sabato 16 agosto 2014

1° turno DFB Pokal: preview

La stagione agonistica è già iniziata con il trofeo nella Supercoppa ma a tre giorni di distanza nuovo impegno ufficiale per il BVB che deve affrontare il primo turno di DFB Pokal. Il match vede impegnato, come al solito in trasferta nel primo turno, il BVB in trasferta, contro lo Stuttgarter Kickers, squadra che in classifica ha gli stessi punti del Borussia Dortmund. Cioè, la seconda squadra del Borussia Dortmund, in 3. Liga.








Impegno facilissimo dunque come ovvio che sia così, dove però non si può mai abbassare la guardia, così come insegna il Mainz che ieri ha perso ai rigori contro il Chemnitzer, altra squadra di 3. Liga. Ovviamente il BVB non è il Mainz ma sempre meglio tenere gli occhi aperti, sia mai che arrivi qualche sorpresa, anche perché i biancoazzurri in casa hanno vinto due gare su due in questo inizio di campionato. Tuttavia va detto che la partita non si giocherà al Gazi Stadion auf der Waldau, lo stadio da 11.000 posti dello Stuttgarter Kickers ma alla Mercedes Benz Arena, lo stadio dello Stoccarda, si suppone per questioni di ordine pubblico. Infatti saranno ben 10.000 i tifosi del BVB che accorreranno nella città più importante del Baden-Wurttenbrg, in un clima decisamente poco da 1° turno di DFB Pokal e se volete anche meno romantico, perché siamo abituati a vedere squadre che giocano in terza o quarta divisione ospitare nei loro piccoli ed accoglienti stadi le grandi big della Bundesliga.


Horst Steffen, allenatore dello Stuttgarter Kickers

Lo Stuttgarter Kickers è allenato da Horst Steffen allenatore alla sua prima vera esperienza in squadre senior, lui che ha allenato le giovanili di Duisburg e Borussia Moenchengladbach nei 5 anni precedenti all'esperienza con la sua attuale squadra, che allena dal settembre della scorsa stagione. Schiera i suoi uomini con un 4-3-3, vista l'abbondanza di talento nella zona offensiva, ovviamente relativa al livello del campionato in cui partecipa. Chissà se nello showcase contro il BVB, dove parte ovviamente sfavorita, schiererà le sue due punte Randy Edwini-Bonsu ed Elia Soriano, che in genere si alternano. Proprio Soriano, un gol in stagione finora, guida una truppa di italotedeschi in cui sono presenti anche il giovane Umberto Tedesco, l'ala Marco Calamita e soprattutto Vincenzo Marchese, mezzala che gioca da titolare ed è capitano della squadra.


Nel BVB ci sarà sicuramente una formazione rimaneggiata: Weidenfeller ed Hummels di nuovo non saranno della partita, inoltre Klopp in conferenza stampa ha detto che Schmelzer ha subito un infortunio durante la SuperPokal, quindi ecco perché è uscito all'intervallo ed ovviamente non sarà della partita oggi. Anche Kirch e Papastathopoulos non sono al 100% ma dovrebbero essere della squadra, vedremo se da titolari. Potrebbe esserci anche Marco Reus in squadra, partendo dalla panchina e questa è decisamente una splendida notizia, vuol dire che il recupero sta procedendo al meglio e potrebbe essere pronto per la prima di campionato la settimana prossima. Per il resto come al solito grande interesse per capire quale modulo (ma pensiamo di nuovo il 4-4-2) e quali attaccanti schiererà Klopp da titolare. Potrebbe essere la volta di Ramos e Ji, magari insieme da titolari.

venerdì 15 agosto 2014

Bundesliga 2014/2015: Preview, parte 4

Quarta parte della nostra presentazione stagionale, sarà la più lunga del lotto perché presenterà cinque squadre invece di quattro. In questo blocco, due squadre di grossa tradizione, due squadre del Sud Ovest con ambizioni in crescita ed una debuttante in Bundesliga.

Hannover












Arrivi: Joselu, Hiroshi Kiyotake, Miiko Albornoz, Kenan Karaman, Stefan Thesker, Ceyhun Gulselam, Marius Stankevicius.

Partenze: Sebastien Pocognoli, Szabolcs Huszti, Christopher Avevor, Mame Diouf, Didier Ya Konan, Artjoms Rudnevs, Frantisek Rajtoral (ultimi due per fine prestito).


Aspettative: salvarsi possibilmente migliorando la posizione della scorsa annata, le prime 7 posizioni sono un longshot ma possono provarci.


L'Hannover è una squadra che negli ultimi anni si era proposta anche a livello Europeo, arrivando ai quarti di finale dell'Europa League 2011/2012 ma nell'ultima stagione il ciclo di Mirko Slomka era chiaramente giunto al termine per cui anche la stagione agonistica ne ha risentito, nonostante il cambio di allenatore che ha portato sulla panchina dei neroverdi Tayfun Korkut, confermato anche per questa stagione. Ed in ottica di costruzione della squadra bisogna dire che alcuni acquisti sono stati piazzati a dovere, tipo quello di Miiko Albornoz, terzino sinistro di cui la squadra necessitava oppure Joselu, strappato all'Hoffenheim per una cifra nemmeno eccessiva (5M €). Certo, lasciar andare via Diouf e Ya Konan a parametro zero non è una bellissima mossa economica, ma c'è sicuramente modo per rimpiazzarli.

Inoltre l'Hannover negli ultimi anni sta sviluppando anche un discreto settore giovanile, che sta producendo i primi frutti. Valmir Sulejmani è un ragazzo di 18 anni atteso ad un maggiore impiego nella prossima stagione dopo qualche cammeo nel 2013/2014. Yannik Schulze e Sebastian Ernst possono dare profondità al centrocampo mentre al centro della difesa potrà esserci maggior spazio per Andre Hoffmann, quando ritornerà dalla rottura del crociato.

Dunque una squadra che unisce giovani del vivaio ad altri giovani acquistati nei ruoli chiave, più qualche membro d'esperienza a cementificare lo spogliatoio. Le premesse per lavorare bene e seriamente ci sono, il punto interrogativo è il talento medio della squadra: basterà un organico di qualità media a rendere l'Hannover una squadra da primi 6/7 posti? La risposta che diamo ora è no. Vedremo se questi ragazzi ci smentiranno sul campo.




Hertha Berlino












Arrivi: Valentin Stocker, Julian Schieber, Jens Hegeler, Roy Beerens, Marvin Plattenhardt, Genki Haraguchi, Johnny Heitinga.


