sepolti in infermeria come Javi Martinez, che peraltro si era infortunato proprio contro il BVB nella Supercoppa. Ad ogni modo, la squadra è talmente lunga che non si sentirà quasi l'assenza di due calciatori chiave come Alaba e Ribery. Sarà un Bayern molto ispanico verosimilmente e super competitivo, a maggior ragione in casa. Al BVB non basteranno le motivazioni dei ragazzi e di Klopp, che vuole decisamente terminare la sua esperienza in giallonero su note alte, magari vincendo il secondo trofeo stagionale. Sarà molto, molto dura.
Veniamo alle formazioni: del Bayern abbiamo già detto qualcosa, indubbiamente lo schieramento sarà rimaneggiato ma altrettanto indubbiamente Guardiola schiererà la miglior squadra possibile, che per noi è questa: Neuer; Boateng, Martinez, Benatia; Rafinha, Schweinsteiger, Lahm, Robben, Bernat; Muller, Lewandowski. Ovviamente chance per Gotze di partire dall'inizio, così come per Xabi Alonso e Thiago Alcantara.
In merito al BVB, non sono di pari caratura rispetto a quelle del Bayern ma le assenze non mancano: oltre al lungodegente Nuri Sahin, anche Weidenfeller è costretto al riposo. Mancherà anche Immobile, che in ogni caso non sarebbe stato titolare visto l'ottimo momento di Aubameyang mentre è da verificare la condizione di Gundogan che non è ancora al 100% per un infezione alle vie respiratorie. Possibile formazione titolare: Langerak; Durm, Papastathopoulos, Hummels, Schmelzer; Bender, Ginter; Mkhitaryan, Kagawa, Reus; Aubameyang. Piszczek risulta recuperato, sarà interessante capire se Klopp voglia inserirlo da subito e magari dare un turno di riposo a Marcel Schmelzer. Torna anche l'eroe dei quarti Sebastian Kehl che ha pari chance di giocare rispetto a Ginter e Bender.
martedì 7 aprile 2015
Recap Quarti di finale DFB Pokal: BVB-Hoffenheim 3-2
La partita dei ribaltoni, quelli emozionali che rispecchiano quelli calcistici. Prima le cose vanno bene, poi vano male, poi vanno di nuovo bene. In formato extralarge, perché occorrono i supplementari per decidere BVB-Hoffenheim. Ed ai supplementari la decide lui.
La formazione non è decisamente delle più promettenti, schieramento rimaneggiato con Reus ed Hummels assenti per problemi fisici, oltre alle mancanze già conosciute di Sahin e Piszczek. Torna Immobile che però parte dalla panchina. Tuttavia il BVB parte abbastanza vivacemente e va in un paio di occasioni al tiro nei primi dieci minuti, senza però impegnare Oliver Baumann che sembra avere maggiori difficoltà a gestire i retropassaggi dei suoi compagni di squadra.
Il BVB tiene possesso nella metà campo dell'Hoffenheim e da un'azione di contropiede iniziata da Neven Subotic guadagna un calcio d'angolo, dal quale arriva il gol del vantaggio. Palla bassa poco prima del limite e proprio Neven Subotic in girata la mette nell'angolo. 1-0 BVB ma lo sapete, il 2014/2015 è un anno disgraziato per questa squadra e quindi sull'azione successiva, da calcio d'inizio, arriva il pareggio per l'Hoffenheim. Altro calcio d'angolo, Kevin Volland viene lasciato completamente solo e al volo la piazza nell'angolino alla sinistra di Langerak, dove l'australiano non può arrivare. 1-1 e palla al centro.
E poi arriva anche il vantaggio dell'Hoffenheim. Azione tranquillissima, con l'Hoffenheim che nemmeno pressa, poi Subotic in qualche modo cincischia col pallone lanciando il contropiede di Firmino che, solo contro Langerak, non può sbagliare. Il BVB che tanto bene aveva iniziato, si trova sotto nel match dopo mezz'ora grazie a due episodi isolati, come tante volte è stato in questa stagione.
Ovviamente l'Hoffenheim, fresco del vantaggio, fa l'unica cosa che una squadra in vantaggio contro il BVB deve fare, ovvero mettersi in schieramento ultra difensivo. Le difficoltà di questa squadra di creare gioco contro "difesa schierata" è ormai assodato ed infatti non cambiano le cose in questo primo tempo. Tuttavia va detto che a differenza di altre volte il BVB riesce anche ad andare al tiro grazie ad una buona serata di Shinji Kagawa che libera più volte Aubameyang al tiro, ma mai da posizione favorevole. Dunque il primo tempo finisce sul risultato di 1-2, dopo che un altro brivido era corso sulla schiena dei tifosi quando Kevin Volland centra la traversa al 43°, anche se un fuorigioco era stato fischiato precedentemente.
Il secondo tempo inizia anche meglio di come era iniziato il primo, con tre conclusioni pericolose nel giro di cinque minuti: prima Kagawa di testa, poi Aubameyang in diangonale ed infine Gundogan di prima intenzione dopo un triangolo con Kagawa, ma in tutte le occasioni il gol non arriva. Basta attendere altri sei minuti, però, ed il pareggio c'è: bella combinazione Bender-Durm, il biondo Erik va al cross perfetto sulla testa di Aubameyang che incorna la palla in rete, battendo Baumann. 2-2 e palla al centro.
Segue una fase interlocutoria in cui il BVB comunque non smette di provarci, come dimostra l'azione successiva al gol, ancora opera di Aubameyang ed il tiro, centrale, di Mkhitaryan. Poi una grossa occasione al 76° con Subotic ancora, che di testa stava freddando Baumann il quale trova una parata ottima in un momento chiave della partita. Tuttavia non è certo morto l'Hoffenheim, che si fa rivedere in zona Langerak all'84°, prima con Schipplock che impegna Mitch, poi con Firmino che tira a lato da vicino. Il risultato non cambia fino al 90° ed allora si passa ai supplementari.
Beh, è tardi. Facciamo un Fast Forward fino al 107° minuto. La partita sembra calare di tono, l'Hoffenheim ha smesso di provarci, il BVB perde di convinzione. C'è un cross di Blaszczykowski dalla destra, Bicakcic la allontana di testa, di controbalzo arriva un tizio in maglia giallonera che spara un terra aria dai 30 metri. Pochi decimi di secondo e la palla trafigge la difesa di Oliver Baumann. 3-2. 3-2! La testa va sul giocatore che sta correndo verso l'angolo per festeggiare con i suoi compagni. E' Sebastian Kehl. L'ex capitano, al suo ultimo anno di attività, che in un momento di passione trova fuori il coniglio dal cilindro. L'ultimo regalo di un ragazzo che ha vestito la maglia del BVB per 15 anni, che ha incarnato appieno lo spirito operaio di questa squadra e della gente di Dortmund e che oggi ci porta in semifinale di DFB Pokal. Perché così finisce la partita, 3-2, nonostante gli ultimi tentativi dell'Hoffenehim, tra cui un colpo di testa di Beck completamente solo in area. Non è entrato, ed il BVB per una volta festeggia.
La formazione non è decisamente delle più promettenti, schieramento rimaneggiato con Reus ed Hummels assenti per problemi fisici, oltre alle mancanze già conosciute di Sahin e Piszczek. Torna Immobile che però parte dalla panchina. Tuttavia il BVB parte abbastanza vivacemente e va in un paio di occasioni al tiro nei primi dieci minuti, senza però impegnare Oliver Baumann che sembra avere maggiori difficoltà a gestire i retropassaggi dei suoi compagni di squadra.
Il BVB tiene possesso nella metà campo dell'Hoffenheim e da un'azione di contropiede iniziata da Neven Subotic guadagna un calcio d'angolo, dal quale arriva il gol del vantaggio. Palla bassa poco prima del limite e proprio Neven Subotic in girata la mette nell'angolo. 1-0 BVB ma lo sapete, il 2014/2015 è un anno disgraziato per questa squadra e quindi sull'azione successiva, da calcio d'inizio, arriva il pareggio per l'Hoffenheim. Altro calcio d'angolo, Kevin Volland viene lasciato completamente solo e al volo la piazza nell'angolino alla sinistra di Langerak, dove l'australiano non può arrivare. 1-1 e palla al centro.
