Nel giorno in cui il Westfalenstadion compie 42 anni, il BVB decide di rendere l'incontro di oggi un misto di emozioni, per mettere alla prova i propri tifosi forse. Alla fine però si è vinto e così l'anno prossimo torneremo in Champions League, dove questa squadra merita di stare.
Tuchel è costretto a fare a meno di Sokratis Papastathopoulos a causa di un malore allo stomaco, dunque decide a quel punto di non schierare nemmeno Hummels vista la penuria di centrali in rosa attualmente, come forma precauzionale in vista del match di giovedì contro il Liverpool. Dunque coppia centrale inedita formata da Sven Bender e Matthias Ginter, che torna al centro della difesa dal primo minuto per la prima volta da Odd-BVB dello scorso agosto. Per quel che riguarda il Werder, la formazione è quella prevista da noi nella nostra preview ad eccezione del ruolo di terzino sinistro, dove Janek Sternberg è scelto da Viktor Skripnik in luogo di Santiago Garcia.
L'inizio del match non è molto vivace, in maniera differente da quanto solitamente accade col BVB e, se si eccettua un rinvio sbagliato da Wiedwald che poteva portare ad un gol rocambolesco, non accade granché nei primi dieci minuti. Il primo tiro arriva al 13° con Aubameyang, che sfrutta un rimpallo al termine di un'azione abbastanza confusionaria iniziata da Mkhitaryan, ma la conclusione del gabonese esce. Poi due grosse occasioni capitano sui piedi di Erik Durm che nella prima occasione si inserisce bene in area ma la sua conclusione da posizione ravvicinata viene parata ottimamente da Felix Wiedwald e poi riceve ottimamente da Castro in contropiede ma invece dell'assist facile per Reus decide di concludere col sinistro, palla che termina alta sopra la traversa.
Nonostante le assenze di Hummels e Gundogan in fase di costruzione gioco, resta comunque un buon BVB grazie alla buona forma di alcune delle sue riserve, Erik Durm appunto ma anche Gonzalo Castro. Proprio lui al quarantesimo minuto impegna nuovamente Felix Wiedwald, oggi particolarmente ispirato, dopo una fase centrale del primo tempo abbastanza scialba, in cui il BVB ha fatto molto possesso palla senza riuscire ad incidere in area di rigore. E' questa l'ultima occasione da gol del primo tempo, che finisce dunque sullo 0-0.
Il secondo tempo inizia senza cambi nelle formazioni e, sostanzialmente, il ritmo è simile a quanto visto nei primi 45 minuti di gioco. Tuttavia al 52° il BVB passa avanti: contropiede molto veloce, Schmelzer (che poi subirà pure un brutto fallo da Galvez nell'azione) serve Castro, che poi in profondità trova Aubameyang, a quel punto Pierre entra in area e con un delizioso pallonetto scavalca Wiedwald realizzando il meritato gol del vantaggio. Il BVB non smette di attaccare e va vicino al raddoppio con Erik Durm mentre dall'altra parte il Werder ancora deve creare il primo problema per Roman Burki.
Skripnik prova a cambiare qualcosa dunque, togliendo un terzino come Garcia ed inserendo un centrocampista offensivo come Levin Oztunali. Non c'è grande merito nell'ingresso del nipote di Uwe Seeler, sta di fatto che subito dopo il Werder pareggia: azione da calcio d'angolo, sulla palla vagante Alejandro Galvez va al tiro in maniera imprecisa ma potente, la palla carambola sulla gamba di Gonzalo Castro ed entra in porta per l'1-1. Il Werder aveva bisogno di un episodio e lo ha trovato, rimettendo tutto in parità quando mancano 20 minuti al termine. Ma non finisce qui perché il Werder passa anche in vantaggio: questa volta Oztunali è bravissimo nel saltare Sven Bender e servire Zlatko Junuzovic, che di prima intenzione gira verso la porta di Burki e realizza l'1-2.
Tuchel prova a cambiare qualcosa, inserendo prima Kagawa in luogo di Durm, quando il punteggio era ancora sull'1-1 e come sempre il cambio risulta fondamentale per cambiare il punteggio. Al 76° minuto azione lunga del BVB, cross di Schmelzer verso il centro e proprio Kagawa a rimorchio arriva ad appoggiare in rete per il 2-2 che rimette di nuovo le cose in parità. Con la partita ancora non vinta, ad ogni modo Tuchel decide di rischiare togliendo Schmelzer ed inserendo Christian Pulisic, in più aggiunge centimetri in area facendo entrare Adrian Ramos al posto di uno spento Marco Reus. Ed anche in questo caso, i cambi si rivelano perfetti: all'81° minuto Pulisic guadagna un calcio d'angolo. Alla battuta va Mkhitaryan che in area trova Adrian Ramos, il colombiano deve solo toccarla di testa e piazzarla all'angolino per il nuovo vantaggio BVB, 3-2.
I cambi oggi sono stati determinanti. Skripnik ne ha ancora due e li usa, inserendo Frode e Lorenzen in luogo di Ujah e Yatabare. Proprio Lorenzen prova a servire Frode in contropiede ma l'ottima copertura di Ginter evita il 3-3. Ancora Werder al 90°, con Junuzovic che si inserisce da mezzala consumata e di punta prova a sorprendere Burki nuovamente, ma la sua conclusione esce di pochissimo. E' questa l'ultima azione di rilievo del match, che finisce 3-2 per il BVB, ormai sicuro di finire al secondo posto in campionato.
Visualizzazione post con etichetta Werder Brema. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Werder Brema. Mostra tutti i post
sabato 2 aprile 2016
Preview 27^ giornata Bundesliga 2015/2016: BVB-Werder Brema, l'antipasto pre Liverpool
La pausa per le nazionali ha dato modo a giocatori e tifosi di ricaricare le pile in vista del rush finale della stagione calcistica, in special modo quella legata ai club. Champions League, Europa League, campionati nazionali, tutto si deciderà in questi ultimi due mesi. Di fatti, crediamo che anche a voi scatti qualcosa quando si entra nel mese di aprile, pensare: "aprile, cavolo! La stagione sta finendo, ora si entra nel bello perché ogni partita ha un suo valore". Più o meno, ecco, perché le partite di campionato del BVB ormai hanno valore solo per le avversarie, visto che i gialloneri chiuderanno al secondo posto il campionato per quanto l'aritmetica dia ancora delle chance di successo in campionato.
Ed in effetti tra aprile e maggio qualcosa sicuramente accadrà al BVB, che è ancora vivo su tutti i fronti: questo mese sarà decisivo poiché si disputerà la semifinale di DFB Pokal, a Berlino contro l'Hertha e poi quarti ed eventuali semifinali di Europa League, che ad oggi è il pensiero principale per Thomas Tuchel e i suoi ragazzi, che in linea di massima sentono la possibilità di poter portare a casa un trofeo importante e che la nostra bacheca ancora non dispone. Contro il Liverpool. Allenato da Klopp. Hype a palla insomma, a prescindere dal fatto che questo doppio confronto sarebbe stato importantissimo anche se giocato contro lo Sparta Praga. Prima però, un match casalingo dal valore decisamente minore, contro il Werder Brema, ciò non vuol dire che l'esito sia scontato in favor nostro ma che qualsiasi risultato accada, difficilmente questa partita cambierà le sorti della nostra stagione.
La squadra arriva con notizie buone e cattive: le buone notizie sono rappresentate dal fatto che la pausa per le nazionali non ha fatto danni, per una volta. Solo Mats Hummels ha accusato un problemino alla coscia durante il match con l'Inghilterra, rientrato subito visto che il nostro capitano ha poi preso parte anche alla partita di Monaco contro l'Italia. Ad ogni modo, se nessuno si è fatto male durante gli incontri delle nazionali c'è stato un giocatore, che da tempo ha abbandonato la nazionale serba, infortunatosi in allenamento: la cattiva notizia infatti è che Neven Subotic ha un problema al ginocchio e salterà il resto della stagione. Ad ogni modo, c'è di peggio: vogliamo bene a Neven e probabilmente avrebbe avuto molto spazio in campionato in questo fine di stagione dove avrebbe potuto rivalutarsi in vista di una nuova chance da titolare, qui o altrove, ma dal punto di vista della squadra non èuna notizia tremenda, considerando che i tre difensori centrali che si alternano da titolari, Bender, Papastathopoulos ed Hummels, siano abbastanza in forma.
Dunque il BVB giunge quasi al completo alla sfida delle 18.30 di oggi col Werder e potrebbe schierarsi così (4-1-4-1): Burki; Piszczek, Bender, Hummels, Schmelzer; Weigl; Durm, Mkhitaryan, Castro, Reus; Aubameyang. Gundogan in teoria sarebbe abile arruolato ma per questioni di precauzione Tuchel potrebbe lasciarlo anche del tutto fuori dai 18 convocati. In più, diffcile lasciar fuori l'Erik Durm di questo periodo.