Partenze: Adrian Ramos, Fabian Holland, Ben Sahar, Per Ciljan Skjelbred (fine prestito), Levan Kobiashvili (ritiro).



Aspettative: finire nelle prime 10 con conseguente salvezza tranquilla e provare a lottare per una delle ultime posizioni che qualificano alle Coppe Europee.


L'Hertha Berlino invece negli ultimi anni ha vissuto il purgatorio della Zweite Liga ed ora prova a starne più lontano possibile. Non sarà semplice, visto che hanno perso il loro calciatore migliore, ovvero Adrian Ramos ed ovviamente nel cambio con il BVB con Julian Schieber sono andati a perderci e nemmeno poco, sebbene Julian con responsabilità e spazio da titolare potrebbe far bene. La rosa non è cambiata molto, Ramos a parte, e questo è un buon segno. E' arrivato comunque qualche elemento di qualità come l'attaccante esterno svizzero Stocker oppure Jens Hegeler. Anche la difesa, ritenuta il punto debole della scorsa annata, è stata puntellata con gli arrivi di gente esperta come Heitinga oltre al terzino della Germania U21 Marvin Plattenhardt.

In buona sostanza, l'Hertha Berlino potrebbe non dover pagare amaro la cessione di Ramos. E questo vorrebbe dire che possono aspirare nuovamente ad un campionato da centroclassifica, che li terrebbe lontani dalle secche della zona retrocessione. Inoltre, ci si aspetta la crescita di alcuni elementi giovani quali Hany Mukhtar, che ai recenti Europei U19 è stato discreto ma nulla più, oppure John Anthony Brooks reduce dalla notevole campagna mondiale con gli Stati Uniti. Anis Ben Hatira sarà un altro punto interrogativo, ammesso che resti, visto che è tuttora uomo mercato. Di certo ci sono le basi per lavorare bene ed il pubblico prova sempre a riempire il grande Olympiastadion, buon segno per una squadra che vuole provare a crescere pian piano.



Hoffenheim












Arrivi: Oliver Baumann, Adam Szalai, Primin Schwegler, Jin-Su Kim, Steven Zuber, Ermin Bicakcic, Knowledge Musona.

Partenze: Andreas Ludwig, Stefan Thesker, Edson Braafheid, Kenan Karaman, Fabian Johnson, Kenan Karaman, Boris Vukcevic, Junior Ponce (prestito).


Aspettative: lottare per uno dei posti che regalano l'accesso alla Europa League e magari provare l'avventura in DFB Pokal per raggiungere almeno le semifinali.



A proposito di squadre che crescono pian piano, ricordate l'avvento dell'Hoffenheim in Bundesliga? Sembrava dovesse essere la nuova sensazione del calcio tedesco, con grossi capitali ed un progetto interessante. In realtà dopo qualche stagione rilevante l'Hoffenheim ha sempre vivacchiato nel centro della classifica rischiando per altro di retrocedere due anni fa, salvandosi solo al Relegation Spiel.

Nella scorsa stagione si sono fatti notare per i tanti gol fatti ed i tanti gol presi, squadra che aveva un attacco da Champions League ed una difesa da retrocessione, ovviamente ha chiuso al 9° posto. Però ha mostrato il talento che ha nelle squadre giovanili, che è davvero importante se pensate che nei campionati giovanili batte le rispettive U17 ed U19 di Stoccarda e Bayern Monaco. Uno di questi elementi è Nicklas Sule, mancato protagonista ad Euro U19, decisamente non necessaria la sua presenza nonostante sarebbe il centrale titolare di quella rappresentativa, che vedeva tra i suoi protagonisti il cavallo di razza Kevin Akpoguma, atteso ad un maggiore playing time in questa stagione sulla fascia destra.

Tutto però passerà dai piedi di Roberto Firmino e Kevin Volland. Possiamo dire senza timore di essere smentiti che una coppia di attaccanti U23 così forte è difficile da trovare in Germania, forse in Europa; due giocatori che meriterebbero piazze migliori ma che proveranno a sorreggere l'Hoffenheim il più in alto possibile, fino magari ad uno dei posti per l'Europa League: il talento c'è tutto, adesso tocca a Markus Gisdol mettere tutti i pezzi insieme e provare a costruire un'annata di buon livello.




Mainz












Arrivi: Stefanos Kapino, Daniel Brosinski, Gonzalo Jara, Filip Djuricic (prestito), Nikita Rukavitsya, Chinedu Ede (ultimi due per fine prestito).


Partenze: Shawn Parker, Zdenek Pospech, Malik Fathi, Christian Wetklo, Dario Kresic, Nicolai Muller, Eric Maxim Choupo-Moting, Bo Svensson.



Aspettative: salvezza, magari confermare un posto nelle prime 10 con tentativo (difficile) di raggiungere di nuovo la qualificazione in Europa League.


Nello spazio dedicato alle aspettative principalmente c'era anche scritto "fare bella figura ai gironi di Europa League e provare a raggiungere i sedicesimi". Perché era davvero difficile pensare che una squadra greca di medio-basso profilo potesse sconfiggere una delle prime dieci squadre tedesche nel doppio confronto. Ed invece così è stato, troppo striminzito l'1-0 casalingo dell'andata, al ritorno la squadra biancorossa ha costruito poco riuscendo comunque a prendere due gol in contropiede e venendo eliminata al terzo turno preliminare.

Dunque bozza modificata e primo obiettivo sbarrato per Kasper Hjulmand, tecnico danese appena arrivato con un compito non facile, ovvero sostituire nella pratica e nel cuore dei tifosi quel Thomas Tuchel che a sua volta aveva preso il testimone da Jurgen Klopp dimostrandosi più che adatto all'incarico, con due qualificazioni all'Europa League. E dovrà rimboccarsi le maniche Hjulmand, perché la squadra ha iniziato male la stagione. C'è chi parla già di candidata alla retrocessione ma noi restiamo col nostro pronostico di potenziale da prime dieci, perché la stagione è ancora lunga ed il talento non manca. Ed a proposito di talento: Filip Djuricic poteva avere una vetrina interessante con l'Europa League ma ora che il cammino europeo s'è già fermato potrà concentrarsi totalmente sul campionato, anche se solo per quest'anno prima di tornare nelle fila del Benfica. Dovrà comunque impegnarsi, rimpiazzare Nicolai Muller ed Eric Maxim Choupo-Moting non sarà semplice.


