Si conclude la stagione calcistica del BVB, un'annata veramente ottima fino ad aprile, poi il calo fisico si è fatto sentire nelle partite importanti. Non ha fatto eccezione oggi dove, pur lottando e restando aggrappati alla vittoria con le unghie e con i denti, alla fine è stato il Bayern a conquistare la DFB Pokal.
Formazioni tipo da entrambe le parti, con Hummels titolare e capitano anche contro la squadra che lo ha acquistato. Le squadre giocano con le divise della prossima stagione e l'inizio non è brillantissimo per gioco e spettacolo, con un tiro di Thomas Muller alto unica occasione dei primi venti minuti per entrambe le squadre. Poi il Bayern va vicino al gol, ancora con Muller, su azione di calcio d'angolo ma il colpo di testa dell'attaccante tedesco finisce fuori di poco. E' l'inizio di un momento positivo per il Bayern, Douglas Costa alla mezz'ora prova una conclusione parata da Burki, nel tentativo di andare in tap in Lewandowski viene fermato in maniera poco ortodossa da Papastathopoulos ma l'arbitro Marco Fritz non fischia il calcio di rigore.
Gli animi si scaldano un pochino: Ribery accenna ad una rissa con Castro, l'arbitro ammonisce entrambi, poi Kimmich ammonito per un intervento abbastanza duro su Reus. Non accade molto altro fino alla fine del primo tempo e, dopo un minuto di recupero, l'arbitro manda tutti negli spogliatoi.
Quando si è pronti per ricominciare, una serie di stupidi nella curva dedicata ai tifosi del BVB comincia ad accendere fumogeni che creano una nube nera che ci mette un po' per svanire. Il secondo tempo ricomincia con una manciata di minuti di ritardo, con le due parti molto contratte. Parte meglio il Bayern che con Lewandowski va vicino al vantaggio, ma la sua conclusione esce di poco. I nostri due terzini soffrono le ali del Bayern che creano pericoli sempre maggiori: da una discesa di Douglas Costa parte un cross basso il cui rimpallo giunge sui piedi di Ribery che però, scoordinato, conclude fuori di pochissimo. La reazione del BVB è affidata a Pierre-Emerick Aubameyang, conclusione tuttavia alta. Il Borussia Dortmund subisce un grosso colpo al 70°, quando Marcel Schmelzer s'infortuna alla coscia ed è costretto ad uscire, con Erik Durm al suo posto. Anche Mats Hummels subisce un colpo alla coscia destra pochi minuti dopo, ed è costretto ad uscire al 77° con Ginter che entra al suo posto.
Si entra nei minuti finali: all'83° Aubameyang completamente solo e servito da Piszczek spreca la miglior occasione per il BVB, concludendo alto sopra la traversa. Non accade molto altro fino alla fine dei tempi regolamentari e dunque dopo tre minuti di recupero si va all'overtime. Alla ripresa del gioco subito grossa occasione per il Bayern ma il tiro di Lewandowski viene stoppato da un incredibile recupero difensivo di Erik Durm che salva lo 0-0. E' un Bayern comunque più attivo ma anche il BVB va vicino al gol con Mkhitaryan al 103°, unica azione da gol per il BVB nel primo tempo supplementare che termina ancora sullo 0-0.
Tempo di cambi per entrambe le squadre: Tuchel effettua la sua ultima sostituzione a disposizione inserendo Shinji Kagawa al posto di un ottimo Gonzalo Castro, Guardiola invece opera il suo primo cambio al 108° inserendo Kingsley Coman al posto di un esausto Franck Ribery. E' ancora il Bayern a fare la partita e un tiro di Alaba viene parato da Burki, creando spavento tra i tifosi del BVB. I gialloneri ad ogni modo sono fisicamente a pezzi e si reggono a malapena in undici in campo. Il Bayern più fresco continua ad attaccare e proprio all'ultimo minuto crea una chance con Arturo Vidal, palla che però termina fuori e con questa conclusione terminano anche i tempi supplementari.
Si va dunque ai tiri di rigore. Una sofferenza infinita. Che si conclude con la vittoria del Bayern, nelle cui fila sbaglia solo Joshua Kimmich mentre il BVB paga gli errori di Sven Bender e Sokratis Papastathopoulos, forse inseriti troppo presto nell'ordine. Una vittoria tutto sommato meritata per il Bayern ma quando si giunge ai rigori c'è sempre rammarico e delusione.
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sabato 21 maggio 2016
mercoledì 20 aprile 2016
Recap semifinale DFB Pokal 2015/2016: Hertha Berlino-BVB 0-3
E dunque alla fine la finale di DFB Pokal si giocherà a Berlino e vedrà di fronte BVB e Bayern Monaco. Come se fosse scontato, ma così non è.
Se nel match di Anfield ci eravamo detti che forse non era ancora al top e contro l'Amburgo ci siamo detti che tutto sommato non era il caso di rischiarlo visto l'impegno di oggi, nel momento in cui è uscita la formazione del BVB è sicuramente parso sorprendente che il nome di Ilkay Gundogan comparisse soltanto tra i membri della panchina ma per qualche motivo evidentemente Tuchel ritiene che Gundogan non abbia i 90' nelle gambe e preferisca fargli finire le partite piuttosto che fargliere iniziare. Chiaramente un giocatore del suo talento manca alla squadra, nonostante Castro e Kagawa siano in un buon momento. Per il resto la formazione è quella prevedibile con Adrian Ramos punta centrale. L'Hertha, che per l'occasione abbandona le strisce presentando una maglia di gioco totalmente azzurra, invece non riesce a recuperare Vladimir Darida che dunque guarda il match dalla tribuna, Dardai ne approfitta per utilizzare un 4-3-3 più contenitivo con tre mediani a centrocampo e due ali, Kalou e Haraguchi, ad affiancare Ibisevic come nel piano B che avevamo anticipato nella nostra preview.
I primi dieci minuti sono abbastanza interlocutori ma il BVB è più propositivo, come da aspettative, anche se tuttavia non riesce ad impegnare Rune Jarstein. Non è un problema però perché al ventesimo minuto i gialloneri passano in vantaggio, realizzando in occasione del primo tiro in assoluto della partita, con Gonzalo Castro che raccoglie un rinvio corto della difesa su un cross basso di Kagawa. La conclusione di Gonzo dal limite dell'area è potente e precisa per lo 0-1 che sblocca il risultato. La squadra allenata da Thomas Tuchel rischia anche di raddoppiare cinque minuti dopo quando un cross di Schmelzer trova Marco Reus libero a centro area ma la conclusione del n°11 è clamorosamente alta sopra la traversa.
La reazione dell'Hertha non arriva, squadra troppo spenta e forse sovraccarica mentalmente, dunque il BVB continua ad attaccare, andando vicina al gol in tre occasioni, prima con Schmelzer e poi con Ramos, infine al 43° minuto con una bella conclusione di Marco Reus che vede Jarstein prodigarsi nella miglior parata del primo tempo. Nel finale i padroni di casa si affacciano dalle parti di Burki con Lustenberger, ma la conclusione del capitano biancoazzurro viene parata comodamente da Roman Burki.
Il secondo tempo inizia sulla falsariga del primo, con un BVB decisamente più convinto e più centrato nel match rispetto all'Hertha sebbene si veda poco la porta. Dardai non è soddisfatto dell'atteggiamento dei suoi e prova a cambiare le carte in tavola dal punto di vista tattico, tornando al 4-2-3-1 con l'ingresso di Alexander Baumjohann al posto di Jens Hegeler. Il cambio porta subito qualche frutto visto che l'Hertha per la prima volta nel match va vicino al gol con Salomon Kalou, che raccoglie una sponda di Baumjohann ma da pochi passa manda la palla fuori, sebbene di poco producendo un brivido per i tifosi ospiti. Dardai allora ci prova definitivamente inserendo anche l'ex Julian Schieber in luogo di Genki Haraguchi, aumentando di molto il peso della squadra. E' comunque il BVB ad andare vicino al raddoppio con Ramos, ma Jarstein si supera conservando dunque il risultato. Il portiere norvegese poi va anche oltre al 68° quando con una parata clamorosa nega il gol a Mkhitaryan.
L'1-0 va stretto al BVB ma è chiaramente colpa dei ragazzi se non riescono ad ampliare il loro vantaggio. L'Hertha sale di colpi e si avvicina dalle parti di Burki. con Salomon Kalou il cui colpo di testa fa la barba al palo. Ma, proprio nel miglior momento dei berlinesi, ecco che arriva l'agognato raddoppio del BVB: tutto parte da uno scivolone di John Brooks che avvia il contropiede del BVB con Ramos che serve Kagawa, il cui cross al centro trova Reus solo, la conclusione di Marco di destro e di prima intenzione coglie di sorpresa Jarstein che può solo toccare la palla, senza riuscire ad evitare il gol. E' 0-2 ed il BVB ha un piede in finale.
Tuchel ad un quarto d'ora dalla fine opera il primo cambio, togliendo un buon Castro in luogo di Illy Gundogan, che subito prende il palo con una conclusione da fuori area. L'Hertha accusa il colpo e si demoralizza definitivamente, subendo anche lo 0-3 all'83° con Mkhitaryan, che non deve far altro che appoggiare a porta vuota dopo una bella iniziativa personale di Marco Reus, oggi migliore in campo.
Il triplo vantaggio permette al BVB di gestire la partita, senza subire alcun pericolo. Nel finale c'è spazio anche per Erik Durm, entrato al posto di Schmelzer ma non accade nulla fino al triplice fischio di Deniz Aytekin. Il BVB vince 0-3 e si qualifica per la finale del 21 maggio! Ancora a Berlino, ancora contro il Bayern.
Se nel match di Anfield ci eravamo detti che forse non era ancora al top e contro l'Amburgo ci siamo detti che tutto sommato non era il caso di rischiarlo visto l'impegno di oggi, nel momento in cui è uscita la formazione del BVB è sicuramente parso sorprendente che il nome di Ilkay Gundogan comparisse soltanto tra i membri della panchina ma per qualche motivo evidentemente Tuchel ritiene che Gundogan non abbia i 90' nelle gambe e preferisca fargli finire le partite piuttosto che fargliere iniziare. Chiaramente un giocatore del suo talento manca alla squadra, nonostante Castro e Kagawa siano in un buon momento. Per il resto la formazione è quella prevedibile con Adrian Ramos punta centrale. L'Hertha, che per l'occasione abbandona le strisce presentando una maglia di gioco totalmente azzurra, invece non riesce a recuperare Vladimir Darida che dunque guarda il match dalla tribuna, Dardai ne approfitta per utilizzare un 4-3-3 più contenitivo con tre mediani a centrocampo e due ali, Kalou e Haraguchi, ad affiancare Ibisevic come nel piano B che avevamo anticipato nella nostra preview.
I primi dieci minuti sono abbastanza interlocutori ma il BVB è più propositivo, come da aspettative, anche se tuttavia non riesce ad impegnare Rune Jarstein. Non è un problema però perché al ventesimo minuto i gialloneri passano in vantaggio, realizzando in occasione del primo tiro in assoluto della partita, con Gonzalo Castro che raccoglie un rinvio corto della difesa su un cross basso di Kagawa. La conclusione di Gonzo dal limite dell'area è potente e precisa per lo 0-1 che sblocca il risultato. La squadra allenata da Thomas Tuchel rischia anche di raddoppiare cinque minuti dopo quando un cross di Schmelzer trova Marco Reus libero a centro area ma la conclusione del n°11 è clamorosamente alta sopra la traversa.
La reazione dell'Hertha non arriva, squadra troppo spenta e forse sovraccarica mentalmente, dunque il BVB continua ad attaccare, andando vicina al gol in tre occasioni, prima con Schmelzer e poi con Ramos, infine al 43° minuto con una bella conclusione di Marco Reus che vede Jarstein prodigarsi nella miglior parata del primo tempo. Nel finale i padroni di casa si affacciano dalle parti di Burki con Lustenberger, ma la conclusione del capitano biancoazzurro viene parata comodamente da Roman Burki.
Il secondo tempo inizia sulla falsariga del primo, con un BVB decisamente più convinto e più centrato nel match rispetto all'Hertha sebbene si veda poco la porta. Dardai non è soddisfatto dell'atteggiamento dei suoi e prova a cambiare le carte in tavola dal punto di vista tattico, tornando al 4-2-3-1 con l'ingresso di Alexander Baumjohann al posto di Jens Hegeler. Il cambio porta subito qualche frutto visto che l'Hertha per la prima volta nel match va vicino al gol con Salomon Kalou, che raccoglie una sponda di Baumjohann ma da pochi passa manda la palla fuori, sebbene di poco producendo un brivido per i tifosi ospiti. Dardai allora ci prova definitivamente inserendo anche l'ex Julian Schieber in luogo di Genki Haraguchi, aumentando di molto il peso della squadra. E' comunque il BVB ad andare vicino al raddoppio con Ramos, ma Jarstein si supera conservando dunque il risultato. Il portiere norvegese poi va anche oltre al 68° quando con una parata clamorosa nega il gol a Mkhitaryan.
L'1-0 va stretto al BVB ma è chiaramente colpa dei ragazzi se non riescono ad ampliare il loro vantaggio. L'Hertha sale di colpi e si avvicina dalle parti di Burki. con Salomon Kalou il cui colpo di testa fa la barba al palo. Ma, proprio nel miglior momento dei berlinesi, ecco che arriva l'agognato raddoppio del BVB: tutto parte da uno scivolone di John Brooks che avvia il contropiede del BVB con Ramos che serve Kagawa, il cui cross al centro trova Reus solo, la conclusione di Marco di destro e di prima intenzione coglie di sorpresa Jarstein che può solo toccare la palla, senza riuscire ad evitare il gol. E' 0-2 ed il BVB ha un piede in finale.
Tuchel ad un quarto d'ora dalla fine opera il primo cambio, togliendo un buon Castro in luogo di Illy Gundogan, che subito prende il palo con una conclusione da fuori area. L'Hertha accusa il colpo e si demoralizza definitivamente, subendo anche lo 0-3 all'83° con Mkhitaryan, che non deve far altro che appoggiare a porta vuota dopo una bella iniziativa personale di Marco Reus, oggi migliore in campo.
Il triplo vantaggio permette al BVB di gestire la partita, senza subire alcun pericolo. Nel finale c'è spazio anche per Erik Durm, entrato al posto di Schmelzer ma non accade nulla fino al triplice fischio di Deniz Aytekin. Il BVB vince 0-3 e si qualifica per la finale del 21 maggio! Ancora a Berlino, ancora contro il Bayern.
giovedì 14 aprile 2016
Recap ritorno Quarti di finale Europa League 2015/2016: Liverpool-BVB 4-3
Difficile commentare una partita persa dopo esser stati in vantaggio di due gol per più di un ora e virtualmente qualificati per 86 minuti su 94 giocati stasera, ma alla fine conta chi gioca per tutto il match. Il Liverpool l'ha fatto, il BVB no.
La grande sorpresa nelle formazioni arriva da Tuchel, che lascia fuori Ilkay Gundogan favorendo l'ingresso negli undici di Shinji Kagawa, proveniente da un buon match domenica a Gelsenkirchen. Evidentemente l'autonomia di Illy non è ancora tale da permettergli di giocare un match da titolare. Per il resto tutto come previsto. Il Liverpool scende a sua volta con la formazione che ci aspettavamo, con il solo Can al posto di Allen unica differenza rispetto alla nostra preview.
La partita inizia subito bene per il BVB con un tiro di Aubameyang che conclude di poco fuori. Ma poco dopo arriva il vantaggio del BVB: contropiede dei gialloneri, Castro con un pallonetto delizioso serve Aubameyang che solo davanti a Mignolet sbaglia la conclusione, ma sulla ribattuta arriva pronto Henrikh Mkhitaryan che realizza il gol dell'1-0 al 5° minuto di gioco.
Il Liverpool è contratto, ancor più sotto pressione dopo il veloce svantaggio, mentre il BVB è prontissimo su ogni pallone. Ed arriva anche il 2-0 con Aubameyang, che chiude un contropiede perfetto condotto da Marco Reus, che prima dribbla due uomini e poi con un passaggio splendido in diagonale mette il gabonese davanti alla porta.
Due contropiedi, due gol, non è un caso forse: nonostante il Liverpool non abbia creato nulla, Tuchel ha concesso a loro il pallino del gioco salvo poi ripartire ed essere pericoloso. Noi ci aspettavamo che anche giovedì scorso facesse così, ad ogni modo bravissimo il tecnico a fare i giusti accorgimenti tra l'andata e il ritorno.
Ci mette un po' il Liverpool a svegliarsi, ma c'è: prima con Origi, poi con Alberto Moreno arrivano due occasioni ghiotte da gol, tuttavia non concretizzate. E' comunque un Liverpool diverso, ancora Origi va vicino al gol che avrebbe accorciato le distanze, ma la sua mira non è precisa poi Firmino su azione da palla inattiva non riesce a segnare di testa da posizione vantaggiosa. L'entusiasmo del Liverpool dura per un buon quarto d'ora ma pian piano scema permettendo al BVB di riaffacciarsi dalle parti di Mignolet, senza però pungere. Nel finale una occasione per parte, con Coutinho e Kagawa ma il punteggio resta di 0-2 e così si va negli spogliatoi.
Nella ripresa il Liverpool parte a bomba e realizza subito, proprio con Divock Origi che riceve in profondità un delizioso assist di Firmino che spacca in due la difesa del BVB e realizza solo davanti a Weidenfeller. E' un Liverpool decisamente più carico, ma il BVB c'è e prova a colpire prima in contropiede con Kagawa. Poi le fasi di gioco diventano molto più confuse e sale in cattedra Mats Hummels a dare ordine palla al piede. Su una delle sue classiche discese, serve un cioccolatino per Reus che riceve in profondità e di piatto destro trafigge Mignolet per l'1-3, che tuttavia non chiude i giochi.
Klopp prova a cambiare qualcosa, sia negli uomini che dal punto di vista tattico, inserendo Sturridge e Allen in luogo di Lallana e Firmino, portando i suoi ad 4-3-1-2 con due prime punte davanti. Il cambio porta subito i frutti sperati perché al 66° Philippe Coutinho riceve palla e dal limite dell'area scocca un destro che batte Weidenfeller per il 2-3. La partita è riaperta, Origi avrebbe potuto anche pareggiarla due minuti dopo con una conclusione da fuori area, alto di poco. Arriva una nuova folata offensiva dei Reds che prosegue con una lunga serie di calci d'angolo. L'ultimo di questi porta al 3-3, è Sakho che la spizza di testa in rete per il pareggio che qualifica ancora il BVB ma rende vicinissimo al passaggio del turno il Liverpool.
Cambia Tuchel, che mette Ginter in luogo di Kagawa per una difesa a tre, cambia il Liverpool che inserisce Lucas Leiva al posto dell'infortunato Emre Can. Poi Tuchel compie gli altri due cambi a dieci minuti dalla fine, inserendo Adrian Ramos e Ilkay Gundogan al posto di Reus e Castro. Gli ultimi dieci minuti sono una bolgia sugli spalti e una confusione completa in campo, una grande lotta a centrocampo, fatta di grande fisicità. Il Liverpool ci crede di più e passa in vantaggio al 91° con Dejan Lovren, che sull'ennesima palla inattiva raccoglie il cross di Milner e la piazza in rete per un incredibile 4-3 che chiude i giochi, dando al Liverpool il meritato passaggio del turno.
La grande sorpresa nelle formazioni arriva da Tuchel, che lascia fuori Ilkay Gundogan favorendo l'ingresso negli undici di Shinji Kagawa, proveniente da un buon match domenica a Gelsenkirchen. Evidentemente l'autonomia di Illy non è ancora tale da permettergli di giocare un match da titolare. Per il resto tutto come previsto. Il Liverpool scende a sua volta con la formazione che ci aspettavamo, con il solo Can al posto di Allen unica differenza rispetto alla nostra preview.
La partita inizia subito bene per il BVB con un tiro di Aubameyang che conclude di poco fuori. Ma poco dopo arriva il vantaggio del BVB: contropiede dei gialloneri, Castro con un pallonetto delizioso serve Aubameyang che solo davanti a Mignolet sbaglia la conclusione, ma sulla ribattuta arriva pronto Henrikh Mkhitaryan che realizza il gol dell'1-0 al 5° minuto di gioco.
Il Liverpool è contratto, ancor più sotto pressione dopo il veloce svantaggio, mentre il BVB è prontissimo su ogni pallone. Ed arriva anche il 2-0 con Aubameyang, che chiude un contropiede perfetto condotto da Marco Reus, che prima dribbla due uomini e poi con un passaggio splendido in diagonale mette il gabonese davanti alla porta.
Due contropiedi, due gol, non è un caso forse: nonostante il Liverpool non abbia creato nulla, Tuchel ha concesso a loro il pallino del gioco salvo poi ripartire ed essere pericoloso. Noi ci aspettavamo che anche giovedì scorso facesse così, ad ogni modo bravissimo il tecnico a fare i giusti accorgimenti tra l'andata e il ritorno.