E poi arriva anche il vantaggio dell'Hoffenheim. Azione tranquillissima, con l'Hoffenheim che nemmeno pressa, poi Subotic in qualche modo cincischia col pallone lanciando il contropiede di Firmino che, solo contro Langerak, non può sbagliare. Il BVB che tanto bene aveva iniziato, si trova sotto nel match dopo mezz'ora grazie a due episodi isolati, come tante volte è stato in questa stagione.
Ovviamente l'Hoffenheim, fresco del vantaggio, fa l'unica cosa che una squadra in vantaggio contro il BVB deve fare, ovvero mettersi in schieramento ultra difensivo. Le difficoltà di questa squadra di creare gioco contro "difesa schierata" è ormai assodato ed infatti non cambiano le cose in questo primo tempo. Tuttavia va detto che a differenza di altre volte il BVB riesce anche ad andare al tiro grazie ad una buona serata di Shinji Kagawa che libera più volte Aubameyang al tiro, ma mai da posizione favorevole. Dunque il primo tempo finisce sul risultato di 1-2, dopo che un altro brivido era corso sulla schiena dei tifosi quando Kevin Volland centra la traversa al 43°, anche se un fuorigioco era stato fischiato precedentemente.
Il secondo tempo inizia anche meglio di come era iniziato il primo, con tre conclusioni pericolose nel giro di cinque minuti: prima Kagawa di testa, poi Aubameyang in diangonale ed infine Gundogan di prima intenzione dopo un triangolo con Kagawa, ma in tutte le occasioni il gol non arriva. Basta attendere altri sei minuti, però, ed il pareggio c'è: bella combinazione Bender-Durm, il biondo Erik va al cross perfetto sulla testa di Aubameyang che incorna la palla in rete, battendo Baumann. 2-2 e palla al centro.
Segue una fase interlocutoria in cui il BVB comunque non smette di provarci, come dimostra l'azione successiva al gol, ancora opera di Aubameyang ed il tiro, centrale, di Mkhitaryan. Poi una grossa occasione al 76° con Subotic ancora, che di testa stava freddando Baumann il quale trova una parata ottima in un momento chiave della partita. Tuttavia non è certo morto l'Hoffenheim, che si fa rivedere in zona Langerak all'84°, prima con Schipplock che impegna Mitch, poi con Firmino che tira a lato da vicino. Il risultato non cambia fino al 90° ed allora si passa ai supplementari.
Beh, è tardi. Facciamo un Fast Forward fino al 107° minuto. La partita sembra calare di tono, l'Hoffenheim ha smesso di provarci, il BVB perde di convinzione. C'è un cross di Blaszczykowski dalla destra, Bicakcic la allontana di testa, di controbalzo arriva un tizio in maglia giallonera che spara un terra aria dai 30 metri. Pochi decimi di secondo e la palla trafigge la difesa di Oliver Baumann. 3-2. 3-2! La testa va sul giocatore che sta correndo verso l'angolo per festeggiare con i suoi compagni. E' Sebastian Kehl. L'ex capitano, al suo ultimo anno di attività, che in un momento di passione trova fuori il coniglio dal cilindro. L'ultimo regalo di un ragazzo che ha vestito la maglia del BVB per 15 anni, che ha incarnato appieno lo spirito operaio di questa squadra e della gente di Dortmund e che oggi ci porta in semifinale di DFB Pokal. Perché così finisce la partita, 3-2, nonostante gli ultimi tentativi dell'Hoffenehim, tra cui un colpo di testa di Beck completamente solo in area. Non è entrato, ed il BVB per una volta festeggia.
martedì 3 marzo 2015
Recap Ottavi DFB Pokal 2014/2015: Dynamo Dresda-BVB 0-2
Arriva un successo utile per tener viva la speranza di far bene nella coppa nazionale ed importante per il morale di una squadra alla quinta vittoria nelle ultime sei partite. Ma non sia mai che tutto vada liscio per troppo tempo, visto che la situazione fisica di Marco Reus torna a preoccupare.
La partita è abbastanza noiosa nella prima fase: i bianchi, che siamo noi, fanno possesso palla, i gialloneri attendono provando qualche timido contropiede ogni tanto. Non succede molto fino al 21° minuto di gioco, quando gli spettatori alzano la testa e vedono Marco Reus a terra. Colpito al ginocchio sinistro da Erdmann, è decisamente dolorante al ginocchio e cammina zoppicando vistosamente. Esce sorretto dai due medici della squadra, entra al suo posto Henrikh Mkhitaryan ed è proprio l'armeno a concludere per primo verso nel match, al 34° di gioco, con un sinistro potente ma impreciso. Succede poco altro dal punto di vista tecnico e tattico mentre dal punto di vista della lotta libera abbiamo aggiornamenti: Ciro Immobile viene colpito da una gomitata vicino alla tempia durante una situazione di calcio piazzato ed esce dal campo, visivamente scosso e preso in cura dai medici. Con il BVB in dieci per gli ultimi 4 minuti e già privo di Reus, si va all'intervallo.
Il secondo tempo inizia e c'è Immobile. Non deve essersene accorto Michael Hefele, capitano della Dynamo Dresda, che serve un pallone all'indietro con l'intento di appoggiarla al suo portiere ma in realtà serve proprio l'italiano che davanti a Wiegers non si fa pregare per realizzare il gol del vantaggio. 0-1, gol importante per il morale di Ciro.
La squadra potrebbe giocare con più tranquillità, ma in realtà un errore grossolano di Hummels rischiava di regalare il pareggio alla Dynamo, fortunatamente Langerak ipnotizza Justin Eilers che tira addosso al portiere australiano da posizione molto favorevole. I padroni di casa prendono un po' di coraggio e si affacciano più volte dalle parti di Langerak, ma senza pungere.
Al 68° cambio interessante da parte di Klopp: entra Ramos ma esce Kagawa. Ciò vuol dire, due punte in campo e 4-4-2 vero e proprio con Mkhitaryan utilizzato da esterno di centrocampo, anche se talvolta l'armeno si accentra con conseguente arretramento di Blaszczykowski per formare un rombo in mediana. La situazione risperro al primo tempo si ribalta, è la Dynamo a fare possesso ed il BVB a provarci con il contropiede. Immobile serve due volte Ramos ma nel primo caso il passaggio viene intercettato, nel secondo Adrian supera il portiere e tira verso la porta ma coglie il palo. La partita si trascina stancamente verso la fine, fin quando all'89° minuto non arriva il raddoppio del BVB: Gundogan recupera un pallone a centrocampo e serve Kuba sulla destra, il quale serve al centro un libero Immobile che piazza la sua doppietta personale.
E' anche l'ultima azione di livello della partita, che termina sullo 0-2 decretando il passaggio del BVB ai quarti di finale. Con un occhio al referto medico per Marco Reus.
La partita è abbastanza noiosa nella prima fase: i bianchi, che siamo noi, fanno possesso palla, i gialloneri attendono provando qualche timido contropiede ogni tanto. Non succede molto fino al 21° minuto di gioco, quando gli spettatori alzano la testa e vedono Marco Reus a terra. Colpito al ginocchio sinistro da Erdmann, è decisamente dolorante al ginocchio e cammina zoppicando vistosamente. Esce sorretto dai due medici della squadra, entra al suo posto Henrikh Mkhitaryan ed è proprio l'armeno a concludere per primo verso nel match, al 34° di gioco, con un sinistro potente ma impreciso. Succede poco altro dal punto di vista tecnico e tattico mentre dal punto di vista della lotta libera abbiamo aggiornamenti: Ciro Immobile viene colpito da una gomitata vicino alla tempia durante una situazione di calcio piazzato ed esce dal campo, visivamente scosso e preso in cura dai medici. Con il BVB in dieci per gli ultimi 4 minuti e già privo di Reus, si va all'intervallo.