Paderborn










Arrivi: Moritz Stoppelkamp, Stefan Kutschke, Viktor Maier, Idir Ouali, Lukas Rupp, Marvin Ducksch (prestito).

Partenze: Markus Palionis, Manuel Zeitz, Johannes Wurtz (fine prestito), Saliou Sane, Sebastian Schonlau, Rick ten Voorde (ultimi tre in prestito)


Aspettative: non finire ultimi, e non sarà semplice. Salvarsi, anche all'ultima giornata, sarebbe il loro obiettivo massimo.



Ed ecco arrivato il momento della debuttante, della nuova che si affaccia al grande ballo. Il Paderborn, la sesta squadra del Nord-Reno Westfalia in Bundesliga (un po' come se ci fossero sei squadre della Lombardia in Serie A), una squadra che non ha grossi capitali, nessuna grande azienda dietro, ma che con olio di gomito ed un progetto rispettato alla lettera è riuscita dopo anni di buoni campionati in Zweite Liga a fare finalmente il passo in avanti decisivo per l'approdo nella massima serie tedesca. Sarà questo passo più lungo della gamba? Da un punto di vista economico ci verrebbe di dire no, ma dal punto di vista sportivo il Paderborn rischia seriamente di ripercorrere la strada di Eintracht Braunschweig e Greuther Furth negli ultimi due anni, ovvero squadre promosse ed immediatamente retrocesse classificandosi all'ultimo posto.

Verrebbe da dire che noi tifosi del Borussia Dortmund potremmo adottare questa piccola realtà, nonostante ci sarebbe una teorica rivalità geografica tra le due compagini. Innanzitutto il Paderborn non avrà pretese grosse di classifica (salvo appunto la salvezza) per cui farà sostanzialmente un campionato diverso da quello dei gialloneri. E poi sono diversi i calciatori che hanno militato o sono cresciuti nel BVB a far parte della rosa nerazzurra: il capitano Uwe Hunemaier è stato per anni nelle fila della nostra squadra del cuore, principalmente col BVB II ma totalizzando anche 5 presenze in Bundesliga. E poi Martin Amedick, Marvin Bakalorz, Mario Vrancic, Mahir Saglik e soprattutto Marvin Ducksch, ragazzo mandato in prestito e di cui abbiamo già parlato su questi schermi, che si giocherà un posto da titolare nell'attacco dei neopromossi.

Nella promozione del Paderborn, e nella loro prossima stagione, è presente anche una storia di riscatto sociale, quella di Suleyman Koc, che dopo un anno di carcere è tornato a giocare, ricevendo la fiducia di mister Breitenreiter che l'ha voluto per l'assalto finale alla Bundesliga nel finale della scorsa stagione. Chissà che non sia lui uno dei protagonisti dell'annata che sta per arrivare, sarebbe la ciliegina sulla torta.

La prima volta non si scorda mai.

Ore 18:00 del 13-08-2014 Super Coppa di Germania BVB - Bayern Monaco.
L'attesa è troppo alta alle 13:00 siamo già nei pressi dell'imponente Westfalenstadion, un giro al Fan Shop nuovo dove è possibile trovare l'inimmaginabile dentro (ancora sogno il taglia-erba del BVB, ma come bagaglio a mano in aereo era decisamente ingombrante) e poi un salto al Rote Erte, campo a lato del Westfalenstadion dove gioca regolarmente il BVBII.
Piccolo stemma BVB fuori dal Fan Shop.
Dopo aver comprato l'immancabile maglietta di Ciro siamo già tra i primi ai cancelli, sono le 15:30.
Il clima già all'esterno è stupendo migliaia di persone e famiglie che passeggiano nei pressi del complesso, è una marea gialla con qualche punto rosso qua e là.
I cancelli aprono e via quasi si corre su per raggiungere i nostri posti nel settore Nord-Ovest, entrati dentro lo stadio manca il fiato: uno spettacolo, il teatro dei sogni è immenso.
Dopo esserci ripresi dallo shock iniziale ed aver piazzato le bandiere italiane, si attende l'inizio del match.
La Sudtribune inizia a riempirsi, l'unica domanda che riusciamo a farci è "ma quanti sono??".
Boato, i giocatori di Klopp entrano per il riscaldamento, passano cinque minuti ed i fischi sono assordanti per gli ospiti bavaresi; al termine del riscaldamento parte l'immancabile You'll Never Walk Alone e sono solo brividi. Qui sotto trovate il video da me realizzato.
Ci sono più di 80000 persone in piedi che cantano. Indescrivibile.
Prima del match c'è ancora tempo per il tipico "Heja BVB" cantato dalla Sudtribune con il preziono ausilio di tutto lo stadio.
Coreografia della SuperCoppa di rito, squadre in campo e via si parte, neanche il tempo di riprenderci da tutte queste emozioni che Ciro proprio sotto di noi tira di poco a lato lasciandoci urlanti e con le bandiere al vento. Peccato.
E' un dominio assoluto della squadra di Klopp, incursione di Mkhitaryan, palla per Aubameyang intercettata, torna sulla palla l'armeno che tira un siluro. Palla in rete. Il delirio assale lo stadio e noi stessi. Tutti in piedi con sciarpe o qualsiasi cosa di giallonera a portata di mano ad urlare. Goduria totale.
La partita va avanti, ci rammarichiamo per il brutto infortunio subito da Martinez, Papastathopoulos annulla completamente il grande ex Lewandowski (accolto bene dalla tifoseria, pochi fischi per lui). Intervallo.
Neanche il tempo di riprendersi che si riparte ed è un magnifico assolo BVB continuo che porta al goal sotto la SudTribune di Aubameyang, boato assordante e festa GialloNera.
La partita scorre con Langerak che si annoia vistosamente e con la Banda dell'Oro che prova ancora qualche incursione offensiva senza più spaventare il neo campione del mondo Manuel Neuer.
Triplice fischio, parte la festa, viene montato in fretta e furia il palco per la premiazione, tutti i giocatori sono abbracciati che festeggiano.
Sebastian Kehl, capitano per l'ultima volta è pronto ad alzare il sesto trofeo della gestione Klopp, parte la musica ed i coriandoli dorati.
Dopo le foto di rito i giocatori di siedono tutti in fila sotto la SudTribune per assaporare appieno il tifo magnifico di quel settore di stadio che dedica loro un'altro coro.
Ma com'è possibile che sia già finita?Siamo appena entrati!
Auguro a tutti voi di poter un giorno vedere una partita al Westfalenstadion perchè vi è un'atmosfera mai assaporata in altri stadi in cui il sottoscritto è stato. Unico. Clima fantastico con famiglie divise dalla fede calcistica ma unite dall'amore, coppie formate da tifosi di entrambe le fazioni che gioiscono comunque alla fine del match. Questo è calcio.