Ci mette un po' il Liverpool a svegliarsi, ma c'è: prima con Origi, poi con Alberto Moreno arrivano due occasioni ghiotte da gol, tuttavia non concretizzate. E' comunque un Liverpool diverso, ancora Origi va vicino al gol che avrebbe accorciato le distanze, ma la sua mira non è precisa poi Firmino su azione da palla inattiva non riesce a segnare di testa da posizione vantaggiosa. L'entusiasmo del Liverpool dura per un buon quarto d'ora ma pian piano scema permettendo al BVB di riaffacciarsi dalle parti di Mignolet, senza però pungere. Nel finale una occasione per parte, con Coutinho e Kagawa ma il punteggio resta di 0-2 e così si va negli spogliatoi.
Nella ripresa il Liverpool parte a bomba e realizza subito, proprio con Divock Origi che riceve in profondità un delizioso assist di Firmino che spacca in due la difesa del BVB e realizza solo davanti a Weidenfeller. E' un Liverpool decisamente più carico, ma il BVB c'è e prova a colpire prima in contropiede con Kagawa. Poi le fasi di gioco diventano molto più confuse e sale in cattedra Mats Hummels a dare ordine palla al piede. Su una delle sue classiche discese, serve un cioccolatino per Reus che riceve in profondità e di piatto destro trafigge Mignolet per l'1-3, che tuttavia non chiude i giochi.
Klopp prova a cambiare qualcosa, sia negli uomini che dal punto di vista tattico, inserendo Sturridge e Allen in luogo di Lallana e Firmino, portando i suoi ad 4-3-1-2 con due prime punte davanti. Il cambio porta subito i frutti sperati perché al 66° Philippe Coutinho riceve palla e dal limite dell'area scocca un destro che batte Weidenfeller per il 2-3. La partita è riaperta, Origi avrebbe potuto anche pareggiarla due minuti dopo con una conclusione da fuori area, alto di poco. Arriva una nuova folata offensiva dei Reds che prosegue con una lunga serie di calci d'angolo. L'ultimo di questi porta al 3-3, è Sakho che la spizza di testa in rete per il pareggio che qualifica ancora il BVB ma rende vicinissimo al passaggio del turno il Liverpool.
Cambia Tuchel, che mette Ginter in luogo di Kagawa per una difesa a tre, cambia il Liverpool che inserisce Lucas Leiva al posto dell'infortunato Emre Can. Poi Tuchel compie gli altri due cambi a dieci minuti dalla fine, inserendo Adrian Ramos e Ilkay Gundogan al posto di Reus e Castro. Gli ultimi dieci minuti sono una bolgia sugli spalti e una confusione completa in campo, una grande lotta a centrocampo, fatta di grande fisicità. Il Liverpool ci crede di più e passa in vantaggio al 91° con Dejan Lovren, che sull'ennesima palla inattiva raccoglie il cross di Milner e la piazza in rete per un incredibile 4-3 che chiude i giochi, dando al Liverpool il meritato passaggio del turno.
domenica 10 aprile 2016
Recap Revierderby 148: Schalke 04-BVB 2-2
Un bel match, con un discreto primo tempo ed una ripresa quasi ingestibile, emotivamente. Ancora imbattuti nel 2016 ed usciti a testa altissima dalla Veltins Arena nonostante un uso corposissimo delle riserve. Che forse testimoniano ancor di più che quando c'è un impianto di gioco ben studiato, il talento fa la differenza fino ad un certo punto.
Per quelli che "no, è il derby, Tuchel non farà molto turnover" leggere la formazione titolare non dev'essere stata una grande esperienza: tre titolari su undici, Ginter che torna esterno destro di fascia e Leitner in luogo di Castro, mentre davanti coppia inedita formata da Ramos e Pulisic. Visto lo schieramento non è stato chiaro sin da subito come i ragazzi potessero mettersi in campo, ma l'idea principale è quella di un 3-5-2 con Ginter e Durm che scalano sulla linea difensiva quando la squadra non è in possesso di palla. Dall'altra parte Breitenreiter decide di rinunciare a sorpresa a Max Meyer, scegliendo Belhanda dietro Huntelaar. In più, Caicara alto a destra con Sascha Riether terzino destro di ruolo, in una versione più coperta dei Blau-Weiss.
La partita inizia con uno Schalke propositivo contro un BVB effettivamente schierato a 5 dietro quando in fase di non possesso e con tre centrali, ma la prima spinta dei knappen dura poco perché il BVB prende il controllo del match e comincia a macinare possesso palla, creando qualche grattacapo alla difesa dello Schalke, soprattutto con un Pulisic molto ispirato nelle prime fasi di gioco. La prima occasione, se si vuole definire tale, è con una punizione di Nuri Sahin, parata da Fahrmann.
E' comunque incredibile come questa squadra, nonostante otto riserve in campo, non perda alcun tempo di gioco e faccia lo stesso calcio dei titolari, anche se con meno talento complessivo da mettere in gioco. Ed è ancor più incredibile come, in una partita così sentita, il migliore in campo sia un ragazzo di 17 anni e mezzo come Christian Pulisic, solo alla sua seconda partita da titolare nel calcio professionistico. Ma è proprio il piccolo yankee a creare l'occasione maggiore per il BVB al 26°, con una bella iniziativa personale ed una conclusione che finisce fuori di poco. A dispetto della bella partita che è, ci sono comunque poche occasioni da gol e lo Schalke, che dovrebbe essere la squadra delle due col sangue agli occhi, non si fa vedere dalle parti della porta giallonera per la prima mezz'ora, anche se subito dopo una conclusione estemporanea di Leroy Sané prende il palo. Il finale è tutto dei padroni di casa, che prima vanno alla conclusione con Junior Caicara, senza creare problemi a Burki, poi Geis, in ripartenza, giunge quasi al limite dell'area di rigore ma spara alto. Finisce dunque così il primo tempo, sul punteggio di 0-0.
Tuchel cambia qualcosa all'intervallo, inserendo Mkhitaryan al posto di Mats Hummels, rendendo a questo punto la sua squadra un "classico" 4-2-3-1 con Bender e Papastathopoulos centrali difensivi, mentre Durm e Ginter arretrano leggermente il loro raggio d'azione. E, come da tradizione, appena Tuchel cambia il BVB realizza: al 49° combinazione nello stretto tra Kagawa e Mkhitaryan, la palla torna al giapponese che senza pensarci alza un pallonetto da fuori area che trova impreparato Fahrmann e s'insacca in rete per lo 0-1, un gol fantastico per un giocatore che contro lo Schalke è sempre ispiratissimo.
Tuttavia, nemmeno il tempo di esultare che lo Schalke pareggia: al 51° minuto contropiede condotto da Huntelaar e Caicara, il cross del brasiliano viene respinto da Burki ma la palla finisce direttamente sui piedi di Leroy Sané che non deve far altro che appoggiare in rete per il gol dell'1-1. Un inizio di secondo tempo scoppiettante. che continua con una conclusione potente di Mkhitaryan su punizione che stavolta Fahrmann è bravissimo a parare. Ritmi decisamente più alti e spettacolo maggiore, che continua al 55° quando Matthias Ginter riporta in vantaggio il BVB, anche se in modo rocambolesco: punizione battuta da Sahin e deviata dalla barriera, la palla entra in area e viene colpita debolmente, ma la traiettoria è talmente precisa che finisce direttamente nell'angolino per l'1-2 in questo pazzo inizio di ripresa.
Il gol di Ginter convince Breitenreiter ad essere più spregiudicato, con l'ingresso di Max Meyer in luogo di Junior Caicara. Cambio fruttifero perché dai piedi del biondo talento nasce l'azione del 2-2, con palla che arriva a Sané il quale serve in profondità Huntelaar, in un'azione che ricorda molto il gol dell'1-0 del Liverpool giovedì scorso. Qui Papastathopoulos commette fallo da rigore e viene ammonito, dal dischetto Huntelaar non sbaglia realizzando il secondo pareggio del pomeriggio.
Tuchel prova a cambiare di nuovo le carte in tavola inserendo Pierre-Emerick Aubameyang ed il rientrante Ilkay Gundogan, al posto di uno spento Christian Pulisic e di Moritz Leitner, non prima però che il BVB si mangi due gol, prima con Kagawa e poi con Mkhitaryan. Cambia anche Breitenreiter che inserisce Aogo al posto di Kolasinac, lasciando invariato dunque il quadro tattico della sua squadra. Il coach dei padroni di casa fa entrare anche Eric-Maxim Choupo-Moting al posto di un nervoso Belhanda, provando a dare freschezza in attacco. E' comunque il BVB che va vicino al nuovo vantaggio, con il neo entrato Aubameyang che riceve in profondità ed entra in area, ma la sua conclusione viene deviata da Matip in angolo. Adesso ci sono spazi per entrambi gli attacchi e Gundogan prova a sfruttarli per il Borussia. In realtà però la migliore occasione del finale di match capita tra i piedi di Max Meyer che riceve solo in area un bel cross di Choupo-Moting ma la conclusione del talento di Oberhausen finisce alta sopra la traversa, decretando così la fine del match con il punteggio di 2-2.
Per quelli che "no, è il derby, Tuchel non farà molto turnover" leggere la formazione titolare non dev'essere stata una grande esperienza: tre titolari su undici, Ginter che torna esterno destro di fascia e Leitner in luogo di Castro, mentre davanti coppia inedita formata da Ramos e Pulisic. Visto lo schieramento non è stato chiaro sin da subito come i ragazzi potessero mettersi in campo, ma l'idea principale è quella di un 3-5-2 con Ginter e Durm che scalano sulla linea difensiva quando la squadra non è in possesso di palla. Dall'altra parte Breitenreiter decide di rinunciare a sorpresa a Max Meyer, scegliendo Belhanda dietro Huntelaar. In più, Caicara alto a destra con Sascha Riether terzino destro di ruolo, in una versione più coperta dei Blau-Weiss.
La partita inizia con uno Schalke propositivo contro un BVB effettivamente schierato a 5 dietro quando in fase di non possesso e con tre centrali, ma la prima spinta dei knappen dura poco perché il BVB prende il controllo del match e comincia a macinare possesso palla, creando qualche grattacapo alla difesa dello Schalke, soprattutto con un Pulisic molto ispirato nelle prime fasi di gioco. La prima occasione, se si vuole definire tale, è con una punizione di Nuri Sahin, parata da Fahrmann.
E' comunque incredibile come questa squadra, nonostante otto riserve in campo, non perda alcun tempo di gioco e faccia lo stesso calcio dei titolari, anche se con meno talento complessivo da mettere in gioco. Ed è ancor più incredibile come, in una partita così sentita, il migliore in campo sia un ragazzo di 17 anni e mezzo come Christian Pulisic, solo alla sua seconda partita da titolare nel calcio professionistico. Ma è proprio il piccolo yankee a creare l'occasione maggiore per il BVB al 26°, con una bella iniziativa personale ed una conclusione che finisce fuori di poco. A dispetto della bella partita che è, ci sono comunque poche occasioni da gol e lo Schalke, che dovrebbe essere la squadra delle due col sangue agli occhi, non si fa vedere dalle parti della porta giallonera per la prima mezz'ora, anche se subito dopo una conclusione estemporanea di Leroy Sané prende il palo. Il finale è tutto dei padroni di casa, che prima vanno alla conclusione con Junior Caicara, senza creare problemi a Burki, poi Geis, in ripartenza, giunge quasi al limite dell'area di rigore ma spara alto. Finisce dunque così il primo tempo, sul punteggio di 0-0.
Tuchel cambia qualcosa all'intervallo, inserendo Mkhitaryan al posto di Mats Hummels, rendendo a questo punto la sua squadra un "classico" 4-2-3-1 con Bender e Papastathopoulos centrali difensivi, mentre Durm e Ginter arretrano leggermente il loro raggio d'azione. E, come da tradizione, appena Tuchel cambia il BVB realizza: al 49° combinazione nello stretto tra Kagawa e Mkhitaryan, la palla torna al giapponese che senza pensarci alza un pallonetto da fuori area che trova impreparato Fahrmann e s'insacca in rete per lo 0-1, un gol fantastico per un giocatore che contro lo Schalke è sempre ispiratissimo.
Tuttavia, nemmeno il tempo di esultare che lo Schalke pareggia: al 51° minuto contropiede condotto da Huntelaar e Caicara, il cross del brasiliano viene respinto da Burki ma la palla finisce direttamente sui piedi di Leroy Sané che non deve far altro che appoggiare in rete per il gol dell'1-1. Un inizio di secondo tempo scoppiettante. che continua con una conclusione potente di Mkhitaryan su punizione che stavolta Fahrmann è bravissimo a parare. Ritmi decisamente più alti e spettacolo maggiore, che continua al 55° quando Matthias Ginter riporta in vantaggio il BVB, anche se in modo rocambolesco: punizione battuta da Sahin e deviata dalla barriera, la palla entra in area e viene colpita debolmente, ma la traiettoria è talmente precisa che finisce direttamente nell'angolino per l'1-2 in questo pazzo inizio di ripresa.
Il gol di Ginter convince Breitenreiter ad essere più spregiudicato, con l'ingresso di Max Meyer in luogo di Junior Caicara. Cambio fruttifero perché dai piedi del biondo talento nasce l'azione del 2-2, con palla che arriva a Sané il quale serve in profondità Huntelaar, in un'azione che ricorda molto il gol dell'1-0 del Liverpool giovedì scorso. Qui Papastathopoulos commette fallo da rigore e viene ammonito, dal dischetto Huntelaar non sbaglia realizzando il secondo pareggio del pomeriggio.
Tuchel prova a cambiare di nuovo le carte in tavola inserendo Pierre-Emerick Aubameyang ed il rientrante Ilkay Gundogan, al posto di uno spento Christian Pulisic e di Moritz Leitner, non prima però che il BVB si mangi due gol, prima con Kagawa e poi con Mkhitaryan. Cambia anche Breitenreiter che inserisce Aogo al posto di Kolasinac, lasciando invariato dunque il quadro tattico della sua squadra. Il coach dei padroni di casa fa entrare anche Eric-Maxim Choupo-Moting al posto di un nervoso Belhanda, provando a dare freschezza in attacco. E' comunque il BVB che va vicino al nuovo vantaggio, con il neo entrato Aubameyang che riceve in profondità ed entra in area, ma la sua conclusione viene deviata da Matip in angolo. Adesso ci sono spazi per entrambi gli attacchi e Gundogan prova a sfruttarli per il Borussia. In realtà però la migliore occasione del finale di match capita tra i piedi di Max Meyer che riceve solo in area un bel cross di Choupo-Moting ma la conclusione del talento di Oberhausen finisce alta sopra la traversa, decretando così la fine del match con il punteggio di 2-2.
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giovedì 7 aprile 2016
Recap andata Quarti di finale Europa League 2015/2016: BVB-Liverpool 1-1
Doveva essere il match in cui capitalizzare, così non è stato: diamo anche merito alla grinta dei giocatori del Liverpool, ma il BVB ha ciccato una partita importante della stagione.
La formazione del BVB è assolutamente quella prevista nella nostra preview, ad eccezione del portiere che torna ad essere Roman Weidenfeller, come da alternanza quasi perfetta in questa stagione. Per quel che riguarda il Liverpool invece scelta a sorpresa di Klopp che decide di schierare Divock Origi dall'inizio in luogo di Sturridge, lasciato in panchina laddove siede anche Roberto Firmino, recupero dell'ultima ora.
L'inizio del match è abbastanza differente dalle aspettative generali, perché l'idea era quella che Tuchel concedesse il pallino del gioco, almeno nelle fasi iniziali, al Liverpool. Invece è il contrario con Klopp che lascia fare, ordinando ai suoi di pressare anche meno del solito. Ad ogni modo il BVB non riesce a trovare, nei primi minuti la quadra con gli ospiti che pongono comunque pressione sul portatore di palla. La partita manca di occasioni da gol per il primo quarto d'ora, ma il BVB pazientemente va alla conclusione per prima al 17° con Henrikh Mkhitaryan, a conclusione di un'apertura bellissima di Weigl a servire il tagliante Schmelzer. Dall'altra parte il Liverpool va a sua volta vicina al gol con Dejan Lovren, che di testa sugli sviluppi di un calcio di punizione colpisce centralmente e consente a Weidenfeller una comoda parata.
Il motivo per il quale ci aspettavamo che Tuchel volesse aspettare Klopp per poi fare contropiede lo abbiamo intorno al 35°, quando il BVB con due ripartenze va al tiro per due volte, prima con Mkhitaryan e poi con Aubameyang, due conclusioni deboli che non impensieriscono Mignolet. E allora il Liverpool punisce: al 37° errore di disimpegno di Lukasz Piszczek, oggi pessimo e Divock Origi, l'innesto a sorpresa di Klopp, recupera palla, entra in area e in diagonale trafigge la rete avversaria per lo 0-1.
La rete avversaria scuote il BVB ma in negativo ed il Liverpool infatti crea ancora altre due occasioni, senza però andare al tiro. I gialloneri non riescono in alcun modo a replicare entro la fine della prima frazione di gioco ed anzi, rischia di subire nuovamente il raddoppio proprio al termine quando Origi, lanciato solo in contropiede, vede la sua conclusione salvata ottimamente da Weidenfeller, che poi viene ammonito per proteste dopo il duplice fischio dell'arbitro Carlos Velasco Carballo.
Grossa attività nell'intervallo con Klopp che toglie Henderson, infortunatosi a fine primo tempo, inserendo Joe Allen. Nel BVB invece esce Durm, tra i peggiori oggi, e dentro Nuri Sahin per dare magigore densità al centrocampo giallonero, che si sistema in un 4-3-3 con Castro leggermente più avanzato rispetto a Nuri e Weigl. Questo cambio subito porta superiorità in mezzo al cambio, che genere un'azione d'attacco difesa da Lovren in angolo. Dalla palla inattiva, cross di Mkhitaryan per Hummels che svetta di testa su Lallana e realizza il gol del pareggio. 1-1 e palla al centro.
Tuttavia il BVB continua a soffrire le grandi sortite del Liverpool: Allen è entrato bene in campo e si interfaccia ottimamente con Coutinho e Origi. Al 52° Roman Weidenfeller compie tre parate in 31 secondi, la prima delle quali splendida su Coutinho, e salva il risultato. Il BVB prova a rispondere in un paio di occasioni con Sahin e con Reus, quest'ultimo su punizione, conclusioni centrali e deboli. Segue una fase di stallo del match molto simile a quella già vissuta a metà primo tempo, anche perché i due coach tardano a cambiare di nuovo. Lo fa Tuchel per primo togliendo a sorpresa Aubameyang e Bender e inserendo Pulisic e Papastathopoulos al loro posto. Poi Klopp inserisce Firmino al posto di Lallana e poi inserisce anche Daniel Sturridge al posto di Divock Origi a dieci minuti dal termine. In realtà però accade poco, entrambe le squadre sono stanche e dunque la partita finisce così, senza altre emozioni, sul punteggio di 1-1. Con questo risultato, Liverpool favorito per il passaggio del turno anche in vista del ritorno ad Anfield Road.
La formazione del BVB è assolutamente quella prevista nella nostra preview, ad eccezione del portiere che torna ad essere Roman Weidenfeller, come da alternanza quasi perfetta in questa stagione. Per quel che riguarda il Liverpool invece scelta a sorpresa di Klopp che decide di schierare Divock Origi dall'inizio in luogo di Sturridge, lasciato in panchina laddove siede anche Roberto Firmino, recupero dell'ultima ora.
L'inizio del match è abbastanza differente dalle aspettative generali, perché l'idea era quella che Tuchel concedesse il pallino del gioco, almeno nelle fasi iniziali, al Liverpool. Invece è il contrario con Klopp che lascia fare, ordinando ai suoi di pressare anche meno del solito. Ad ogni modo il BVB non riesce a trovare, nei primi minuti la quadra con gli ospiti che pongono comunque pressione sul portatore di palla. La partita manca di occasioni da gol per il primo quarto d'ora, ma il BVB pazientemente va alla conclusione per prima al 17° con Henrikh Mkhitaryan, a conclusione di un'apertura bellissima di Weigl a servire il tagliante Schmelzer. Dall'altra parte il Liverpool va a sua volta vicina al gol con Dejan Lovren, che di testa sugli sviluppi di un calcio di punizione colpisce centralmente e consente a Weidenfeller una comoda parata.
Il motivo per il quale ci aspettavamo che Tuchel volesse aspettare Klopp per poi fare contropiede lo abbiamo intorno al 35°, quando il BVB con due ripartenze va al tiro per due volte, prima con Mkhitaryan e poi con Aubameyang, due conclusioni deboli che non impensieriscono Mignolet. E allora il Liverpool punisce: al 37° errore di disimpegno di Lukasz Piszczek, oggi pessimo e Divock Origi, l'innesto a sorpresa di Klopp, recupera palla, entra in area e in diagonale trafigge la rete avversaria per lo 0-1.
La rete avversaria scuote il BVB ma in negativo ed il Liverpool infatti crea ancora altre due occasioni, senza però andare al tiro. I gialloneri non riescono in alcun modo a replicare entro la fine della prima frazione di gioco ed anzi, rischia di subire nuovamente il raddoppio proprio al termine quando Origi, lanciato solo in contropiede, vede la sua conclusione salvata ottimamente da Weidenfeller, che poi viene ammonito per proteste dopo il duplice fischio dell'arbitro Carlos Velasco Carballo.