Quanto al Werder, questo match sarà decisamente più importante visto che la squadra allenata da Viktor Skripnik si trova abbastanza impegnata nella lotta per non retrocedere, per cui pescare un BVB distratto ed appprofittarne è quanto di meglio serva ai biancoverdi. Il tecnico ucraino potrebbe schierare così i suoi (4-1-4-1): Wiedwald; Gebre Selassie, Vestergaard, Galvez, Garcia; Fritz; Bartels, Yatabare, Junuzovic, Grillitsch; Ujah. Difficile che si scappi da questo schieramento, anche se Oztunali potrebbe prendere il posto di Yatabare per dare una spinta in più alla squadra. Mancherà Claudio Pizarro davanti ed è una grossa perdita perché il peruviano, nonostante i 38 anni, risultava essere ancora una grossa minaccia per le difese della Bundesliga.
sabato 31 ottobre 2015
Preview 11^ giornata Bundesliga 2015/2016: Werder Brema-BVB, l'importante è vincere, non la goleada
Un dato sta avendo molta visibilità dopo il 7-1 rifilato dal BVB al Paderborn nel mercoledì di coppa: nelle 19 partite disputate finora, 61 gol sono stati realizzati dai gialloneri. Una media impressionante, 3,2 reti a partita. Del resto la partita di mercoledì non è stata la prima della stagione con 7 gol a favore (7-2 fu il punteggio finale di BVB-Odd) e si veniva da un 5-1 contro l'Augsburg. Va anche detto che, per aver iniziato la stagione dai preliminari di Europa League, si sono affrontate molte squadre di livello decisamente inferiore per cui qualche esplosione offensiva era da mettere in conto, ma indubbiamente la produzione offensiva della squadra è stata sopra le righe.
Certo, va segnalato un altro dato, relativo ai gol subiti: nelle stesse 19 partite, contro le stesse avversarie, sono stati subiti 21 gol e una squadra che vuole competere su tre fronti non può permettersi di subire più di un gol a partita. Indubbiamente possiamo avere scusanti relative a trasferte lunghe, ritardi di preparazione e quello che vi pare ma c'è qualche difficoltà, che attualmente sta passando sotto silenzio, a mantenere la porta inviolata.
In particolare, questa squadra sembra abbastanza esposta all'errore del singolo (e ultimamente questo singolo si chiama Roman Burki) o a blackout difensivi abbastanza inspiegabili. Come nel caso di Hannover, dove poi la differenza di livello tra le due squadre ha visto il BVB prevalere, ma possiamo citare il match contro il Darmstadt, quello contro l'Hoffenheim (e gli dei del calcio solo sanno come non abbiamo perso in quell'occasione), due dei tre gol subiti ai gironi di Europa League e recentemente anche i gol presi dall'Augsburg e dal Paderborn.
![]() |
| Quando buttarla in fallo laterale è il piano A, B e C. |
E' vera una cosa, degli studi hanno dimostrato che "la difesa vince i campionati" è un mito, perché c'è maggior correlazione tra differenza reti e punti in classifica che tra gol subiti e punti in classifica (anche negli scontri diretti, ma questo è palese), tuttavia non si può pensare che la squadra riesca a segnare sempre tre gol ogni partita mentre non è detto che anche il dato sui gol subiti scenda, a maggior ragione andando avanti nella stagione. Alle volte sembra che la squadra abbia bisogno di prendere uno schiaffo per svegliarsi: questo ce lo si può permettere contro l'Odd, dove ne puoi prendere anche tre prima di svegliarti perché poi sei abbastanza forte da segnarne quattro nel resto della partita, ma non si può pensare che accada lo stesso contro squadre migliori, che si troveranno nei turni successivi di Europa League o nei match chiave di campionato. Dovrebbe essere uno dei punti focali del lavoro di Tuchel, per adesso non vediamo grossi miglioramenti ma la situazione sicuramente potrebbe cambiare nel corso della stagione. Se non altro, ce lo auguriamo.
E' con questa "preoccupazione" che presentiamo l'avversario di oggi, nella trasferta di Brema. L'anno scorso finì con una sconfitta abbastanza netta, un 2-1 che ci relegò all'ultimo posto. Era l'ultimo match prima della pausa invernale e per il Werder stava per iniziare una striscia positiva sotto il nuovo tecnico Viktor Skripnik che li avrebbe portati a lottare per un posto in Europa League fino all'ultima giornata, proprio contro il Borussia Dortmund che nella sua lenta ripresa congelò la qualificazione europea con il 3-2 del Westfalenstadion all'ultima giornata. Il preambolo serve a ricordarci che anche l'anno scorso il Werder iniziò male per poi riprendersi e potrebbe non esserci eccezione quest'anno: dopo le prime giornate di difficoltà, sabato scorso è arrivato un successo netto e sorprendente per 0-3 in casa del Mainz.
Dunque il Werder potrebbe aver ripreso forma e non va assolutamente sottovalutato, anche perché ha le armi per poter segnare in ogni modo. Certo, i difensori centrali non sono i più mobili del mondo e contro un Aubameyang riposato rischiano di vedere gli ufo già nel primo tempo, ma come avversario nel suo complesso vanno presi con le molle. Hanno solo due assenze per infortunio, quella del portiere Raphael Wolf e del terzino Santiago Garcia, mentre Aron Johannsson è in dubbio per un problema all'adduttore ma non è escluso che possa esserci. Questa potrebbe essere la formazione titolare nel match di oggi (4-2-3-1): Wiedwald; Gebre Selassie, Vestergaard, Galvez, U. Garcia; Bargfrede, Fritz; Bartels, Junuzovic, Lorenzen; Ujah. Attenzione al nigeriano ex Colonia Ujah, che è abbastanza in forma con la doppietta di Mainz e resta un centravanti abbastanza pericoloso. Dietro la velocità di Lorenzen potrebbe essere pericolosa nei contropiedi, come fu anche nella scorsa stagione. Il reparto arretrato resta il punto debole ma Vestergaard è un buonissimo difensore che può anche cavarsela contro avversari più rapidi (anche se Aubameyang è fin troppo rapido). Chiaramente, cerchio rosso sul piede destro di Zlatko Junuzovic, forse il miglior tiratore di punizioni della Bundesliga.
Il Borussia Dortmund ormai ha risolto tutti i problemini fisici ma aspetta ancora Erik Durm e Nuri Sahin, che a questo punto potrebbero tornare a dicembre, se non direttamente dopo la pausa invernale. Il resto degli effettivi però, come detto, c'è ed è abbastanza per metter giù la nostra formazione titolare, che è quella a cui Tuchel si affiderà, molto probabilmente. Dunque gli undici che scenderanno in campo dovrebbero essere questi (4-1-4-1): Burki; Ginter, Papastathopoulos, Hummels, Schmelzer; Weigl; Mkhitaryan, Gundogan, Kagawa, Reus; Aubameyang. Di questi, forse Mkhitaryan è colui con maggior chance di poter restare a sedere, magari in luogo dell'ottimo Gonzalo Castro di questo periodo, ma ne dubitiamo. Papastathopoulos atteso a festeggiare il suo rinnovo fino al 2019 con una prestazione di livello contro i trequartisti del Werder.
giovedì 13 agosto 2015
Bundesliga 2015/2016: preview, parte 4
Quarta parte nonché ultima relativa al resto del campionato della nostra preview stagionale. Si chiude col botto, con tre squadre che hanno vinto almeno un campionato negli ultimi cinquantasette anni e lo Schalke 04.
Schalke 04
Arrivi: Johannes Geis, Franco Di Santo, Junior Caicara, Sascha Riether, Felipe Santana (fine prestito).
Partenze: Jefferson Farfan, Marcel Sobottka, Christian Fuchs, Tranquillo Barnetta, Timon Wellenreuther (prestito), Jan Kirchhoff (fine prestito).
Aspettative: una delle aspettative dovrebbe essere abbassare le aspettative. Detto questo, top 3 in campionato, quarti di finale di EL o meglio e finale di DFB Pokal.
Iniziamo subito con gli acerrimi nemici, lo Schalke 04. Che ha cambiato di nuovo allenatore, passando da Jens Keller a Roberto Di Matteo ad Andre Breitenreiter, 41enne che l'anno scorso non è riuscito a salvare il Paderborn in quello che comunque era un obiettivo complesso da raggiungere vista la qualità della rosa. Quest'anno Breitenreiter ha una squadra di ben altro calibro per le mani, giovane e di talento, da far fruttare. La rosa è stata anche svecchiata con gli addii di Farfan e Barnetta ed al loro posto sono arrivati Johannes Geis (differente da Barnetta, ma serviva un uomo in regia) e Franco Di Santo, per il quale non si è ancora capito se affiancherà Huntelaar in attacco oppure sarà una riserva di lusso,
Lo Schalke in questa estate è anche la squadra delle visite mediche fallite, visto che nell'opera di sfoltimento della rosa rientravano anche le cessioni di Boateng, Sam e Santana ma i tre affari, praticamente già decisi rispettivamente con Sporting Club, Eintracht Francoforte e Colonia, sono saltati all'atto delle visite mediche con i nuovi club, che i tre giocatori non hanno superato. Dunque una grana in più per Horst Heldt, colui che l'anno scorso disse "se il Bayern dovesse avere problemi in campionato, solo noi abbiamo le possibilità per approfittarne" e poi lo Schalke ha chiuso sesto dietro anche all'Augsburg. Situazioni tipiche da Schalke verrebbe da dire, ma alla fine della fiera ciò che conta è il campo ed una rosa di talento, con un allenatore giovane e motivato, può sicuramente fare bene per cui attenzione ai knappen, come sempre.