Un ringraziamento ai miei compagni di viaggio Tommaso e Francesco, le 40 ore di non dormita sono state una bella impresa.

Un ringraziamento speciale a Federico Lo Giudice che dalla Germania ha risposto a numerosi miei quesiti ed un grazie anche a Sandra Goldschmidt che con prezioni consigli ha permesso che non ci perdessimo tra Dusseldorf e Dortmund.

Echte Liebe.

mercoledì 13 agosto 2014

Deutsche SuperPokal: recap

Il debutto stagionale del BVB va come meglio non poteva andare, vittoria per 2-0 e prestazione degna di nota, con pochissime sbavature. Quinta Supercoppa vinta dal BVB, seconda consecutiva. Sesto trofeo vinto sotto la guida di Jurgen Klopp.



Aaaaaw!





E' stata una partita non bellissima nonostante i clamori di molti, forse non tanto abituati al calcio tedesco. Ma alla fine il risultato ha premiato la squadra che ha giocato meglio, che ha corso meglio. Sicuramente il primo spunto che viene fuori è proprio legato alla corsa dei ragazzi in campo, che nelle amichevoli estive hanno sofferto contro altre compagini, anche inferiori, ma che evidentemente è in uno stadio di preparazione superiore a quello del Bayern di Guardiola.

I due allenatori hanno sorpreso non poco con le loro scelte di formazione: Klopp ha schierato il classico 4-2-3-1 con Immobile unica punta ed Aubameyang da ala destra. In più, Kehl e Kirch mediani e Ginter dal primo minuto con Subotic lasciato in panca. Guardiola ha fatto anche di più nella selezione degli uomini, con il suo nuovo modulo (3-4-3): spazio per Thomas Muller con lahm dalla panca, Hojbjerg da ala destra ed addirittura il giovane Gianluca Gaudino, figlio di Maurizio, schierato in mezzo al campo in compagnia di Rode, con Bernat da esterno sinistro.

La partita era iniziata bene per i bavaresi, con un'occasione per Xherdan Shaqiri arrivata prima che scoccasse il 5° minuto di gioco ed una complessiva capacità di intercettare le linee di passaggio del Borussia Dortmund, proprio con un buon lavoro di Gaudino e Rode. Ma già intorno al decimo è il BVB che prende coraggio, prende le misure e si spinge in avanti: la prima conclusione è di Aubameyang, un po' imprecisa, poi è Immobile a provarci da lontano, palla fuori di poco. E' soltanto un preludio, però, all'azione del gol dell'1-0 che arriva al 23°. Mkhitaryan guida una ripartenza e prova a servire in profondità Aubameyang, che però viene anticipato da Martinez, sulla ribattuta arriva ancora l'armeno per primo che scocca un tiro di sinistro sul quale Neuer non può far nulla.

Le cattive notizie non finiscono qui per il Bayer perché otto minuti dopo su azione offensiva Javi Martinez, nel tentativo di semirovesciata cicca il pallone e si scontra con Schmelzer. Nell'impatto è lo spagnolo ad avere la peggio e dev'essere sostituito con Dante. Purtroppo a fine gara la notizia di una rottura del legamento crociato anteriore viene confermata e quindi si prospetta un lungo stop. In bocca al lupo per il recupero. Prima che finisca il primo tempo arrivano un altro paio di offensive giallonere, in special modo con Kehl che ci prova un paio di volte da lontano, ma con tiri centrali.

Nella ripresa entra Durm per Schmelzer e Lahm per Hojbjerg, c'è più spazio sulla fascia sinistra del BVB e quindi Durm viene cavalcato molto nei primi minuti. La prima occasione da gol del secondo tempo però è ancora del Bayern che si fa vivo con Lewandowski, il quale viene servito in profondità ma sbatte contro il muro australiano chiamato Mitchell Langerak. Segue poi una fase abbastanza noiosa, con il Bayern a tener palla ma creare poco ed il BVB a ripartire ma pungendo poco. Al 62° però arriva il raddoppio: bel gioco a due tra Piszczek ed Aubameyang, cross del polacco per la testa del gabonese che supera Neuer. Gol importantissimo ed una vecchia esultanza che ritorna, così come fu proposta l'anno scorso in Supercoppa:



"SpiderPierre, SpiderPierre, scores whenever a striker can!"  Sì ok, non fa rima, ma almeno apprezzate l'impegno. 





Dopodiché, con il vantaggio più sicuro, il BVB amministra: dentro Ramos, autore di 30 minuti di sostanza e spazio anche per Sven Bender nel finale di partita. L'ultima occasione vera del match è una punizione di Alaba che però Langerak neutralizza. Clean Sheet Mitch resta imbattuto da titolare e continua il suo ruolino fortunato contro il Bayern Monaco. La partita termina per 2-0 ed in assenza di Hummels, Reus e Weidenfeller è di nuovo Sebastian Kehl ad alzare il sesto trofeo della gestione Klopp ed il primo della stagione 2013/2014:










A margine, leggermente negativa la prestazione di Immobile che si è impegnato, si è sbattuto, ma ha giocato male provando quasi mai a collaborare con i compagni e prendendo spesso decisioni personali e velleitarie. Ad ogni modo difficile dar dei giudizi anche perché mai come nelle prime partite di stagione è la forma a dettare legge. Guardacaso Aubameyang e Hofmann sono risultati tra i migliori come fu anche all'inizio della scorsa stagione, con il giovane fantasista tedesco che però sta avendo più minuti in questo agosto. Sicuramente buone prove di Mkitharyan e di Kirch, forse il migliore in campo. Bene gli esterni, sorprendente Ginter che sembra giocar qui da anni, grande Papastathopoulos che ha annullato Lewandowski. Ecco, a proposito, a parte qualche sparuto fischio gli applausi per Robert sono arrivati, così come i fischi per Gotze nel momento in cui è entrato, nel secondo tempo. Non sono un amante dei fischi agli ex giocatori, ma questa presa di posizione da parte della tifoseria giallonera fa capire chi dei due ha inciso pagine di storia e chi no, almeno con la maglia del BVB.

Adesso si festeggia ma non ci si può sedere troppo sugli allori, fra tre giorni c'è la partita di DFB Pokal contro lo Stuttgarter Kickers. Impegno semplice sì, ma meglio prenderlo con l'attitude giusta.