Grossa attività nell'intervallo con Klopp che toglie Henderson, infortunatosi a fine primo tempo, inserendo Joe Allen. Nel BVB invece esce Durm, tra i peggiori oggi, e dentro Nuri Sahin per dare magigore densità al centrocampo giallonero, che si sistema in un 4-3-3 con Castro leggermente più avanzato rispetto a Nuri e Weigl. Questo cambio subito porta superiorità in mezzo al cambio, che genere un'azione d'attacco difesa da Lovren in angolo. Dalla palla inattiva, cross di Mkhitaryan per Hummels che svetta di testa su Lallana e realizza il gol del pareggio. 1-1 e palla al centro.
Tuttavia il BVB continua a soffrire le grandi sortite del Liverpool: Allen è entrato bene in campo e si interfaccia ottimamente con Coutinho e Origi. Al 52° Roman Weidenfeller compie tre parate in 31 secondi, la prima delle quali splendida su Coutinho, e salva il risultato. Il BVB prova a rispondere in un paio di occasioni con Sahin e con Reus, quest'ultimo su punizione, conclusioni centrali e deboli. Segue una fase di stallo del match molto simile a quella già vissuta a metà primo tempo, anche perché i due coach tardano a cambiare di nuovo. Lo fa Tuchel per primo togliendo a sorpresa Aubameyang e Bender e inserendo Pulisic e Papastathopoulos al loro posto. Poi Klopp inserisce Firmino al posto di Lallana e poi inserisce anche Daniel Sturridge al posto di Divock Origi a dieci minuti dal termine. In realtà però accade poco, entrambe le squadre sono stanche e dunque la partita finisce così, senza altre emozioni, sul punteggio di 1-1. Con questo risultato, Liverpool favorito per il passaggio del turno anche in vista del ritorno ad Anfield Road.
sabato 2 aprile 2016
Recap 27^ giornata Bundesliga 2015/2016: BVB-Werder Brema 3-2
Nel giorno in cui il Westfalenstadion compie 42 anni, il BVB decide di rendere l'incontro di oggi un misto di emozioni, per mettere alla prova i propri tifosi forse. Alla fine però si è vinto e così l'anno prossimo torneremo in Champions League, dove questa squadra merita di stare.
Tuchel è costretto a fare a meno di Sokratis Papastathopoulos a causa di un malore allo stomaco, dunque decide a quel punto di non schierare nemmeno Hummels vista la penuria di centrali in rosa attualmente, come forma precauzionale in vista del match di giovedì contro il Liverpool. Dunque coppia centrale inedita formata da Sven Bender e Matthias Ginter, che torna al centro della difesa dal primo minuto per la prima volta da Odd-BVB dello scorso agosto. Per quel che riguarda il Werder, la formazione è quella prevista da noi nella nostra preview ad eccezione del ruolo di terzino sinistro, dove Janek Sternberg è scelto da Viktor Skripnik in luogo di Santiago Garcia.
L'inizio del match non è molto vivace, in maniera differente da quanto solitamente accade col BVB e, se si eccettua un rinvio sbagliato da Wiedwald che poteva portare ad un gol rocambolesco, non accade granché nei primi dieci minuti. Il primo tiro arriva al 13° con Aubameyang, che sfrutta un rimpallo al termine di un'azione abbastanza confusionaria iniziata da Mkhitaryan, ma la conclusione del gabonese esce. Poi due grosse occasioni capitano sui piedi di Erik Durm che nella prima occasione si inserisce bene in area ma la sua conclusione da posizione ravvicinata viene parata ottimamente da Felix Wiedwald e poi riceve ottimamente da Castro in contropiede ma invece dell'assist facile per Reus decide di concludere col sinistro, palla che termina alta sopra la traversa.
Nonostante le assenze di Hummels e Gundogan in fase di costruzione gioco, resta comunque un buon BVB grazie alla buona forma di alcune delle sue riserve, Erik Durm appunto ma anche Gonzalo Castro. Proprio lui al quarantesimo minuto impegna nuovamente Felix Wiedwald, oggi particolarmente ispirato, dopo una fase centrale del primo tempo abbastanza scialba, in cui il BVB ha fatto molto possesso palla senza riuscire ad incidere in area di rigore. E' questa l'ultima occasione da gol del primo tempo, che finisce dunque sullo 0-0.
Il secondo tempo inizia senza cambi nelle formazioni e, sostanzialmente, il ritmo è simile a quanto visto nei primi 45 minuti di gioco. Tuttavia al 52° il BVB passa avanti: contropiede molto veloce, Schmelzer (che poi subirà pure un brutto fallo da Galvez nell'azione) serve Castro, che poi in profondità trova Aubameyang, a quel punto Pierre entra in area e con un delizioso pallonetto scavalca Wiedwald realizzando il meritato gol del vantaggio. Il BVB non smette di attaccare e va vicino al raddoppio con Erik Durm mentre dall'altra parte il Werder ancora deve creare il primo problema per Roman Burki.
Skripnik prova a cambiare qualcosa dunque, togliendo un terzino come Garcia ed inserendo un centrocampista offensivo come Levin Oztunali. Non c'è grande merito nell'ingresso del nipote di Uwe Seeler, sta di fatto che subito dopo il Werder pareggia: azione da calcio d'angolo, sulla palla vagante Alejandro Galvez va al tiro in maniera imprecisa ma potente, la palla carambola sulla gamba di Gonzalo Castro ed entra in porta per l'1-1. Il Werder aveva bisogno di un episodio e lo ha trovato, rimettendo tutto in parità quando mancano 20 minuti al termine. Ma non finisce qui perché il Werder passa anche in vantaggio: questa volta Oztunali è bravissimo nel saltare Sven Bender e servire Zlatko Junuzovic, che di prima intenzione gira verso la porta di Burki e realizza l'1-2.
Tuchel prova a cambiare qualcosa, inserendo prima Kagawa in luogo di Durm, quando il punteggio era ancora sull'1-1 e come sempre il cambio risulta fondamentale per cambiare il punteggio. Al 76° minuto azione lunga del BVB, cross di Schmelzer verso il centro e proprio Kagawa a rimorchio arriva ad appoggiare in rete per il 2-2 che rimette di nuovo le cose in parità. Con la partita ancora non vinta, ad ogni modo Tuchel decide di rischiare togliendo Schmelzer ed inserendo Christian Pulisic, in più aggiunge centimetri in area facendo entrare Adrian Ramos al posto di uno spento Marco Reus. Ed anche in questo caso, i cambi si rivelano perfetti: all'81° minuto Pulisic guadagna un calcio d'angolo. Alla battuta va Mkhitaryan che in area trova Adrian Ramos, il colombiano deve solo toccarla di testa e piazzarla all'angolino per il nuovo vantaggio BVB, 3-2.
I cambi oggi sono stati determinanti. Skripnik ne ha ancora due e li usa, inserendo Frode e Lorenzen in luogo di Ujah e Yatabare. Proprio Lorenzen prova a servire Frode in contropiede ma l'ottima copertura di Ginter evita il 3-3. Ancora Werder al 90°, con Junuzovic che si inserisce da mezzala consumata e di punta prova a sorprendere Burki nuovamente, ma la sua conclusione esce di pochissimo. E' questa l'ultima azione di rilievo del match, che finisce 3-2 per il BVB, ormai sicuro di finire al secondo posto in campionato.
Tuchel è costretto a fare a meno di Sokratis Papastathopoulos a causa di un malore allo stomaco, dunque decide a quel punto di non schierare nemmeno Hummels vista la penuria di centrali in rosa attualmente, come forma precauzionale in vista del match di giovedì contro il Liverpool. Dunque coppia centrale inedita formata da Sven Bender e Matthias Ginter, che torna al centro della difesa dal primo minuto per la prima volta da Odd-BVB dello scorso agosto. Per quel che riguarda il Werder, la formazione è quella prevista da noi nella nostra preview ad eccezione del ruolo di terzino sinistro, dove Janek Sternberg è scelto da Viktor Skripnik in luogo di Santiago Garcia.
L'inizio del match non è molto vivace, in maniera differente da quanto solitamente accade col BVB e, se si eccettua un rinvio sbagliato da Wiedwald che poteva portare ad un gol rocambolesco, non accade granché nei primi dieci minuti. Il primo tiro arriva al 13° con Aubameyang, che sfrutta un rimpallo al termine di un'azione abbastanza confusionaria iniziata da Mkhitaryan, ma la conclusione del gabonese esce. Poi due grosse occasioni capitano sui piedi di Erik Durm che nella prima occasione si inserisce bene in area ma la sua conclusione da posizione ravvicinata viene parata ottimamente da Felix Wiedwald e poi riceve ottimamente da Castro in contropiede ma invece dell'assist facile per Reus decide di concludere col sinistro, palla che termina alta sopra la traversa.
Nonostante le assenze di Hummels e Gundogan in fase di costruzione gioco, resta comunque un buon BVB grazie alla buona forma di alcune delle sue riserve, Erik Durm appunto ma anche Gonzalo Castro. Proprio lui al quarantesimo minuto impegna nuovamente Felix Wiedwald, oggi particolarmente ispirato, dopo una fase centrale del primo tempo abbastanza scialba, in cui il BVB ha fatto molto possesso palla senza riuscire ad incidere in area di rigore. E' questa l'ultima occasione da gol del primo tempo, che finisce dunque sullo 0-0.
Il secondo tempo inizia senza cambi nelle formazioni e, sostanzialmente, il ritmo è simile a quanto visto nei primi 45 minuti di gioco. Tuttavia al 52° il BVB passa avanti: contropiede molto veloce, Schmelzer (che poi subirà pure un brutto fallo da Galvez nell'azione) serve Castro, che poi in profondità trova Aubameyang, a quel punto Pierre entra in area e con un delizioso pallonetto scavalca Wiedwald realizzando il meritato gol del vantaggio. Il BVB non smette di attaccare e va vicino al raddoppio con Erik Durm mentre dall'altra parte il Werder ancora deve creare il primo problema per Roman Burki.
Skripnik prova a cambiare qualcosa dunque, togliendo un terzino come Garcia ed inserendo un centrocampista offensivo come Levin Oztunali. Non c'è grande merito nell'ingresso del nipote di Uwe Seeler, sta di fatto che subito dopo il Werder pareggia: azione da calcio d'angolo, sulla palla vagante Alejandro Galvez va al tiro in maniera imprecisa ma potente, la palla carambola sulla gamba di Gonzalo Castro ed entra in porta per l'1-1. Il Werder aveva bisogno di un episodio e lo ha trovato, rimettendo tutto in parità quando mancano 20 minuti al termine. Ma non finisce qui perché il Werder passa anche in vantaggio: questa volta Oztunali è bravissimo nel saltare Sven Bender e servire Zlatko Junuzovic, che di prima intenzione gira verso la porta di Burki e realizza l'1-2.
Tuchel prova a cambiare qualcosa, inserendo prima Kagawa in luogo di Durm, quando il punteggio era ancora sull'1-1 e come sempre il cambio risulta fondamentale per cambiare il punteggio. Al 76° minuto azione lunga del BVB, cross di Schmelzer verso il centro e proprio Kagawa a rimorchio arriva ad appoggiare in rete per il 2-2 che rimette di nuovo le cose in parità. Con la partita ancora non vinta, ad ogni modo Tuchel decide di rischiare togliendo Schmelzer ed inserendo Christian Pulisic, in più aggiunge centimetri in area facendo entrare Adrian Ramos al posto di uno spento Marco Reus. Ed anche in questo caso, i cambi si rivelano perfetti: all'81° minuto Pulisic guadagna un calcio d'angolo. Alla battuta va Mkhitaryan che in area trova Adrian Ramos, il colombiano deve solo toccarla di testa e piazzarla all'angolino per il nuovo vantaggio BVB, 3-2.
I cambi oggi sono stati determinanti. Skripnik ne ha ancora due e li usa, inserendo Frode e Lorenzen in luogo di Ujah e Yatabare. Proprio Lorenzen prova a servire Frode in contropiede ma l'ottima copertura di Ginter evita il 3-3. Ancora Werder al 90°, con Junuzovic che si inserisce da mezzala consumata e di punta prova a sorprendere Burki nuovamente, ma la sua conclusione esce di pochissimo. E' questa l'ultima azione di rilievo del match, che finisce 3-2 per il BVB, ormai sicuro di finire al secondo posto in campionato.
domenica 20 marzo 2016
Recap 26^ giornata Bundeesliga 2015/2016: Augsburg-BVB 1-3
Senza quattro titolari, dopo essere passato in svantaggio, eppure arriva un'altra comoda vittoria in trasferta. Questo BVB è forte come speravamo lo fosse, anche più di quanto non vogliamo dirci noi stessi, forse.
Come già sapevamo Tuchel ha deciso di fare a meno di Schmelzer e Gundogan, mentre Bender è ancora acciaccato e Aubameyang è tornato in Gabon per commemorare la morte di suo nonno. Dunque 4-2-3-1 con Weigl e Sahin in mediana e sorprendentemente Papastathopoulos in coppia con Hummels, nonostante lo stesso greco non sia al top. Per quel che riguarda l'Augsburg, Weinzierl opta per un 4-1-4-1 molto più flessibile del solito, che diventa un 5-4-1 senza palla e può trasformarsi anche in un 3-5-2. L'allenatore dei padroni di casa ha deciso di schierare tre centrali difensivi; anche se sulla carta Gouweleeuw è posizionato davanti alla difesa, de facto si difendono in cinque.
Il BVB inizia subito con la sua fitta rete di passaggi, non permettendo quasi all'Augsburg di toccar palla, quando tuttavia i padroni di casa recuperano al 7° minuto, vanno vicini al gol con Caiuby che dopo averne dribblati un paio calcia verso la porta ma Burki è attento a mandarla in angolo. Il BVB fa il primo quarto d'ora all'81% di possesso palla ma non tira mai verso la porta mentre invece l'Augsburg con due ripartenze conclude altrettante volte ed al 16° minuto passa in vantaggio con Alfred Finnbogason che sfrutta una difesa dormiente per inserirsi in area ed appoggiare in rete il cross basso di Caiuby. 1-0 dunque, anche meritato considerato che i bavaresi siano stati gli unici a cercare il gol ad inizio partita.
La reazione del BVB tarda ad arrivare dato che il possesso palla continua ad essere sterile e diversi errori di posizionamento e nei fondamentali fermano le loro azioni. Sembra la squadra tutta ad essere spenta visto che anche Mkhitaryan e Reus commettono diverse imprecisioni. Il forte pressing dell'Augsburg rende difficile anche creare densità al centro del campo col risultato che i gialloneri siano costretti ad allargarsi molto e a far partire il proprio gioco dalle fasce. Due tentativi vengono fatti di conclusione ma entrambi molto velleitari con la palla che finisce ben lontana dalla porta difesa da Manninger, ad opera di Ramos e Sahin. Solo al 40° di gioco arriva il primo intervento di Manninger ed è utilissimo ad evitare il pareggio poiché Reus era solo davanti alla porta dopo essere stato servito da una palla deliziosa di Mkhitaryan. Il pareggio però arriva proprio al 45° e proprio con Mkhitaryan che prima crea e poi finalizza una bella azione d'attacco sviluppatasi al limite dell'area di rigore, l'armeno poi con la punta sinistra e sfruttando anche una deviazione la piazza alle spalle del portiere. Finisce con questo episodio il primo tempo.
La ripresa inizia subito con un cambio per il BVB, con Marco Reus che lascia il campo in luogo di Gonzalo Castro. Anche Weinzierl inserisce un uomo fresco ed è Markus Feulner, ex di turno che entra al posto di Daniel Baier. Proprio Feulner va al tiro per primo nella ripresa, anche se la sua conclusione è alta. Dall'altra parte una buona azione manda Sahin al cross, intercettato da Manninger in quella che è la miglior occasione del BVB nel primo quarto d'ora della ripresa, non proprio di grandi emozioni. Tuchel decide di dare più densità al suo centrocampo inserendo Moritz Leitner al posto di Shinji Kagawa, anche nel tentativo di creare un raccordo più efficace tra la mediana e l'attacco. Questo cambio è spiegabile anche dal fatto che l'Augsburg pian piano diventa più propositivo e di conseguenza si allunga maggiormente, per cui un uomo in più in mezzo al campo può aiutare a costruire migliori contropiedi. L'esperimento non funziona benissimo e allora Tuchel decide di togliere Sahin ed inserire Felix Passlack. Il giovane esterno non è protagonista dell'azione successiva ma sicuramente porta bene perché appunto, alla ripresa del gioco dopo la sostituzione il BVB va in vantaggio: lancio di Hummels e torre perfetta di Ramos, a rimorchio arriva Castro che conclude verso la porta e realizza l'1-2, approfittando anche in questo caso di una deviazione di Klavan che toglie ogni speranza a Manninger.
L'Augsburg si disunisce e dunque arriva pure l'1-3, con Ramos che dopo essere stato vicino al gol per due volte in un minuto, realizza il gol del doppio vantaggio, decisamente meritato per il colombiano autore di una solida partita. Weinzierl tenta il tutto per tutto inserendo Raul Bobadilla al posto di Ja-Cheol Koo, forse memore anche della partita della scorsa stagione quando Bobadilla fece goal e assist nel finale di partita. In realtà l'argentino non crea alcun problema e la partita finisce in maniera abbastanza tranquilla con il punteggio di 1-3.
Come già sapevamo Tuchel ha deciso di fare a meno di Schmelzer e Gundogan, mentre Bender è ancora acciaccato e Aubameyang è tornato in Gabon per commemorare la morte di suo nonno. Dunque 4-2-3-1 con Weigl e Sahin in mediana e sorprendentemente Papastathopoulos in coppia con Hummels, nonostante lo stesso greco non sia al top. Per quel che riguarda l'Augsburg, Weinzierl opta per un 4-1-4-1 molto più flessibile del solito, che diventa un 5-4-1 senza palla e può trasformarsi anche in un 3-5-2. L'allenatore dei padroni di casa ha deciso di schierare tre centrali difensivi; anche se sulla carta Gouweleeuw è posizionato davanti alla difesa, de facto si difendono in cinque.
Il BVB inizia subito con la sua fitta rete di passaggi, non permettendo quasi all'Augsburg di toccar palla, quando tuttavia i padroni di casa recuperano al 7° minuto, vanno vicini al gol con Caiuby che dopo averne dribblati un paio calcia verso la porta ma Burki è attento a mandarla in angolo. Il BVB fa il primo quarto d'ora all'81% di possesso palla ma non tira mai verso la porta mentre invece l'Augsburg con due ripartenze conclude altrettante volte ed al 16° minuto passa in vantaggio con Alfred Finnbogason che sfrutta una difesa dormiente per inserirsi in area ed appoggiare in rete il cross basso di Caiuby. 1-0 dunque, anche meritato considerato che i bavaresi siano stati gli unici a cercare il gol ad inizio partita.
La reazione del BVB tarda ad arrivare dato che il possesso palla continua ad essere sterile e diversi errori di posizionamento e nei fondamentali fermano le loro azioni. Sembra la squadra tutta ad essere spenta visto che anche Mkhitaryan e Reus commettono diverse imprecisioni. Il forte pressing dell'Augsburg rende difficile anche creare densità al centro del campo col risultato che i gialloneri siano costretti ad allargarsi molto e a far partire il proprio gioco dalle fasce. Due tentativi vengono fatti di conclusione ma entrambi molto velleitari con la palla che finisce ben lontana dalla porta difesa da Manninger, ad opera di Ramos e Sahin. Solo al 40° di gioco arriva il primo intervento di Manninger ed è utilissimo ad evitare il pareggio poiché Reus era solo davanti alla porta dopo essere stato servito da una palla deliziosa di Mkhitaryan. Il pareggio però arriva proprio al 45° e proprio con Mkhitaryan che prima crea e poi finalizza una bella azione d'attacco sviluppatasi al limite dell'area di rigore, l'armeno poi con la punta sinistra e sfruttando anche una deviazione la piazza alle spalle del portiere. Finisce con questo episodio il primo tempo.
La ripresa inizia subito con un cambio per il BVB, con Marco Reus che lascia il campo in luogo di Gonzalo Castro. Anche Weinzierl inserisce un uomo fresco ed è Markus Feulner, ex di turno che entra al posto di Daniel Baier. Proprio Feulner va al tiro per primo nella ripresa, anche se la sua conclusione è alta. Dall'altra parte una buona azione manda Sahin al cross, intercettato da Manninger in quella che è la miglior occasione del BVB nel primo quarto d'ora della ripresa, non proprio di grandi emozioni. Tuchel decide di dare più densità al suo centrocampo inserendo Moritz Leitner al posto di Shinji Kagawa, anche nel tentativo di creare un raccordo più efficace tra la mediana e l'attacco. Questo cambio è spiegabile anche dal fatto che l'Augsburg pian piano diventa più propositivo e di conseguenza si allunga maggiormente, per cui un uomo in più in mezzo al campo può aiutare a costruire migliori contropiedi. L'esperimento non funziona benissimo e allora Tuchel decide di togliere Sahin ed inserire Felix Passlack. Il giovane esterno non è protagonista dell'azione successiva ma sicuramente porta bene perché appunto, alla ripresa del gioco dopo la sostituzione il BVB va in vantaggio: lancio di Hummels e torre perfetta di Ramos, a rimorchio arriva Castro che conclude verso la porta e realizza l'1-2, approfittando anche in questo caso di una deviazione di Klavan che toglie ogni speranza a Manninger.