Stoccarda
Arrivi: Mitchell Langerak, Przemyslaw Tyton, Jan Kliment, Philip Heise, Lukas Rupp, Emiliano Insua.
Partenze: Sven Ulreich, Gotoku Sakai, Sercan Sararer, Mohamed Abdellaoue, Karim Haggui, Konstantin Rausch, Moritz Leitner, Oriol Romeu (ultimi due per fine prestito).
Aspettative: la salvezza prima di tutto, nel tentativo di risalire di nuovo di qualche posizione.
Anni duri per lo Stoccarda, squadra con un certo blasone capace di raggiungere finali europee e con una bacheca nazionale di tutto rispetto. L'anno scorso stavano davvero rischiando di retrocedere, restando all'ultimo posto in classifica per diverse giornate. Poi il crollo del Paderborn unito ad una quadratura trovata fin troppo tardi ha aiutato gli Svevi a conquistare punti importanti ed a restare nel massimo campionato tedesco.
Per questa stagione si è deciso di puntare su un allenatore nuovo, che abbia un minimo di esperienza con l'ambiente: Alex Zorniger è colui che è stato chiamato a guidare lo Stoccarda in una tranquilla stagione. Dopo aver fatto da vice proprio allo Stoccarda ed aver allenato nella vicina Grossaspach, fu chiamato dal RB Lipsia, che aveva intenzione di salire in Bundesliga nella scorsa stagione. Le cose non sono andate proprio così e Zorniger è stato esonerato nello scorso febbraio, dunque è carico per rilanciarsi in una panchina di Bundesliga. La squadra non ha subito grosse modifiche, la più importante è quella nel ruolo di portiere con Ulreich andato via e sostituito da Langerak e Tyton, con il polacco che sembra in pole position per il ruolo da titolare. Per il resto, si spera nella crescita dei giovani come Kostic, Gruezo ed il nuovo acquisto Kliment, magari pronti a sbocciare sotto l'ala protettiva del leader Didavi, il quale porta sempre con se il grosso punto interrogativo legato alla sua condizione fisica. Se il n° 10 dovesse star bene per gran parte della stagione, i biancorossi possono salvarsi tranquillamente.
Werder Brema
Arrivi: Anthony Ujah, Aron Johansson, Ulisses Garcia, Felix Wiedwald, Ludovic Obraniak (fine prestito).
Partenze: Davie Selke, Franco Di Santo, Sebastian Prodl, Luca Caldirola (prestito), Koen Casteels (fine prestito).
Aspettative: salvezza, magari il più tranquilla possibile.
Veniamo al Werder Brema, squadra che l'anno scorso sembrava spacciata salvo poi venir affidata nelle mani di Viktor Skripnik che ha rivoltato la squadra come un calzino portandola non lontana da una qualificazione in Europa League. Un buonissimo girone di ritorno, che però non toglie i punti interrogativi sull'allenatore ucraino, il quale dovrà essere testato sulle 34 giornate più la coppa nazionale.
La squadra è cambiata nettamente in un ruolo, l'attacco. Andati via Selke e Di Santo, sono arrivati Ujah e Johansson. Ok dal punto di vista numerico, ma c'è un problema: né il nigeriano, né lo statunitense hanno la stessa mobilità dei due attaccanti appena andati via e la compatibilità fra due centravanti puri è tutta da testare. Possibile che si alternino nel ruolo da titolare con una seconda punta o dei trequartisti a supportarli, sicuramente sembra improbabile che Ujah e Johansson possano avere successo insieme. Ed è un problema serio, perché il Werder conta molto sulla vena realizzativa dei propri attaccanti vista la difesa non proprio impenetrabile: qualora i due nuovi arrivati non dovessero riuscire a fare clic, la squadra rischia di fare molta fatica.
Wolfsburg
Arrivi: Max Kruse, Francisco Rodriguez, Koen Casteels (fine prestito).
Partenze: Patrick Ochs.
Aspettative: top 3 in campionato, raggiungimento della fase ad eliminazione diretta in Champions League, finale di DFB Pokal.
Buonissimo mercato del Wolfsburg, che non ha fatto nessuna cessione di rilievo migliorando invece nel settore in cui erano meno profondi, ovvero l'attacco togliendo per altro uno come Max Kruse ad una concorrente al secondo posto, il Gladbach. E buonissimo inizio anche di stagione, visto che hanno vestito i panni del BVB e superando il Bayern Monaco nella Superpokal. Una estate iniziata sotto buoni auspici che vuole essere un punto di inizio verso il consolidamento come big tedesca, andando ad affacciarsi nel calcio europeo che conta dopo la bruttissima eliminazione nella scorsa Europa League ad opera del Napoli.
Da qui al 1° settembre c'è solo un dubbio che non lascia tranquilli i tifosi biancoverdi: Kevin DeBruyne resterà con la squadra o andrà via? A questo punto è molto probabile che non venga ceduto e poi il Wolfsburg non ne avrebbe nemmeno il motivo per farlo, ha solidità economica ed ambizione sportiva. Per cui Hecking potrà contare di nuovo sul talento belga che ha fatto rinascere Bas Dost e Lord Bendtner. Attorno a lui vengono attesi ad una conferma Caligiuri e Vieirinha, mentre Max Arnold potrebbe crescere ulteriormente dando ancora più talento e solidità al centrocampo. Una squadra forte, diventata ancora più forte a tal punto che verrebbe da chiedersi: può attaccare il Bayern? La risposta per adesso è no, ma sicuramente la squadra della Volkswagen si sta muovendo nella giusta direzione.
Schalke 04
Arrivi: Johannes Geis, Franco Di Santo, Junior Caicara, Sascha Riether, Felipe Santana (fine prestito).
Partenze: Jefferson Farfan, Marcel Sobottka, Christian Fuchs, Tranquillo Barnetta, Timon Wellenreuther (prestito), Jan Kirchhoff (fine prestito).
Aspettative: una delle aspettative dovrebbe essere abbassare le aspettative. Detto questo, top 3 in campionato, quarti di finale di EL o meglio e finale di DFB Pokal.
Iniziamo subito con gli acerrimi nemici, lo Schalke 04. Che ha cambiato di nuovo allenatore, passando da Jens Keller a Roberto Di Matteo ad Andre Breitenreiter, 41enne che l'anno scorso non è riuscito a salvare il Paderborn in quello che comunque era un obiettivo complesso da raggiungere vista la qualità della rosa. Quest'anno Breitenreiter ha una squadra di ben altro calibro per le mani, giovane e di talento, da far fruttare. La rosa è stata anche svecchiata con gli addii di Farfan e Barnetta ed al loro posto sono arrivati Johannes Geis (differente da Barnetta, ma serviva un uomo in regia) e Franco Di Santo, per il quale non si è ancora capito se affiancherà Huntelaar in attacco oppure sarà una riserva di lusso,
Lo Schalke in questa estate è anche la squadra delle visite mediche fallite, visto che nell'opera di sfoltimento della rosa rientravano anche le cessioni di Boateng, Sam e Santana ma i tre affari, praticamente già decisi rispettivamente con Sporting Club, Eintracht Francoforte e Colonia, sono saltati all'atto delle visite mediche con i nuovi club, che i tre giocatori non hanno superato. Dunque una grana in più per Horst Heldt, colui che l'anno scorso disse "se il Bayern dovesse avere problemi in campionato, solo noi abbiamo le possibilità per approfittarne" e poi lo Schalke ha chiuso sesto dietro anche all'Augsburg. Situazioni tipiche da Schalke verrebbe da dire, ma alla fine della fiera ciò che conta è il campo ed una rosa di talento, con un allenatore giovane e motivato, può sicuramente fare bene per cui attenzione ai knappen, come sempre.
Stoccarda
Arrivi: Mitchell Langerak, Przemyslaw Tyton, Jan Kliment, Philip Heise, Lukas Rupp, Emiliano Insua.
Partenze: Sven Ulreich, Gotoku Sakai, Sercan Sararer, Mohamed Abdellaoue, Karim Haggui, Konstantin Rausch, Moritz Leitner, Oriol Romeu (ultimi due per fine prestito).
Aspettative: la salvezza prima di tutto, nel tentativo di risalire di nuovo di qualche posizione.
Anni duri per lo Stoccarda, squadra con un certo blasone capace di raggiungere finali europee e con una bacheca nazionale di tutto rispetto. L'anno scorso stavano davvero rischiando di retrocedere, restando all'ultimo posto in classifica per diverse giornate. Poi il crollo del Paderborn unito ad una quadratura trovata fin troppo tardi ha aiutato gli Svevi a conquistare punti importanti ed a restare nel massimo campionato tedesco.