Deutsche SuperPokal: Preview

Vacanze brevi, è stato proprio un mese fa quando Philipp Lahm ha alzato la Coppa del Mondo da capitano della Germania davanti alla platea del Maracanà. Ed ora il calcio che conta ritorna in terra teutonica. Philipp Lahm sarà di nuovo il capitano di una delle due squadre contendenti, ma questa volta speriamo che sia l'altro capitano ad alzare il trofeo. L'altro capitano è Mats Hummels, che potrebbe giocare la sua prima partita con la fascia e la lettera C. Al Westfalenstadion. Contro il Bayern Monaco. Nella Supercoppa tedesca.












Questa sarà la 14^ edizione ufficiale di un trofeo che ha una storia giovane ma travagliata dopo i primi tre esperimenti risalenti al 1940, 1976 e 1982. Nato nel 1987, fu giocato fino al 1996 poi si decise di optare per una formula differente che prendeva il nome di DFB-LigaPokal, un minitorneo ad eliminazione diretta con sei squadre coinvolte per ogni edizione. Nel 2008 si tornò a giocare un match tra vincente del campionato e la vincente o finalista della DFB Pokal, anche se in maniera ufficiosa. Dal 2010 la DFB SuperPokal ha ripreso vita in maniera ufficiale. Nella formula attuale partecipano la vincente della coppa nazionale e del campionato, come logica vuole. Se però la stessa squadra vince entrambe le competizioni, viene scelta come avversaria la seconda classificata nella Bundesliga. In più la squadra che ospita il match è quella che gioca per i meriti ottenuti in Bundesliga, anche se la seconda classificata. Infatti il BVB ha ospitato la scorsa SuperPokal ed ospiterà allo stesso modo la partita oggi pomeriggio nonostante non abbia vinto nessun trofeo negli ultimi due anni a differenza del Bayern che ha realizzato due doppiette. Anche se siamo tifosi del BVB non possiamo negare che la cosa sia un po' curiosa, non trovate?

Ad ogni modo, se contiamo soltanto le edizioni ufficiali, quella che si giocherà oggi pomeriggio alle 18 sarà la sesta partecipazione del BVB nelle ultime sette partite di Supercoppa giocate avendo giocato e vinto nel 1995 e 1996 e partecipando in maniera continuativa dal 2011, con solo una pausa nel 2010. In più c'è una edizione ufficiosa vinta nel 2008, sempre al Westfalenstadion contro il Bayern. Questo significa che Klopp ha portato il BVB almeno nei primi due posti in Bundesliga negli ultimi 4 anni, cosa che non era mai successa, nemmeno col grande BVB di Hitzfeld che vinse la Champions League. In più una DFB Pokal vinta ed un'altra persa in finale. Poi due SuperPokal, con la speranza che diventino tre stasera.

Sarà una partita molto interessante, per tutta una serie di fattori. Ennesimo capitolo della nuova saga del calcio tedesco tra BVB e Bayern Monaco, nuovo confronto tra Klopp e Guardiola, la prima da capitano di Hummels, la prima al Westfalenstadion di Immobile e degli altri nuovi, la prima al Westfalenstadion di Robert Lewandowski con una maglia di colore diverso dal nostro giallonero. Chissà come il vecchio beniamino verrà accolto dai tifosi (spoiler alert: applausi e ancora applausi), chissà cosa succederà in campo. Mario Gotze alla prima da avversario entrò dalla panchina e sbloccò un match poi vinto dai bavaresi per 0-3, in un periodo abbastanza negativo della scorsa stagione per il BVB. Lewandowski avrebbe le carte in regola per fare questo ed altro, ma Lewandowski ora gioca con la squadra rivale e quindi bisogna solo sperare che manchi più occasioni possibile e che sia il BVB a spuntarla. Chi segnerà non importa.

Le formazioni saranno una sorpresa fino a poche ore prima dell'inizio ma le indiscrezioni vogliono che entrambi gli allenatori provino i nuovi moduli anche in un incontro ufficiale. Quindi Guardiola dovrebbe giocare con il 3-4-3 o il 3-5-2 mentre Klopp avrebbe in mente di schierare il 4-4-2, anche se con centrocampo a rombo. Ci sarebbero in effetti molti assenti e quindi attenzione ad eventuali sorprese nei due unidici.

Provando ad immaginare le possibili formazioni, il Bayern dovrebbe giocare con: Neuer; Javi Martinez, Dante, Alaba; Bernat, Rode, Lahm, Hojbjerg; Shaqiri, Robben; Lewandowski.

Il Borussia invece potrebbe schierarsi così: Weidenfeller; Schmelzer, Subotic, Papastathopoulos, Piszczek; Bender, Jojic, Kehl; Mkitharyan; Immobile, Aubameyang.


Vedremo quali saranno le reali formazioni, se vi saranno sorprese. Questa sfida non regala mai partite scontate. Dunque alle 18 tutti sintonizzati per vedere il primo match della stagione tedesca e forza BVB!

martedì 12 agosto 2014

Bundesliga 2014/2015: Preview, parte 3

Terza parte della nostra preview stagionale. In questo segmento di presentazione, due squadre che negli anni '70 si davano battaglia per il Meisterschale ed altre due compagini dalla buona tradizione calcistica.

Borussia Moenchengladbach













Arrivi: Yann Sommer, Andre Hahn, Fabian Johnson, Ibrahim Traoré, Thorgan Hazard (prestito).

Partenze: Marc-André ter Stegen, Juan Arango, Lukas Rupp, Luuk de Jong, Peniel Mlapa (prestito).


Aspettative: finire nelle prime 6 per l'accesso in Europa, con traguardo obiettivo la qualificazione in Europa League. Superare i gironi di Europa League, arrivare in semifinale di DFB Pokal.


Il processo di rilancio di questa storica squadra continua anche se dopo la prima qualificazione in Champions League, peraltro durata poco vista l'eliminazione ai preliminari, ci si aspettava quantomento di poter lottare per le prime 4 posizioni nelle ultime due stagioni, cosa che non è avvenuta sebbene si sia registrata una crescita nell'annata appena conclusa. Così come tre anni fa fu la cessione di Marco Reus a catalizzare il mercato dei Fohlen, anche in quest'ultima sessione estiva di calciomercato è stato un trasferimento in uscita ad avere le principali luci di media ed addetti ai lavori, dato che il passaggio di Marc Andre ter Stegen al Barcellona è stato molto discusso anche per le remote possibilità che potesse saltare in seugito ad un provvedimento (poi modificato) che bloccava il mercato in entrata dei Blaugrana. Ad ogni modo perdere un portiere non è la stessa cosa di perdere un attaccante, a maggior ragione se il rimpiazzo è di quelli buoni ed a costo relativamente contenuto, visto che Yann Sommer è stato pagato meno di 10M.