L'Augsburg si disunisce e dunque arriva pure l'1-3, con Ramos che dopo essere stato vicino al gol per due volte in un minuto, realizza il gol del doppio vantaggio, decisamente meritato per il colombiano autore di una solida partita. Weinzierl tenta il tutto per tutto inserendo Raul Bobadilla al posto di Ja-Cheol Koo, forse memore anche della partita della scorsa stagione quando Bobadilla fece goal e assist nel finale di partita. In realtà l'argentino non crea alcun problema e la partita finisce in maniera abbastanza tranquilla con il punteggio di 1-3.
giovedì 17 marzo 2016
Recap ritorno ottavi di finale Europa League 2015/2016: Tottenham-BVB 1-2
Era difficile pensare che il BVB subisse una rimonta, ma in pochi si sarebbero aspettati che la squadra potesse dominare in questo modo, a White Hart Lane.
Thomas Tuchel decide di schierare una formazione molto fisica e difensiva, schierando Papastathopoulos e Subotic al centro della difesa, per la prima volta in coppia con Thomas Tuchel da allenatore. In più, Ginter al fianco di Weigl per dare ancora più stazza al centrocampo, mentre davanti confermati i più forti ed i più in forma con Mkhitaryan fantasista. Il Tottenham invece, oltre ai soliti Walker e Vertonghen in difesa, fa ameno anche Rose e sopratutto Eriksen e Kane, risparmiati per i successivi incontri di campionato. Uno schieramento decisamente migliore di quello proposto all'andata se non altro, con Dier e Alli che ritornano dal primo minuto mentre Son funge da falso nueve.
Sin dal calcio d'inizio si dimostra come tatticamente Tuchel dia nuovamente spazio al suo modulo molto flessibile che è un 4-1-4-1 con la palla e Piszczek da ala destra, col polacco che arretra molto in fase difensiva in un 5-3-2 che vede Ginter scalare al centro diventando di fatti il terzo centrale difensivo. I gialloneri non rinunciano del tutto a fare possesso palla ma preferisce decisamente aspettare gli avversari per coglierli in contropiede sfruttando la fantasia di un Mkhitaryan più accentrato. Non accade molto nel primo quarto d'ora se si eccettua che il Tottenham è costretto ad effettuare la sua prima sostituzione dopo che Ben Davies è rimasto stordito da una colpo alla testa preso dal suo compagno Lloris in una collisione di gioco. Al suo posto entra Danny Rose, che sarebbe il terzino sinistro titolare della squadra in fin dei conti. Il BVB prova per prima la conclusione con Marco Reus al 14° e riesce a gestire molto bene gli Spurs nella fase iniziale.
La squadra allenata da Pochettino difatti crea decisamente pochi problemi a Weidenfeller, arrivando al tiro soltanto con un colpo di testa di Eric Dier, uscito fuori. E allora il BVB passa in vantaggio: nessuna azione corale ma un'iniziativa personale di Aubameyang, che dai 25 metri scocca un tiro di destro che va a finire nell'angolo lontano, con Lloris che poco ha potuto. 0-1 e BVB praticamente al sicuro. Aubameyang che per altro si trova in condizione anche di raddoppiare ma un dribbling di troppo gli preclude la chance di realizzare la sua personale doppietta. Il Tottenham si rifà vivo dalle parti di Weidenfeller al 36° con una conclusione alta di Lamela e poi al 42° con Son, che va vicino al pareggio con una conclusione di destro che esce di poco. Finisce dunque 0-1 il primo tempo.
La ripresa inizia in maniera abbastanza sonnolenta, come ci si potrebbe aspettare da una partita che sostanzialmente non ha più nulla da dire. Tuchel inserisce Durm per Papastathopoulos e poi anche Pulisic in luogo di Marco Reus. Il Tottenham non riesce a pungere mentre il BVB si rende sempre pericolosissimo ed al 70° realizza il gol dello 0-2 ancora con Aubameyang, che conclude un contropiede guidato divinamente da Mkhitaryan, il quale dopo l'assist esce in favore di Shinji Kagawa. C'è gloria anche per il Tottenham che realizza il gol dell'1-2 con Heung-Min Son, che sfrutta una dormita di Subotic per involarsi da solo davanti a Burki, superare il portiere e realizzare.
Gli ultimi quindici minuti sono un immenso garbage time in cui niente accade fino al fischio finale, che certifica il passaggio del turno da parte del BVB, ottenuto dopo un doppio successo.
Thomas Tuchel decide di schierare una formazione molto fisica e difensiva, schierando Papastathopoulos e Subotic al centro della difesa, per la prima volta in coppia con Thomas Tuchel da allenatore. In più, Ginter al fianco di Weigl per dare ancora più stazza al centrocampo, mentre davanti confermati i più forti ed i più in forma con Mkhitaryan fantasista. Il Tottenham invece, oltre ai soliti Walker e Vertonghen in difesa, fa ameno anche Rose e sopratutto Eriksen e Kane, risparmiati per i successivi incontri di campionato. Uno schieramento decisamente migliore di quello proposto all'andata se non altro, con Dier e Alli che ritornano dal primo minuto mentre Son funge da falso nueve.
Sin dal calcio d'inizio si dimostra come tatticamente Tuchel dia nuovamente spazio al suo modulo molto flessibile che è un 4-1-4-1 con la palla e Piszczek da ala destra, col polacco che arretra molto in fase difensiva in un 5-3-2 che vede Ginter scalare al centro diventando di fatti il terzo centrale difensivo. I gialloneri non rinunciano del tutto a fare possesso palla ma preferisce decisamente aspettare gli avversari per coglierli in contropiede sfruttando la fantasia di un Mkhitaryan più accentrato. Non accade molto nel primo quarto d'ora se si eccettua che il Tottenham è costretto ad effettuare la sua prima sostituzione dopo che Ben Davies è rimasto stordito da una colpo alla testa preso dal suo compagno Lloris in una collisione di gioco. Al suo posto entra Danny Rose, che sarebbe il terzino sinistro titolare della squadra in fin dei conti. Il BVB prova per prima la conclusione con Marco Reus al 14° e riesce a gestire molto bene gli Spurs nella fase iniziale.
La squadra allenata da Pochettino difatti crea decisamente pochi problemi a Weidenfeller, arrivando al tiro soltanto con un colpo di testa di Eric Dier, uscito fuori. E allora il BVB passa in vantaggio: nessuna azione corale ma un'iniziativa personale di Aubameyang, che dai 25 metri scocca un tiro di destro che va a finire nell'angolo lontano, con Lloris che poco ha potuto. 0-1 e BVB praticamente al sicuro. Aubameyang che per altro si trova in condizione anche di raddoppiare ma un dribbling di troppo gli preclude la chance di realizzare la sua personale doppietta. Il Tottenham si rifà vivo dalle parti di Weidenfeller al 36° con una conclusione alta di Lamela e poi al 42° con Son, che va vicino al pareggio con una conclusione di destro che esce di poco. Finisce dunque 0-1 il primo tempo.
La ripresa inizia in maniera abbastanza sonnolenta, come ci si potrebbe aspettare da una partita che sostanzialmente non ha più nulla da dire. Tuchel inserisce Durm per Papastathopoulos e poi anche Pulisic in luogo di Marco Reus. Il Tottenham non riesce a pungere mentre il BVB si rende sempre pericolosissimo ed al 70° realizza il gol dello 0-2 ancora con Aubameyang, che conclude un contropiede guidato divinamente da Mkhitaryan, il quale dopo l'assist esce in favore di Shinji Kagawa. C'è gloria anche per il Tottenham che realizza il gol dell'1-2 con Heung-Min Son, che sfrutta una dormita di Subotic per involarsi da solo davanti a Burki, superare il portiere e realizzare.
Gli ultimi quindici minuti sono un immenso garbage time in cui niente accade fino al fischio finale, che certifica il passaggio del turno da parte del BVB, ottenuto dopo un doppio successo.
giovedì 10 marzo 2016
Recap andata Ottavi di finale Europa League 2015/2016: BVB-Tottenham 3-0
Poteva essere un match complicato, non lo è stato perché il BVB ha dominato per 90 minuti più recupero, anche senza il suo miglior giocatore. Alcune scelte di Pochettino hanno indirizzato l'esito verso i gialloneri, ma tanto meglio così. Va avanti chi è interessato a vincere.
Purtroppo, a differenza di quanto indicato nella nostra preview, il BVB oggi non era in forze piene: la notizia principale che ha anticipato il match è stata l'infortunio di Gundogan durante l'ultimo allenamento, cosa che lo ha estromesso dalla squadra per oggi. Non sembrerebbe nulla di grave ma con i giocatori del BVB mai darlo per certo. Dunque formazione ambigua, sulla carta, scelta da Thomas Tuchel con i quattro difensori titolari più Erik Durm, che può fungere da esterno destro basso nel 3-5-2 visto sabato contro il Bayern Monaco oppure da ala in un 4-2-3-1 con Gonzalo Castro arretrato al fianco di Weigl.
Non è da meno in fatto di sorprese Pochettino, che lascia fuori dall'undici titolare sia Lamela che Kane, oltre alle quattro assenze citate nella nostra preview. Dunque centrocampo abbastanza massiccio ma anche giovane con il 18enne Joshua Onomah al fianco di Carroll e Mason mentre davanti nessuna punta con Son e Chadli ad alternarsi da finto centravanti ed Eriksen ad inventare.
L'inizio è abbastanza attivo con una conclusione per il Tottenham, effettuata da Eriksen mentre il BVB ci prova due volte, prima con Castro e poi con Erik Durm in quella che è la miglior occasione delle tre, una conclusione in scivolata di sinistro vicina al palo. Altra grossa occasione per il BVB all'11° minuto con Aubameyang che inizia l'azione e poi la conclude raccogliendo il cross di Schmelzer e tirando al volo, palla alta di poco.
Diciamo che per coloro, come noi, che si chiedevano se la squadra potesse giocare con un 3-5-2 o un 4-2-3-1 la risposta è: entrambe. Quando il BVB attacca, è un 4-2-3-1 con Mkhitaryan da fantasista e Erik Durm da ala destra. Quest'ultimo scala nella linea dei difensori quando è in possesso di palla il Tottenham, con Piszczek che si accentra in quello che, di fatti, diventa poi un 5-3-2. Al 13° il BVB passa in vantaggio ma il gol viene giustamente annullato per posizione di fuorigioco per Aubameyang, l'autore del gol che ha raccolto una respinta centrale di Lloris su una conclusione molto potente di Henrikh Mkhitaryan. Il BVB ha comunque iniziato meglio la partita anche se l'intensità perde di mordente dopo il ventesimo minuto. Ad ogni modo, la squadra di Tuchel tiene il pallino del gioco ed alla mezz'ora passa in vantaggio col solito Aubameyang, che di testa raccoglie un sontuoso cross di Schmelzer e la piazza all'angolino dove Lloris non può nulla. 1-0 al termine di una lunga azione d'attacco, anche abbastanza confusa nelle prime fasi ma pur sempre 1-0.
La reazione del Tottenham non arriva e dunque è il BVB a continuare ad imprimere il suo ritmo andando vicino al raddoppio in un paio di casi, prima con Reus su punizione e poi Durm dopo una bella azione creata dall'ottimo Mkhitaryan di questa sera. Nulla accade più fino alla fine del primo tempo e dunque l'arbitro Cakir può mandare tutti negli spogliatoi sul punteggio di 1-0.
Inizia la ripresa ma il BVB continua ad esercitare il suo possesso palla. Va vicinissimo al secondo gol ma Aubameyang spreca un 3 contro 1 mettendo il pallone nella terra di nessuno, fuori dallo specchio ma irraggiungibile per il rimorchiante Castro che al massimo può colpire il palo. Arrivano i primi cambi: Tuchel è costretto a togliere Sven Bender, che sembra essersi infortunato, per far entrare Neven Subotic mentre Pochettino prova a dare una sveglia alla sua squadra inserendo Dembele al posto di un evanescente Chadli. Tuttavia è il BVB a raddoppiare su azione da calcio d'angolo. Corner corto, Castro mette al centro dove Subotic effettua una torre perfetta per Reus che da posizione ravvicinata la piazza sotto la traversa per il 2-0 meritato.
Dopo il secondo gol preso, il Tottenham sembra finalmente svegliarsi, tuttavia Pochettino decide di tenere lo stesso livello di talento togliendo Eriksen in luogo di Erik Lamela, dichiarando apertamente di pensare più al campionato che all'Europa League. Dunque il BVB fredda la squadra londinese realizzando anche il 3-0, ancora con Reus che finalizza una bellissima azione offensiva che ha visto protagonisti anche Castro ed Aubameyang. Questo gol spegne definitivamente la partita, sebbene ci sia ancora altro da dire con quasi venti minuti da giocare fino al triplice fischio.
Tuchel ne approfitta per inserire Kagawa e Ramos al posto di Reus ed Aubameyang, i due autori dei gol. Pochettino invece inserisce Kane, abbastanza tardivamente e comunque il centravanti inglese non ha mai creato pericolo verso la porta di Weidenfeller. Accade poco ed il tentativo del Tottenham di accorciare le distanze è abbastanza debole. Finisce dunque 3-0, un risultato netto che ci porta al match di ritorno con maggiore tranquillità.
Purtroppo, a differenza di quanto indicato nella nostra preview, il BVB oggi non era in forze piene: la notizia principale che ha anticipato il match è stata l'infortunio di Gundogan durante l'ultimo allenamento, cosa che lo ha estromesso dalla squadra per oggi. Non sembrerebbe nulla di grave ma con i giocatori del BVB mai darlo per certo. Dunque formazione ambigua, sulla carta, scelta da Thomas Tuchel con i quattro difensori titolari più Erik Durm, che può fungere da esterno destro basso nel 3-5-2 visto sabato contro il Bayern Monaco oppure da ala in un 4-2-3-1 con Gonzalo Castro arretrato al fianco di Weigl.
Non è da meno in fatto di sorprese Pochettino, che lascia fuori dall'undici titolare sia Lamela che Kane, oltre alle quattro assenze citate nella nostra preview. Dunque centrocampo abbastanza massiccio ma anche giovane con il 18enne Joshua Onomah al fianco di Carroll e Mason mentre davanti nessuna punta con Son e Chadli ad alternarsi da finto centravanti ed Eriksen ad inventare.
L'inizio è abbastanza attivo con una conclusione per il Tottenham, effettuata da Eriksen mentre il BVB ci prova due volte, prima con Castro e poi con Erik Durm in quella che è la miglior occasione delle tre, una conclusione in scivolata di sinistro vicina al palo. Altra grossa occasione per il BVB all'11° minuto con Aubameyang che inizia l'azione e poi la conclude raccogliendo il cross di Schmelzer e tirando al volo, palla alta di poco.
Diciamo che per coloro, come noi, che si chiedevano se la squadra potesse giocare con un 3-5-2 o un 4-2-3-1 la risposta è: entrambe. Quando il BVB attacca, è un 4-2-3-1 con Mkhitaryan da fantasista e Erik Durm da ala destra. Quest'ultimo scala nella linea dei difensori quando è in possesso di palla il Tottenham, con Piszczek che si accentra in quello che, di fatti, diventa poi un 5-3-2. Al 13° il BVB passa in vantaggio ma il gol viene giustamente annullato per posizione di fuorigioco per Aubameyang, l'autore del gol che ha raccolto una respinta centrale di Lloris su una conclusione molto potente di Henrikh Mkhitaryan. Il BVB ha comunque iniziato meglio la partita anche se l'intensità perde di mordente dopo il ventesimo minuto. Ad ogni modo, la squadra di Tuchel tiene il pallino del gioco ed alla mezz'ora passa in vantaggio col solito Aubameyang, che di testa raccoglie un sontuoso cross di Schmelzer e la piazza all'angolino dove Lloris non può nulla. 1-0 al termine di una lunga azione d'attacco, anche abbastanza confusa nelle prime fasi ma pur sempre 1-0.
La reazione del Tottenham non arriva e dunque è il BVB a continuare ad imprimere il suo ritmo andando vicino al raddoppio in un paio di casi, prima con Reus su punizione e poi Durm dopo una bella azione creata dall'ottimo Mkhitaryan di questa sera. Nulla accade più fino alla fine del primo tempo e dunque l'arbitro Cakir può mandare tutti negli spogliatoi sul punteggio di 1-0.
Inizia la ripresa ma il BVB continua ad esercitare il suo possesso palla. Va vicinissimo al secondo gol ma Aubameyang spreca un 3 contro 1 mettendo il pallone nella terra di nessuno, fuori dallo specchio ma irraggiungibile per il rimorchiante Castro che al massimo può colpire il palo. Arrivano i primi cambi: Tuchel è costretto a togliere Sven Bender, che sembra essersi infortunato, per far entrare Neven Subotic mentre Pochettino prova a dare una sveglia alla sua squadra inserendo Dembele al posto di un evanescente Chadli. Tuttavia è il BVB a raddoppiare su azione da calcio d'angolo. Corner corto, Castro mette al centro dove Subotic effettua una torre perfetta per Reus che da posizione ravvicinata la piazza sotto la traversa per il 2-0 meritato.
Dopo il secondo gol preso, il Tottenham sembra finalmente svegliarsi, tuttavia Pochettino decide di tenere lo stesso livello di talento togliendo Eriksen in luogo di Erik Lamela, dichiarando apertamente di pensare più al campionato che all'Europa League. Dunque il BVB fredda la squadra londinese realizzando anche il 3-0, ancora con Reus che finalizza una bellissima azione offensiva che ha visto protagonisti anche Castro ed Aubameyang. Questo gol spegne definitivamente la partita, sebbene ci sia ancora altro da dire con quasi venti minuti da giocare fino al triplice fischio.
Tuchel ne approfitta per inserire Kagawa e Ramos al posto di Reus ed Aubameyang, i due autori dei gol. Pochettino invece inserisce Kane, abbastanza tardivamente e comunque il centravanti inglese non ha mai creato pericolo verso la porta di Weidenfeller. Accade poco ed il tentativo del Tottenham di accorciare le distanze è abbastanza debole. Finisce dunque 3-0, un risultato netto che ci porta al match di ritorno con maggiore tranquillità.
sabato 5 marzo 2016
Recap 25^ giornata Bundesliga 2015/2016: BVB-Bayern Monaco 0-0
Poteva chiudere definitivamente o riaprire definitvamente il campionato. E invece resta tutto com'è, un bel punto interrogativo. Fa più comodo al Bayern, va detto, ma va anche detto che per come è andata la partita questo punto faccia contenti anche noi.
Le due squadre si schierano con formazioni speculari: per entrambe un 4-1-4-1 con attitudine più offensiva per il Bayern e meno per il BVB, che sceglie Erik Durm al posto di Kagawa o Castro come uno dei quattro dietro Aubameyang, mentre per il resto la formazione è quella titolare. Guardiola invece inserisce Arturo Vidal insieme a Costa, Robben e Muller dietro Lewandowski. Tutti dentro quindi, con Alaba e Kimmich confermati al centro della difesa.
E' un inizio abbastanza vivace ed è il Bayern a partire meglio, con due conclusioni di Muller e Costa che vanno alte sopra la traversa, la risposta del BVB è affidata ad un contropiede concluso da Aubameyang ma Neuer para in bagher. Ritmi molto alti, favorito il Bayern con questa intensità ma il BVB inizia abbastanza bene e va anche vicino al vantaggio con Erik Durm, che sfrutta una bella combinazione con Mkhitaryan per girarsi in area e concludere di sinistro, palla uscita di poco.
Il primo tempo è bellissimo, si alternano occasioni una dietro l'altra, il Bayern ne ha una ghiottissima al 26° con Douglas Costa lanciato praticamente da solo in contropiede ma Roman Burki è superbo in parata sulla conclusione del brasiliano. Il Bayern pian piano prende sempre più campo, anche senza effettivamente concludere molto verso la porta mentre il BVB si dispone a cinque dietro e prova a partire di rimessa, con meno successo rispetto all'inizio match. Ci prova Robben con due occasioni, prima para Burki, poi nemmeno un minuto dopo un altro tiro di sinistro esce di pochissimo. Non succede più nulla fino a fine primo tempo e dunque Tobias Stieler manda tutti negli spogliatoi sul punteggio di 0-0.
Nella ripresa parte meglio il BVB che ha la prima occasione con Aubameyang, che conclude debolmente davanti a Neuer, autore comunque di una buona parata. La risposta del Bayern arriva con Arjen Robben, che di sinistro non trova impreparato Burki. Poi è il turno di Vidal impensierire la difesa del BVB con un colpo di testa imperioso, ma la palla esce anche se di poco. Al 64° sale sugli scudi ancora Roman Burki che devia sulla traversa una conclusione potente e da posizione centrale di Arturo Vidal, oggi pericolosissimo. Il Bayern, così come nel secondo tempo, prende campo col passare del tempo e si rende sempre più pericoloso, anche se il BVB ogni tanto riesce a farsi vedere dalle parti di Neuer come al 65° con Aubameyang che dopo un contropiede conclude di destro da posizione decentrata, con palla che termina a lato. Guardiola prova a rinfrescare l'attacco inserendo Ribery al posto di un buon Douglas Costa.
Non succede molto, nemmeno a livello di cambi considerato che Tuchel effettua il suo primo all'80° inserendo Adrian Ramos al posto di Marco Reus, oggi abbastanza spento. La partita si spegne negli ultimi minuti, il BVB prova ad approfittarne con uno dei soliti contropiedi ma il colpo di testa di Ramos su cross di Aubameyang è impreciso. Non succede più nulla negli ultimi minuti, con le squadre stanchissime e dunque finisce 0-0, comunque uno degli 0-0 più belli visti di recente.