Per questa stagione si è deciso di puntare su un allenatore nuovo, che abbia un minimo di esperienza con l'ambiente: Alex Zorniger è colui che è stato chiamato a guidare lo Stoccarda in una tranquilla stagione. Dopo aver fatto da vice proprio allo Stoccarda ed aver allenato nella vicina Grossaspach, fu chiamato dal RB Lipsia, che aveva intenzione di salire in Bundesliga nella scorsa stagione. Le cose non sono andate proprio così e Zorniger è stato esonerato nello scorso febbraio, dunque è carico per rilanciarsi in una panchina di Bundesliga. La squadra non ha subito grosse modifiche, la più importante è quella nel ruolo di portiere con Ulreich andato via e sostituito da Langerak e Tyton, con il polacco che sembra in pole position per il ruolo da titolare. Per il resto, si spera nella crescita dei giovani come Kostic, Gruezo ed il nuovo acquisto Kliment, magari pronti a sbocciare sotto l'ala protettiva del leader Didavi, il quale porta sempre con se il grosso punto interrogativo legato alla sua condizione fisica. Se il n° 10 dovesse star bene per gran parte della stagione, i biancorossi possono salvarsi tranquillamente.
Werder Brema
Arrivi: Anthony Ujah, Aron Johansson, Ulisses Garcia, Felix Wiedwald, Ludovic Obraniak (fine prestito).
Partenze: Davie Selke, Franco Di Santo, Sebastian Prodl, Luca Caldirola (prestito), Koen Casteels (fine prestito).
Aspettative: salvezza, magari il più tranquilla possibile.
Veniamo al Werder Brema, squadra che l'anno scorso sembrava spacciata salvo poi venir affidata nelle mani di Viktor Skripnik che ha rivoltato la squadra come un calzino portandola non lontana da una qualificazione in Europa League. Un buonissimo girone di ritorno, che però non toglie i punti interrogativi sull'allenatore ucraino, il quale dovrà essere testato sulle 34 giornate più la coppa nazionale.
La squadra è cambiata nettamente in un ruolo, l'attacco. Andati via Selke e Di Santo, sono arrivati Ujah e Johansson. Ok dal punto di vista numerico, ma c'è un problema: né il nigeriano, né lo statunitense hanno la stessa mobilità dei due attaccanti appena andati via e la compatibilità fra due centravanti puri è tutta da testare. Possibile che si alternino nel ruolo da titolare con una seconda punta o dei trequartisti a supportarli, sicuramente sembra improbabile che Ujah e Johansson possano avere successo insieme. Ed è un problema serio, perché il Werder conta molto sulla vena realizzativa dei propri attaccanti vista la difesa non proprio impenetrabile: qualora i due nuovi arrivati non dovessero riuscire a fare clic, la squadra rischia di fare molta fatica.
Wolfsburg
Arrivi: Max Kruse, Francisco Rodriguez, Koen Casteels (fine prestito).
Partenze: Patrick Ochs.
Aspettative: top 3 in campionato, raggiungimento della fase ad eliminazione diretta in Champions League, finale di DFB Pokal.
Buonissimo mercato del Wolfsburg, che non ha fatto nessuna cessione di rilievo migliorando invece nel settore in cui erano meno profondi, ovvero l'attacco togliendo per altro uno come Max Kruse ad una concorrente al secondo posto, il Gladbach. E buonissimo inizio anche di stagione, visto che hanno vestito i panni del BVB e superando il Bayern Monaco nella Superpokal. Una estate iniziata sotto buoni auspici che vuole essere un punto di inizio verso il consolidamento come big tedesca, andando ad affacciarsi nel calcio europeo che conta dopo la bruttissima eliminazione nella scorsa Europa League ad opera del Napoli.
Da qui al 1° settembre c'è solo un dubbio che non lascia tranquilli i tifosi biancoverdi: Kevin DeBruyne resterà con la squadra o andrà via? A questo punto è molto probabile che non venga ceduto e poi il Wolfsburg non ne avrebbe nemmeno il motivo per farlo, ha solidità economica ed ambizione sportiva. Per cui Hecking potrà contare di nuovo sul talento belga che ha fatto rinascere Bas Dost e Lord Bendtner. Attorno a lui vengono attesi ad una conferma Caligiuri e Vieirinha, mentre Max Arnold potrebbe crescere ulteriormente dando ancora più talento e solidità al centrocampo. Una squadra forte, diventata ancora più forte a tal punto che verrebbe da chiedersi: può attaccare il Bayern? La risposta per adesso è no, ma sicuramente la squadra della Volkswagen si sta muovendo nella giusta direzione.
sabato 23 maggio 2015
Recap 34^ giornata 2014/2015: BVB-Werder Brema 3-2
Kommando Europa. Nell'ultima di Kehl e di Klopp al Westfalenstadion, un turbinio di emozioni ha corcondato una partita bella per più di un'ora, con un BVB dominante. Arriva l'Europa League e ora si guarda con sfizio alla DFB Pokal.
All'annuncio delle formazioni una novità, graditissima. Non nella formazione, che è quella che abbiamo anticipato nella Preview, quanto nella scelta del capitano. Non Mats Hummels ma Sebastian Kehl. Forse dovevamo aspettarcelo ma resta un notevole tocco di classe da parte di un signore del calcio come Jurgen Klopp.
La partita inizia abbastanza bene per il BVB, che attacca sin da subito e centra un palo al nono minuto con Aubameyang. E poi arriva il gol: passaggio pigro di Sternberg, intercettato sulla trquarti dal BVB che si trova improvvisamente 4 contro 2 davanti alla porta. Gundogan serve Kagawa che in solitaria la piazza alle spalle di Casteels. 1-0 e BVB subito avanti. Non finisce qui, perché passano due minuti ed il BVB raddoppia: splendida triangolazione tra Aubameyang e Kagawa col gabonese che riceve in profondità e di piatto la mette sul secondo palo dove Casteels non può arrivare.
Per quanto sia bello avere un doppio vantaggio dopo venti minuti, significa anche che la squadra avversaria abbia più di un'ora per poter rimontare il risultato per cui nulla è definito, a maggior ragione dopo il gol del Werder al 26° con Levin Oztunali che segue bene un contropiede costruito da Fin Bartels, riceve in area, supera Subotic e realizza il momentaneo 2-1. E' un gol che spegne i festeggiamenti anticipati ed i decibel dello stadio, tuttavia il BVB non si scoraggia e continua ad attaccare, arrivando alla conclusione con Kehl al 32° e poi anche con Reus al 39°. E poi segna quando attacca il Werder. Sul serio: angolo per gli ospiti, Oztunali va sul fondo ma viene fermato da Hummels che serve Kagawa, il cui lancio coglie impreparata la difesa biancoverde e libero Mkhitaryan, che a sua volta con un pallonetto batte il portiere avversario per il 3-1, che è anche il punteggio con cui si chiude il primo tempo.
Nella ripresa i primi dieci minuti devono un ritmo meno coinvolgente, con il BVB che arriva al tiro al 53° con Reus mentre il Werder aspetta la ripartenza giusta come al 55° quando Oztunali impegna severamente Weidenfeller con una conclusione dalla distanza, senza però realizzare. Allora si rifà vivo il BVB, prima con Aubameyang che prova a realizzare in acrobazia, poi con Mkhitaryan che centra la traversa da posizione piuttosto vantaggiosa. Il Werder, sarà per la stanchezza, sarà anche perché psicologicamente resta difficile solo pensare una rimonta da 3-1 a Dortmund, perde di brillantezza ed allora il BVB prende campo, addormentando la partita e provando di tanto in tanto la conclusione come con Aubameyang al 74°. Entra Ciro Immobile e c'è spazio anche per Milos Jojic negli ultimi minuti della partita, che ha ancora qualcosa da dire. Infatti all'85° il Werder accorcia le distanze con Gebre Selassie che appoggia in rete da pochi passi su situazione di palla inattiva. La posizione del ceco era di leggero fuorigioco, ma difficile da leggere, gol convalidato. Resta tuttavia l'ultima emozione della partita, poi Manuel Grafe fischia la fine e chiude il match sul punteggio di 3-2, ufficializzando l'agognata qualificazione in Europa League per il BVB.
Al termine della partita, lungo giro di campo per Jurgen Klopp e Sebastian Kehl che vengono celebrati dagli 80667 tifosi giunti allo stadio, anche quelli del Werder Brema che omaggiano con grande rispetto due uomini di calcio.