Il secondo tempo inizia e c'è Immobile. Non deve essersene accorto Michael Hefele, capitano della Dynamo Dresda, che serve un pallone all'indietro con l'intento di appoggiarla al suo portiere ma in realtà serve proprio l'italiano che davanti a Wiegers non si fa pregare per realizzare il gol del vantaggio. 0-1, gol importante per il morale di Ciro.
La squadra potrebbe giocare con più tranquillità, ma in realtà un errore grossolano di Hummels rischiava di regalare il pareggio alla Dynamo, fortunatamente Langerak ipnotizza Justin Eilers che tira addosso al portiere australiano da posizione molto favorevole. I padroni di casa prendono un po' di coraggio e si affacciano più volte dalle parti di Langerak, ma senza pungere.
Al 68° cambio interessante da parte di Klopp: entra Ramos ma esce Kagawa. Ciò vuol dire, due punte in campo e 4-4-2 vero e proprio con Mkhitaryan utilizzato da esterno di centrocampo, anche se talvolta l'armeno si accentra con conseguente arretramento di Blaszczykowski per formare un rombo in mediana. La situazione risperro al primo tempo si ribalta, è la Dynamo a fare possesso ed il BVB a provarci con il contropiede. Immobile serve due volte Ramos ma nel primo caso il passaggio viene intercettato, nel secondo Adrian supera il portiere e tira verso la porta ma coglie il palo. La partita si trascina stancamente verso la fine, fin quando all'89° minuto non arriva il raddoppio del BVB: Gundogan recupera un pallone a centrocampo e serve Kuba sulla destra, il quale serve al centro un libero Immobile che piazza la sua doppietta personale.
E' anche l'ultima azione di livello della partita, che termina sullo 0-2 decretando il passaggio del BVB ai quarti di finale. Con un occhio al referto medico per Marco Reus.
Preview Ottavi DFB Pokal 2014/2015: Dynamo Dresda-BVB, gialloneri contro gialloneri
Il titolo è banale, ce ne rendiamo conto, decisamente più banale della sfida che il BVB deve sostenere domani sera alle 20.30 al Glucksgas-Stadion. E' vero, la Dynamo Dresda gioca in Dritte Liga, ovvero la stessa divisione calcistica del BVB II, ma la squadra non è male e, dopo un periodo difficile in termini di risultati, è anche tornato alla vittoria sabato scorso. In più, l'impegno contro una squadra blasonata, in Coppa, in uno stadio sempre caldissimo nel bene e nel male (non dimentichiamo lo striscione rivolto ai propri giocatori che recitava, in tono minaccioso, "avete pochi minuti per lasciare la città", esposto poco dopo la retrocessione della Dynamo nella scorsa stagione). Insomma, la partita è da prendere con le molle. Chiedere allo Schalke 04, che in questa edizione della DFB Pokal è uscita proprio a Dresda. Anzi, meglio non chiedere nulla allo Schalke, sono un po' nervosetti dopo il 3-0 di sabato.
Insomma, il concetto è chiaro: non sottovalutare l'impegno. Anche perché ci saranno delle assenze domani e non di primo piano. Mancheranno infatti Pierre-Emerick Aubameyang, che recentemente ha segnato qualche gol e mancherà anche Nuri Sahin, per problemi all'adduttore. Il turco stava giocando benissimo nella nuova veste di mediano. Torneranno a far parte dei convocati dunque Jojic e Ramos, così come Papastathopoulos che ha recuperato dal problema fisico subito dopo il match contro la Juve ma dovrebbe partire dalla panchina.
Difficile comunque stilare una possibile formazione, noi azzardiamo questo lineup: Langerak; Kirch, Subotic, Hummels, Schmelzer; Kehl, Gundogan; Blaszczykowski, Mkhitaryan, Reus; Immobile. Ovviamente diverse altre opzioni in gioco a partire da Grosskreutz, che da molto non viene utilizzato e può dare fiato alla squadra. Chance anche per Bender da titolare.
Per quel che concerne la Dynamo Dresda, come si diceva precedentemente si tratta di una squadra appena retrocessa dalla 2. Bundesliga alla 3. Liga. Senza menzionare il suo notevole passato, stiamo parlando di una squadra che per seguito meriterebbe altri palcoscenici. Dal punto di vista sportivo, la squadra puntava e punta ancora alla promozione ma al ritorno dalla pausa invernale ha subito ben 4 sconfitte di fila, che hanno portato la dirigenza al cambio di allenatore, passando da Stefan Boger a Peter Nemeth.
Il 42enne slovacco utilizza un 4-4-2 con esterni di centrocampo molto alti, quasi a farlo sembrare un 4-2-3-1. L'utilizzo delle fasce ovviamente è molto considerato, visto che scarseggiano gli uomini di fantasia in mezzo al campo. Occhio al centravanti Justin Eilers, giocatore di categoria superiore che vede molto bene la porta. Ipotizzando una formazione titolare, potrebbe essere questa: Wiegers; Teixeira, Hafele, Muller, Vrzogic; Kreuzer, Moll, Erdmann, Tekerci; Comvalius, Eilers. Diverse soluzioni a centrocampo, come il giovane Andrich che sembra promettere molto. Da segnalare che il terzino sinistro della Dynamo, David Vrzogic, sia un prodotto del vivaio del BVB, ha giocato nelle giovanili con Reus e Grosskreutz ed è stato molto vicino a debuttare per la prima squadra nel 2008.
Per chiudere, una curiosità: sia la Dynamo che il BVB hanno lo stesso completo, quindi maglia gialla e pantaloncini neri. Visto che la Dynamo gioca in casa, sarà il BVB a dover utilizzare una divisa alternativa. E pare che si opterà per l'utilizzo della maglia bianca, un inedito per i giorni nostri.
martedì 28 ottobre 2014
Recap 2° turno DFB Pokal 2014/2015: St. Pauli-BVB 0-3
E' stata una partita dominata, contro un'avversaria in difficoltà e nettamente inferiore. Si è riusciti a concretizzare le occasioni avute nel primo tempo e dunque è stato poi più facile avere spazi per attaccare in contropiede e chiudere la partita. La notte di una innovazione tattica che, chissà, magari rivedremo anche in campionato. In ogni caso, conta il risultato e questo 0-3 è tutto ciò che serviva.
In un Millerntor-Stadion sempre pienissimo e caldissimo, Jurgen Klopp decide di giocare con Mitchell Langerak e 10 titolari, capendo l'importanza del momento e, soprattutto, quella di non sbagliare. Restano fuori Aubameyang, che altrimenti non arriva a fine stagione e Gundogan, alle prese con un fastidio all'adduttore. Papastathopoulos, di nuovo terzino, stavolta a destra con Durm sulla fascia opposta (personalmente avrei fatto il contrario). Torna la maglia da campionato, quella a forma di cartello stradale. Nel St. Pauli invece titolari gli ex BVB, compreso Florian Kringe al centro del centrocampo.
Il BVB parte a spron battuto: dopo aver manovrato lungamente senza giungere alla conclusione, il primo pericolo arriva all'8° di gioco: bella combinazione tra Reus e Kagawa col giapponese che va al tiro, largo di poco. E' un BVB diverso dagli altri, che schiera Mkhitaryan più arretrato in modo da avere tre centrocampisti, sostanzialmente, e due fantasisti dietro ad Immobile che infatti sembra essere servito meglio, magari anche a causa di una difesa più larga. Si attacca e si tira: ben 4 occasioni da gol, anche piuttosto chiare nei primi venti minuti di gioco. Si tira, la palla esce di poco oppure è Tschauner a farsi valere, come al quarto d'ora su Hummels o al 21° su una conclusione velenosa di Mkhitaryan. La partita si addormenta per un attimo, quindi fast forward fino al 33° minuto, quando il BVB segna di nuovo e stavolta non ci sono fuorigiochi che tengano. Bella combinazione nello stretto tra Durm e Reus, la palla giunge a Mkhitaryan che passa verso il centro dell'area. Kagawa arriva male sul pallone, cicca ma la sfera giunge comunque a Ciro Immobile che di rapina realizza lo 0-1. E' il primo gol di Immobile in DFB Pokal, competizione in cui teneva molto far bene.