Le due squadre si schierano con formazioni speculari: per entrambe un 4-1-4-1 con attitudine più offensiva per il Bayern e meno per il BVB, che sceglie Erik Durm al posto di Kagawa o Castro come uno dei quattro dietro Aubameyang, mentre per il resto la formazione è quella titolare. Guardiola invece inserisce Arturo Vidal insieme a Costa, Robben e Muller dietro Lewandowski. Tutti dentro quindi, con Alaba e Kimmich confermati al centro della difesa.
E' un inizio abbastanza vivace ed è il Bayern a partire meglio, con due conclusioni di Muller e Costa che vanno alte sopra la traversa, la risposta del BVB è affidata ad un contropiede concluso da Aubameyang ma Neuer para in bagher. Ritmi molto alti, favorito il Bayern con questa intensità ma il BVB inizia abbastanza bene e va anche vicino al vantaggio con Erik Durm, che sfrutta una bella combinazione con Mkhitaryan per girarsi in area e concludere di sinistro, palla uscita di poco.
Il primo tempo è bellissimo, si alternano occasioni una dietro l'altra, il Bayern ne ha una ghiottissima al 26° con Douglas Costa lanciato praticamente da solo in contropiede ma Roman Burki è superbo in parata sulla conclusione del brasiliano. Il Bayern pian piano prende sempre più campo, anche senza effettivamente concludere molto verso la porta mentre il BVB si dispone a cinque dietro e prova a partire di rimessa, con meno successo rispetto all'inizio match. Ci prova Robben con due occasioni, prima para Burki, poi nemmeno un minuto dopo un altro tiro di sinistro esce di pochissimo. Non succede più nulla fino a fine primo tempo e dunque Tobias Stieler manda tutti negli spogliatoi sul punteggio di 0-0.
Nella ripresa parte meglio il BVB che ha la prima occasione con Aubameyang, che conclude debolmente davanti a Neuer, autore comunque di una buona parata. La risposta del Bayern arriva con Arjen Robben, che di sinistro non trova impreparato Burki. Poi è il turno di Vidal impensierire la difesa del BVB con un colpo di testa imperioso, ma la palla esce anche se di poco. Al 64° sale sugli scudi ancora Roman Burki che devia sulla traversa una conclusione potente e da posizione centrale di Arturo Vidal, oggi pericolosissimo. Il Bayern, così come nel secondo tempo, prende campo col passare del tempo e si rende sempre più pericoloso, anche se il BVB ogni tanto riesce a farsi vedere dalle parti di Neuer come al 65° con Aubameyang che dopo un contropiede conclude di destro da posizione decentrata, con palla che termina a lato. Guardiola prova a rinfrescare l'attacco inserendo Ribery al posto di un buon Douglas Costa.
Non succede molto, nemmeno a livello di cambi considerato che Tuchel effettua il suo primo all'80° inserendo Adrian Ramos al posto di Marco Reus, oggi abbastanza spento. La partita si spegne negli ultimi minuti, il BVB prova ad approfittarne con uno dei soliti contropiedi ma il colpo di testa di Ramos su cross di Aubameyang è impreciso. Non succede più nulla negli ultimi minuti, con le squadre stanchissime e dunque finisce 0-0, comunque uno degli 0-0 più belli visti di recente.
domenica 28 febbraio 2016
Recap 23^ giornata Bundesliga 2015/2016: BVB-Hoffenheim 3-1
Poteva sembrare l'ennesima partita trappola contro l'Hoffenheim. In parte lo è stato, poi il maggior talento e consistenza del BVB è venuto fuori. Tuchel e i suoi ragazzi continuano la marcia verso il secondo posto.
C'è una sorpresa nella formazione del BVB ed è rappresentata dalla presenza di Lukasz Piszczek, che ha recuperato dal suo problema fisico e gioca da terzino destro. Non recuperano Hummels e Papastathopoulos, non presenti nemmeno in panchina, quindi coppia di centrali formata da Bender e Subotic. Per il resto tutto secondo aspettative: torna titolare in campionato Nuri Sahin, un anno preciso dopo la sua ultima apparizione, Revierderby di ritorno della scorsa stagione con vittoria del BVB per 3-0. Per quel che riguarda l'Hoffenheim, Nagelsmann decide di mettersi sulla difensiva schierando una difesa a cinque, con tre centrali di ruolo, mentre Toljan e Kaderabek fungono da tornanti.
Nonostante lo schieramento molto difensivo, l'Hoffenheim tende a pressare abbastanza alto sul campo per non restare schiacciato: il BVB prova a sfruttare questo nei primi minuti del match cercando la profondità grazie ai passaggi millimetrici di Sahin a scavalcare la linea difensiva e cercare prima Schmelzer e poi Reus, ma senza successo. Tuttavia l'Hoffenheim sembra ben organizzato dietro per cui è abbastanza difficile entrare in area. Dunque il match vive una fase di stallo in cui solo una iniziativa personale di Kagawa semina il panico nella difesa opsite, senza produrre però granché.
Il BVB comincia ad avanzare sempre più in territorio ospite, lasciando spazio per eventuali contropiedi: al 25° una ripartenza di Rudy viene conclusa da Volland, Burki respinge molto male e sulla ribattuta è ancora il birthday boy Sebastian Rudy a giungere sul pallone e segnare il gol dello 0-1. Un vantaggio che giunge a sorpresa, visto che gli ospiti non avevano ancora concluso verso la porta difesa da Burki prima del gol ed avevano pensato più che altro a difendersi. Ma del resto le squadre come l'Hoffenheim giocano così ed il BVB doveva adeguarsi, cosa che non ha fatto ed anzi, rischia due minuti dopo di subire anche il secondo gol, ancora su contropiede finalizzato da Volland, ma stavolta Burki è impeccabile.
La reazione del BVB tarda ad arrivare e si limita nell'immediato solo ad una conclusione di Schmelzer deviata in calcio d'angolo. Nel finale di tempo arriva l'occasione maggiore per il BVB, una punizione calciata molto bene da Reus ma Oliver Baumann è eccellente nel deviare la conclusione in calcio d'angolo. Finisce dunque 0-1 il primo tempo, vantaggio meritato da parte dell'Hoffenheim.
Tuchel decide dunque di correre ai ripari nell'intervallo, inserendo Ilkay Gundogan al posto di un pessimo Shinji Kagawa e passando ad un 4-3-3 molto più lineare. Il cambio dà subito una scossa ai padroni di casa con Gundogan che ne supera tre e prova a piazzarla ma prende il palo, sulla ribattuta Reus conclude di poco alto. L'Hoffenheim tuttavia resta ben piazzato in campo e continua ad affidarsi alla sua difesa ed al pressing forte per costruire altri contropiede che mettono in pericolo la difesa del BVB. Gli ospiti subiscono un colpo quando al 57° Sebastian Rudy viene espulso dall'arbitro per un fallo cattivo, da dietro, su Pierre-Emerick Aubameyang lanciato in contropiede. Il BVB ne approfitta per imprimere ancora di più il suo gioco ma la difesa biancoazzurra di chiude ancor di più a riccio, salvando momentaneamente il risultato. Nagelsmann poi decide di togliere un giocatore offensivo come Nadiem Amiri inserendo un centrocampista di maggior contenimento come Eugen Polanski.
Il BVB riesce ad arrivare più frequentemente verso la porta, ma non sembra riuscire ad essere molto efficace palla a terra e le conclusioni di Sahin e Piszczek sembrano più occasioni estemporanee che vere finalizzazioni di un'azione d'attacco incisiva. Detto questo, la squadra riesce ad inquadrare di più lo specchio della porta e sembra essere vicino al pareggio, che tuttavia non arriva. Con l'Hoffenheim ormai costantemente in dieci dietro la palla, Tuchel decide di giocare con un palleggiatore in meno inserendo Leitner ma togliendo sia Weigl che Sahin e facendo entrare anche Adrian Ramos, utile per il gioco aereo.
Il pareggio alla fine arriva, su azione da calcio d'angolo, ma sempre con palla tenuta a terra: retropassaggio per Gundogan che serve di prima il tagliante Mkhitaryan che entra in area e batte finalmente Oliver Baumann per il meritato 1-1. E con la superiorità numerica ed altri dieci minuti, il BVB prova anche a vincerla e va in vantaggio, con Adrian Ramos che di testa mette in rete un cross perfetto di Lukasz Piszczek, oggi tra i migliori in campo. Il BVB in cinque minuti ribalta la partita e la congela, grazie all'uomo in più e al suo possesso palla. Ed anzi, la chiude anche, con Pierre-Emerick Aubameyang che a porta vuota raccoglie l'assist di Mkhitaryan e realizza il definitivo 3-1. Una vittoria che sembrava in dubbio fino a venti minuti dalla fine, poi gli episodi ed i cambi hanno ribaltato tutto.
C'è una sorpresa nella formazione del BVB ed è rappresentata dalla presenza di Lukasz Piszczek, che ha recuperato dal suo problema fisico e gioca da terzino destro. Non recuperano Hummels e Papastathopoulos, non presenti nemmeno in panchina, quindi coppia di centrali formata da Bender e Subotic. Per il resto tutto secondo aspettative: torna titolare in campionato Nuri Sahin, un anno preciso dopo la sua ultima apparizione, Revierderby di ritorno della scorsa stagione con vittoria del BVB per 3-0. Per quel che riguarda l'Hoffenheim, Nagelsmann decide di mettersi sulla difensiva schierando una difesa a cinque, con tre centrali di ruolo, mentre Toljan e Kaderabek fungono da tornanti.
Nonostante lo schieramento molto difensivo, l'Hoffenheim tende a pressare abbastanza alto sul campo per non restare schiacciato: il BVB prova a sfruttare questo nei primi minuti del match cercando la profondità grazie ai passaggi millimetrici di Sahin a scavalcare la linea difensiva e cercare prima Schmelzer e poi Reus, ma senza successo. Tuttavia l'Hoffenheim sembra ben organizzato dietro per cui è abbastanza difficile entrare in area. Dunque il match vive una fase di stallo in cui solo una iniziativa personale di Kagawa semina il panico nella difesa opsite, senza produrre però granché.
Il BVB comincia ad avanzare sempre più in territorio ospite, lasciando spazio per eventuali contropiedi: al 25° una ripartenza di Rudy viene conclusa da Volland, Burki respinge molto male e sulla ribattuta è ancora il birthday boy Sebastian Rudy a giungere sul pallone e segnare il gol dello 0-1. Un vantaggio che giunge a sorpresa, visto che gli ospiti non avevano ancora concluso verso la porta difesa da Burki prima del gol ed avevano pensato più che altro a difendersi. Ma del resto le squadre come l'Hoffenheim giocano così ed il BVB doveva adeguarsi, cosa che non ha fatto ed anzi, rischia due minuti dopo di subire anche il secondo gol, ancora su contropiede finalizzato da Volland, ma stavolta Burki è impeccabile.
La reazione del BVB tarda ad arrivare e si limita nell'immediato solo ad una conclusione di Schmelzer deviata in calcio d'angolo. Nel finale di tempo arriva l'occasione maggiore per il BVB, una punizione calciata molto bene da Reus ma Oliver Baumann è eccellente nel deviare la conclusione in calcio d'angolo. Finisce dunque 0-1 il primo tempo, vantaggio meritato da parte dell'Hoffenheim.
Tuchel decide dunque di correre ai ripari nell'intervallo, inserendo Ilkay Gundogan al posto di un pessimo Shinji Kagawa e passando ad un 4-3-3 molto più lineare. Il cambio dà subito una scossa ai padroni di casa con Gundogan che ne supera tre e prova a piazzarla ma prende il palo, sulla ribattuta Reus conclude di poco alto. L'Hoffenheim tuttavia resta ben piazzato in campo e continua ad affidarsi alla sua difesa ed al pressing forte per costruire altri contropiede che mettono in pericolo la difesa del BVB. Gli ospiti subiscono un colpo quando al 57° Sebastian Rudy viene espulso dall'arbitro per un fallo cattivo, da dietro, su Pierre-Emerick Aubameyang lanciato in contropiede. Il BVB ne approfitta per imprimere ancora di più il suo gioco ma la difesa biancoazzurra di chiude ancor di più a riccio, salvando momentaneamente il risultato. Nagelsmann poi decide di togliere un giocatore offensivo come Nadiem Amiri inserendo un centrocampista di maggior contenimento come Eugen Polanski.
Il BVB riesce ad arrivare più frequentemente verso la porta, ma non sembra riuscire ad essere molto efficace palla a terra e le conclusioni di Sahin e Piszczek sembrano più occasioni estemporanee che vere finalizzazioni di un'azione d'attacco incisiva. Detto questo, la squadra riesce ad inquadrare di più lo specchio della porta e sembra essere vicino al pareggio, che tuttavia non arriva. Con l'Hoffenheim ormai costantemente in dieci dietro la palla, Tuchel decide di giocare con un palleggiatore in meno inserendo Leitner ma togliendo sia Weigl che Sahin e facendo entrare anche Adrian Ramos, utile per il gioco aereo.
Il pareggio alla fine arriva, su azione da calcio d'angolo, ma sempre con palla tenuta a terra: retropassaggio per Gundogan che serve di prima il tagliante Mkhitaryan che entra in area e batte finalmente Oliver Baumann per il meritato 1-1. E con la superiorità numerica ed altri dieci minuti, il BVB prova anche a vincerla e va in vantaggio, con Adrian Ramos che di testa mette in rete un cross perfetto di Lukasz Piszczek, oggi tra i migliori in campo. Il BVB in cinque minuti ribalta la partita e la congela, grazie all'uomo in più e al suo possesso palla. Ed anzi, la chiude anche, con Pierre-Emerick Aubameyang che a porta vuota raccoglie l'assist di Mkhitaryan e realizza il definitivo 3-1. Una vittoria che sembrava in dubbio fino a venti minuti dalla fine, poi gli episodi ed i cambi hanno ribaltato tutto.
domenica 21 febbraio 2016
Recap 22^ giornata Bundesliga 2015/2016: Bayer Leverkusen-BVB 0-1
Senza quattro titolari e con altri due impiegati solo per un tempo, sembrava che il BVB fosse venuto a Leverkusen con la testa già ad Oporto. Ed invece vittoria esterna, +15 sulla terza e situazione di classifica praticamente in ghiaccio. Grandissima dimostrazione di forza da parte di Tuchel e dei ragazzi.
Tuchel sorprende tutti decidendo di attuare un turnover corposo, decisamente superiore a quanto ci si potesse aspettare. Debutto da titolare per Christian Pulisic, che coi suoi 17 anni e mezzo si trova a partire dall'inizio in un match difficile. Poi Bender e Ginter in mediana, Leitner da n°10 e Erik Durm al posto di Schmelzer, forse la sorpresa maggiore, sulla fascia sinistra. Sorpresa anche nel Bayer Leverkusen, dove recuperano Kampl ma soprattutto Javier Hernandez che sembrava dovesse essere addirittura fuori dai convocati per la sua contrattura. Resta fuori Calhanoglu, con Admir Mehmedi preferito a lui come esterno alto sinistro di centrocampo.
L'inizio del match, prevedibilmente tra due squadre tatticamente ben messe, è una lunga fase di studio e l'unico brivido del primo quarto d'ora è uno scontro aereo tra Sven Bender, sempre lui, e Stefan Kiessling che dopo uno spavento iniziale però rientrano in campo. Il primo tiro in porta lo effettua Jonathan Tah su azione di palla inattiva, ma è debole e non impegna tantissimo Burki. Le squadre si annullano a vicenda, provano entrambe qualche soluzione ogni tanto ma Leno e Burki non vengono impegnati seriamente. I ritmi si alzano negli ultimi dieci minuti con le due squadre che provano a sbloccare la situazione. La migliore occasione del primo tempo arriva al 46° minuto ed è il BVB a produrla, con una bella combinazione nel terzo d'attacco ma il tiro di Aubameyang, a centroarea, è debole e finisce fuori. Si va dunque negli spogliatoi sullo 0-0.
Nell'intervallo Tuchel effettua un cambio, inserendo Marco Reus al posto di Christian Pulisic così come Schmidt inserisce sia Kyriakos Papadopoulos al posto di un dolorante Omer Toprak che André Ramalho al posto di Kevin Kampl. Parte meglio proprio il Bayer che al 50° impegna severamente Burki con Bellarabi, giunto al tiro dal limite dell'area dopo una bella combinazione a due con Admir Mehmedi che per la prima volta in partita coglie di sorpresa la difesa del BVB. Schmidt poi procede anche al terzo cambio quando siamo solo al 56° minuto, inserendo Roberto Hilbert al posto di un buonissimo Tin Jedvaj. E' però il BVB che va in vantaggio al 64° con Aubameyang, che termina un contropiede fulminante durato 5 secondi per 3 passaggi. Punizione battuta velocemente da Ginter che serve Mkhitaryan il quale dà la palla in profondità a Durm che con un cross basso libera Aubameyang e per il gabonese è un gioco da ragazzi realizzare. Dopo il gol, il Bayer protesta molto perché, a loro dire, il BVB ha battuto la punizione molto più avanti, il più animato è Roger Schmidt che viene espulso dall'arbitro Felix Zwayer. Ma l'allenatore del Bayer non vuole uscire dal campo ed allora lo fa proprio l'arbitro, che sospende la partita. Situazione tragicomica, risolta solo dopo dieci minuti.
Alla ripresa del gioco Tuchel toglie Bender per Weigl ma è il Bayer ad essere più aggressivo ed arriva al tiro con Tah, che di testa va vicino al gol del pareggio. La sorte non aiuta il BVB, che perde Papastathopoulos per un infortunio alla zona inguinale ed è quindi costretto ad uscire, con al suo posto Neven Subotic entrato quasi a freddo. E' il Leverkusen a fare la partita e soprattutto Bellarabi a salire in cattedra, unica fonte di pericolo per Burki & co. Il BVB si difende bene ma smette di giocare, arretrando di parecchio il proprio baricentro. Resta però pericoloso in contropiede, all'86° Reus riceve un pallone succulento da parte di Ginter ma la sua conclusione è debole e centrale, parata da Leno. L'occasione migliore del match per il Bayer arriva al 90° con l'ennesima discesa di Bellarabi che supera tutti, la mette al centro servendo Hernandez che dribbla prima Hummels ma poi, in posizione leggermente scoordinata, spara a lato di poco.
Finisce dunque il match, con una vittoria esterna per 1-0, un match che verrà ricordato per la sospensione post espulsione di Schmidt ma che praticamente regala al BVB il secondo posto in Bundesliga.
Tuchel sorprende tutti decidendo di attuare un turnover corposo, decisamente superiore a quanto ci si potesse aspettare. Debutto da titolare per Christian Pulisic, che coi suoi 17 anni e mezzo si trova a partire dall'inizio in un match difficile. Poi Bender e Ginter in mediana, Leitner da n°10 e Erik Durm al posto di Schmelzer, forse la sorpresa maggiore, sulla fascia sinistra. Sorpresa anche nel Bayer Leverkusen, dove recuperano Kampl ma soprattutto Javier Hernandez che sembrava dovesse essere addirittura fuori dai convocati per la sua contrattura. Resta fuori Calhanoglu, con Admir Mehmedi preferito a lui come esterno alto sinistro di centrocampo.
L'inizio del match, prevedibilmente tra due squadre tatticamente ben messe, è una lunga fase di studio e l'unico brivido del primo quarto d'ora è uno scontro aereo tra Sven Bender, sempre lui, e Stefan Kiessling che dopo uno spavento iniziale però rientrano in campo. Il primo tiro in porta lo effettua Jonathan Tah su azione di palla inattiva, ma è debole e non impegna tantissimo Burki. Le squadre si annullano a vicenda, provano entrambe qualche soluzione ogni tanto ma Leno e Burki non vengono impegnati seriamente. I ritmi si alzano negli ultimi dieci minuti con le due squadre che provano a sbloccare la situazione. La migliore occasione del primo tempo arriva al 46° minuto ed è il BVB a produrla, con una bella combinazione nel terzo d'attacco ma il tiro di Aubameyang, a centroarea, è debole e finisce fuori. Si va dunque negli spogliatoi sullo 0-0.
Nell'intervallo Tuchel effettua un cambio, inserendo Marco Reus al posto di Christian Pulisic così come Schmidt inserisce sia Kyriakos Papadopoulos al posto di un dolorante Omer Toprak che André Ramalho al posto di Kevin Kampl. Parte meglio proprio il Bayer che al 50° impegna severamente Burki con Bellarabi, giunto al tiro dal limite dell'area dopo una bella combinazione a due con Admir Mehmedi che per la prima volta in partita coglie di sorpresa la difesa del BVB. Schmidt poi procede anche al terzo cambio quando siamo solo al 56° minuto, inserendo Roberto Hilbert al posto di un buonissimo Tin Jedvaj. E' però il BVB che va in vantaggio al 64° con Aubameyang, che termina un contropiede fulminante durato 5 secondi per 3 passaggi. Punizione battuta velocemente da Ginter che serve Mkhitaryan il quale dà la palla in profondità a Durm che con un cross basso libera Aubameyang e per il gabonese è un gioco da ragazzi realizzare. Dopo il gol, il Bayer protesta molto perché, a loro dire, il BVB ha battuto la punizione molto più avanti, il più animato è Roger Schmidt che viene espulso dall'arbitro Felix Zwayer. Ma l'allenatore del Bayer non vuole uscire dal campo ed allora lo fa proprio l'arbitro, che sospende la partita. Situazione tragicomica, risolta solo dopo dieci minuti.