All'annuncio delle formazioni una novità, graditissima. Non nella formazione, che è quella che abbiamo anticipato nella Preview, quanto nella scelta del capitano. Non Mats Hummels ma Sebastian Kehl. Forse dovevamo aspettarcelo ma resta un notevole tocco di classe da parte di un signore del calcio come Jurgen Klopp.La partita inizia abbastanza bene per il BVB, che attacca sin da subito e centra un palo al nono minuto con Aubameyang. E poi arriva il gol: passaggio pigro di Sternberg, intercettato sulla trquarti dal BVB che si trova improvvisamente 4 contro 2 davanti alla porta. Gundogan serve Kagawa che in solitaria la piazza alle spalle di Casteels. 1-0 e BVB subito avanti. Non finisce qui, perché passano due minuti ed il BVB raddoppia: splendida triangolazione tra Aubameyang e Kagawa col gabonese che riceve in profondità e di piatto la mette sul secondo palo dove Casteels non può arrivare.
Per quanto sia bello avere un doppio vantaggio dopo venti minuti, significa anche che la squadra avversaria abbia più di un'ora per poter rimontare il risultato per cui nulla è definito, a maggior ragione dopo il gol del Werder al 26° con Levin Oztunali che segue bene un contropiede costruito da Fin Bartels, riceve in area, supera Subotic e realizza il momentaneo 2-1. E' un gol che spegne i festeggiamenti anticipati ed i decibel dello stadio, tuttavia il BVB non si scoraggia e continua ad attaccare, arrivando alla conclusione con Kehl al 32° e poi anche con Reus al 39°. E poi segna quando attacca il Werder. Sul serio: angolo per gli ospiti, Oztunali va sul fondo ma viene fermato da Hummels che serve Kagawa, il cui lancio coglie impreparata la difesa biancoverde e libero Mkhitaryan, che a sua volta con un pallonetto batte il portiere avversario per il 3-1, che è anche il punteggio con cui si chiude il primo tempo.
Nella ripresa i primi dieci minuti devono un ritmo meno coinvolgente, con il BVB che arriva al tiro al 53° con Reus mentre il Werder aspetta la ripartenza giusta come al 55° quando Oztunali impegna severamente Weidenfeller con una conclusione dalla distanza, senza però realizzare. Allora si rifà vivo il BVB, prima con Aubameyang che prova a realizzare in acrobazia, poi con Mkhitaryan che centra la traversa da posizione piuttosto vantaggiosa. Il Werder, sarà per la stanchezza, sarà anche perché psicologicamente resta difficile solo pensare una rimonta da 3-1 a Dortmund, perde di brillantezza ed allora il BVB prende campo, addormentando la partita e provando di tanto in tanto la conclusione come con Aubameyang al 74°. Entra Ciro Immobile e c'è spazio anche per Milos Jojic negli ultimi minuti della partita, che ha ancora qualcosa da dire. Infatti all'85° il Werder accorcia le distanze con Gebre Selassie che appoggia in rete da pochi passi su situazione di palla inattiva. La posizione del ceco era di leggero fuorigioco, ma difficile da leggere, gol convalidato. Resta tuttavia l'ultima emozione della partita, poi Manuel Grafe fischia la fine e chiude il match sul punteggio di 3-2, ufficializzando l'agognata qualificazione in Europa League per il BVB.
![]() |
| Altro giro, altro addio, altra coreografia, altra foto: la prima e l'ultima maglia indossata da Sebastian Kehl. |
Al termine della partita, lungo giro di campo per Jurgen Klopp e Sebastian Kehl che vengono celebrati dagli 80667 tifosi giunti allo stadio, anche quelli del Werder Brema che omaggiano con grande rispetto due uomini di calcio.
Preview 34^ giornata 2014/2015: BVB-Werder Brema, spareggio UEFA
E così, dopo nove lunghi mesi, finisce la Bundesliga 2014/2015. Buona parte di questo periodo è stato di sofferenze e delusioni, con la squadra per la prima volta ultima in classifica nel girone di ritorno dopo circa 30 anni. La squadra tuttavia ha saputo riprendersi nel girone di ritorno ottenendo un ruolino da Champions League e rialzandosi fino ad entrare nella prima metà della classifica. Però ecco, prima metà della classifica non vale molto se finisci ottavo, in Germania. Può essere invece decisamente significativo se finisci settimo o anche meglio. Ad una giornata dal termine, il Borussia Dortmund è settimo, con 42 punti.
Avversaria dell'incontro finale? Il Werder Brema, ottavo a quota 42 punti. Le due sono divise solo da una differenza reti nettamente vantaggiosa per i gialloneri, il che permetterebbe di festeggiare una qualificazione all'Europa League anche con un pareggio. Tuttavia, quando si decide tutto sulla partita singola (curioso a dirsi, visto che la partita di domani farà pur sempre parte di un campionato di 34 giornate), può accadere ogni cosa. Il BVB ha il fattore campo, due risultati su tre, ma una vittoria del Werder Brema è possibile e bisogna stare molto attenti a non dare la partita per vinta.
Finisce la Bundesliga. Finisce anche l'esperienza al Borussia Dortmund per Sebastian Kehl e Jurgen Klopp. Il capitano (anche se formalmente non lo è stato in questa stagione) e l'allenatore/motivatore/secondo padre di questo gruppo che vanno via, il segnale più grande che un periodo sia finito e che sta per cominciarne un altro. Non sarà l'ultima partita per loro perché c'è sempre la finale di DFB Pokal ma sarà l'ultima apparizione al Westfalenstadion. Per questo Kehl riceverà una cerimonia di addio per quanto fatto e rappresentato per il BVB. Klopp invece ha richiesto di non avere la stessa cerimonia. Forse perché come sempre nei momenti celebrativi si mette da parte per esaltare la figura dei suoi ragazzi, forse perché un giorno potrebbe tornare. Da allenatore, da dirigente, da radiocronista, non lo sappiamo, ma potrebbe rivestire il giallonero. Lui che nella conferenza stampa prematch ha ribadito il suo amore per questi colori e che non vede l'ora di vincere oggi perché come ha fatto notare, ha iniziato la sua esperienza al BVB con un sesto posto e potrebbe finirla con un altro sesto posto (possibile con il successo e qualora l'Augsburg dovesse perdere), praticamente a chiudere un cerchio.
Ci sono i sentimenti, ci sono le motivazioni, questa partita non può essere sbagliata. E' un incontro difficile, il Werder Brema dopo un inizio di stagione tribolato ha registrato alcune cose in difesa, mentre l'attacco è sempre stato abbastanza affidabile e con la crescita del giovane Davie Selke (assente oggi) è riuscita a fare un salto notevole in classifica. E' una squadra da occasioni estemporanee, che può segnare in contropiede con la velocità di Bartels, su palla inattiva grazie alle magistrali punizioni di Zlatko Junuzovic ed ovviamente anche in gioco aereo. Magari non sono prontissimi nell'attacco ragionato, ma per il resto hanno tutte le armi per poter far male al BVB, proprio come all'andata quando con due contropiedi conquistarono uno dei successi chiave della loro risalita verso il settimo posto. Che, si spera, si fermerà appena prima, con il Borussia Dortmund a conquistare il posto in Europa League.
Veniamo alle formazioni. I padroni di casa avranno Roman Weidenfeller titolare per l'occasione. Lui non ha manifestato alcuna intenzione formale di andar via, ma di fatti potrebbe essere anche per Roman l'ultima in giallonero per cui la scelta è anche giusta, considerando che non si stia mettendo tra i pali proprio uno sprovveduto. Per il resto, torna Reus anche se non è deciso se partirà dall'inizio. Nessun'altra assenza di rilievo ad esclusione del lungodegente Sahin. Possibile schieramento iniziale: Weidenfeller; Durm, Subotic, Hummels, Schmelzer; Kehl, Gundogan; Mkhitaryan, Kagawa, Reus; Aubameyang. Ovviamente in luogo di Reus potrebbe partire Kampl o addirittura Blaszczykowski, anche lui recuperato.
In merito al Werder Brema, Skripnik potrebbe schierare un 4-4-2 con esterni di centrocampo molto alti oppure un 4-2-3-1 più equilibrando. Non saranno poche le assenze, visto che Garcia, Galvez, Bargfrede, capitan Fritz ed Yildirim potrebbero non recuperare mentre di Selke si è già detto sopra. La squadra resta comunque competitiva e potrebbe schierarsi così: Casteels; Gebre Selassie, Vestergaard, Prodl, Sternberg; Kroos, Junuzovic; Bartels, Hajrovic, Oztunali; Di Santo. Ovviamente qualora Bargfrede dovesse recuperare in extremis, Junuzovic sarà spostato più avanti a formare un 4-2-3-1 con Di Santo da unica punta. Chance di iniziare la partita anche per Levent Aycicek in luogo molto probabilmente di Izet Hajrovic. In difesa l'unico dubbio dovrebbe essere quello tra Busch e Sternberg, col secondo in teorico vantaggio.
Etichette:
Bundesliga,
BVB,
Klopp,
Preview,
Sebastian Kehl,
Werder Brema
sabato 20 dicembre 2014
Recap 17^ giornata 2014/2015: Werder Brema-BVB 2-1
E di nuovo sabato, di nuovo in trasferta e di nuovo si perde. Il BVB nello scontro salvezza si comporta come una squadra senza speranze e subisce l'ennesima scottante sconfitta. Che possa cambiare tutto questo nel 2015? Lo speriamo, ma non è con un giro di calendario che si sistemano le squadre.