Il mercato in entrata del Gladbach in ogni caso è uno dei migliori in Bundesliga se non il migliore per rapporto qualità/prezzo. Traoré e Fabian Johnson danno fisico e corsa e sono stati presi a zero, Andre Hahn porta fantasia ed è stato pagato 2,25M, ovvero la sua clausola rescissoria. Di Sommer si è detto, in più arriva in prestito Thorgan Hazard, fratellino di Eden che è a sua volta di proprietà del Chelsea e che in questa stagione potrà offrire qualità e quantità. Mancherebbe un attaccante che possa rimpiazzare Luuk de Jong, ma non è da escludere che si vada con Hrgota-Kruse-Raffael, affiancati in ogni occasione dai tanti trequartisti presenti in rosa.

Il reparto chiave per una buona riuscita di questa stagione agonistica è verosimilmente il centrocampo: Nordtveit è atteso ad uno step up così come Xhaka, che non ha ancora fatto vedere nelle partite importanti di essere un calciatore di qualità. Se anche in mezzo al campo dovessero esserci progressi, questa squadra può qualificarsi nuovamente per i posti UEFA, magari con la possibilità di creare maggiore fastidio a Bayer Leverkusen, Schalke e BVB.




Colonia













Arrivi: Simon Zoller, Yuya Osako, Kevin Vogt, Dusan Svento, Mergim Mavraj, Pawel Olkowski, Tomas Kalas (prestito).

Partenze: Kacper Przybylko, Adil Chihi, Mato Jajalo, Fabian Schnellhardt, Maurice Exslager (prestito), Kevin McKenna (ritiro).


Aspettative: salvarsi, anche se l'ambiente vorrebbe qualcosa in più lo stato attuale della rosa permetterebbe al massimo una top 10.


Questa squadra decisamente non meritava di stare in Zweite Liga per troppo tempo, per tifo, tradizione e mercato deve giocare in Bundesliga con le altre grandi. Squadra da sempre particolare, rivale di tutti, con dei tifosi che ultimamente hanno preso ambizioni europee (come si deduce dal coro "Europa Pokal!" arrivato nella sera della promozione), ambizioni che dovranno contenere per almeno questa stagione visto che ovviamente, da neo promossi, difficilmente lotteranno per i posti europei, a maggior ragione considerando la squadra che stanno costruendo, capace verosimilmente di un campionato tranquillo ma nulla più.

Le principali addizioni in questa estate, in attesa di eventuali ultimi colpi nei giorni finali del calciomercato estivo, sono stati sicuramente quella di Kevin Vogt e Tomas Kalas. Il primo è un mediamo molto giovane che l'Augsburg ha forse lasciato andare a cuore troppo leggero, mentre il secondo è un centrale difensivo ceco arrivato in prestito dal Chelsea, che potrà dare solidità al reparto arretrato che perde McKenna, ormai giunto al ritiro. Davanti Osako potrebbe essere l'ennesimo asiatico di qualità importato in Germania anche se all'inizio dovrebbe partire dalla panchina. Dal lato delle uscite, hanno deciso finalmente di dar via definitivamente Mato Jajalo dopo anni di prestiti, strana invece la cessione di Schnellhardt che è un centrocampista giovane e promettente.

In generale, con un nucleo abbastanza confermato e ricco di calciatori con esperienza in Bundesliga al quale si sono aggiunti ragazzi di talento, le aspettative possono raggiungere la top 10. Ma attenzione, perché c'è un grosso livellamento del campionato e loro, da nuovi arrivati, potrebbero soffrirne e magari trovarsi nella lotta retrocessione.




Eintracht Francoforte













Arrivi: Haris Seferovic, Nelson Haedo Valdez (!!!), Tim Chandler, Aleksandar Ignjovski, Makoto Hasebe, Lucas Piazon (prestito).

Partenze: Sebastian Jung, Marc-Oliver Kempf, Pirmin Schwegler, Stephan Schrock, Stefano Celozzi, Sebastian Rode, Tobias Weis, Tranquillo Barnetta, Joselu (ultimi tre per fine prestito).


Aspettative: migliorare di molto la posizione della scorsa stagione, provando a qualificarsi per le Coppe Europee. Cammino più lungo possibile in DFB Pokal provando ad arrivare almeno in semifinale.


L'Eintracht Francoforte ha vissuto diverse stagioni sulle montagne russe ultimamente. Una retrocessione, poi la promozione l'anno appena successivo. Poi, da neopromossi, un incredibile quinto posto, infine un anno mediocre in Germania ed una eliminazione forse non meritatissima contro il Porto ai sedicesimi di Europa League con relative recriminazioni. Adesso l'obiettivo è di stabilizzarsi come una delle prime dieci squadre in terra tedesca con qualche anno sopra media ogni tanto e la campagna acquisti fatta quest'anno sembra più un metodo per riempire ancor di più la Commerzbank Arena. Ad un nucleo già relativamente giovane con pochi elementi di esperienza, sono stati aggiunti due attaccanti Under 23 come Haris Seferovic e Lucas Piazon, vero colpo per quest'annata sebbene giunto solo con la formula del prestito dal Chelsea. Ad ogni modo sono arrivati anche alcuni ragazzi ad allungare la rosa (cosa che forse andava fatta l'anno scorso, ma tant'è) e siamo sicuri che Ignjovski ed Hasebe saranno di grosso aiuto per il centrocampo dell'Eintracht. Per non parlare dell'idolissimo Nelson Haedo Valdez. Peccato per la cessione di Marc-Oliver Kempf, forse il loro prospetto principale andato via per una somma non eccessiva, quest'anno avrebbe potuto raccogliere diverse presenze da titolare.

Da parte mia c'è grossa curiosità per questa squadra: oltre al già citato discorso dell'età media, questa squadra si presenta con un talento offensivo di buon livello ed in più sarà interessante vedere i progressi di Marc Stendera, ragazzo che ha illuminato la scena ai recenti Europei U19 e che potrebbe trovare spazio in prima squadra quest'anno. Infine, ma non è cosa da poco, occhi aperti su Thomas Schaaf che dopo tanti anni al Werder Brema è pronto a raccogliere una nuova sfida con una squadra che ovviamente è già settata per il suo calcio offensivo.