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| Il momento in cui Felix Zwayer decide di sospendere il match. |
Alla ripresa del gioco Tuchel toglie Bender per Weigl ma è il Bayer ad essere più aggressivo ed arriva al tiro con Tah, che di testa va vicino al gol del pareggio. La sorte non aiuta il BVB, che perde Papastathopoulos per un infortunio alla zona inguinale ed è quindi costretto ad uscire, con al suo posto Neven Subotic entrato quasi a freddo. E' il Leverkusen a fare la partita e soprattutto Bellarabi a salire in cattedra, unica fonte di pericolo per Burki & co. Il BVB si difende bene ma smette di giocare, arretrando di parecchio il proprio baricentro. Resta però pericoloso in contropiede, all'86° Reus riceve un pallone succulento da parte di Ginter ma la sua conclusione è debole e centrale, parata da Leno. L'occasione migliore del match per il Bayer arriva al 90° con l'ennesima discesa di Bellarabi che supera tutti, la mette al centro servendo Hernandez che dribbla prima Hummels ma poi, in posizione leggermente scoordinata, spara a lato di poco.
Finisce dunque il match, con una vittoria esterna per 1-0, un match che verrà ricordato per la sospensione post espulsione di Schmidt ma che praticamente regala al BVB il secondo posto in Bundesliga.
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martedì 9 febbraio 2016
Recap Quarti di finale DFB Pokal 2015/2016: Stoccarda-BVB 1-3
Doveva essere una partita difficile è così è stata: tra proteste, pioggia battente e un leggero turnover, è comunque il Borussia Dortmund ad uscire vincitore dal match di quarti di finale di DFB Pokal, arrivando per l'ennesima volta tra le prime quattro della competizione.
Le formazioni hanno alcune differenze rispetto a quanto aspettato: lo Stoccarda schiera Sunjic in difesa al posto di Niedermeier e Kravets al posto dell'influenzato Timo Werner. In più, debutto stagionale per Mitchell Langerak, che è dunque uno dei due ex insieme a Kevin Grosskreutz. Il BVB invece schiera Burki al posto del portiere di coppa Weidenfeller, così come Matthias Ginter da regista per far riposare Julian Weigl. La vera sorpresa però è la presenza di Erik Durm da ala sinistra, un ritorno alle origini per lui che è riuscito ad arrivare al grande calcio proprio quando ha smesso di essere un calciatore offensivo.
I primi minuti vedono uno Stoccarda propositivo grazie al solito Didavi, giocatore che da sempre crea problemi al BVB. Tuttavia, il Borussia Dortmund passa in vantaggio al quinto minuto di gioco con Marco Reus, che prima con un colpo di tacco smarca Mkhitaryan e poi sul proseguimento dell'azione riceve da Aubameyang, realizzando da pochi passi la rete dell'1-0.
Il vantaggio in teoria non fa altro che appoggiare ulteriormente il piano partita di Thomas Tuchel, che prima del match ha dichiarato che il BVB avrebbe dovuto giocare in maniera diversa rispetto al solito: traduzione, meno possesso palla, più attesa per provare a sorprendere lo Stoccarda in questo modo. Anche così si spiega la scelta di Durm come ala sinistra, giocatore che può aiutare Schmelzer sulla fascia occupata da uno dei giocatori più rapidi in campo, Filip Kostic. La pratica non fa seguito alla teoria però, considerato che lo Stoccarda al 20° minuto trova la rete del pareggio con Lukas Rupp, che scaglia una conclusione dal limite dell'area deviata da Mkhitaryan e la cui nuova traiettoria inganna Burki, che è costretto a raccogliere la palla dal fondo della rete. 1-1 e palla al centro.
A questo punto la partita si blocca un attimo, non i tifosi del BVB che salgono in cattedra, nel modo sbagliato: entrati nello stadio al 19° minuto, poco prima del gol di Rupp, in seguito ad una protesta relativa al caro biglietti, hanno cominciato a lanciare in campo palle da tennis qualche minuto dopo, apparentemente sempre per dar voce a questa protesta. Forse hanno colto nel segno, vista l'originalità e visto che la partita sia stata anche sospesa qualche minuto, ma non è certo parsa un'idea intelligente.
Alla ripresa delle ostilità lo Stoccarda sembra pronto a colpire di nuovo ma invece è il BVB a tornare in vantaggio, con Aubameyang che riceve uno splendido passaggio in profondità da parte di Reus, prima di superare Langerak con un sinistro potente e preciso e realizzare l'1-2. E' un gol importante dal punto di vista soprattutto psicologico, visto che lo Stoccarda sembrava in un buon momento ed invece si ritrova ad inseguire nuovamente dopo pochi minuti in situazione di parità. Questo non scoraggia i ragazzi allenatida Jurgen Kramny, va detto, ma la determinazione dello Stoccarda nel ricercare il pareggio non viene premiata. La partita anzi sembra bloccarsi e solo Didavi con un colpo di testa impegna Burki. Dunque si arriva all'intervallo sul punteggio di 1-2.
Il secondo tempo riprende sulla stessa falsariga del primo, con attacchi che si alternano, soprattutto in seguito ad azioni su palla inattiva, sebbene entrambe le squadre provino a costruire qualcosa. L'occasione migliore nei primi dieci minuti della ripresa cade sui piedi di Aubameyang, che riceve l'ennesimo passaggio illuminante della serata di Marco Reus ma da pochi passi spara alto sopra la traversa. Lo Stoccarda prende piede nella fase successiva, prima guadagna una punizione dal limite che Didavi non sfrutta, poi lo stesso Didavi conclude alto dopo essere stato servito molto bene da Rupp, infine è Filip Kostic a creare pericolo a Burki andando via in velocità ma calibrando male il tiro. Kramny prova a rendere ancora più offensiva la sua squadra inserendo Martin Harnik in luogo di Serey Dié.
Il cambio rende lo Stoccarda convinto dei propri mezzi, ma tatticamente qualcosa salta ed i centrocampisti del BVB hanno tantissimo spazio per poter provare il contropiede che possa decidere la partita ma il gol non arriva. Tuchel decide di dare maggiore quantità a centrocampo togliendo Reus e mettendo Moritz Leitner, quando si entra negli ultimi dieci minuti di partita. Entra anche Shinji Kagawa per far rifiatare Ilkay Gundogan, anche lui eccellente oggi. Per l'ennesima volta il BVB va vicino al 3-1 ma Mkhitaryan, entrato in area ed accentratosi, conclude sopra la traversa graziando lo Stoccarda. Non succede così all'89°, quando Aubameyang da vero difensore con un tackle strappa palla a Rupp, poi arriva prima sul pallone vagante ed involandosi in un contropiede due contro zero. Pierre entra in area e serve l'altro giocatore andato in ripartenza, ancora Henrikh Mkhitaryan che stavolta realizza il gol del definitivo 1-3 che manda il BVB in semifinale di DFB Pokal.
Le formazioni hanno alcune differenze rispetto a quanto aspettato: lo Stoccarda schiera Sunjic in difesa al posto di Niedermeier e Kravets al posto dell'influenzato Timo Werner. In più, debutto stagionale per Mitchell Langerak, che è dunque uno dei due ex insieme a Kevin Grosskreutz. Il BVB invece schiera Burki al posto del portiere di coppa Weidenfeller, così come Matthias Ginter da regista per far riposare Julian Weigl. La vera sorpresa però è la presenza di Erik Durm da ala sinistra, un ritorno alle origini per lui che è riuscito ad arrivare al grande calcio proprio quando ha smesso di essere un calciatore offensivo.
I primi minuti vedono uno Stoccarda propositivo grazie al solito Didavi, giocatore che da sempre crea problemi al BVB. Tuttavia, il Borussia Dortmund passa in vantaggio al quinto minuto di gioco con Marco Reus, che prima con un colpo di tacco smarca Mkhitaryan e poi sul proseguimento dell'azione riceve da Aubameyang, realizzando da pochi passi la rete dell'1-0.
Il vantaggio in teoria non fa altro che appoggiare ulteriormente il piano partita di Thomas Tuchel, che prima del match ha dichiarato che il BVB avrebbe dovuto giocare in maniera diversa rispetto al solito: traduzione, meno possesso palla, più attesa per provare a sorprendere lo Stoccarda in questo modo. Anche così si spiega la scelta di Durm come ala sinistra, giocatore che può aiutare Schmelzer sulla fascia occupata da uno dei giocatori più rapidi in campo, Filip Kostic. La pratica non fa seguito alla teoria però, considerato che lo Stoccarda al 20° minuto trova la rete del pareggio con Lukas Rupp, che scaglia una conclusione dal limite dell'area deviata da Mkhitaryan e la cui nuova traiettoria inganna Burki, che è costretto a raccogliere la palla dal fondo della rete. 1-1 e palla al centro.
A questo punto la partita si blocca un attimo, non i tifosi del BVB che salgono in cattedra, nel modo sbagliato: entrati nello stadio al 19° minuto, poco prima del gol di Rupp, in seguito ad una protesta relativa al caro biglietti, hanno cominciato a lanciare in campo palle da tennis qualche minuto dopo, apparentemente sempre per dar voce a questa protesta. Forse hanno colto nel segno, vista l'originalità e visto che la partita sia stata anche sospesa qualche minuto, ma non è certo parsa un'idea intelligente.
Alla ripresa delle ostilità lo Stoccarda sembra pronto a colpire di nuovo ma invece è il BVB a tornare in vantaggio, con Aubameyang che riceve uno splendido passaggio in profondità da parte di Reus, prima di superare Langerak con un sinistro potente e preciso e realizzare l'1-2. E' un gol importante dal punto di vista soprattutto psicologico, visto che lo Stoccarda sembrava in un buon momento ed invece si ritrova ad inseguire nuovamente dopo pochi minuti in situazione di parità. Questo non scoraggia i ragazzi allenatida Jurgen Kramny, va detto, ma la determinazione dello Stoccarda nel ricercare il pareggio non viene premiata. La partita anzi sembra bloccarsi e solo Didavi con un colpo di testa impegna Burki. Dunque si arriva all'intervallo sul punteggio di 1-2.
Il secondo tempo riprende sulla stessa falsariga del primo, con attacchi che si alternano, soprattutto in seguito ad azioni su palla inattiva, sebbene entrambe le squadre provino a costruire qualcosa. L'occasione migliore nei primi dieci minuti della ripresa cade sui piedi di Aubameyang, che riceve l'ennesimo passaggio illuminante della serata di Marco Reus ma da pochi passi spara alto sopra la traversa. Lo Stoccarda prende piede nella fase successiva, prima guadagna una punizione dal limite che Didavi non sfrutta, poi lo stesso Didavi conclude alto dopo essere stato servito molto bene da Rupp, infine è Filip Kostic a creare pericolo a Burki andando via in velocità ma calibrando male il tiro. Kramny prova a rendere ancora più offensiva la sua squadra inserendo Martin Harnik in luogo di Serey Dié.
Il cambio rende lo Stoccarda convinto dei propri mezzi, ma tatticamente qualcosa salta ed i centrocampisti del BVB hanno tantissimo spazio per poter provare il contropiede che possa decidere la partita ma il gol non arriva. Tuchel decide di dare maggiore quantità a centrocampo togliendo Reus e mettendo Moritz Leitner, quando si entra negli ultimi dieci minuti di partita. Entra anche Shinji Kagawa per far rifiatare Ilkay Gundogan, anche lui eccellente oggi. Per l'ennesima volta il BVB va vicino al 3-1 ma Mkhitaryan, entrato in area ed accentratosi, conclude sopra la traversa graziando lo Stoccarda. Non succede così all'89°, quando Aubameyang da vero difensore con un tackle strappa palla a Rupp, poi arriva prima sul pallone vagante ed involandosi in un contropiede due contro zero. Pierre entra in area e serve l'altro giocatore andato in ripartenza, ancora Henrikh Mkhitaryan che stavolta realizza il gol del definitivo 1-3 che manda il BVB in semifinale di DFB Pokal.
sabato 23 gennaio 2016
Recap 18^ giornata Bundesliga 2015/2016: Borussia Moenchengladbach-BVB 1-3
Poteva essere un match che avrebbe riaperto definitivamente la lotta per il secondo posto, invece la squadra ha reagito alla grande, cinica come raramente è accaduto in passato. +8 sulla terza, +12 sulla quarta, comincia ad essere un vantaggio ragguardevole.
Nessuna sorpresa nelle formazioni, unica differenza rispetto a quanto previsto è la presenza dal primo minuto per Gonzalo Castro, che gioca dunque la sua trecentesima partita in Bundesliga, in luogo di Shinji Kagawa. Nel Gladbach nessuno dei due nuovi in campo, Schubert ha deciso di inserire gradualmente anche Hinteregger preferendo Nico Elvedi al fianco di Andreas Christensen. per una coppia di centrali nata interamente nel 1996.
L'inizio è abbastanza vivace, il BVB propone ma la prima conclusione è del Gladbach, proprio con Andreas Christensen che in situazione di palla inattiva si smarca da Weigl e di testa scheggia la traversa, sprecando una chance abbastanza ghiotta. Risopnde il BVB dopo un paio di minuti con Aubameyang, servito molto bene da un Marco Reus ispirato nei primi minuti, ma la conclusione del gabonese è larga e debole. Il BVB nella prima partie di match schiera Reus come ala destra e Mkhitaryan a sinistra invece che della solita, inversa, disposizione. Il motivo è legato alla decisione da parte di Tuchel di tutelare Park, difensivamente meno dotato, con un calciatore più abile in fase di copertura come Heno, cosa che infatti spinge il Gladbach ad attaccare più sulla sua fascia sinistra, dove il duello tra Wendt e Piszczek è di alta qualità.
La partita è abbastanza equilibrata e si gioca molto a centrocampo, i Fohlen sembrano essere più vicini all'area avversaria ed arrivano anche alla conclusione con Wendt, che però finisce fuori. Chi riesce a creare scompiglio nella difesa giallonera è Ibrahima Traore, che si infila tra le linee grazie alla sua velocità, alla quale tuttavia non riesce ad aggiungere altro, non riuscendo quindi ad innescare i suoi compagni. Il BVB dal canto suo riesce ad arrivare un paio di volte sul fondo, ma in due occasioni Aubameyang risulta impreciso. La migliore occasione per i gialloneri dunque arriva al 33° con Gundogan, che da fuori area scaglia un tiro che centra la traversa, a Sommer battuto.
Mentre sembrava che si potesse arrivare all'intervallo fermi sullo 0-0, ecco che al 41° minuto la partita si sblocca ed è il BVB a passare in vantaggio: la squadra riparte dopo un errore di Fabian Johnson, Gundogan conduce la transizione e con un passaggio splendido serve al millimetro Marco Reus che riceve in profondità, entra in area e di destro batte Sommer per il gol dello 0-1. Non un vantaggio meritatissimo, ma poco importa. E' con questo punteggio che si giunge alla fine del primo tempo.
L'inizio della ripresa segue la falsa riga della fine del primo, visto che il Borussia Dortmund raddoppia: Hummels con un ottimo tackle ferma Traoré e lancia il contropiede guidato come al solito da Gundogan che serve Reus. Marco scorge libero Mkhitaryan libero sulla sinistra e lo serve, per l'armeno non è difficile appoggiare la palla alle spalle di Sommer per il raddoppio giallonero. Se pensate però che la partita sia finita, sbagliate di grosso perchùè al 58° i padroni di casa accorciano le distanze con Raffael: azione lunga iniziata ancora una volta da Traoré con la difesa abbastanza dormiente, Stindl trova libero il brasiliano che rientra sul sinistro e batte Burki.
Tuchel corre ai ripari ed inserisce Matthias Ginter in luogo di Gonzalo Castro e soprattutto Erik Durm, al debutto stagionale, al posto di Marco Reus per quello che sembra diventare un 4-3-1-2 molto difensivo. E' in contropiede che il BVB diventa pericoloso, al 71° Aubameyang lanciato da solo fallisce una grossissima occasione, in quella che per lui è stata una pessima giornata, poi però la squadra ospite punisce: Mkhitaryan recupera palla e serve Ginter, che ridà il pallone in profondità all'armeno che legge l'inserimento di Gundogan e lo serve con un cross. Gundogan, decisamente il migliore in campo oggi, devia al volo e realizza il gol del 1-3, che mette una grossa ipoteca.
Nei minuti finali si succedono gli ultimi cambi: nel BVB entra Ramos al posto di uno spento Aubameyang, nel Gladbach debuttano i due nuovi acquisti Hinteregger ed Hofmann, che quindi debutta con la nuova maglia contro la sua ex squadra. Proprio Hofmann avrebbe la chance per riaccorciare le distanze ma la sua conclusione da un raggio ravvicinato finisce fuori di poco. Non succede più nulla ed allora Felix Brych può fischiare la fine del match, che regala un successo d'importanza capitale per il BVB.
Nessuna sorpresa nelle formazioni, unica differenza rispetto a quanto previsto è la presenza dal primo minuto per Gonzalo Castro, che gioca dunque la sua trecentesima partita in Bundesliga, in luogo di Shinji Kagawa. Nel Gladbach nessuno dei due nuovi in campo, Schubert ha deciso di inserire gradualmente anche Hinteregger preferendo Nico Elvedi al fianco di Andreas Christensen. per una coppia di centrali nata interamente nel 1996.
L'inizio è abbastanza vivace, il BVB propone ma la prima conclusione è del Gladbach, proprio con Andreas Christensen che in situazione di palla inattiva si smarca da Weigl e di testa scheggia la traversa, sprecando una chance abbastanza ghiotta. Risopnde il BVB dopo un paio di minuti con Aubameyang, servito molto bene da un Marco Reus ispirato nei primi minuti, ma la conclusione del gabonese è larga e debole. Il BVB nella prima partie di match schiera Reus come ala destra e Mkhitaryan a sinistra invece che della solita, inversa, disposizione. Il motivo è legato alla decisione da parte di Tuchel di tutelare Park, difensivamente meno dotato, con un calciatore più abile in fase di copertura come Heno, cosa che infatti spinge il Gladbach ad attaccare più sulla sua fascia sinistra, dove il duello tra Wendt e Piszczek è di alta qualità.
La partita è abbastanza equilibrata e si gioca molto a centrocampo, i Fohlen sembrano essere più vicini all'area avversaria ed arrivano anche alla conclusione con Wendt, che però finisce fuori. Chi riesce a creare scompiglio nella difesa giallonera è Ibrahima Traore, che si infila tra le linee grazie alla sua velocità, alla quale tuttavia non riesce ad aggiungere altro, non riuscendo quindi ad innescare i suoi compagni. Il BVB dal canto suo riesce ad arrivare un paio di volte sul fondo, ma in due occasioni Aubameyang risulta impreciso. La migliore occasione per i gialloneri dunque arriva al 33° con Gundogan, che da fuori area scaglia un tiro che centra la traversa, a Sommer battuto.
Mentre sembrava che si potesse arrivare all'intervallo fermi sullo 0-0, ecco che al 41° minuto la partita si sblocca ed è il BVB a passare in vantaggio: la squadra riparte dopo un errore di Fabian Johnson, Gundogan conduce la transizione e con un passaggio splendido serve al millimetro Marco Reus che riceve in profondità, entra in area e di destro batte Sommer per il gol dello 0-1. Non un vantaggio meritatissimo, ma poco importa. E' con questo punteggio che si giunge alla fine del primo tempo.
L'inizio della ripresa segue la falsa riga della fine del primo, visto che il Borussia Dortmund raddoppia: Hummels con un ottimo tackle ferma Traoré e lancia il contropiede guidato come al solito da Gundogan che serve Reus. Marco scorge libero Mkhitaryan libero sulla sinistra e lo serve, per l'armeno non è difficile appoggiare la palla alle spalle di Sommer per il raddoppio giallonero. Se pensate però che la partita sia finita, sbagliate di grosso perchùè al 58° i padroni di casa accorciano le distanze con Raffael: azione lunga iniziata ancora una volta da Traoré con la difesa abbastanza dormiente, Stindl trova libero il brasiliano che rientra sul sinistro e batte Burki.
Tuchel corre ai ripari ed inserisce Matthias Ginter in luogo di Gonzalo Castro e soprattutto Erik Durm, al debutto stagionale, al posto di Marco Reus per quello che sembra diventare un 4-3-1-2 molto difensivo. E' in contropiede che il BVB diventa pericoloso, al 71° Aubameyang lanciato da solo fallisce una grossissima occasione, in quella che per lui è stata una pessima giornata, poi però la squadra ospite punisce: Mkhitaryan recupera palla e serve Ginter, che ridà il pallone in profondità all'armeno che legge l'inserimento di Gundogan e lo serve con un cross. Gundogan, decisamente il migliore in campo oggi, devia al volo e realizza il gol del 1-3, che mette una grossa ipoteca.