Questo gol ovviamente sveglia il St. Pauli, che dopo 35 minuti di nulla nel finale di partita va alla conclusione un paio di volte, la più pericolosa delle quali sugli sviluppi di un calcio d'angolo con Nothe che di testa sembrava aver pareggiato ma dal nulla arriva la manona di Mitch Langerak che salva il risultato. Il finale di primo tempo comunque è marcato giallonero con lo 0-2, siglato da Reus, che riceve da Immobile che passa alla perfezione dopo una notevole discesa in contropiede sulla fascia sinistra. Dunque doppio vantaggio ed intervallo.
Nella ripresa, il St. Pauli prende un po' di verve e va vicino ad accorciare le distanze, proprio con Florian Kringe che impegna duramente ancora Langerak. E' un BVB apparentemente rimasto negli spogliatoi: ancora Mitch deve togliere le castagne dal fuoco sul tiro di Daube, al 56°. Klopp chiede ai suoi di fare più possesso e di rallentare le danze, in ogni caso decide di inserire un uomo che faccia legna in mezzo al campo come Bender, in luogo di Reus con schieramento tattico comunque invariato, venendo avanzato Mkhitaryan. Dentro anche Jojic in luogo dello stesso Mkhitaryan, in un secondo tempo che ha offerto meno emozioni rispetto alla prima frazione di gioco.
La partita si trascina stancamente verso il 90° minuto, ma il BVB fa ancora in tempo a segnarne un altro: errore di Tschauner sul rinvio, Kagawa intercetta il pallone e si trova solo davanti al portiere avversario, battendolo per lo 0-3. Finisce così la partita, con le due tifoserie che continuano a cantare, anche insieme, anche oltre il triplice fischio in un clima di festa. Un po' meno festa per il St. Pauli, un po' di più per il BVB.
Preview 2° turno DFB Pokal 2014/2015: St. Pauli-BVB, antipasto per l'anno prossimo?
Ma sì, ironizziamo. In fondo siamo una delle tre squadre a punteggio pieno in Champions League. Di questo passo la vinceremo e diventeremo la prima squadra di seconda divisione a giocare una edizione della massima competizione europea. Perché è ovvio che siamo diretti verso la retrocessione, se ad ogni partita tiriamo venti volte senza segnare e prendiamo gol al primo tiro subito.
La Coppa di Germania offre un nuovo motivo per buttare alle spalle i pessimismi e cercare una vittoria che darebbe un attimo di respiro ad un momento non certo facile, dove i media fanno a gara a dare colpe a tutti e lo staff tecnico, con i giocatori, si sente maggiormente preoccupato di difendersi dalle accuse piuttosto che ammettere di avere un problema. Si vola ad Amburgo dove ci aspetta la seconda squadra della città (ma guai a dirglielo), la rappresentativa calcistica di un quartiere che è sempre stato un qualcosa di diverso rispetto al rigore ed alla sobrietà teutonica, ovvero St. Pauli ed è proprio contro la squadra omonima che si dovrà battere per superare il turno.
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| Veduta dall'esterno del Millerntor-Stadion, lo stadio che ospita le partite interne del St. Pauli |
Se si pensa che possa essere una partita semplice, cambiate totalmente pensiero e non è nemmeno a causa dei problemi realizzativi del BVB: più semplicemente, in Coppa e sulla partita singola, tutto può accadere. Chiedere allo Schalke 04, che ha perso malissimo a Dresda nel primo turno di questa edizione, così come tante altre squadre che avevano i favori del pronostico. Tuttavia, non bisogna essere ipocriti e dunque ci tocca comunque registrare che il BVB abbia un grosso vantaggio dal punto di vista tecnico e della lunghezza della rosa, nonostante gli infortuni, per poter superare il St. Pauli ed ogni altro risultato andrà viso per forza come una delusione.
Inoltre, la squadra anseatica non vive certo un buon momento di forma: reduce da due sconfitte consecutive in 2. Bundesliga, di cui l'ultima in casa per 0-4, la squadra biancomarrone è scesa fino al 16° posto in classifica, posizione che attualmente la relegherebbe allo spareggio con la terza classificata in Dritte Liga per non retrocedere. Per cui, ovviamente, c'è una doppia motivazione nel far bene questa sera alle 20.30, oltre a quella più banale di non sfigurare contro una grande del calcio tedesco ed europeo.
E' una squadra giovane, il St. Pauli: età media intorno ai 24 anni, diversi giovani provenienti dal vivaio hanno spazio sin da subito nella squadra titolare, come il mediano (schierabile anche da terzino sinistro) Okan Kurt, ragazzo del 1995 su cui si spendono buone parole. Ci sono anche diversi ex prospetti del calcio tedesco, in cerca di rivalutazione: non passano inosservati Lennart Thy, che doveva fare le fortune del Werder Brema pochi anni fa oppure Michael Gorlitz, ragazzo che aveva tanto hype su di se ai tempi delle giovanili del Bayern Monaco. Oppure Lasse Sobiech, e qui apriamo il capitolo dedicato agli ex. Ce ne sono ben tre, di cui in realtà uno non ha mai debuttato con la prima squadra, ovvero Chris Nothe, la principale arma offensiva del St. Pauli. Poi il già citato Sobiech ed infine il più conosciuto dai tifosi di vecchia data, ovvero Florian Kringe. Vi ricordate di lui? Spero di sì, quando era ragazzo era un dei miei giocatori preferiti, in un periodo di gravi problemi economici per i gialloneri lui era una delle poche certezze in quel centrocampo. 167 partite con la nostra maglia, con 18 gol e 17 assist. E spero vi ricordiate di questa rete che fece gioire, all'epoca, anche i tifosi del St. Pauli indirettamente.
Come potrebbe giocare il St. Pauli: non è semplice, mister Thomas Meggle ha diverse opzioni e potrebbe anche decidere di dare più spazio all'esperienza contro una squadra di primo livello come il BVB. Un possibile XI potrebbe essere (4-4-2): Tschauner; Buballa, Gonther, Sobiech, Startsev; Thy, Kurt, Daube, Rzatkowski; Nothe, Verhoek. Magari possibile l'inserimento di Ziereis al centro della difesa al posto di Sobiech, stesso dicasi con gli inserimenti di Gorlitz e Kringe come mediani se si volesse più corsa ed esperienza.
Definire un undici titolare per il BVB è ancora più difficile, francamente. Klopp vorrà fare turnover? Del resto ha sempre cambiato la formazione titolare in queste ultime gare, per cui aspettiamoci un nuovo capovolgimento nel lineup. Il modulo dovrebbe essere sempre un 4-2-3-1, possibili titolari: Langerak; Piszczek, Subotic, Hummels, Papastathopoulos; Ginter, Kehl; Grosskreutz, Kagawa, Mkhitaryan; Immobile. Chiaramente non sarà questa, ma l'indicazione è quella di avere un leggero turnover, magari con l'utilizzo di calciatori poco utilizzati. In questo senso aspettiamoci anche Milos Jojic riapparire tra i 18 convocati, anche se difficilmente sarà titolare.
sabato 16 agosto 2014
1° turno DFB Pokal: preview
La stagione agonistica è già iniziata con il trofeo nella Supercoppa ma a tre giorni di distanza nuovo impegno ufficiale per il BVB che deve affrontare il primo turno di DFB Pokal. Il match vede impegnato, come al solito in trasferta nel primo turno, il BVB in trasferta, contro lo Stuttgarter Kickers, squadra che in classifica ha gli stessi punti del Borussia Dortmund. Cioè, la seconda squadra del Borussia Dortmund, in 3. Liga.