Friburgo 













Arrivi: Marc-Oliver Kempf, Roman Burki, Sebastian Mielitz, Marc Torrejon, Dani Schahin, Stefan Mitrovic, Mike Frantz, Sascha Riether.

Partenze: Matthias Ginter, Oliver Baumann, Marco Terrazzino, Fallou Diagne, Gelson Fernandes, Mike Hanke, Vaclav Pilar, Francis Coquelin (ultimi due per fine prestito).


Aspettative: salvezza, magari il più tranquilla possibile.


Ed eccoci ad un'altra squadra ultimamente con rendimento ad alti e bassi: generalmente squadra di mediobassa classifica, due anni fa ha ottenuto una splendida qualificazione in Europa Legaue ma nella stagione appena trascorsa, vuoi per il doppio impegno, vuoi per un ritorno alla normalità un po' troppo brusco, la squadra di Christian Streich è stata coinvolta per larghi tratti della scorsa Bundesliga nella lotta per non retrocedere, dalla quale è riuscita ad uscirne solo dopo l'eliminazione dalla Europa League (ma guarda un po').

Quest'anno c'è il proposito rinnovato di fare bene con una squadra giovane, che però ha perso il suo pezzo pregiato, ovvero quel Matthias Ginter che vestirà la 28 giallonera da questa stagione. E' stata una trattativa andata per le lunghe ma il Friburgo non s'è perso d'animo ed ha preso un altro difensore di grande talento, sebbene senza l'esperienza di Ginter, ovvero Marc-Oliver Kempf come già detto nello spazio dedicato all'Eintracht Francoforte. Inoltre, la difesa è stata puntellata con veterani come Sascha Riether e Marc Torrejon ed un altro giovane di buone speranze come Markovic. E' stato cambiato il portiere, ci sarà lo svizzero Burki al posto di Baumann mentre non non ci sono stati cambi di grande rilievo in attacco, dove la coppia formata da Mehmedi (atteso ad una esplosione) e Zulechner avrà un anno in più di conoscenza reciproca e potrà far meglio della scorsa stagione.

Dunque questi cambi dovranno essere assimilati e in una Bundesliga che appare migliore degli scorsi anni, anche i bassifondi potrebbero vedere il loro livello innalzarsi, per cui c'è poco tempo per imparare schemi, tattiche e movimenti e si dovrà sin da subito collezionare punti in classifica per non rimanere troppo indietro nella seconda fase della stagione.

lunedì 11 agosto 2014

Bundesliga 2014/2015: Preview, Parte 2

Eccoci subito giunti alla seconda parte della nostra preview sulla Bundesliga che sta per partire. Si va in ordine alfabetico: oggi due big, una nobile decaduta ed una squadra con una gran tifoseria.


Amburgo



Arrivi: Zoltan Stieber, Valon Behrami, Nicolai Muller, Per Ciljan Skjelbred, Matthias Otrzolek, Gojko Kacar, Artjoms Rudnevs (ultimi tre per fine prestito).

Partenze: Hakan Calhanoglu, Denis Aogo, Michael Mancienne, Zhi Gin Lam, Tomas Rincon, Robert Tesche, Lasse Sobiech (prestito), Ola John, Ouasim Bouy (ultimi due per fine prestito).


Aspettative: salvarsi un po' prima di quanto fatto l'anno scorso e magari provare a togliersi qualche soddisfazione sulle singole partite.


Abbiamo lasciato la Bundesliga 2013/2014 con l'Amburgo, il grande Amburgo, squadra che orgogliosamente rivendica le sue zero retrocessioni, coinvolta in uno spareggio retrocessione contro il Greuther Furth, da cui è riuscito a spuntarla grazie a due miseri pareggi e con un post-partita poco edificante per uno dei suoi giocatori, Pierre-Michel Lasogga.

L'obiettivo dell'Amburgo per questa stagione è non prendere più una paura del genere e chiudere i conti con la salvezza un po' prima di quanto fatto nella stagione passata. Certo, le ambizioni dettate dal blasone sarebbero anche superiori ma in questo periodo storico l'Amburgo non è una grande e può solo preoccuparsi di limitare i danni in attesa di tempi migliori e conti in banca migliori. In questo senso, la squadra sembra essere leggermente migliorata rispetto alla scorsa stagione con l'arrivo permanente di Lasogga ed il ritorno dal prestito di Rudnevs, che magari mister Slomka proverà a far giocare insieme. Behrami da' sostanza al centrocampo risultando forse in un upgrade rispetto a Rincon mentre Nicolai Muller porta un po' di duttilità tattica nei ruoli offensivi. E' ovvio che peserà parecchio l'assenza di Calhanoglu ma rispetto alla scorsa stagione c'è più profondità davanti e quindi Slomka potrà sfruttare al meglio i periodi caldi di forma dei suoi ragazzi.

Alcuni calciatori sono in attesa di rilancio come Milan Badelj  o anche Maxi Beister, in più vedremo se ci sarà spazio per un notevole blocco di giovani calciatori guidata da Jonathan Tah che l'anno scorso con l'arrivo di Slomka scomparì dalle formazioni titolari ma che quest'anno potrà essere un utile alternativa a Djourou e Westermann.




Augsburg













Arrivi: Tim Matavz, Shawn Parker, Nikola Djurdjic, Caiuby, Markus Feulner, Abdul Rahman Baba, Aristide Bance, Mathias Fetsch (gli ultimi due per fine prestito).

Partenze: Andre Hahn, Kevin Vogt, Dong-Won Ji, Matthias Otrzolek, Andreas Ottl, Mohamed Amsif, Raphael Holzhauser, Arkadiusz Milik (gli ultimi due per fine prestito).


Aspettative: confermarsi nella zona di centro classifica in Bundesliga provando a raggiungere di nuovo le prime 8 posizioni; passare qualche turno in DFB Pokal provando, con sorteggi favorevoli, a raggiungere i quarti di finale.


La squadra bavarese l'anno scorso ha convinto tutti con il suo gioco molto quadrato, che ha portato il confermatissimo allenatore Markus Weinzierl sulle copertine dei giornali. Una passata stagione all'insegna dell'inseguimento ad un impronosticabile posto per l'Europa League che è svanito solo agli ultimi istanti. E quest'anno l'intenzione è di provare a rivivere le stesse sensazioni, supportati come al solito da una delle tifoserie migliori in Germania (sicuramente la migliore delle squadre bavaresi di alto livello).