Nella formazione iniziale di mister Klopp non c'è nessun nome a sorpresa, perché l'inserimento di Ginter è dovuto vista la squalifica di Subotic e l'infortunio di Papastathopoulos mentre l'esordio stagionale da titolare di Kirch è un semplice ballottaggio vinto con Sahin, che parte nuovamente dalla panchina. La notizia dell'ultim'ora è che questo ballottaggio è stato necessario perché Sven Bender ha accusato un problema muscolare e quindi non entra nei 18 convocati, così come Ramos che resta ai box.
Si inizia ed è subito gol del Werder Brema: al terzo minuto, Selke riceve in profondità tenuto in gioco da un Ginter troppo basso e fuori posizione, il giovane centravanti tedesco solo davanti a Langerak la piazza sul secondo palo per l'1-0.
La reazione del BVB non arriva subito, i gialloneri fanno possesso e provano ad organizzare con difesa schierata ma non arrivano conclusioni verso la porta. Succede poco nei primi venti minuti, il gol come al solito ha mandato la partita sui binari meno desiderati dal BVB, che generalmente ha difficoltà a rendersi pericoloso quando è costretto a fare molto possesso con gli avversari che collassano nella propria area di rigore. Ed infatti è di nuovo il Werder Brema a rendersi pericoloso con Lorenzen che supera in velocità Hummels ma conclude a lato di poco. Il BVB non convince e non punge, Di nuovo il giovane di origini inglesi protagonista al 42° dopo aver ricevuto in profondità da Selke, si trova da solo davanti a Langerak che però con coraggio esce e ribatte il tentativo di dribbling del giovane avversario che lo avrebbe messo solo davanti alla porta. Nel mentre, assolutamente nulla sul fronte offensivo con Wolf costretto solo in una occasione a toccare il pallone con le mani e dunque si va negli spogliatoi sull'1-0 per i padroni di casa.
La ripresa inizia con una novità per il BVB, c'è Kagawa in campo al posto di un negativo Kehl e conseguente spostamento nel ruolo di regista per Ilkay Gundogan. Il BVB continua a tenere palla senza colpire e guadagnando al massimo un calcio d'angolo con un cross di Piszczek deviato involontariamente da Gebre Selassie. E' un secondo tempo che segue la falsariga del primo e sostanzialmente poco succede, con il BVB che non tira verso la porta ed il Werder che si accontenta di chiudersi in difesa facendo al massimo un po' di contropiede. Skripnik si accontenta talmente tanto da togliere Lorenzen e mettere un mediano come Kroos, per difendersi ancora di più, conscio del fatto che probabilmente il BVB non vedrà mai la porta oggi. Peraltro, nonostante questo cambio difensivo il Werder produce altri due contropiedi ed al secondo realizza di nuovo: Selke riceve a centrocampo e dopo aver saltato agilmente mette la palla in mezzo dove a Fin Bartels basta appoggiare la palla in rete per segnare il 2-0.
Il BVB è allo sbando e la situazione attuale è tutta nell'atteggiamento in campo di Hummels, capitano senza personalità che segue l'umore del risultato in campo e risulta essere forse anche peggiore di Ginter, l'altro terribile difensore centrale di oggi. Questo è dimostrato al 69°, quando proprio Mats Hummels segna il gol del 2-1 e da lì in poi sembra decisamente più dinamico in mezzo al campo. Klopp ci crede e inserisce Kuba al posto di Piszczek e la prima occasione dopo il cambio è per Kagawa, che spara alle stelle da posizione vantaggiosa. Arrivano un paio di colpi di testa poco incisivi con Ginter e Gundogan ma poco cambia, Klopp non spreca nemmeno il terzo cambio e la partita finisce per 2-1, condannando il BVB ad un Natale in zona retrocessione.
Nella formazione iniziale di mister Klopp non c'è nessun nome a sorpresa, perché l'inserimento di Ginter è dovuto vista la squalifica di Subotic e l'infortunio di Papastathopoulos mentre l'esordio stagionale da titolare di Kirch è un semplice ballottaggio vinto con Sahin, che parte nuovamente dalla panchina. La notizia dell'ultim'ora è che questo ballottaggio è stato necessario perché Sven Bender ha accusato un problema muscolare e quindi non entra nei 18 convocati, così come Ramos che resta ai box.
Si inizia ed è subito gol del Werder Brema: al terzo minuto, Selke riceve in profondità tenuto in gioco da un Ginter troppo basso e fuori posizione, il giovane centravanti tedesco solo davanti a Langerak la piazza sul secondo palo per l'1-0.
La reazione del BVB non arriva subito, i gialloneri fanno possesso e provano ad organizzare con difesa schierata ma non arrivano conclusioni verso la porta. Succede poco nei primi venti minuti, il gol come al solito ha mandato la partita sui binari meno desiderati dal BVB, che generalmente ha difficoltà a rendersi pericoloso quando è costretto a fare molto possesso con gli avversari che collassano nella propria area di rigore. Ed infatti è di nuovo il Werder Brema a rendersi pericoloso con Lorenzen che supera in velocità Hummels ma conclude a lato di poco. Il BVB non convince e non punge, Di nuovo il giovane di origini inglesi protagonista al 42° dopo aver ricevuto in profondità da Selke, si trova da solo davanti a Langerak che però con coraggio esce e ribatte il tentativo di dribbling del giovane avversario che lo avrebbe messo solo davanti alla porta. Nel mentre, assolutamente nulla sul fronte offensivo con Wolf costretto solo in una occasione a toccare il pallone con le mani e dunque si va negli spogliatoi sull'1-0 per i padroni di casa.
La ripresa inizia con una novità per il BVB, c'è Kagawa in campo al posto di un negativo Kehl e conseguente spostamento nel ruolo di regista per Ilkay Gundogan. Il BVB continua a tenere palla senza colpire e guadagnando al massimo un calcio d'angolo con un cross di Piszczek deviato involontariamente da Gebre Selassie. E' un secondo tempo che segue la falsariga del primo e sostanzialmente poco succede, con il BVB che non tira verso la porta ed il Werder che si accontenta di chiudersi in difesa facendo al massimo un po' di contropiede. Skripnik si accontenta talmente tanto da togliere Lorenzen e mettere un mediano come Kroos, per difendersi ancora di più, conscio del fatto che probabilmente il BVB non vedrà mai la porta oggi. Peraltro, nonostante questo cambio difensivo il Werder produce altri due contropiedi ed al secondo realizza di nuovo: Selke riceve a centrocampo e dopo aver saltato agilmente mette la palla in mezzo dove a Fin Bartels basta appoggiare la palla in rete per segnare il 2-0.
Il BVB è allo sbando e la situazione attuale è tutta nell'atteggiamento in campo di Hummels, capitano senza personalità che segue l'umore del risultato in campo e risulta essere forse anche peggiore di Ginter, l'altro terribile difensore centrale di oggi. Questo è dimostrato al 69°, quando proprio Mats Hummels segna il gol del 2-1 e da lì in poi sembra decisamente più dinamico in mezzo al campo. Klopp ci crede e inserisce Kuba al posto di Piszczek e la prima occasione dopo il cambio è per Kagawa, che spara alle stelle da posizione vantaggiosa. Arrivano un paio di colpi di testa poco incisivi con Ginter e Gundogan ma poco cambia, Klopp non spreca nemmeno il terzo cambio e la partita finisce per 2-1, condannando il BVB ad un Natale in zona retrocessione.
domenica 17 agosto 2014
Bundesliga 2014/2015: Preview, parte 5
Siamo giunti alla conclusione del nostro viaggio tra le altre diciassette squadre che comporranno la prossima Bundesliga, giusto in tempo per l'inizio del campionato. L'ordine alfabetico ci permette di chiudere col botto, con 4 squadre che negli ultimi 10 anni hanno vinto il Meisterschale.
Ah, come dite? Lo Schalke non lo vince dal 1958? Eh, sì. Che bello.
Schalke 04
Arrivi: Sidney Sam, Denis Aogo, Fabian Giefer, Eric Maxim Choupo-Moting, Tranquillo Barnetta (fine prestito).
Partenze: Adam Szalai, Lars Unnerstall, Timo Hildebrand, Tim Hoogland, Anthony Annan, Kyriakos Papadopoulos (prestito).
Aspettative: top 3, arrivare agli ottavi di Champions League, vittoria o almeno finale in DFB Pokal. Ah, finire davanti al BVB.
Ah, gli odiosi rivali. Lo Schalke 04 che riceve sempre delle succose sponsorizzazioni (Gazprom, per fare un esempio) ma si lamenta di non avere i soldi per competere con le grandi. Però questa è anche la squadra con il miglior settore giovanile in Germania, insieme al Wolfsburg, ed ogni stagione potrebbe essere quella buona per iniziare un ciclo di ottimi risultati. Draxler, Meyer, Goretzka, Kolasinac, la linea giovane è ben presente. In più altri giovani potrebbero aggiungersi in questa stagione come il trequartista Sané, i difensori Friedrich e Itter o la quotata punta centrale Avdijaj.