Impegno facilissimo dunque come ovvio che sia così, dove però non si può mai abbassare la guardia, così come insegna il Mainz che ieri ha perso ai rigori contro il Chemnitzer, altra squadra di 3. Liga. Ovviamente il BVB non è il Mainz ma sempre meglio tenere gli occhi aperti, sia mai che arrivi qualche sorpresa, anche perché i biancoazzurri in casa hanno vinto due gare su due in questo inizio di campionato. Tuttavia va detto che la partita non si giocherà al Gazi Stadion auf der Waldau, lo stadio da 11.000 posti dello Stuttgarter Kickers ma alla Mercedes Benz Arena, lo stadio dello Stoccarda, si suppone per questioni di ordine pubblico. Infatti saranno ben 10.000 i tifosi del BVB che accorreranno nella città più importante del Baden-Wurttenbrg, in un clima decisamente poco da 1° turno di DFB Pokal e se volete anche meno romantico, perché siamo abituati a vedere squadre che giocano in terza o quarta divisione ospitare nei loro piccoli ed accoglienti stadi le grandi big della Bundesliga.
Lo Stuttgarter Kickers è allenato da Horst Steffen allenatore alla sua prima vera esperienza in squadre senior, lui che ha allenato le giovanili di Duisburg e Borussia Moenchengladbach nei 5 anni precedenti all'esperienza con la sua attuale squadra, che allena dal settembre della scorsa stagione. Schiera i suoi uomini con un 4-3-3, vista l'abbondanza di talento nella zona offensiva, ovviamente relativa al livello del campionato in cui partecipa. Chissà se nello showcase contro il BVB, dove parte ovviamente sfavorita, schiererà le sue due punte Randy Edwini-Bonsu ed Elia Soriano, che in genere si alternano. Proprio Soriano, un gol in stagione finora, guida una truppa di italotedeschi in cui sono presenti anche il giovane Umberto Tedesco, l'ala Marco Calamita e soprattutto Vincenzo Marchese, mezzala che gioca da titolare ed è capitano della squadra.
Nel BVB ci sarà sicuramente una formazione rimaneggiata: Weidenfeller ed Hummels di nuovo non saranno della partita, inoltre Klopp in conferenza stampa ha detto che Schmelzer ha subito un infortunio durante la SuperPokal, quindi ecco perché è uscito all'intervallo ed ovviamente non sarà della partita oggi. Anche Kirch e Papastathopoulos non sono al 100% ma dovrebbero essere della squadra, vedremo se da titolari. Potrebbe esserci anche Marco Reus in squadra, partendo dalla panchina e questa è decisamente una splendida notizia, vuol dire che il recupero sta procedendo al meglio e potrebbe essere pronto per la prima di campionato la settimana prossima. Per il resto come al solito grande interesse per capire quale modulo (ma pensiamo di nuovo il 4-4-2) e quali attaccanti schiererà Klopp da titolare. Potrebbe essere la volta di Ramos e Ji, magari insieme da titolari.
Impegno facilissimo dunque come ovvio che sia così, dove però non si può mai abbassare la guardia, così come insegna il Mainz che ieri ha perso ai rigori contro il Chemnitzer, altra squadra di 3. Liga. Ovviamente il BVB non è il Mainz ma sempre meglio tenere gli occhi aperti, sia mai che arrivi qualche sorpresa, anche perché i biancoazzurri in casa hanno vinto due gare su due in questo inizio di campionato. Tuttavia va detto che la partita non si giocherà al Gazi Stadion auf der Waldau, lo stadio da 11.000 posti dello Stuttgarter Kickers ma alla Mercedes Benz Arena, lo stadio dello Stoccarda, si suppone per questioni di ordine pubblico. Infatti saranno ben 10.000 i tifosi del BVB che accorreranno nella città più importante del Baden-Wurttenbrg, in un clima decisamente poco da 1° turno di DFB Pokal e se volete anche meno romantico, perché siamo abituati a vedere squadre che giocano in terza o quarta divisione ospitare nei loro piccoli ed accoglienti stadi le grandi big della Bundesliga.
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| Horst Steffen, allenatore dello Stuttgarter Kickers |
Lo Stuttgarter Kickers è allenato da Horst Steffen allenatore alla sua prima vera esperienza in squadre senior, lui che ha allenato le giovanili di Duisburg e Borussia Moenchengladbach nei 5 anni precedenti all'esperienza con la sua attuale squadra, che allena dal settembre della scorsa stagione. Schiera i suoi uomini con un 4-3-3, vista l'abbondanza di talento nella zona offensiva, ovviamente relativa al livello del campionato in cui partecipa. Chissà se nello showcase contro il BVB, dove parte ovviamente sfavorita, schiererà le sue due punte Randy Edwini-Bonsu ed Elia Soriano, che in genere si alternano. Proprio Soriano, un gol in stagione finora, guida una truppa di italotedeschi in cui sono presenti anche il giovane Umberto Tedesco, l'ala Marco Calamita e soprattutto Vincenzo Marchese, mezzala che gioca da titolare ed è capitano della squadra.
Nel BVB ci sarà sicuramente una formazione rimaneggiata: Weidenfeller ed Hummels di nuovo non saranno della partita, inoltre Klopp in conferenza stampa ha detto che Schmelzer ha subito un infortunio durante la SuperPokal, quindi ecco perché è uscito all'intervallo ed ovviamente non sarà della partita oggi. Anche Kirch e Papastathopoulos non sono al 100% ma dovrebbero essere della squadra, vedremo se da titolari. Potrebbe esserci anche Marco Reus in squadra, partendo dalla panchina e questa è decisamente una splendida notizia, vuol dire che il recupero sta procedendo al meglio e potrebbe essere pronto per la prima di campionato la settimana prossima. Per il resto come al solito grande interesse per capire quale modulo (ma pensiamo di nuovo il 4-4-2) e quali attaccanti schiererà Klopp da titolare. Potrebbe essere la volta di Ramos e Ji, magari insieme da titolari.
martedì 3 giugno 2014
Pagelle stagionali: centrocampisti centrali, parte 2
Le notizie di mercato e quelle legate alle convocazioni per i mondiali non fermano il nostro percorso sulle pagelle stagionali. Dopo aver esaminato una parte dei centrocampisti che hanno vestito la maglia del BVB in questa stagione, ci occupiamo della seconda ed ultima tranche di calciatori legata al centrocampo. Gioie e dolori, fisici soprattutto.
Nuri Sahin
48 partite giocate, 2 gol, 3 assist, 79.3% di passaggi riusciti - C
Diciamolo subito, così ci togliamo il pensiero: volevo mettergli un voto più basso, perché la sua stagione dal
punto di vista della creazione del gioco, che dovrebbe essere la sua qualità principale visto che lui è un regista, non mi è piaciuta affatto, è sembrato decisamente un calciatore meno incisivo rispetto a quello delle stagioni precedenti al trasferimento al Real Madrid. Probabilmente una delle cause che portano questo rendimento inferiore rispetto al passato è anche dovuto alla troppa stanchezza che ha accumulato durante la stagione, a maggior ragione se il ragazzo viene da un anno e mezzo di sostanziale inattività dovuta ad infortuni e panchinamenti vari. Possiamo dare colpa di questo a Jurgen Klopp ma no, non possiamo biasimarlo se ha preferito tenere di più in campo Nuri nel periodo in cui i centrocampisti erano contati.
Ad ogni modo Sahin, che non ha passato benissimo il pallone (il 79.3% che vedete sopra è un discreto dato, ma non è quello che definirei "buono") ed è stato poco incisivo col suo sinistro, è riuscito a creare valore in mezzo al campo grazie ad una rinnovata aggressività sul portatore di palla avversario. Relativamente alla Bundesliga ha infatti guidato la squadra in tackle riusciti a partita, con 3.4, diventano 3.9 in Champions League dove però Hummels ha fatto meglio. Questo è veramente un dato positivo perché è riuscito a dare una mano al suo compagno di reparto in fase di copertura, non facendo sentire la difesa sempre in difficoltà, soprattutto dopo l'infortunio di Sven Bender.