Non sarà facile però: l'assenza di Andre Hahn, che con l'Augsburg è esploso l'anno scorso fino a raggiungere la nazionale, sarà difficile da colmare anche se in questo senso l'acquisto di Caiuby potrebbe essere la chiave della stagione per i rossoverdi. Davanti è cambiato molto, via Ji e Milik e dentro un giocatore di peso come Tim Matavz, che aveva mercato da squadre ben più blasonate, più il serbo Djurdjic ed il giovane Shawn Parker che proverà ad emergere definitivamente dopo aver sofferto un po' a Mainz. In generale il reparto è vastissimo e non è da escludere che arrivi qualche cessione nella parte finale di questa sessione di calciomercato. A centrocampo ritengo notevole la perdita di Kevin Vogt e con Markus Feulner c'è un downgrade nella posizione di mediano. Importante invece che nel reparto difensivo sia cambiato poco, con la sola cessione di Ostrzolek che verrà sostituito dal ventenne ghanese Baba, così che gli schemi ed i movimenti non abbiano bisogno di modifiche o rinfrescate particolari.




Bayern Monaco













Arrivi: Juan Bernat, Sebastian Rode, Mehdi Benatia, Xabi Alonso, Pepe Reina, Robert Lewandowski (sigh).

Partenze: Toni Kroos, Mario Mandzukic, Diego Armando Contento, Daniel Van Buyten, Lukas Raeder.


Aspettative: Conquistare la Polonia entro ottobre, estendersi a Belgio e Olanda verso fine anno, entrare in Italia ad inizio 2015, invadere Francia ed Inghilterra verso marzo, attaccare gli USA intorno a maggio Vincere campionato, coppa nazionale, supercoppa nazionale, Champions League.


Cosa c'è da dire del Bayern Monaco? Sono la squadra più forte in Germania, inutile prenderci in giro. Sono forse la squadra più forte anche in Europa, nonostante qualche tifoso snob invocava una morte del tiki taka dopo la pesante doppia sconfitta contro il Real Madrid. In realtà vanno considerati diversi fattori, per esempio l'adattare determinati giocatori ad un sistema di gioco che non era loro, nonostante ne giocassero un surrogato in nazionale. Inoltre, fatti i dovuti paragoni, Heynckes non ha vinto nulla al primo anno, e sappiamo tutti quanto abbia vinto Heynckes al secondo anno. Guardiola parte da una base di 4 trofei vinti subito, con chance di poter crescere in questa seconda stagione. Ovviamente non è detto che accada, ma dipenderà molto dalla tenuta delle sue avversarie in Germania e dalla capacità del Real Madrid di reggere dietro con una squadra offensiva come non mai.

Ad ogni modo, l'allenatore spagnolo sta provando alcune variabili tattiche come l'introduzione di una difesa a 3 uomini, con l'utilizzo di David Alaba da esterno di centrocampo o da mezzala e Lahm ancora in mezzo al campo come regista. L'acquisto di Juan Bernat offre comunque la possibilità di schierare un valido esterno sinistro, sia in una difesa a 4 che con difesa dispari ed il costo di 10M sembra alto ma in realtà potrebbe anche suonare come un affare fra qualche anno. Davanti hanno preso Lewandowski, e non diciamo altro. Certo, a costo di perdere Mandzukic ma era chiaro da subito che i due non potessero essere nella stessa squadra. Xabi Alonso invece è stato preso per sostituire Kroos, ma non c'è dubbio sul fatto che non sia un titolare. L'altro acquisto, quello di Sebastian Rode, regala solo profondità alla rosa e non è da escludere che il ragazzo venga mandato in prestito altrove così come è stato fatto con Jan Kirchhoff. 


Bayer Leverkusen 











Arrivi: Hakan Calhanoglu, Josip Drmic, Wendell, Vladen Yurchenko, Dario Kresic, Karim Bellarabi (fine prestito), Kyriakos Papadopoulos, Tin Jedvaj (ultimi due in prestito).

Partenze: Emre Can, Sidney Sam, Jens Hegeler, Andres Palop (ritiro), Konstantinos Stafylidis (prestito), Eren Derdiyok, Andres Guardado (ultimi due per fine prestito).


Aspettative: top3 con velleità di giocarsi almeno la seconda posizione, finale di DFB Pokal, passaggio agli ottavi di Champions League.


Questa è una delle compagini più interessanti da analizzare. Sono una squadra giovane, talentuosa, con buoni propositi. Però ha anche diversi punti interrogativi che dovrà neutralizzare nel corso della stagione. Il primo è dettato dal cambio di allenatore, con la squadra che dovrà conoscere una nuova guida tecnica in Roger Schmidt. In questo senso i numerosi cambi nell'undici titolare saranno meno pesanti perché appunto col nuovo mister si sarebbe dovuto comunque ripartire da un progetto tattico differente, ma è chiaro che per la conoscenza dei calciatori questi avvicendamenti nella rosa vanno comunque digeriti.

Il Bayer l'anno scorso aveva fatto molto bene con Sam ed Emre Can, venduti rispettivamente ai rivali dello Schalke ed al Liverpool, cessione quest'ultima che verosimilmente ha finanziato l'arrivo di due ragazzi giovani e molto interessanti come Hakan Calhanoglu e Josip Drmic. Il primo dovrà sicuramente inserirsi subito negli schemi perché da lui e da Son partiranno molte azioni offensive, il secondo può anche essere aspettato perché c'è sempre l'assicurazione Kiessling ma ad un certo punto dovrà mostrare la sua capacità di vedere la porta e calciare con entrambi i piedi.

Sono attesi a conferme i giovani Brandt e Oztunali, che possono regalare profondità alla rosa qualora dovessero crescere ulteriormente, inoltre la difesa trova un elemento di talento come Kyriakos Papadopoulos (a proposito, se lo Schalke volesse rivalutarlo, perché darlo proprio ad una concorrente come il Bayer Leverkusen?) che tuttavia viene da problemi fisici e non può garantire una presenza fissa da titolare, per cui c'è bisogno che Toprak e Wollscheid mantengano una certa costanza a buoni livelli. Inoltre ci aspettiamo una stagione con molte più partite da titolare per Giulio Donati, che dopo un primo anno di ambientamento già positivo può provare a farsi conoscere anche dal  pubblico tedesco e, chissà, dal nuovo (e tuttora ignoto) CT della nazionale italiana.