Va detto però che se non c'è un supporto di ottimi giocatori è molto raro vincere con una base proveniente solo dal vivaio, lo stesso BVB dal 2010 al 2012 aveva calciatori come Kagawa, Barrios, Piszczek, Subotic e Lewandowski. Ed in questo senso la campagna acquisti dello Schalke ha mostrato un certo immobilismo. Nessuna cessione di grande livello, vero, ma la perdita di un attaccante centrale come Szalai non è stata sostituita a dovere considerando che Sam e Choupo-Moting sono due attaccanti esterni, al massimo seconde punte. E' vero che c'è Huntelaar da centravanti, ma sulle tre competizioni è dura che l'olandese possa reggere il carico di 50 partite mantenendo la stessa lucidità psicofisica. Senza contare che hanno ceduto in prestito Papadopoulos, ora sano, ad una concorrente per i primi tre posti in campionato come il Bayer Leverkusen.
Però, a quanto pare, c'è fiducia nell'ambiente blauweiss. Anzi, il direttore sportivo Horst Heidt ha detto che se il Bayern Monaco dovesse fare un passo falso in campionato, lo Schalke non potrà perdere l'occasione di arrivare davanti ai bavaresi, perché sono loro i principali avversari. Se lo dicono loro.
Stoccarda
Arrivi: Daniel Ginczek, Filip Kostic, Adam Hlousek, Oriol Romeu (prestito), Raphael Holzhauser, William Kvist (ultimi due per fine prestito).
Partenze: Rani Khedira, Arthur Boka, Ibrahima Traore, Cacau.
Aspettative: brutto dirlo ma devono pensare prima di tutto a salvarsi, poi eventualmente pensare di salire in classifica.
Dallo Schalke ad una compagine se vogliamo con maggior blasone e tradizione ma minore qualità nel presente, ovvero lo Stoccarda. La squadra proveniente dal Baden-Wurttenberg sta vivendo un periodo decisamente negativo, fatto di poche soddisfazioni e tante delusioni, ultima delle quali l'eliminazione al primo turno di DFB Pokal arrivata ieri contro il Bochum. Certamente c'è l'intenzione di risollevarsi e va detto che la base di talento non manca: Antonio Rudiger è atteso ad una breakout season, così come Timo Werner che deve confermarsi dopo una prima stagione tutto sommato positiva per un minorenne. Attenzione a Carlos Gruezo, ecuadoregno classe 1995 capace di poter giocare sia in mezzo al campo che sulle fasce additato da molti come possibile sorpresa del prossimo campionato.
Anche la campagna acquisti è stata solida: c'era da sostituire Ibrahima Traore andato via a parametro zero ed è stato acquistato dal Groningen Filip Kostic, ala serba a sua volta con potenziale inespresso. Il centrocampo è foltissimo e Huub Stevens, allenatore confermato dopo aver portato gli svevi alla salvezza la scorsa stagione, avrà l'imbarazzo della scelta con le aggiunte di Romeu e i ritorni dal prestito di Kvist e del giovane Holzhauser, oltre al "nostro" Moritz Leitner. Davanti cambia poco con il talento di Maxim ed il ritrovato Didavi che potranno sostenere le punte Ibisevic ed Harnik. Attenzione a Daniel Ginczek, altro ex prodotto del BVB atteso ad una stagione di riscatto.
Werder Brema
Arrivi: Fin Bartels, Izet Hajrovic, Alejandro Galvez.
Partenze: Mehmet Ekici, Aaron Hunt, Lukas Schmitz, Aleksandar Stevanovic, Sebastian Mielitz, Aleksandar Ignjovski.
Aspettative: salvezza, magari tranquilla. Effettuare qualche scalpo grosso sulle partite singole magari, tra campionato e coppa nazionale.
Squadra che personalmente è difficile da decifrare: ha avuto un mercato non proprio scintillante in entrata ma nemmeno tanto pessimo in uscita, dove Ignjovski trovava poco spazio ed Hunt, pezzo pregiato perso, sostituito dal bosniaco Hajrovic, fantasista di talento ma con makeup (quindi fattore caratteriale) ancora da forgiare. La squadra dunque resta per grossa parte quella dell'anno scorso, che già si era largamente salvata dopo un periodo di difficoltà appena successivo alla pausa invernale. Da vedere se questa squadra abbia effettivamente ulteriore margine di miglioramento: preoccupa abbastanza la difesa, dove Luca Calidora dovrebbe far coppia con il neo acquisto Alejandro Galvez, arrivato a sostituire il mediore Assani Lukimya. Nella trequarti Robin Dutt potrà fare affidamento, oltre al già citato Hajrovic, anche su Levent Aycicek, ex grande talento nelle giovanili che poi non ha proseguito al meglio la sua crescita ma in cui a Brema credono ancora parecchio. Ed a proposito di ragazzi che godono di grande fiducia, questa potrebbe essere la stagione dell'esplosione per Davie Selke, centravanti vecchio stile dotato anche di discrete doti tecniche e tattiche che ai recenti Europei U19 ha fatto le onde, conquistando il titolo di capocannoniere per la sua Germania.
Dunque base che resta la stessa, inserimento di talento giovane, bisognerà mischiare tutto in modo da rendere il Werder una squadra dal 8°/10° posto, mission realizzabile ma non per questo scontata. Sicuramente non neghiamo che con l'amalgama si possa crescere anche nei risultati, ma bisognerà vedere se poi uscirà fuori un gioco di buona qualità, cosa che è mancata al Werder nella scorsa stagione.
Wolfsburg
Arrivi: Sebastian Jung, Aaron Hunt, Mateusz Klich, Nicklas Bendtner, Joshua Guilavogui (prestito), Fagner, Ibrahima Sissoko (ultimi due per fine prestito).
Partenze: Stefan Kutschke.
Aspettative: Qualificarsi per le Coppe Europee provando a finire nelle prime 3. Avanzare oltre la fase a gironi in Europa League e raggiungere la finale in DFB Pokal.
Ultima squadra da esaminare, sicuramente una delle più interessanti se non la più interessante. Il Wolfsburg è una compagine che dopo aver vinto il titolo nella stagione 2008/2009 ha rischiato anche di retrocedere, con basso seguito di pubblico ed una idea a lungo termine che appariva inconsistente. Poi d'improvviso l'idea di voler spendere, anche sfruttando il capitale arrivato con la cessione di Mandzukic ed il 5° posto della scorsa stagione. In più avrebbero uno dei settori giovanili più profondi in Germania, peccato che abbiano ceduto Julian Brandt al Bayer Leverkusen e Federico Palacios Martinez, punta da 29 gol in 14 partite nel campionato U19 (sì, avete letto bene) al RB Lipsia in gennaio. In più, un altro giovane interessante come Philipp Muller preso dall'Amburgo. In realtà è possibile che il Wolfsburg abbia fatto altre valutazioni sui suoi talenti, tant'è vero che abbiano deciso di puntare su Maximilian Arnold, atteso all'esplosione definitiva quest'anno, e firmando con contratti da professionista tre giovani della già citata squadra U19, il difensore centrale Moritz Sprenger, il mediano Paul Seguin ed il centravanti polacco Oskar Zawada, di cui si parla molto bene e che potremo vedere di tanto in tanto nella prima squadra in questa prossima stagione.
Il mercato, anzi la conduzione delle trattative è un punto dolente: non se la prenda nessuno, ma nella ricerca di un centravanti sono sembrati molto simili ad una squadra di Serie A, con obiettivi man mano sempre di minor livello e mai firmati. Si è passato da Mandzukic a Lukaku a Morata a Destro, poi addirittura Torres ed alla fine hanno firmato Nicklas Bendtner, centravanti danese che sembra più interessato alla vita notturna che a quella da professionista, con i suoi arresti e le sue foto particolari sui social network. Il resto della sessione estiva però è andato bene: preso Hunt, che da profondità al ruolo di trequartista, preso Jung per la fascia destra, Guilavogui e Sissoko invece sono due ottime addizioni per il centrocampo. Una sola vera cessione e di un calciatore che è stato per gran parte dell'anno nella squadra B in Regionalliga. Quindi il Wolfsburg si è rinforzato e punterà alle prime tre posizioni per riassaporare l'aria della Champions League. Sono anche loro nel mix e guai a sottovalutarli.
Ah, come dite? Lo Schalke non lo vince dal 1958? Eh, sì. Che bello.
Schalke 04
Arrivi: Sidney Sam, Denis Aogo, Fabian Giefer, Eric Maxim Choupo-Moting, Tranquillo Barnetta (fine prestito).
Partenze: Adam Szalai, Lars Unnerstall, Timo Hildebrand, Tim Hoogland, Anthony Annan, Kyriakos Papadopoulos (prestito).
Aspettative: top 3, arrivare agli ottavi di Champions League, vittoria o almeno finale in DFB Pokal. Ah, finire davanti al BVB.