Il giocatore più giovane ad aver debuttato in Bundesliga, inizia la stagione con delle buone prestazioni, la partita casalinga contro il Friburgo lo vede protagonista ma è un mesetto dopo che esprime il suo miglior calcio, nel derby d'andata e nella netta vittoria della settimana successiva contro lo Stoccarda. Poi arriva novembre, arriva la stanchezza verosimilmente e arrivano le brutte prestazioni, che coincidono con un calo nel rendimento del BVB. Sahin gioca sempre e comunque, abbiamo già detto che a centrocampo si era in pochi, ma questo non lo aiuta decisamente ed anzi soffre anche di un problema muscolare ad inizio dicembre, che lo tiene fuori nel match di coppa contro il Saarbrucken e che condiziona la sua prestazione contro il Bayer Leverkusen.
Per quelli convinti che fosse effettivamente un fatto di fatica, ci sono risposte ancora più chiare al rientro dalla pausa, dove è uno dei pochi a salvarsi nella pur difficile partita casalinga contro l'Augsburg, chiusa solo sul 2-2. In quel match Sahin segna l'unica punizione della stagione, una gemma che speriamo di rivedere più spesso nella prossima stagione. Se si esclude l'inspiegabile passo falso di Amburgo, dove giocano tutti male contro una squadra allo sbando, il BVB tra metà gennaio e metà marzo è sostanzialmente una squadra rigenerata e Sahin è chiaramente la chiave di tutto ciò, visto che da lui passano molti palloni in attacco ma, ripetiamo, è ancor di più efficiente in copertura proprio perché ha fiato per andare contro i suoi avversari, fiato che magari aveva perso a dicembre.
Arriva anche un secondo periodo negativo, ma con l'infermeria leggermente svuotata ed una rosa più completa, Sahin soffre di meno e riceve anche qualche match di riposo, come in occasione del match di ritorno tra BVB e Real Madrid. Nel complesso, con una stagione intera sulle gambe ed un ritmo partita ritrovato pienamente, la speranza è che Sahin possa effettivamente ritrovare smalto dal punto di vista offensivo senza perdere l'upgrade fatto difensivamente, che lo renderebbe un giocatore preziosissimo per la squadra e, forse, capace di coabitare con Ilkay Gundogan.
Miglior partita: Schalke 04-BVB. L'abbiamo già citato, il derby. Non è stato l'unico a giocare benissimo quell'incontro, che ha visto il BVB primeggiare sugli acerrimi rivali in casa loro. La partita in fase di contenimento è ottima ed anche in attacco si fa vedere servendo spesso le ali Reus ed Aubameyang. Segna pure il gol dello 0-2 con un sinistro potente nell'angolino alla sinistra di Hildebrand.
Peggior partita: Amburgo-BVB. Sarà banale, ma ovviamente nel peggior incontro stagionale del Dortmund quasi tutti hanno giocato pessimamente e Sahin non è da meno. Dominato da Badelj e dal suo connazionale Arslan.
Sven Bender
27 partite giocate, 1 gol, 1 assist, 1 autogol, 12,5 Km percorsi di media in Bundesliga. - B-
E' francamente difficile dare un voto per la stagione di questo ragazzo. Personalmente sono di parte, amo
Sven Bender, è un giocatore di calcio straordinario. Anche in questa stagione, dove probabilmente non è stato nemmeno nella versione migliore in carriera, è stato statisticamente ragguardevole: in Bundesliga è stato secondo di squadra per tackle riusciti e sesto per intercetti, in Champions ha numeri da difensore centrale per anticipi riusciti e "clearences", ovvero l'azione di liberare l'area del pallone. Tutte queste cose statistiche a voi non piaceranno, posso immaginarlo e allora per capire il valore di Bender il consiglio che do' sempre è: guardate una partita del BVB con lui in campo e lasciate stare il pallone, il risultato lo leggete alla fine. Occhi solo su Bender, quanto corre, come corre, cosa fa. A prima vista sembra uno di quei calciatori che possono fare solo legna in mezzo al campo perché non hanno tecnica. E' vero, ma lui è bravissimo nel fare legna anche perché capisce il gioco e in alcuni casi è bravissimo ad anticipare le mosse degli avversari. Se il Borussia Dortmund negli scorsi anni e all'inizio di questa stagione prendeva pochi gol, lo deve a lui, principalmente.
Però Manni, questo il soprannome di Sven Bender, è un infortunato cronico, non c'è anno in cui non si faccia male. In modi diversi per altro, anche se la rottura del setto nasale sembra essere diventata una hit all'interno dei suoi infortuni. Ha giocato meno di venti partite, non gli si può dare un voto troppo alto, del resto l'integrità fisica è una componente importante nell'esito di una buona stagione; Bender purtroppo non è riuscito a completare la stagione e quindi si è deciso di propendere per un comunque buono B-.
Dicevamo del naso rotto: il 26 novembre del 2013 gioca da difensore centrale, ruolo nel quale non si trova a suo agio ma che può tranquillamente interpretare date le sue caratteristiche, come abbiamo già detto. La partita è BVB-Napoli, quinto turno della fase a gironi di Champions League.
Dopo 14 minuti di gioco, con il BVB avanti 1-0, Bender si frattura il naso in uno scontro aereo e il naso comincia a sanguinare. E sanguina. Viene medicato, ma continua ad uscire sangue. La maglia si sporca e quindi va cambiata. Però si sporca anche la seconda maglia, perché l'emorragia non è stata ancora fermata nonostante le pronte cure dello staff medico. Dentro la terza maglia. Altro sangue, va cambiata anche questa. C'è un problema: il magazziniere ha finito le maglie di Bender. Allora resta una soluzione: andare allo store ufficiale della squadra, prendere una replica della maglia e portarla allo stadio. Magazziniere MVP del match. Il naso smette di sanguinare e quindi Bender completa il suo lavoro egregiamente, che nel suo caso vuol dire vincere il maggior numero di duelli aerei della partita. Con il naso rotto. Perché lui è Sven Bender, da quella sera ridenominato Iron Manni.
Bender avrà anche un altro momento particolare nella sua stagione, prima di doverla interrompere causa infortuni. BVB-Augsburg, prima giornata del girone di ritono. Lui, che non è avvezzo al gol, si inserisce come una provetta mezzala e di testa segna il gol del vantaggio al quinto minuto. Sessanta secondi prima, a Friburgo, Lars Bender aveva messo in rete lo 0-1 del Bayer Leverkusen contro i padroni di casa. Telepatia tra gemelli? E' la seconda volta che i due Bender segnano lo stesso giorno, questa volta addirittura nello spazio di un minuto. Considerando quante poche volte segna Manni, resta un fatto davvero molto particolare. Purtroppo per lui la partita continuerà: giallo, autogol, 2-2 finale. Anche il Bayer Leverkusen perderà quel giorno, Lars però non ha siglato autoreti.
Sarà una delle ultime partire di Lars, perché prima uno stiramento alla coscia, poi un problema abbastanza serio all'osso pubico lo costringono a chiudere la stagione anzitempo, precludendogli anche la possibilità di andare ai Mondiali. E' veramente necessario che acquisisca solidità fisica dal prossimo anno, Sven è un calciatore troppo importante per questa squadra.
Miglior partita: BVB-Napoli. La storia è stata già raccontata, la sua prestazione è stata inumana. Sarebbe difficile anche respirare con un naso rotto e tamponato, lui invece spadroneggia in un ruolo non suo.
Peggior partita: Wolfsburg-BVB. Parte anche benino, poi però il Woflsburg prende campo e lui non riesce a contenere le sortite offensive avversarie come sa fare, reggendo poco il confronto con Medojevic ed Arnold.