Nei minuti finali si succedono gli ultimi cambi: nel BVB entra Ramos al posto di uno spento Aubameyang, nel Gladbach debuttano i due nuovi acquisti Hinteregger ed Hofmann, che quindi debutta con la nuova maglia contro la sua ex squadra. Proprio Hofmann avrebbe la chance per riaccorciare le distanze ma la sua conclusione da un raggio ravvicinato finisce fuori di poco. Non succede più nulla ed allora Felix Brych può fischiare la fine del match, che regala un successo d'importanza capitale per il BVB.
mercoledì 16 dicembre 2015
Recap Ottavi di finale DFB Pokal 2015/2016: Augsburg-BVB 0-2
Poteva essere una trappola, ma i giocatori l'hanno schivata alla grande. Sicuramente peserà nell'ottica del prossimo impegno di campionato visto l'utilizzo di tutti i titolari ma la DFB Pokal è un obiettivo stagionale ed il BVB lo sta rispettando come meglio non può andando ad espugnare il difficile campo di Augsburg.
Il BVB schiera una formazione che in parte sorprende, in parte no: l'undici è praticamente quello titolare con il solo Adrian Ramos in luogo di Marco Reus, che da infortunato può solo guardare il match da casa. Gioca persino Burki, lui che in genere lascia il posto a Weidenfeller nelle partite di coppa. L'Augsburg invece fa più turnover di quanto si pensi, lasciando a riposo Werner ed Esswein e proponendo dietro la punta Bobadilla il coreano Dong-Won Ji, ex dell'incontro.
Le prime fasi sono di studio, soprattutto per il BVB che si schiera con Ramos da centravanti in quello che a tratti sembra anche un 4-4-2 con centrocampo a rombo. L'Augsburg corre molto sin da subito e gioca in modo aggressivo, puntando anche alle gambe degli avversari ed al 13° minuto sia Aubameyang che Bender hanno richiesto il soccorso del personale medico per un problema rispettivamente al piede ed al ginocchio, che fortunatamente non si sono rivelati gravi.
Le occasioni latitano da entrambe le parti nonostante un paio di iniziative interessanti, ci prova Bobadilla al 25° ma Burki para attentamente. La risposta del BVB è affidata a Julian Weigl che dalla distanza però non centra la porta. Va in rete, ma gli arbitri non convalidano, Ilkay Gundogan dopo un fallo di Aubameyang che ha determinato la decisione arbitrale. Non accade molto altro da qui al 45°, anzi praticamente nulla e l'arbitro Manuel Grafe manda tutti negli spogliatoi sul punteggio di 0-0.
La ripresa vede un nuovo protagonista in campo, è Sokratis Papastathopoulos che prende il posto di Bender per il quale, evidentemente, il problema al ginocchio non era così leggero. Nei minuti iniziali c'è decisamente più vivacità ed il BVB mette in pericolo la porta difesa da Hitz in due occasioni, prima con Castro ma il portiere svizzero è bravo nella parata, poi con Hummels di testa sugli sviluppi di un calcio di punizione, ma la palla finisce alta sopra la traversa. C'è anche l'Augsburg, che al decimo della ripresa produce la miglior occasione da gol della partita, ancora con Bobadilla che, servito da Ji, si trova solo davanti a Burki ma è bravo il nostro portiere ad ipnotizzare l'attaccante paraguaiano che gli tira addosso.
Tuchel decide di dare maggiore tecnica alla propria squadra ed inserisce Shinji Kagawa al posto di un Adrian Ramos che non è parso brillantissimo questa sera, un po' fuori fase. E il suo ingresso in campo se non altro porta fortuna perché al 60° il Borussia Dortmund passa in vantaggio, con il solito Pierre-Emerick Aubameyang che approfitta di un rimpallo favorevole a Gonzalo Castro per ricevere indisturbato in area e realizzare il gol dello 0-1. E' un gol teoricamente importante dal punto di vista strategico perché costringe l'Augsburg a venir fuori ed attaccare, aprendo possibili contropiedi. Proprio da uno di questi nasce una nuova azione offensiva al 65°, Kagawa serve Mkhitaryan che si accentra e conclude verso la porta: una leggera deviazione di Ragnar Klavan mette fuori gioco Marwin Hitz e la palla va in rete, gol del 2-0 e Borussia Dortmund sempre più vicino ai quarti di finale.
La partita scorre con il BVB che continua a far possesso: Weinzierl prova a cambiare qualcosa mettendo Esswein al posto di Koo ma nulla cambia ed anzi, il BVB va vicino anche al 3-0 ancora con Mkhitaryan, che riceve da Aubameyang ma da pochi passi non riesce ad appoggiare in rete. Tuchel decide anche di togliere Gundogan, che precedentemente aveva subito una gomitata al volto, per inserire Ginter il quale ultimamente sembra avere più spazio da mediano che da terzino destro. L'Augsburg non ha la forza nemmeno per riuscire ad accorciare le distanze, provandoci debolmente solo con Ji ma alla fine della partita il risultato vede vincere per 2-0 il BVB, che si qualifica ai quarti di finale di DFB Pokal.
Il BVB schiera una formazione che in parte sorprende, in parte no: l'undici è praticamente quello titolare con il solo Adrian Ramos in luogo di Marco Reus, che da infortunato può solo guardare il match da casa. Gioca persino Burki, lui che in genere lascia il posto a Weidenfeller nelle partite di coppa. L'Augsburg invece fa più turnover di quanto si pensi, lasciando a riposo Werner ed Esswein e proponendo dietro la punta Bobadilla il coreano Dong-Won Ji, ex dell'incontro.
Le prime fasi sono di studio, soprattutto per il BVB che si schiera con Ramos da centravanti in quello che a tratti sembra anche un 4-4-2 con centrocampo a rombo. L'Augsburg corre molto sin da subito e gioca in modo aggressivo, puntando anche alle gambe degli avversari ed al 13° minuto sia Aubameyang che Bender hanno richiesto il soccorso del personale medico per un problema rispettivamente al piede ed al ginocchio, che fortunatamente non si sono rivelati gravi.
Le occasioni latitano da entrambe le parti nonostante un paio di iniziative interessanti, ci prova Bobadilla al 25° ma Burki para attentamente. La risposta del BVB è affidata a Julian Weigl che dalla distanza però non centra la porta. Va in rete, ma gli arbitri non convalidano, Ilkay Gundogan dopo un fallo di Aubameyang che ha determinato la decisione arbitrale. Non accade molto altro da qui al 45°, anzi praticamente nulla e l'arbitro Manuel Grafe manda tutti negli spogliatoi sul punteggio di 0-0.
La ripresa vede un nuovo protagonista in campo, è Sokratis Papastathopoulos che prende il posto di Bender per il quale, evidentemente, il problema al ginocchio non era così leggero. Nei minuti iniziali c'è decisamente più vivacità ed il BVB mette in pericolo la porta difesa da Hitz in due occasioni, prima con Castro ma il portiere svizzero è bravo nella parata, poi con Hummels di testa sugli sviluppi di un calcio di punizione, ma la palla finisce alta sopra la traversa. C'è anche l'Augsburg, che al decimo della ripresa produce la miglior occasione da gol della partita, ancora con Bobadilla che, servito da Ji, si trova solo davanti a Burki ma è bravo il nostro portiere ad ipnotizzare l'attaccante paraguaiano che gli tira addosso.
Tuchel decide di dare maggiore tecnica alla propria squadra ed inserisce Shinji Kagawa al posto di un Adrian Ramos che non è parso brillantissimo questa sera, un po' fuori fase. E il suo ingresso in campo se non altro porta fortuna perché al 60° il Borussia Dortmund passa in vantaggio, con il solito Pierre-Emerick Aubameyang che approfitta di un rimpallo favorevole a Gonzalo Castro per ricevere indisturbato in area e realizzare il gol dello 0-1. E' un gol teoricamente importante dal punto di vista strategico perché costringe l'Augsburg a venir fuori ed attaccare, aprendo possibili contropiedi. Proprio da uno di questi nasce una nuova azione offensiva al 65°, Kagawa serve Mkhitaryan che si accentra e conclude verso la porta: una leggera deviazione di Ragnar Klavan mette fuori gioco Marwin Hitz e la palla va in rete, gol del 2-0 e Borussia Dortmund sempre più vicino ai quarti di finale.
La partita scorre con il BVB che continua a far possesso: Weinzierl prova a cambiare qualcosa mettendo Esswein al posto di Koo ma nulla cambia ed anzi, il BVB va vicino anche al 3-0 ancora con Mkhitaryan, che riceve da Aubameyang ma da pochi passi non riesce ad appoggiare in rete. Tuchel decide anche di togliere Gundogan, che precedentemente aveva subito una gomitata al volto, per inserire Ginter il quale ultimamente sembra avere più spazio da mediano che da terzino destro. L'Augsburg non ha la forza nemmeno per riuscire ad accorciare le distanze, provandoci debolmente solo con Ji ma alla fine della partita il risultato vede vincere per 2-0 il BVB, che si qualifica ai quarti di finale di DFB Pokal.
domenica 13 dicembre 2015
Recap 16^ giornata Bundesliga 2015/2016: BVB-Eintracht Francoforte 4-1
Si doveva vince e si è vinto. Sembrava poter essere una partita facile, alla fine della fiera così è stato ma se non c'è qualche attimo di spavento in ogni match non sarebbe il BVB. Adesso il distacco dalle altre è veramente interessante, nella speranza di non perdere tutto nel girone di ritorno.
L'inizio del BVB è molto promettente: nei primi cinque minuti battuti quattro angoli e due tiri in porta vengono scoccati da Gundogan prima e da Reus poi. Forse spingendo troppo, tanto che si trova scoperta dopo un altro angolo battuto. Hradecky dal rinvio trova subito Seferovic che serve Alex Meier, il quale dai 25 metri fa partire un tiro verso l'angolino che batte Burki per il precoce e molto sorprendente vantaggio dell'Eintracht.
Il BVB non ha bisogno di una reazione, ha impresso il suo gioco sin dal primo secondo e continua così: Aubameyang va al gol ma un fuorigioco fischiato a Mkhitaryan annulla tutto. Tuttavia non si riesce a pungere con una difesa centrale ospite che sorprende per reattività e valore tattico, considerando che fosse rimaneggiata e senza alchimia non avendo Abraham e Kinsombi mai giocato insieme. L'Eintracht si fa vedere anche dalle parti di Burki, in maniera timida con Djakpa che prova un'altra conclusione da lontano, parata dal portiere svizzero. Il momento difficile del BVB termina momentaneamente al 23° quando Hummels gioca un passaggio filtrante notevole che pesca Aubameyang in profondità, il cross basso al centro trova Henrikh Mkhitaryan che realizza a porta vuota il gol del meritato pareggio.
Il BVB acquisisce nuovo coraggio e continua a portare grande pressing all'Eintracht nella speranza di rubare palla nella metà campo offensiva e produrre nuovi contropiedi. Di contropiede vive anche l'Eintracht che per mancanze tecniche non riesce ad organizzare azioni pericolose in altro modo. Il BVB va in rete per la terza volta al 37° ma anche in questo caso c'è un fuorigioco prima del gol di Aubameyang, giustamente ravvisato dal guardalinee. Arriva anche un'azione da gol molto netta per il BVB con Gundogan, che sfrutta una combinazione tra Aubameyang e Mkhitaryan per andare al tiro, deviato in angolo da Hradecky. Poi è il turno del gabonese andare in contropiede e andare al tiro ma, stanco, Aubameyang conclude fuori.
Gli ultimi minuti sono molto vivi, nel bene e nel male: Marco Reus ha un risentimento alla coscia ed è costretto ad uscire dopo 42 minuti in cambio di Kagawa. Nell'azione successiva, il già ammonito Medojevic commette fallo in area. Rigore e secondo giallo per il mediano ospite, che lascia la sua squadra in dieci. Dal dischetto Pierre Aubameyang che tuttavia tira a lato e tiene il punteggio in situazione di parità, così come è grave l'errore di Mkhitaryan che solo davanti alla porta proprio come nel caso dell'1-1, raccoglie un cross di Schmelzer ma spara alto sopra la traversa. Con questo errore, si chiude il primo tempo.
All'intervallo Armin Veh decide di fare un cambio, togliendo Stefan Aigner, un centrocampista e inserendo al suo posto Tim Chandler, un terzino. Atteggiamento in teoria più prudente ma nella realtà dei fatti lo statunitense di Germania va ad occupare lo stesso ruolo del titolare, anche se chiaramente l'intento di Veh è quello di coprirsi di più vista l'inferiorità numerica, L'inizio vede un BVB che continua la sua raccolta di calci d'angolo, senza riuscire ad essere pericoloso al tiro se non con una conclusione da lontano di Kagawa, che trova pronto Hradecky. Il giapponese è comunque protagonista qualche minuto dopo, prima raccogliendo un delizioso passaggio di Hummels per una conclusione deviata in angolo, poi realizzando l'assist per l'agognato 2-1, ricevendo una palla delicatissima di Gundogan e appoggiando d'esterno destro per Aubameyang, che segna il gol del vantaggio finalmente in posizione regolare. Gol numero 18 per Pierre in 15 partite di campionato, numeri decisamente astronomici.
E poi arriva anche il 3-1, con il capitano Mats Hummels: azione da calcio d'angolo, Mkhitaryan prova il tiro una prima volta, ribattuto, sul rimpallo si avventano sia lui che Hummels che prende per primo il pallone e lo piazza nell'angolino per il meritato doppio vantaggio. Ci sarebbe addirittura spazio per un possibile 4-1 ma Mkhitaryan oggi non è centratissimo e di testa manca la doppietta personale con un altro errore da due metri e a porta vuota. In ogni caso, il 3-1 dà maggiore tranquillità ai gialloneri che possono decisamente cominciare a effettuare la sua rete di passaggi, con l'Eintracht praticamente impotente.
Mentre i minuti passano e pochissimo accade, Tuchel decide di terminare i suoi dando prima un bel round di applausi a Mats Hummels, autore di un'ottima partita, al cui posto entra Sokratis Papastathopoulos e poi inserendo Adrian Ramos al posto di Henrikh Mkhitaryan. Proprio il colombiano realizza anche il gol del 4-1, raccogliendo al volo un cross di Lukasz Piszczek e infilando la porta per la seconda volta nella sua stagione.
Gli ultimi minuti sono solo accademia, l'arbitro non concede nemmeno un secondo di recupero e manda tutti negli spogliatoi sul punteggio di 4-1, in una partita che inguaia l'Eintracht ma proietta il BVB in una situazione davvero positiva.
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sabato 5 dicembre 2015
Recap 15^ giornata Bundesliga 2015/2016: Wolfsburg-BVB 1-2
Sembra tanto distante il BVB dal potente Bayern. Eppure, dopo quindici giornate di campionato, c'è meno distanza fra noi ed i bavaresi che con il terzo posto. Il successo esterno di oggi è uno statement importante per la nostra stagione.
Considerate le assenze, è più sorprendente la formazione del Wolfsburg che quella del BVB: i padroni di casa infatti recuperano Julian Draxler che viene schierato nel 4-2-3-1 con Kruse unica punta e Bas Dost lasciato in panchina, mentre le intuizioni suggerite in preview di Vieirinha terzino e Schurrle nei tre trequartisti è stata confermata dai fatti. Thomas Tuchel invece decide di schierare Matthias Ginter da mediano, come vice-Weigl ed è confermata la coppia Bender-Subotic al centro della difesa a causa delle assenze di Hummels e Papastathopoulos.
L'inizio della partita vede decisamente il BVB protagonista: dopo due minuti Gundogan prende la traversa su punizione ed in generale il Wolfsburg non sembrava aspettarsi una partenza all'arrembaggio dei gialloneri. Passano un paio di minuti ed arriva la seconda traversa degli ospiti, questa volta con Sven Bender che riceve da calcio d'angolo e da pochi passi centra il legno alto, graziando clamorosamente il Wolfsburg. Queste occasioni andrebbero sfruttate vista l'importanza e la difficoltà del match e considerate le assenze, perché contro squadre del calibro del Wolfsburg non ci vuole molto a trovarsi sotto nel punteggio.
Gli uomini di Hecking tuttavia non riescono a trovare la quadra, soprattutto in fase di interdizione dove evidentemente manca un uomo come Luiz Gustavo e nei primi venti minuti l'unica parata di Burki arriva su un cross sballato di Caligiuri. Il possesso palla del BVB ottiene i suoi frutti, ovvero quello di preservare Bender e Subotic e fortunatamente per buona parte del primo tempo ai padroni di casa mancano le contromisure. E' altresì chiaro che dopo un po' di tempo i biancoverdi riescano a capirne qualcosa e si facciano vedere dalle parti di Burki, andando al tiro solo una volta con Schurrle, al 30°.
E allora il BVB punisce questa pigrizia con il gol del vantaggio. AL 32° Joshua Guilavogui perde palla a centrocampo in modo abbastanza ingenuo, facendosela strappare da Mkhitaryan. Il rimpallo della palla giunge tra i piedi di Reus che, solo davanti a Benaglio, non deve far altro che saltare il portiere svizzero e mettere in porta lo 0-1 che apre le danze, meritatamente in favore dei gialloneri. Tuttavia il Wolfsburg si riaffaccia subito dalle parti di Burki e va vicinissimo da azione di calcio d'angolo al pareggio grazie al suo uomo più pericoloso quando si gioca contro il BVB, ovvero Naldo che schiaccia di testa ma Mkhitaryan sulla linea scaccia il pericolo. Ci prova Daniel Caligiuri al 37° ma Burki è attento ma le offensive dei padroni di casa, scossi dal gol subito, aumentano. Subito dopo, su un'altra palla inattiva è il turno di Arnold che la prende di testa ma spara fuori, dopodiché ci prova Vieirinha, ma la palla esce fuori. Gli ultimi minuti del primo tempo sono un assedio del Wolfsburg che tuttavia non riesce a pareggiare e dunque lo 0-1 è il punteggio con cui si chiude il primo tempo.
La ripresa inizia con un cambio per il Wolfsburg che inserisce peso in attacco con Bas Dost, al posto del deludente Guilavogui. I padroni di casa comunque sono maggiormente padroni del campo e della palla, cosa che mette ovviamente in difficoltà la difesa del BVB. Tuchel decide di passare alle contromosse inserendo Kagawa in luogo di Gundogan ed arretrando Castro ed un cambio simile lo attua anche Hecking che inserisce il terzino Trasch al posto dell'ala Caligiuri e spostando Vieirinha più in avanti. Arriva una grande occasione per il Wolfsburg al 59° con Dost, che intercetta un passaggio sbagliato di Burki ma il tiro del centravanti olandese è parato bene dal portiere svizzero. Dopodiché prima Draxler e poi Rodriguez ci provano dalla distanza ma ancora Burki prodigioso salva il risultato.
La partita perde leggermente ritmo quando si supera la mezz'ora della ripresa ma è sempre il Wolfsburg a dettare il ritmo, con il BVB che solo una volta è riuscito ad entrare in area di rigore, senza creare pericoli. A dire il vero non ne crea più per un certo periodo di tempo anche il Wolfsburg, che non riesce ad essere incisivo. Ci prova il BVB al 78° con Aubameyang, dopo un'azione in cui gli ospiti perdono e riconquistano palla per due volte prima che Mkhitaryan possa andare al cross per servire il suo centravanti che cicca il pallone e manda alto perdendo l'occasione per chiudere la partita.
Gli ultimi dieci minuti si aprono con un'altra occasione ghiotta da gol per il Wolfsburg che con Vieirinha va al tiro di testa ma Sven Bender, anche oggi bravo, salva sulla linea. Tuchel effettua gli altri due cambi inserendo Hofmann e Park al posto di Castro ed Aubameyang, oggi non al top. Si copre leggermente il BVB e si prepara per l'assedio finale del Wolfsburg. Assedio che si concretizza proprio al 90° minuto con un contatto tra Piszczek e Schurrle in area di rigore che l'arbitro Tobias Stieler giudica da rigore. Dagli undici metri Ricardo Rodriguez è implacabile e batte Burki per l'1-1.
90° minuto, goal del pareggio appena subito, squadra che non ha mai tirato in porta nella ripresa. Finita? NEIN! In zona Cesarini il BVB si riaffaccia avanti, apertura di prima magistrale di Reus verso Henrikh Mkhitaryan libero sul vertice sinistro dell'area, l'armeno al volo la rimette al centro per Shinji Kagawa che a colpo sicura realizza il gol dell'1-1 che regala una vittoria insperata sulla carta e divenuta complessa da raggiungere man mano che passasse il tempo.
Considerate le assenze, è più sorprendente la formazione del Wolfsburg che quella del BVB: i padroni di casa infatti recuperano Julian Draxler che viene schierato nel 4-2-3-1 con Kruse unica punta e Bas Dost lasciato in panchina, mentre le intuizioni suggerite in preview di Vieirinha terzino e Schurrle nei tre trequartisti è stata confermata dai fatti. Thomas Tuchel invece decide di schierare Matthias Ginter da mediano, come vice-Weigl ed è confermata la coppia Bender-Subotic al centro della difesa a causa delle assenze di Hummels e Papastathopoulos.
L'inizio della partita vede decisamente il BVB protagonista: dopo due minuti Gundogan prende la traversa su punizione ed in generale il Wolfsburg non sembrava aspettarsi una partenza all'arrembaggio dei gialloneri. Passano un paio di minuti ed arriva la seconda traversa degli ospiti, questa volta con Sven Bender che riceve da calcio d'angolo e da pochi passi centra il legno alto, graziando clamorosamente il Wolfsburg. Queste occasioni andrebbero sfruttate vista l'importanza e la difficoltà del match e considerate le assenze, perché contro squadre del calibro del Wolfsburg non ci vuole molto a trovarsi sotto nel punteggio.