Ah, gli odiosi rivali. Lo Schalke 04 che riceve sempre delle succose sponsorizzazioni (Gazprom, per fare un esempio) ma si lamenta di non avere i soldi per competere con le grandi. Però questa è anche la squadra con il miglior settore giovanile in Germania, insieme al Wolfsburg, ed ogni stagione potrebbe essere quella buona per iniziare un ciclo di ottimi risultati. Draxler, Meyer, Goretzka, Kolasinac, la linea giovane è ben presente. In più altri giovani potrebbero aggiungersi in questa stagione come il trequartista Sané, i difensori Friedrich e Itter o la quotata punta centrale Avdijaj.
Va detto però che se non c'è un supporto di ottimi giocatori è molto raro vincere con una base proveniente solo dal vivaio, lo stesso BVB dal 2010 al 2012 aveva calciatori come Kagawa, Barrios, Piszczek, Subotic e Lewandowski. Ed in questo senso la campagna acquisti dello Schalke ha mostrato un certo immobilismo. Nessuna cessione di grande livello, vero, ma la perdita di un attaccante centrale come Szalai non è stata sostituita a dovere considerando che Sam e Choupo-Moting sono due attaccanti esterni, al massimo seconde punte. E' vero che c'è Huntelaar da centravanti, ma sulle tre competizioni è dura che l'olandese possa reggere il carico di 50 partite mantenendo la stessa lucidità psicofisica. Senza contare che hanno ceduto in prestito Papadopoulos, ora sano, ad una concorrente per i primi tre posti in campionato come il Bayer Leverkusen.
Però, a quanto pare, c'è fiducia nell'ambiente blauweiss. Anzi, il direttore sportivo Horst Heidt ha detto che se il Bayern Monaco dovesse fare un passo falso in campionato, lo Schalke non potrà perdere l'occasione di arrivare davanti ai bavaresi, perché sono loro i principali avversari. Se lo dicono loro.
Stoccarda
Arrivi: Daniel Ginczek, Filip Kostic, Adam Hlousek, Oriol Romeu (prestito), Raphael Holzhauser, William Kvist (ultimi due per fine prestito).
Partenze: Rani Khedira, Arthur Boka, Ibrahima Traore, Cacau.
Aspettative: brutto dirlo ma devono pensare prima di tutto a salvarsi, poi eventualmente pensare di salire in classifica.
Dallo Schalke ad una compagine se vogliamo con maggior blasone e tradizione ma minore qualità nel presente, ovvero lo Stoccarda. La squadra proveniente dal Baden-Wurttenberg sta vivendo un periodo decisamente negativo, fatto di poche soddisfazioni e tante delusioni, ultima delle quali l'eliminazione al primo turno di DFB Pokal arrivata ieri contro il Bochum. Certamente c'è l'intenzione di risollevarsi e va detto che la base di talento non manca: Antonio Rudiger è atteso ad una breakout season, così come Timo Werner che deve confermarsi dopo una prima stagione tutto sommato positiva per un minorenne. Attenzione a Carlos Gruezo, ecuadoregno classe 1995 capace di poter giocare sia in mezzo al campo che sulle fasce additato da molti come possibile sorpresa del prossimo campionato.
Anche la campagna acquisti è stata solida: c'era da sostituire Ibrahima Traore andato via a parametro zero ed è stato acquistato dal Groningen Filip Kostic, ala serba a sua volta con potenziale inespresso. Il centrocampo è foltissimo e Huub Stevens, allenatore confermato dopo aver portato gli svevi alla salvezza la scorsa stagione, avrà l'imbarazzo della scelta con le aggiunte di Romeu e i ritorni dal prestito di Kvist e del giovane Holzhauser, oltre al "nostro" Moritz Leitner. Davanti cambia poco con il talento di Maxim ed il ritrovato Didavi che potranno sostenere le punte Ibisevic ed Harnik. Attenzione a Daniel Ginczek, altro ex prodotto del BVB atteso ad una stagione di riscatto.
Werder Brema
Arrivi: Fin Bartels, Izet Hajrovic, Alejandro Galvez.
Partenze: Mehmet Ekici, Aaron Hunt, Lukas Schmitz, Aleksandar Stevanovic, Sebastian Mielitz, Aleksandar Ignjovski.
Aspettative: salvezza, magari tranquilla. Effettuare qualche scalpo grosso sulle partite singole magari, tra campionato e coppa nazionale.
Squadra che personalmente è difficile da decifrare: ha avuto un mercato non proprio scintillante in entrata ma nemmeno tanto pessimo in uscita, dove Ignjovski trovava poco spazio ed Hunt, pezzo pregiato perso, sostituito dal bosniaco Hajrovic, fantasista di talento ma con makeup (quindi fattore caratteriale) ancora da forgiare. La squadra dunque resta per grossa parte quella dell'anno scorso, che già si era largamente salvata dopo un periodo di difficoltà appena successivo alla pausa invernale. Da vedere se questa squadra abbia effettivamente ulteriore margine di miglioramento: preoccupa abbastanza la difesa, dove Luca Calidora dovrebbe far coppia con il neo acquisto Alejandro Galvez, arrivato a sostituire il mediore Assani Lukimya. Nella trequarti Robin Dutt potrà fare affidamento, oltre al già citato Hajrovic, anche su Levent Aycicek, ex grande talento nelle giovanili che poi non ha proseguito al meglio la sua crescita ma in cui a Brema credono ancora parecchio. Ed a proposito di ragazzi che godono di grande fiducia, questa potrebbe essere la stagione dell'esplosione per Davie Selke, centravanti vecchio stile dotato anche di discrete doti tecniche e tattiche che ai recenti Europei U19 ha fatto le onde, conquistando il titolo di capocannoniere per la sua Germania.
Dunque base che resta la stessa, inserimento di talento giovane, bisognerà mischiare tutto in modo da rendere il Werder una squadra dal 8°/10° posto, mission realizzabile ma non per questo scontata. Sicuramente non neghiamo che con l'amalgama si possa crescere anche nei risultati, ma bisognerà vedere se poi uscirà fuori un gioco di buona qualità, cosa che è mancata al Werder nella scorsa stagione.
Wolfsburg
Arrivi: Sebastian Jung, Aaron Hunt, Mateusz Klich, Nicklas Bendtner, Joshua Guilavogui (prestito), Fagner, Ibrahima Sissoko (ultimi due per fine prestito).
Partenze: Stefan Kutschke.
Aspettative: Qualificarsi per le Coppe Europee provando a finire nelle prime 3. Avanzare oltre la fase a gironi in Europa League e raggiungere la finale in DFB Pokal.
Ultima squadra da esaminare, sicuramente una delle più interessanti se non la più interessante. Il Wolfsburg è una compagine che dopo aver vinto il titolo nella stagione 2008/2009 ha rischiato anche di retrocedere, con basso seguito di pubblico ed una idea a lungo termine che appariva inconsistente. Poi d'improvviso l'idea di voler spendere, anche sfruttando il capitale arrivato con la cessione di Mandzukic ed il 5° posto della scorsa stagione. In più avrebbero uno dei settori giovanili più profondi in Germania, peccato che abbiano ceduto Julian Brandt al Bayer Leverkusen e Federico Palacios Martinez, punta da 29 gol in 14 partite nel campionato U19 (sì, avete letto bene) al RB Lipsia in gennaio. In più, un altro giovane interessante come Philipp Muller preso dall'Amburgo. In realtà è possibile che il Wolfsburg abbia fatto altre valutazioni sui suoi talenti, tant'è vero che abbiano deciso di puntare su Maximilian Arnold, atteso all'esplosione definitiva quest'anno, e firmando con contratti da professionista tre giovani della già citata squadra U19, il difensore centrale Moritz Sprenger, il mediano Paul Seguin ed il centravanti polacco Oskar Zawada, di cui si parla molto bene e che potremo vedere di tanto in tanto nella prima squadra in questa prossima stagione.
Il mercato, anzi la conduzione delle trattative è un punto dolente: non se la prenda nessuno, ma nella ricerca di un centravanti sono sembrati molto simili ad una squadra di Serie A, con obiettivi man mano sempre di minor livello e mai firmati. Si è passato da Mandzukic a Lukaku a Morata a Destro, poi addirittura Torres ed alla fine hanno firmato Nicklas Bendtner, centravanti danese che sembra più interessato alla vita notturna che a quella da professionista, con i suoi arresti e le sue foto particolari sui social network. Il resto della sessione estiva però è andato bene: preso Hunt, che da profondità al ruolo di trequartista, preso Jung per la fascia destra, Guilavogui e Sissoko invece sono due ottime addizioni per il centrocampo. Una sola vera cessione e di un calciatore che è stato per gran parte dell'anno nella squadra B in Regionalliga. Quindi il Wolfsburg si è rinforzato e punterà alle prime tre posizioni per riassaporare l'aria della Champions League. Sono anche loro nel mix e guai a sottovalutarli.
Iscriviti a:
Post (Atom)