Milos Jojic
15 partite giocate, 4 gol, 1 assist. 50% di tiri realizzati - A
Due milioni di Euro. Il Borussia Dortmund ha speso 2M per prendere questo centrocampista che può
giocare un po' ovunque in mezzo al campo. Dovete sapere che tra le tante perversioni di cui il sottoscritto non poteva mancare quella per il mondo slavo, da sempre capace di soffrire con dignità, rialzandosi e guardando in faccia il futuro senza timore. Vabbé, cose retoriche. Milos Jojic è serbo, di Belgrado. E giocava nel Partizan. Ogni anno, da quando la tecnologia lo ha reso possibile, non mi faccio mancare i due Partizan-Stella Rossa di campionato e, se capita, pure quelli di coppa nazionale. Quindi avevo già visto Jojic e non aveva fatto una brutta impressione. Certo, una sola partita non basta a giudicare un acquisto ma avendo speso due milioni era davvero difficile che Zorc potesse aver sbagliato l'acquisto. Ci sono panchinari che vengono pagati di più, per capirci.
Ecco, che Milos Jojic potesse diventare un idolo personale non era nemmeno da mettere in dubbio. Non pensavo che potesse diventare un idolo di quasi tutta la tifoseria e non pensavo che avesse bisogno di così poco tempo per riuscirci.
Si presenta in campo il 15 febbraio. Il BVB vince 3-0 sull'Eintracht di Francofore, Klopp fa debuttare Milos a buoi scappati. 12 secondi dopo, è 4-0. Verticalizzazione per Grosskreutz che va al tiro, sulla respinta lui si fa trovare pronto e segna. Un debutto coi fiocchi.
Non è finita qui. Alla sua terza partita, entra e segna il gol dell'1-2 controil Gladbach, che non basterà ad evitare la sconfitta. Milos comunque con la sua entrata ha dato una botta di vita alla squadra. Klopp non ci mette molto a capirlo e complici anche gli infortuni di Bender e Blaszczykowski da' più spazio al serbo, che comincia a giocare anche da titolare e nel finale di stagione emerge decisamente come uno dei protagonisti della squadra, insieme a Reus e Lewandowski. Klopp lo preferisce anche ad Aubameyang in alcuni casi, facendolo giocare da ala destra come in BVB-Mainz, dove segna un altro gol. Il Borussia può contare su un valido elemento per i prossimi anni, sia per dare impatto dalla panchina che per offrire corsa e duttilità tattica come titolare. Un vero e proprio colpo della dirigenza giallonera.
Miglior partita: BVB-Real Madrid. Il suo capolavoro, è uno dei migliori in campo di una squadra che gioca la sua miglior partita stagionale, infliggendo l'unica sconfitta ad una delle due finaliste di Champions League. Corre, pressa, ha sbagliato solo 9 passaggi su 64 tentati (dati OPTA), non sbaglia un tackle. Corre per quasi 13Km, instancabile.
Peggio partita: BVB-Bayern Monaco, DFB Pokal. Sicuramente si è trovato in un contesto abbastanza brutto, con partita poco scintillante. Lui da centrocampista centrale non ha avuto spazi per essere pericoloso sotto porta ed in fase di interdizione è stato meno incisivo di altre volte. Sostituito dopo 83 minuti.
Prossima tappa: i trequartisti, prima parte!
Nuri Sahin
48 partite giocate, 2 gol, 3 assist, 79.3% di passaggi riusciti - C
Diciamolo subito, così ci togliamo il pensiero: volevo mettergli un voto più basso, perché la sua stagione dal punto di vista della creazione del gioco, che dovrebbe essere la sua qualità principale visto che lui è un regista, non mi è piaciuta affatto, è sembrato decisamente un calciatore meno incisivo rispetto a quello delle stagioni precedenti al trasferimento al Real Madrid. Probabilmente una delle cause che portano questo rendimento inferiore rispetto al passato è anche dovuto alla troppa stanchezza che ha accumulato durante la stagione, a maggior ragione se il ragazzo viene da un anno e mezzo di sostanziale inattività dovuta ad infortuni e panchinamenti vari. Possiamo dare colpa di questo a Jurgen Klopp ma no, non possiamo biasimarlo se ha preferito tenere di più in campo Nuri nel periodo in cui i centrocampisti erano contati.
Ad ogni modo Sahin, che non ha passato benissimo il pallone (il 79.3% che vedete sopra è un discreto dato, ma non è quello che definirei "buono") ed è stato poco incisivo col suo sinistro, è riuscito a creare valore in mezzo al campo grazie ad una rinnovata aggressività sul portatore di palla avversario. Relativamente alla Bundesliga ha infatti guidato la squadra in tackle riusciti a partita, con 3.4, diventano 3.9 in Champions League dove però Hummels ha fatto meglio. Questo è veramente un dato positivo perché è riuscito a dare una mano al suo compagno di reparto in fase di copertura, non facendo sentire la difesa sempre in difficoltà, soprattutto dopo l'infortunio di Sven Bender.
Il giocatore più giovane ad aver debuttato in Bundesliga, inizia la stagione con delle buone prestazioni, la partita casalinga contro il Friburgo lo vede protagonista ma è un mesetto dopo che esprime il suo miglior calcio, nel derby d'andata e nella netta vittoria della settimana successiva contro lo Stoccarda. Poi arriva novembre, arriva la stanchezza verosimilmente e arrivano le brutte prestazioni, che coincidono con un calo nel rendimento del BVB. Sahin gioca sempre e comunque, abbiamo già detto che a centrocampo si era in pochi, ma questo non lo aiuta decisamente ed anzi soffre anche di un problema muscolare ad inizio dicembre, che lo tiene fuori nel match di coppa contro il Saarbrucken e che condiziona la sua prestazione contro il Bayer Leverkusen.
Per quelli convinti che fosse effettivamente un fatto di fatica, ci sono risposte ancora più chiare al rientro dalla pausa, dove è uno dei pochi a salvarsi nella pur difficile partita casalinga contro l'Augsburg, chiusa solo sul 2-2. In quel match Sahin segna l'unica punizione della stagione, una gemma che speriamo di rivedere più spesso nella prossima stagione. Se si esclude l'inspiegabile passo falso di Amburgo, dove giocano tutti male contro una squadra allo sbando, il BVB tra metà gennaio e metà marzo è sostanzialmente una squadra rigenerata e Sahin è chiaramente la chiave di tutto ciò, visto che da lui passano molti palloni in attacco ma, ripetiamo, è ancor di più efficiente in copertura proprio perché ha fiato per andare contro i suoi avversari, fiato che magari aveva perso a dicembre.
Arriva anche un secondo periodo negativo, ma con l'infermeria leggermente svuotata ed una rosa più completa, Sahin soffre di meno e riceve anche qualche match di riposo, come in occasione del match di ritorno tra BVB e Real Madrid. Nel complesso, con una stagione intera sulle gambe ed un ritmo partita ritrovato pienamente, la speranza è che Sahin possa effettivamente ritrovare smalto dal punto di vista offensivo senza perdere l'upgrade fatto difensivamente, che lo renderebbe un giocatore preziosissimo per la squadra e, forse, capace di coabitare con Ilkay Gundogan.
Miglior partita: Schalke 04-BVB. L'abbiamo già citato, il derby. Non è stato l'unico a giocare benissimo quell'incontro, che ha visto il BVB primeggiare sugli acerrimi rivali in casa loro. La partita in fase di contenimento è ottima ed anche in attacco si fa vedere servendo spesso le ali Reus ed Aubameyang. Segna pure il gol dello 0-2 con un sinistro potente nell'angolino alla sinistra di Hildebrand.
Peggior partita: Amburgo-BVB. Sarà banale, ma ovviamente nel peggior incontro stagionale del Dortmund quasi tutti hanno giocato pessimamente e Sahin non è da meno. Dominato da Badelj e dal suo connazionale Arslan.