Gli uomini di Hecking tuttavia non riescono a trovare la quadra, soprattutto in fase di interdizione dove evidentemente manca un uomo come Luiz Gustavo e nei primi venti minuti l'unica parata di Burki arriva su un cross sballato di Caligiuri. Il possesso palla del BVB ottiene i suoi frutti, ovvero quello di preservare Bender e Subotic e fortunatamente per buona parte del primo tempo ai padroni di casa mancano le contromisure. E' altresì chiaro che dopo un po' di tempo i biancoverdi riescano a capirne qualcosa e si facciano vedere dalle parti di Burki, andando al tiro solo una volta con Schurrle, al 30°.
E allora il BVB punisce questa pigrizia con il gol del vantaggio. AL 32° Joshua Guilavogui perde palla a centrocampo in modo abbastanza ingenuo, facendosela strappare da Mkhitaryan. Il rimpallo della palla giunge tra i piedi di Reus che, solo davanti a Benaglio, non deve far altro che saltare il portiere svizzero e mettere in porta lo 0-1 che apre le danze, meritatamente in favore dei gialloneri. Tuttavia il Wolfsburg si riaffaccia subito dalle parti di Burki e va vicinissimo da azione di calcio d'angolo al pareggio grazie al suo uomo più pericoloso quando si gioca contro il BVB, ovvero Naldo che schiaccia di testa ma Mkhitaryan sulla linea scaccia il pericolo. Ci prova Daniel Caligiuri al 37° ma Burki è attento ma le offensive dei padroni di casa, scossi dal gol subito, aumentano. Subito dopo, su un'altra palla inattiva è il turno di Arnold che la prende di testa ma spara fuori, dopodiché ci prova Vieirinha, ma la palla esce fuori. Gli ultimi minuti del primo tempo sono un assedio del Wolfsburg che tuttavia non riesce a pareggiare e dunque lo 0-1 è il punteggio con cui si chiude il primo tempo.
La ripresa inizia con un cambio per il Wolfsburg che inserisce peso in attacco con Bas Dost, al posto del deludente Guilavogui. I padroni di casa comunque sono maggiormente padroni del campo e della palla, cosa che mette ovviamente in difficoltà la difesa del BVB. Tuchel decide di passare alle contromosse inserendo Kagawa in luogo di Gundogan ed arretrando Castro ed un cambio simile lo attua anche Hecking che inserisce il terzino Trasch al posto dell'ala Caligiuri e spostando Vieirinha più in avanti. Arriva una grande occasione per il Wolfsburg al 59° con Dost, che intercetta un passaggio sbagliato di Burki ma il tiro del centravanti olandese è parato bene dal portiere svizzero. Dopodiché prima Draxler e poi Rodriguez ci provano dalla distanza ma ancora Burki prodigioso salva il risultato.
La partita perde leggermente ritmo quando si supera la mezz'ora della ripresa ma è sempre il Wolfsburg a dettare il ritmo, con il BVB che solo una volta è riuscito ad entrare in area di rigore, senza creare pericoli. A dire il vero non ne crea più per un certo periodo di tempo anche il Wolfsburg, che non riesce ad essere incisivo. Ci prova il BVB al 78° con Aubameyang, dopo un'azione in cui gli ospiti perdono e riconquistano palla per due volte prima che Mkhitaryan possa andare al cross per servire il suo centravanti che cicca il pallone e manda alto perdendo l'occasione per chiudere la partita.
Gli ultimi dieci minuti si aprono con un'altra occasione ghiotta da gol per il Wolfsburg che con Vieirinha va al tiro di testa ma Sven Bender, anche oggi bravo, salva sulla linea. Tuchel effettua gli altri due cambi inserendo Hofmann e Park al posto di Castro ed Aubameyang, oggi non al top. Si copre leggermente il BVB e si prepara per l'assedio finale del Wolfsburg. Assedio che si concretizza proprio al 90° minuto con un contatto tra Piszczek e Schurrle in area di rigore che l'arbitro Tobias Stieler giudica da rigore. Dagli undici metri Ricardo Rodriguez è implacabile e batte Burki per l'1-1.
90° minuto, goal del pareggio appena subito, squadra che non ha mai tirato in porta nella ripresa. Finita? NEIN! In zona Cesarini il BVB si riaffaccia avanti, apertura di prima magistrale di Reus verso Henrikh Mkhitaryan libero sul vertice sinistro dell'area, l'armeno al volo la rimette al centro per Shinji Kagawa che a colpo sicura realizza il gol dell'1-1 che regala una vittoria insperata sulla carta e divenuta complessa da raggiungere man mano che passasse il tempo.
domenica 29 novembre 2015
Recap 14^ giornata Bundesliga 2015-2016: BVB-Stoccarda 4-1
Contro le critiche approssimative ed affrettate, contro le notizie inventate, il BVB chiude la bocca a tutti e si rimette in marcia per restare più in alto possibile in Bundesliga. Solo cinque minuti di difficoltà, per il resto una vittoria facile contro un'avversaria debole.
Il BVB presenta una formazione leggermente sorprendente. Lukasz Piszczek schierato al posto di Matze Ginter, Tuchel spiega prima della partita che la ragione è puramente tecnica per arginare meglio le sortite offensive di Filip Kostic. In più Castro rileva uno stanco Weigl mentre, ed è la maggiore sorpresa, Manni Bender è titolare al centro della difesa al posto di un Mats Hummels in difficoltà. Invece Jurgen Kramny schiera per la sua prima da allenatore uno Stoccarda abbastanza prevedibile, gli stessi undici indicati nella nostra preview con Timo Werner da falso nueve davanti a Didavi, Maxim ed appunto Kostic.
Il BVB presenta una formazione leggermente sorprendente. Lukasz Piszczek schierato al posto di Matze Ginter, Tuchel spiega prima della partita che la ragione è puramente tecnica per arginare meglio le sortite offensive di Filip Kostic. In più Castro rileva uno stanco Weigl mentre, ed è la maggiore sorpresa, Manni Bender è titolare al centro della difesa al posto di un Mats Hummels in difficoltà. Invece Jurgen Kramny schiera per la sua prima da allenatore uno Stoccarda abbastanza prevedibile, gli stessi undici indicati nella nostra preview con Timo Werner da falso nueve davanti a Didavi, Maxim ed appunto Kostic.
L'inizio del match è positivissimo per il BVB che va al gol subito con Gonzalo Castro, che approfitta una respinta centrale di Tyton su una conclusione di Aubameyang dopo un bel cross dalla destra di Mkhitaryan. Era da due anni e mezzo che il BVB non segnava così presto in una partita, quando nell'aprile del 2013 realizzò al 1° minuto contro il Mainz.
Con il vantaggio acquisito così presto, il BVB può imprimere il suo ritmo e la sua rete di gioco con tranquillità anche maggiore e continua a macinare possesso palla. Accade pochissimo fino al 17° minuto quando i gialloneri raddoppiano con Pierre-Emerick Aubameyang. L'azione parte da Bender che riveste al meglio i panni di Mats Hummels e offre un bel passaggio in verticale per Castro, il quale realizza una giocate deliziosa per trovare Aubameyang che riceve in profondità e con un pallonetto supera Tyton.
Al 26° il BVB andrebbe in rete anche per la terza volta, ma sul cross di Piszczek Reus è in fuorigioco e quindi la conclusione a rete di Aubameyang viene annullata tenendo il punteggio sul 2-0. Subito dopo lo Stoccarda prova a farsi vedere dalle parti di Burki ma Didavi prima e Kostic poi guadagnano al massimo un calcio d'angolo, non concretizzato. Tuttavia il gol del 2-1 arriva a quattro minuti dal termine del primo tempo con Daniel Didavi, ovviamente. Prima però si deve segnalare l'occasione di Timo Werner che supera Bender in velocità però si fa recuperare, prova a superare Burki e conclude verso la porta ma Piszczek, in gran recupero, salva letteralmente sulla linea. Sul proseguimento dell'azione Rupp serve un libero Kostic il quale mette al centro e trova Didavi che realizza a porta spalancata. Con il gol del #10 ospite si va all'intervallo.
Il secondo tempo inizia con una grande occasione per il BVB che genera un contropiede fulmineo ma non riesce a concretizzare il cross basso di Mkhitaryan con Reus e Aubameyang che in scivolata mancano la rete. Arriva anche un episodio molto dubbio da rigore con Niedermeier che atterra Mkhitaryan in area disinteressandosi del pallone, ma l'arbitro Manuel Graefe lascia continuare generando le proteste di Tuchel e Zorc. Il BVB continua ad attaccare ed a segnare, ma anche in questo caso arriva un annullamento per fuorigioco di Reus, che aveva realizzato, sbandierata assolutamente ineccepibile.
Nonostante le continue offensive, Tuchel decide di coprirsi leggermente togliendo Kagawa per Weigl e spostando Castro un po' più in avanti. Ancora Gonzo, con un delizioso assist di tacco, serve Aubameyang ma la conclusione del gabonese viene respinta da Tyton. Si supera l'ora di gioco senza che il BVB abbia chiuso la partita. E allora, se non ci riescono i giocatori del BVB, arrivano i difensori dello Stoccarda a rimediare: al 65° cross di Marco Reus verso il centro, Niedermeier scoordinato devia verso la porta proprio nell'angolino dove Tyton non può arrivare, è autogol ed è 3-1 per i padroni di casa. Lo Stoccarda va definitivamente in difficoltà e rischia di subire anche il quarto gol, prima con Aubameyang e poi con Reus, imprecisi sotto porta.
La partita si prolunga stancamente verso gli ultimi dieci minuti di gioco. Tuchel decide di dare un'ulteriore copertura alla squadra, con il risultato acquisito, inserendo Mats Hummels al posto di Marco Reus. Dieci minuti di 4-3-3 sostanzialmente in cui il BVB prova comunque a segnare il quarto gol. Entra anche Ramos in luogo di Gundogan e proprio dal colombiano parte l'azione del 4-1, Ramos serve Aubameyang che entra in area e a botta sicura piazza un diagonale nell'angolo opposto che chiude il match.
Con il vantaggio acquisito così presto, il BVB può imprimere il suo ritmo e la sua rete di gioco con tranquillità anche maggiore e continua a macinare possesso palla. Accade pochissimo fino al 17° minuto quando i gialloneri raddoppiano con Pierre-Emerick Aubameyang. L'azione parte da Bender che riveste al meglio i panni di Mats Hummels e offre un bel passaggio in verticale per Castro, il quale realizza una giocate deliziosa per trovare Aubameyang che riceve in profondità e con un pallonetto supera Tyton.
Al 26° il BVB andrebbe in rete anche per la terza volta, ma sul cross di Piszczek Reus è in fuorigioco e quindi la conclusione a rete di Aubameyang viene annullata tenendo il punteggio sul 2-0. Subito dopo lo Stoccarda prova a farsi vedere dalle parti di Burki ma Didavi prima e Kostic poi guadagnano al massimo un calcio d'angolo, non concretizzato. Tuttavia il gol del 2-1 arriva a quattro minuti dal termine del primo tempo con Daniel Didavi, ovviamente. Prima però si deve segnalare l'occasione di Timo Werner che supera Bender in velocità però si fa recuperare, prova a superare Burki e conclude verso la porta ma Piszczek, in gran recupero, salva letteralmente sulla linea. Sul proseguimento dell'azione Rupp serve un libero Kostic il quale mette al centro e trova Didavi che realizza a porta spalancata. Con il gol del #10 ospite si va all'intervallo.
Il secondo tempo inizia con una grande occasione per il BVB che genera un contropiede fulmineo ma non riesce a concretizzare il cross basso di Mkhitaryan con Reus e Aubameyang che in scivolata mancano la rete. Arriva anche un episodio molto dubbio da rigore con Niedermeier che atterra Mkhitaryan in area disinteressandosi del pallone, ma l'arbitro Manuel Graefe lascia continuare generando le proteste di Tuchel e Zorc. Il BVB continua ad attaccare ed a segnare, ma anche in questo caso arriva un annullamento per fuorigioco di Reus, che aveva realizzato, sbandierata assolutamente ineccepibile.
Nonostante le continue offensive, Tuchel decide di coprirsi leggermente togliendo Kagawa per Weigl e spostando Castro un po' più in avanti. Ancora Gonzo, con un delizioso assist di tacco, serve Aubameyang ma la conclusione del gabonese viene respinta da Tyton. Si supera l'ora di gioco senza che il BVB abbia chiuso la partita. E allora, se non ci riescono i giocatori del BVB, arrivano i difensori dello Stoccarda a rimediare: al 65° cross di Marco Reus verso il centro, Niedermeier scoordinato devia verso la porta proprio nell'angolino dove Tyton non può arrivare, è autogol ed è 3-1 per i padroni di casa. Lo Stoccarda va definitivamente in difficoltà e rischia di subire anche il quarto gol, prima con Aubameyang e poi con Reus, imprecisi sotto porta.
La partita si prolunga stancamente verso gli ultimi dieci minuti di gioco. Tuchel decide di dare un'ulteriore copertura alla squadra, con il risultato acquisito, inserendo Mats Hummels al posto di Marco Reus. Dieci minuti di 4-3-3 sostanzialmente in cui il BVB prova comunque a segnare il quarto gol. Entra anche Ramos in luogo di Gundogan e proprio dal colombiano parte l'azione del 4-1, Ramos serve Aubameyang che entra in area e a botta sicura piazza un diagonale nell'angolo opposto che chiude il match.
venerdì 20 novembre 2015
Recap 13^ giornata Bundesliga 2015/2016: Amburgo-BVB 3-1
Il BVB ad Amburgo gioca male e perde. Una delle poche verità della vita, come la morte e le tasse. Un rientro che non ci si aspettava, dobbiamo solo augurarci che certe prestazioni siano state occasionali e non l'inizio di un brutto periodo.
La formazione iniziale del BVB è tutto fuorché sorprendente. Undici titolare col ritorno di Reus in campo. Non figurano in panchina Park e Ramos in quanto tornati tardi dal loro impegno internazionale dunque al loro posto convocati Hofmann e Subotic. Quando si dice la profondità della rosa. Per quel che riguarda l'Amburgo, Labbadia tiene fuori Michael Gregoritsch che era un uomo in forma della squadra, preferendogli Ivo Ilicevic. Scelto anche Gideon Jung al posto di Marcelo Diaz come mediano, affiancherà a sorpresa Gojko Kacar che è riuscito a rientrare dal problema fisico alla coscia.
Dopo un ritardo di quindici minuti rispetto al canonico calcio d'inizio delle 20.30, la partita prende inizio ma, complice anche un terreno di gioco non proprio perfetto la partita stenta a decollare. Tuttavia proprio Ilicevic, la scelta a sorpresa di Labbadia prima va alla conclusione, totalmente imprecisa, poi però si procura un rigore sfruttando una ottima intuizione di Holtby che trova sorpresa la difesa del BVB. Anche Burki non è stato impeccabile nell'intervento su Ilicevic, che aveva già allargato la sua traiettoria verso la porta. Ad ogni modo, rigore giusto che Lasogga trasforma per l'1-0. La reazione del BVB è affidata ad una conclusione debole di Reus, che resta l'unica del BVB nella prima mezz'ora. Nonostante l'infortunio di Emir Spahic, costretto ad uscire in luogo di Cleber Reis, l'Amburgo resta solido e continua a farsi vedere anche dalle parti di Burki.
Ed anzi, raddoppia: Nicolai Muller serve Holtby che, completamente indisturbato, fa venti metri palla al piede, entra in area e realizza il 2-0. Non era un contropiede, la difesa era schierata, ma la reattività dei centrali oggi è stata veramente pessima. Con questo gol e questo risultato, le squadre vanno all'intervallo.
Tuchel, visibilmente contrariato dallo spettacolo offerto dalla sua squadra nel primo tempo, prova subito a porre rimedio e lascia negli spogliatoi Matthias Ginter e Shinji Kagawa facendo entrare Lukasz Piszczek e Gonzalo Castro. L'atteggiamento è ben diverso e non poteva iniziare che attaccando. Tuttavia la squadra è totalmente in giornata no e quindi è la struttura di gioco a risentirne, anche se le conclusioni di Mkhitaryan, Schmelzer e Aubameyang dimostrano se non altro che il BVB si sia preso il campo.
Dicevamo, giornata no per tutta la squadra. In particolare per Mats Hummels, il nostro capitano. Va detto che è tutto l'anno che Mats stia giocando male ma la partita di oggi rappresenta il punto più basso della sua carriera, probabilmente. Al 55° su calcio d'angolo per l'Amburgo, Hummels schiaccia la palla in rete. Nella sua rete, per il 3-0 Amburgo che praticamente archivia il match.
Ovviamente a questo punto si cerca soltanto di salvare l'onore ma nemmeno il gol della bandiera arriva. Aubameyang sbaglia da un passo un'occasione semplice per lui e poi Gundogan tira a lato. La situazione non migliora e dunque Tuchel ne approfitta di far riposare Reus inserendo Adnan Januzaj al suo posto. Il tempo passa e, con tale punteggio, l'Amburgo si chiude anche di più rendendo tutto più difficile al BVB. Ci prova Gundogan con una punizione ma Adler para bene epoi Mkhitaryan, servito in profondità da Schmelzer, ma anche lui canna la conclusione.
Il gol del 3-1 arriva alla fine, all'86° minuto con Aubameyang che riceve un passaggio da Januzaj e batte Adler per il gol che accorcia le distanze. Poi il grande assalto finale, ma la partita finisce così. Brutto passo falso per il BVB, che poteva anche scappare in questa giornata.
La formazione iniziale del BVB è tutto fuorché sorprendente. Undici titolare col ritorno di Reus in campo. Non figurano in panchina Park e Ramos in quanto tornati tardi dal loro impegno internazionale dunque al loro posto convocati Hofmann e Subotic. Quando si dice la profondità della rosa. Per quel che riguarda l'Amburgo, Labbadia tiene fuori Michael Gregoritsch che era un uomo in forma della squadra, preferendogli Ivo Ilicevic. Scelto anche Gideon Jung al posto di Marcelo Diaz come mediano, affiancherà a sorpresa Gojko Kacar che è riuscito a rientrare dal problema fisico alla coscia.
Dopo un ritardo di quindici minuti rispetto al canonico calcio d'inizio delle 20.30, la partita prende inizio ma, complice anche un terreno di gioco non proprio perfetto la partita stenta a decollare. Tuttavia proprio Ilicevic, la scelta a sorpresa di Labbadia prima va alla conclusione, totalmente imprecisa, poi però si procura un rigore sfruttando una ottima intuizione di Holtby che trova sorpresa la difesa del BVB. Anche Burki non è stato impeccabile nell'intervento su Ilicevic, che aveva già allargato la sua traiettoria verso la porta. Ad ogni modo, rigore giusto che Lasogga trasforma per l'1-0. La reazione del BVB è affidata ad una conclusione debole di Reus, che resta l'unica del BVB nella prima mezz'ora. Nonostante l'infortunio di Emir Spahic, costretto ad uscire in luogo di Cleber Reis, l'Amburgo resta solido e continua a farsi vedere anche dalle parti di Burki.
Ed anzi, raddoppia: Nicolai Muller serve Holtby che, completamente indisturbato, fa venti metri palla al piede, entra in area e realizza il 2-0. Non era un contropiede, la difesa era schierata, ma la reattività dei centrali oggi è stata veramente pessima. Con questo gol e questo risultato, le squadre vanno all'intervallo.
Tuchel, visibilmente contrariato dallo spettacolo offerto dalla sua squadra nel primo tempo, prova subito a porre rimedio e lascia negli spogliatoi Matthias Ginter e Shinji Kagawa facendo entrare Lukasz Piszczek e Gonzalo Castro. L'atteggiamento è ben diverso e non poteva iniziare che attaccando. Tuttavia la squadra è totalmente in giornata no e quindi è la struttura di gioco a risentirne, anche se le conclusioni di Mkhitaryan, Schmelzer e Aubameyang dimostrano se non altro che il BVB si sia preso il campo.
Dicevamo, giornata no per tutta la squadra. In particolare per Mats Hummels, il nostro capitano. Va detto che è tutto l'anno che Mats stia giocando male ma la partita di oggi rappresenta il punto più basso della sua carriera, probabilmente. Al 55° su calcio d'angolo per l'Amburgo, Hummels schiaccia la palla in rete. Nella sua rete, per il 3-0 Amburgo che praticamente archivia il match.
Ovviamente a questo punto si cerca soltanto di salvare l'onore ma nemmeno il gol della bandiera arriva. Aubameyang sbaglia da un passo un'occasione semplice per lui e poi Gundogan tira a lato. La situazione non migliora e dunque Tuchel ne approfitta di far riposare Reus inserendo Adnan Januzaj al suo posto. Il tempo passa e, con tale punteggio, l'Amburgo si chiude anche di più rendendo tutto più difficile al BVB. Ci prova Gundogan con una punizione ma Adler para bene epoi Mkhitaryan, servito in profondità da Schmelzer, ma anche lui canna la conclusione.
Il gol del 3-1 arriva alla fine, all'86° minuto con Aubameyang che riceve un passaggio da Januzaj e batte Adler per il gol che accorcia le distanze. Poi il grande assalto finale, ma la partita finisce così. Brutto passo falso per il BVB, che poteva anche scappare in questa giornata.
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