Sven Bender
27 partite giocate, 1 gol, 1 assist, 1 autogol, 12,5 Km percorsi di media in Bundesliga. - B-
E' francamente difficile dare un voto per la stagione di questo ragazzo. Personalmente sono di parte, amo Sven Bender, è un giocatore di calcio straordinario. Anche in questa stagione, dove probabilmente non è stato nemmeno nella versione migliore in carriera, è stato statisticamente ragguardevole: in Bundesliga è stato secondo di squadra per tackle riusciti e sesto per intercetti, in Champions ha numeri da difensore centrale per anticipi riusciti e "clearences", ovvero l'azione di liberare l'area del pallone. Tutte queste cose statistiche a voi non piaceranno, posso immaginarlo e allora per capire il valore di Bender il consiglio che do' sempre è: guardate una partita del BVB con lui in campo e lasciate stare il pallone, il risultato lo leggete alla fine. Occhi solo su Bender, quanto corre, come corre, cosa fa. A prima vista sembra uno di quei calciatori che possono fare solo legna in mezzo al campo perché non hanno tecnica. E' vero, ma lui è bravissimo nel fare legna anche perché capisce il gioco e in alcuni casi è bravissimo ad anticipare le mosse degli avversari. Se il Borussia Dortmund negli scorsi anni e all'inizio di questa stagione prendeva pochi gol, lo deve a lui, principalmente.
Però Manni, questo il soprannome di Sven Bender, è un infortunato cronico, non c'è anno in cui non si faccia male. In modi diversi per altro, anche se la rottura del setto nasale sembra essere diventata una hit all'interno dei suoi infortuni. Ha giocato meno di venti partite, non gli si può dare un voto troppo alto, del resto l'integrità fisica è una componente importante nell'esito di una buona stagione; Bender purtroppo non è riuscito a completare la stagione e quindi si è deciso di propendere per un comunque buono B-.
Dicevamo del naso rotto: il 26 novembre del 2013 gioca da difensore centrale, ruolo nel quale non si trova a suo agio ma che può tranquillamente interpretare date le sue caratteristiche, come abbiamo già detto. La partita è BVB-Napoli, quinto turno della fase a gironi di Champions League.
Dopo 14 minuti di gioco, con il BVB avanti 1-0, Bender si frattura il naso in uno scontro aereo e il naso comincia a sanguinare. E sanguina. Viene medicato, ma continua ad uscire sangue. La maglia si sporca e quindi va cambiata. Però si sporca anche la seconda maglia, perché l'emorragia non è stata ancora fermata nonostante le pronte cure dello staff medico. Dentro la terza maglia. Altro sangue, va cambiata anche questa. C'è un problema: il magazziniere ha finito le maglie di Bender. Allora resta una soluzione: andare allo store ufficiale della squadra, prendere una replica della maglia e portarla allo stadio. Magazziniere MVP del match. Il naso smette di sanguinare e quindi Bender completa il suo lavoro egregiamente, che nel suo caso vuol dire vincere il maggior numero di duelli aerei della partita. Con il naso rotto. Perché lui è Sven Bender, da quella sera ridenominato Iron Manni.
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| Come si fa a giocare da protagonista una partita di Champions League con due tamponi nel naso? |
Bender avrà anche un altro momento particolare nella sua stagione, prima di doverla interrompere causa infortuni. BVB-Augsburg, prima giornata del girone di ritono. Lui, che non è avvezzo al gol, si inserisce come una provetta mezzala e di testa segna il gol del vantaggio al quinto minuto. Sessanta secondi prima, a Friburgo, Lars Bender aveva messo in rete lo 0-1 del Bayer Leverkusen contro i padroni di casa. Telepatia tra gemelli? E' la seconda volta che i due Bender segnano lo stesso giorno, questa volta addirittura nello spazio di un minuto. Considerando quante poche volte segna Manni, resta un fatto davvero molto particolare. Purtroppo per lui la partita continuerà: giallo, autogol, 2-2 finale. Anche il Bayer Leverkusen perderà quel giorno, Lars però non ha siglato autoreti.
Sarà una delle ultime partire di Lars, perché prima uno stiramento alla coscia, poi un problema abbastanza serio all'osso pubico lo costringono a chiudere la stagione anzitempo, precludendogli anche la possibilità di andare ai Mondiali. E' veramente necessario che acquisisca solidità fisica dal prossimo anno, Sven è un calciatore troppo importante per questa squadra.
Miglior partita: BVB-Napoli. La storia è stata già raccontata, la sua prestazione è stata inumana. Sarebbe difficile anche respirare con un naso rotto e tamponato, lui invece spadroneggia in un ruolo non suo.
Peggior partita: Wolfsburg-BVB. Parte anche benino, poi però il Woflsburg prende campo e lui non riesce a contenere le sortite offensive avversarie come sa fare, reggendo poco il confronto con Medojevic ed Arnold.
Milos Jojic
15 partite giocate, 4 gol, 1 assist. 50% di tiri realizzati - A
Due milioni di Euro. Il Borussia Dortmund ha speso 2M per prendere questo centrocampista che può giocare un po' ovunque in mezzo al campo. Dovete sapere che tra le tante perversioni di cui il sottoscritto non poteva mancare quella per il mondo slavo, da sempre capace di soffrire con dignità, rialzandosi e guardando in faccia il futuro senza timore. Vabbé, cose retoriche. Milos Jojic è serbo, di Belgrado. E giocava nel Partizan. Ogni anno, da quando la tecnologia lo ha reso possibile, non mi faccio mancare i due Partizan-Stella Rossa di campionato e, se capita, pure quelli di coppa nazionale. Quindi avevo già visto Jojic e non aveva fatto una brutta impressione. Certo, una sola partita non basta a giudicare un acquisto ma avendo speso due milioni era davvero difficile che Zorc potesse aver sbagliato l'acquisto. Ci sono panchinari che vengono pagati di più, per capirci.
Ecco, che Milos Jojic potesse diventare un idolo personale non era nemmeno da mettere in dubbio. Non pensavo che potesse diventare un idolo di quasi tutta la tifoseria e non pensavo che avesse bisogno di così poco tempo per riuscirci.
Si presenta in campo il 15 febbraio. Il BVB vince 3-0 sull'Eintracht di Francofore, Klopp fa debuttare Milos a buoi scappati. 12 secondi dopo, è 4-0. Verticalizzazione per Grosskreutz che va al tiro, sulla respinta lui si fa trovare pronto e segna. Un debutto coi fiocchi.
Non è finita qui. Alla sua terza partita, entra e segna il gol dell'1-2 controil Gladbach, che non basterà ad evitare la sconfitta. Milos comunque con la sua entrata ha dato una botta di vita alla squadra. Klopp non ci mette molto a capirlo e complici anche gli infortuni di Bender e Blaszczykowski da' più spazio al serbo, che comincia a giocare anche da titolare e nel finale di stagione emerge decisamente come uno dei protagonisti della squadra, insieme a Reus e Lewandowski. Klopp lo preferisce anche ad Aubameyang in alcuni casi, facendolo giocare da ala destra come in BVB-Mainz, dove segna un altro gol. Il Borussia può contare su un valido elemento per i prossimi anni, sia per dare impatto dalla panchina che per offrire corsa e duttilità tattica come titolare. Un vero e proprio colpo della dirigenza giallonera.
Miglior partita: BVB-Real Madrid. Il suo capolavoro, è uno dei migliori in campo di una squadra che gioca la sua miglior partita stagionale, infliggendo l'unica sconfitta ad una delle due finaliste di Champions League. Corre, pressa, ha sbagliato solo 9 passaggi su 64 tentati (dati OPTA), non sbaglia un tackle. Corre per quasi 13Km, instancabile.
Peggio partita: BVB-Bayern Monaco, DFB Pokal. Sicuramente si è trovato in un contesto abbastanza brutto, con partita poco scintillante. Lui da centrocampista centrale non ha avuto spazi per essere pericoloso sotto porta ed in fase di interdizione è stato meno incisivo di altre volte. Sostituito dopo 83 minuti.
Prossima tappa: i trequartisti, prima parte!
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